RSR in visita presso il Centro Conservazione Biodiversità Vegetale Abruzzo – Majella Seed Bank

RSR in visita presso il Centro Conservazione Biodiversità Vegetale Abruzzo – Majella Seed Bank

a cura di Manuele Bartolini – Rete Semi Rurali

Nella giornata di venerdì 30 maggio Rete Semi Rurali è stata in visita presso il Centro Conservazione Biodiversità Vegetale Abruzzo – Majella Seed Bank del Parco Nazionale della Maiella, situato presso le strutture del Giardino Botanico “Michele Tenore” a Lama dei Peligni (CH).

La struttura ha la finalità di costituire una riserva di semi delle specie vegetali sia spontanee che coltivate a maggior rischio di scomparsa e attualmente rappresenta un punto di riferimento a livello regionale e nel panorama dei Parchi Nazionali, costituisce un valido esempio di integrazione tra le attività di conservazione ex-situ ed in-situ.

La Banca del Germoplasma è stata istituita nel 2005 ed è socio fondatore di R.I.B.E.S., la Rete Italiana delle Banche del germoplasma d’Italia (https://www.reteribes.it/) e ad oggi può vantare circa 400 accessioni diverse e oltre ad effettuare attività scientifiche e di ricerca svolge un fondamentale ruolo culturale, rappresentando un presidio per le attività di formazione e per esperienze dirette nel campo della conservazione della biodiversità.
Inoltre per la biodiversità agricola, grazie alle sue attività, il centro rappresenta un punto di riferimento della regione Abruzzo per il mantenimento evolutivo e la conservazione di risorse genetiche vegetali (RGV) di interesse alimentare ed agrario locale, soggette a rischio di erosione.
Il materiale vegetale è sottoposto a selezione, test di vitalità e di germinabilità mentre la conservazione a lungo termine avviene tramite disidratazione dei semi in camere controllate e il successivo stoccaggio in celle a -20°C. Nei laboratori si svolgono studi per definire protocolli di germinazione efficaci e utili alla propagazione. I semi conservati possono essere utilizzati in programmi di reintegro o miglioramento delle popolazioni naturali a rischio o a supportare la conservazione on farm attraverso la collaborazione con la rete degli agricoltori custodi.

Ospiti di questa bellissima realtà non possiamo che ringraziare il Parco Nazionale della Maiella, i suoi dipendenti, collaboratori e la Regione Abruzzo per questo importantissimo lavoro di tutela del patrimonio agroalimentare, della biodiversità e dello sviluppo rurale.

Per maggiori info: https://www.parcomajella.it/


Banche dei semi comunitarie in Europa: il loro ruolo tra conservazione ex situ e on farm

Banche dei semi comunitarie in Europa: il loro ruolo tra conservazione ex situ e on farm

di Riccardo Bocci, Bela Bartha, Helene Maierhofer, Michaela Arndorfer e Michele Salvan – tratto da Genetic Resources Journal

Questo articolo illustra il ruolo delle banche dei semi comunitarie (CSB) in Europa all’interno della comunità delle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura e il loro ruolo nella conservazione e nell’uso sostenibile dell’agrobiodiversità in complementarietà con il  sistema di gestione 
ex situ  . Per oltre 40 anni, le CSB in tutto il mondo sono emerse come parte del cosiddetto sistema informale dei semi per contrastare la perdita di varietà adattate localmente attraverso lo sviluppo di sistemi di semi collettivi. La maggior parte degli studi e degli articoli fa riferimento a esperienze del Sud del mondo, mentre manca ancora un’analisi completa dell’impatto e del ruolo delle CSB sui sistemi di semi nei paesi industrializzati. Questo documento fornisce tre casi di studio che descrivono l’esperienza di banca dei semi comunitaria di diverse organizzazioni europee: Pro Specie Rara (Svizzera), Arche Noah (Austria) e Rete Semi Rurali (Italia). Queste organizzazioni esemplificano la diversità tra le CSB europee e i loro sforzi per impegnarsi con le banche genetiche e il sistema formale dei semi.

Varietà ortive da conservazione: passato, presente e futuro

Varietà ortive da conservazione: passato, presente e futuro

di Francesca Gori – Rete Semi Rurali

Sono passati quasi venti anni dalla prima definizione di varietà da conservazione contenuta nella Direttiva Europea 98/95 (1998) e più di dieci dall’uscita delle direttive specifiche su cereali (62/2008), ortive (145/2009) e foraggere (direttiva 60/2010).

È importante cercare di trarre un bilancio da questa esperienza che è stata la prima deroga alla normativa sementiera, consentendo la registrazione di varietà non rispondenti ai criteri DUS. Inoltre, analizzare il suo impatto si rileva utile in questo momento storico in cui si sta negoziando il nuovo regolamento sementiero, con importanti modifiche proprio per le varietà da
conservazione. Questo articolo riprende un lavoro pubblicato da Adriano Didonna, Riccardo Bocci et al., nel 2024 su Horticulture e si occupa in particolare dell’implementazione della direttiva 145/2009 sulle specie ortive iscritte come varietà da conservazione e non come prive di valore intrinseco. Per capire, infatti, gli effetti che questa normativa ha avuto sul mercato delle sementi è opportuno studiare i dati delle iscrizioni delle varietà da conservazione nella sezione apposita del Catalogo
Comune (CC), sia a livello europeo che nazionale. In Europa, nel 2023 risultano registrate 191 varietà ortive da conservazione appartenenti a 31 specie, distribuite in 18 Paesi, pari a solo lo 0,88% del totale delle varietà ortive incluse nel CC (21.593
varietà). La specie più rappresentata è Phaseolus vulgaris L. con 36 varietà, seguita da Solanum lycopersicum L. con 35 varietà e Capsicum annuum L. con 28 varietà. La quasi totalità delle registrazioni è avvenuta a partire dal 2010, dopo l’entrata in vigore della direttiva 145/2009, con un picco nel 2015 che è stato l’anno in cui è stato registrato il maggior numero di varietà registrate (31), seguito dal 2021 (23). Spagna, Italia e Croazia sono i paesi che hanno iscritto più varietà, arrivando a rappresentare insieme oltre il 65% delle registrazioni totali (Figura 1).

L’Italia si posiziona al secondo posto con 43 varietà orticole registrate appartenenti a 15 specie, tra cui le più rappresentate sono Phaseolus vulgaris (18), Allium cepa var. cepa (5) e Solanum lycopersicum (4). Se andiamo a disaggregare il dato italiano nelle diverse regioni, notiamo che solo sette ad oggi hanno registrato varietà da conservazione, in particolare le regioni del centro-nord. La Toscana guida la classifica con 22 varietà registrate, pari a più della metà delle varietà registrate in Italia (51,26%), seguita da Piemonte (8) e Veneto (5), evidenziando un quadro frammentato (Figura 2) che vede le regioni del sud Italia, seppur più ricche di varietà locali, non in grado di sfruttare appieno le deroghe introdotte dalle direttive per le varietà da conservazione. Analizzando chi ha registrato queste varietà, vediamo che la gestione è nelle mani di solo otto responsabili, tra enti pubblici, collettivi e ditte sementiere. Un caso emblematico è proprio la Toscana che, pur vantando il maggior numero di varietà registrate, vede 21 varietà da conservazione interamente nelle mani di un’unica ditta sementiera. In generale, si può osservare che ogni responsabile gestisce un numero significativo di varietà, con poco spazio alla partecipazione di altri attori.
Alla luce di questi dati, è abbastanza chiaro che le norme in materia non hanno ottenuto i risultati sperati. Infatti, non si è sviluppato un mercato sementiero basato sulle varietà da conservazione di ortive e le deroghe non sono servite per portare diversità nel settore, sia in termini di varietà commercializzate che di attori coinvolti. Ma quali sono le ragioni di questi risultati?
Come RSR, abbiamo cercato di fare chiarezza già in passato (vedi notiziario n. 21, 2019) sugli ostacoli percepiti, spesso alimentati da disinformazione, che hanno frenato l’uso delle varietà da conservazione. Le ragioni principali riguardano requisiti di registrazione troppo severi, difficoltà a livello regionale nell’usare questo strumento, non interesse delle ditte sementiere per queste varietà giudicate non adatte al settore professionale, assenza di attori commerciali in grado di sviluppare un nuovo mercato per hobbisti e, in ultimo, la difficoltà nel reperire informazioni storiche sulle varietà. Inoltre, molti agricoltori vedono le varietà da conservazione come una minaccia piuttosto che un’opportunità, a causa delle restrizioni sull’areale di riferimento, dei limiti quantitativi alla vendita delle sementi, e della burocrazia legata a registrazione e certificazione.
Un altro aspetto che merita attenzione è la confusione legata alle diverse normative che impattano sulle varietà locali. In Italia, infatti, abbiamo la legge 194/2015 che istituisce l’Anagrafe nazionale delle varietà locali e permette la libera circolazione delle sementi di varietà da conservazione nell’ambito della “Rete nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare”. Quindi a livello regionale, dove le domande vengono valutate, bisogna decidere se registrare la varietà nella sezione di quelle da conservazione, oppure notificarla all’Anagrafe, o fare tutte e due le cose. Ovviamente, la presenza nell’Anagrafe non autorizza la vendita delle sementi, soggetta alla normativa sementiera e a quella fitosanitaria.
In definitiva, a quindici anni dalla pubblicazione della Direttiva 145/2009/ CE è necessaria una revisione della normativa per facilitare la commercializzazione delle sementi delle varietà da conservazione. La proposta del nuovo regolamento sementiero pubblicata dalla Commissione europea nel luglio del 2023 e il relativo negoziato in corso sul testo (per un approfondimento vedi notiziario n.35, 2023), dovrebbe essere il momento giusto per ripensare le norme sulle varietà da conservazione, tenendo conto delle problematicità emerse in questi anni.
Ad esempio, la proposta della Commissione e approvata dal Parlamento prevede di:

1. semplificare la procedura di registrazione riducendo la documentazione necessaria, eliminando l’obbligo di dimostrare il legame storico con il territorio e richiedendo semplicemente le specifiche condizioni locali in cui la varietà è coltivata;

2. permettere la vendita delle sementi come categoria standard, quindi senza certificazione e controllo in campo;

3. allargare la tipologia di varietà anche alle nuove varietà sviluppate “tramite miglioramento genetico partecipativo e adatte ai contesti locali”.

Quale futuro?
Ad oggi siamo in piena negoziazione e attualmente la proposta è ancora in discussione al Consiglio dell’Unione Europea per poi passare al Trilogo (Commissione/Parlamento/Consiglio) e non è chiaro quale direzione prenderanno queste riforme.
Infatti, se da un lato c’è una pressione per promuovere ed incentivare il mercato delle varietà da conservazione e la tutela dell’agrobiodiversità come uno degli obiettivi della nuova normativa sementiera, dall’altro c’è la paura che tutte le deroghe proposte possano minare il sistema attuale di registrazione e certificazione varietale, favorendo quindi le frodi e mettendo a rischio la qualità delle sementi.
Non si tratta di una scelta facile, ma se è comprensibile la paura, soprattutto di chi finora ha lavorato nel sistema formale, il timore del necessario cambiamento non dovrebbe essere la guida su cui basare i sistemi sementieri del futuro. Andrebbe infatti raccolta la sfida della diversità e delle relative deroghe contenute nel testo.
Questo consentirebbe di sviluppare finalmente sistemi sementieri diversificati, favorire l’uso sostenibile della biodiversità agricola, promuovere i diritti degli agricoltori, e dare anche in Europa piena applicazione al Trattato Fao sulle risorse genetiche vegetali per l’agricoltura e l’alimentazione.


DIVERSITAS, l’ecosistema digitale di Rete Semi Rurali

DIVERSITAS, l’ecosistema digitale di Rete Semi Rurali

Un insieme di strumenti per descrivere e valutare le varietà, le popolazioni e il materiale eterogeneo, per raccogliere i dati di campo e per seguire tutta la filiera dal seme al cibo.

Nel 2023 la Casa delle Sementi di Rete Semi Rurali ha compiuto 11 anni e la maggior parte del materiale che custodisce è frutto di attività di ricerca, di moltiplicazione e di recupero presso agricoltori e banche del germoplasma.

Da quando la Casa delle Sementi di RSR si è spostata nella sua sede definitiva presso la Casa dell’Agrobiodiversità in piazza Brunelleschi a Scandicci, sono successe molte cose che la hanno strutturata e resa più accessibile. Tra le novità più significative c’è stata la sua dislocazione in altre due sedi, in Lombardia e in Valcamonica, in modo da essere più funzionale alle attività che si svolgono su riso, cereali di montagna e legumi. La quantità di sementi che ogni anno entra ed esce ormai richiede una gestione complessa e una delle prime necessità è stata la creazione di un database per la gestione delle sementi che, allo stato attuale, consistono in 979 varietà e popolazioni di 14 specie differenti, per un totale di 2.320 chili di semi.

Il database è in funzione dal 2021 ed è raggiungibile attraverso il sito rsr.bio tramite una pagina di accesso che consente a chi si occupa di sementi di aggiornare le informazioni anche se non è fisicamente dentro una delle sedi della Casa delle Sementi. Il DB ha anche una pagina pubblica dove per ora è riportata unicamente la consistenza di ciascuna specie. Nel prossimo futuro è prevista la gestione delle richieste di semente direttamente dal sito dove sarà possibile consultare le disponibilità di ciascuna specie.

La gestione delle sementi tramite database però non è sufficiente a raccogliere le informazioni che la loro coltivazione ci fornisce. Abbiamo quindi attivato uno strumento digitale per la raccolta dei dati di campo, la App open-source per android FieldBook. Si tratta del quaderno di campagna semplificato che per molti anni abbiamo compilato manualmente e che è stato codificato in modo da velocizzare la raccolta dei dati e integrarli, tramite il database, direttamente tra le informazioni che abbiamo per ogni materiale coltivato. L’accuratezza di questi dati è di fondamentale importanza sia per le attività di ricerca che per la valutazione delle varietà ai fini della costituzione di popolazioni e miscele. Saltare quindi i vari passaggi di scrittura manuale in campo, spesso in condizioni complicate, e di trascrizione su supporto informatico, ci aiuta a fare meno errori e ad avere dati il più possibile aggiornati.


Diagramma per l’organizzazione delle
risorse genetiche nel database RSR

Logo ufficiale DIVERSITAS

Un altro strumento digitale che abbiamo attivato negli ultimi due anni è la piattaforma Seedlinked, un’applicazione per prove varietali collaborative e decentralizzate in agricoltura biologica. L’obiettivo principale di questo strumento è il coinvolgimento degli attori sociali nella gestione della biodiversità, aumentandone le conoscenze e le capacità di mantenere le risorse genetiche vegetali sia in-situ che on-farm tramite la realizzazione di prove di campo, degustazioni di prodotti e mappatura delle risorse. Per rendere la piattaforma più accessibile ne abbiamo fatto una traduzione dall’inglese all’italiano e abbiamo chiesto di introdurre alcune specie che sono molto in uso in Italia, soprattutto cereali. La piattaforma permette di effettuare valutazioni semplificate per le sementi e per le prove organolettiche e di gradimento su campioni di popolazioni evolutive e materiale eterogeneo biologico (MEB, ai sensi del nuovo regolamento biologico 848/2018) e mettere a disposizione di tutti i risultati ottenuti.

I sistemi sementieri si stanno evolvendo verso una maggiore flessibilità al fine di poter mettere a disposizione degli agricoltori la più ampia biodiversità disponibile pur mantenendo adeguati standard qualitativi delle sementi. SeedLinked può essere un importante supporto per venire incontro a queste necessità portando tutte le parti interessate a essere coinvolte attivamente nella gestione dinamica delle risorse genetiche vegetali.

Un requisito fondamentale per l’integrazione e il buon funzionamento di questi strumenti è la loro interoperabilità con le altre banche dati in modo da permettere la tracciabilità del materiale anche al di fuori della banca dati di RSR.

Un requisito fondamentale per il buon funzionamento di questi strumenti è la loro interoperabilità con le altre banche dati.

Attualmente questo è possibile introducendo nel sistema informativo l’utilizzo di un codice identificativo univoco e globale per i semi che entrano ed escono dalla Casa delle Sementi, il DOI (vedi Notiziario 32 “L’importanza dei DOI” di Marco Marsella – Segretariato Trattato) e di un accordo di trasferimento materiale, l’EasyMTA, che è il documento standard che stabilisce i termini e le condizioni garantendo che le disposizioni pertinenti del Trattato Internazionale sulle Risorse Genetiche (Trattato FAO) siano seguite durante il trasferimento di materiale genetico vegetale da un ente a un altro.

Infine, per aumentare la possibilità dei fruitori di sementi che desiderano ricevere anche informazioni sulle altre attività della Rete, in particolare quelle che si svolgono nelle aziende e collegate alla gestione delle sementi, abbiamo adottato un sistema di gestione dei contatti e delle comunicazioni tramite CRM integrandolo nel database della Casa delle Sementi.

La complessità apparente dell’insieme di tutti gli strumenti digitali che abbiamo deciso di adottare è in realtà articolata in un insieme logico che abbiamo chiamato Diversitas, ecosistema digitale di RSR che è funzionale agli obiettivi che sono alla base di tutta la nostra azione: descrivere e valutare le varietà, le popolazioni e il materiale eterogeno tramite l’osservazione e la raccolta di informazioni e dati di campo in modo da conoscere, seguire e raccontare tutta la filiera agricola – dalla semente al cibo e la comunità che la fa vivere!

Convegno finale BREED4BIO

Convegno finale BREED4BIO

Giovedì 1° giugno si è tenuto il convegno finale del progetto Breed4Bio. Durante la mattinata, presso la sede della Regione Emilia-Romagna a Bologna, i partner del progetto hanno relazionato circa obiettivi, finalità e risultati delle attività svolte. Per l’occasione, la sala si è riempita di esperti e appassionati del settore che hanno voluto conoscere i risultati del progetto.

Dopo una introduzione sull’innovazione, la formazione e la consulenza per il settore agricolo ed agroalimentare dell’Emilia Romagna tenutasi dal funzionario regionale, sono stati affrontati temi relativi alla normativa vigente in materia di popolazione evolutive e presentati i risultati delle diverse attività progettuali ed esperti del settore hanno reso possibile una interessante tavola rotonda con i protagonisti delle filiere di popolazioni di frumento.

A questo link è possibile vedere la registrazione della conferenza: https://youtu.be/_zityXVz4o4

Nel pomeriggio l’evento è proseguito ai campi sperimentali di popolazioni evolutive del CREA Difesa e Certificazione nella località di Budrio, presso l’azienda sperimentale Bagnaresa. Dopo un’introduzione a cura del CREA-DC, gli interessati hanno potuto vedere e valutare le parcelle sperimentali.

Ottimi pani prodotti a partire da farine ottenute da grani coltivati nell’ambito del progetto sono stati offerti al pubblico e prodotti dal Forno Calzolari.


Coltiviamo la diversità! Campagna di semina primaverile 2023

Coltiviamo la diversità! Campagna di semina primaverile 2023

Case delle sementi

Casa delle sementi

Concetta Vazzana

Carissime/i, ecco la documentazione per la partecipazione alla

Campagna di semina primaverile annata agraria 2023,

Il catalogo di varietà e popolazioni che quest’anno mettiamo a disposizione è frutto del lavoro della Casa delle Sementi di Rete Semi Rurali che dall’aprile 2019 ha trovato la sua collocazione nella nuova sede di Scandicci.Torniamo a sottolineare che Coltiviamo la diversità! Campagna di semina è un percorso di crescita di conoscenze e competenze collettivo ed orizzontale, non secondario rispetto alla crescita di disponibilità di semente sul territorio. È indispensabile la divisione dei compiti e l’assunzione di responsabilità da parte degli agricoltori e degli appassionati che vorranno mettersi in gioco.

Crediamo di grande importanza che questa attività sia supportata con l’autofinanziamento. Per partecipare a Coltiviamo la diversità!Campagna di semina si chiede di essere o diventare “sostenitori RSR”.

La Campagna di semina primaverile sarà aperta dal 3 al 17 aprile 2023.

Le quantità d semente disponibili per ogni richiedente sono

  •  2 grammi per le accessioni di pomodoro
  • 20 grammi per le accessioni di girasole
  • 200 grammi per le accessioni di riso.

Nel catalogo sono indicate per ciascuna accessione le quantità totali che la Casa delle Sementi riesce a mettere a disposizione per questa Campagna di semina.

Per la richiesta occorre inviare una email all’indirizzo info@semirurali.net con indicati:

 

  • le varietà o popolazioni richieste nell’ordine di preferenza: visto che il materiale non è molto daremo priorità alle varietà o popolazioni citate per prime;
  • indirizzo postale completo dove sarà recapitata la spedizione del materiale;
  • numero di telefono della persona da contattare per eventuali chiarimenti.

Catalogo completo

Campagna di semina primavera 2023

Foto Riso

Campagna di semina primavera 2023

Invia la tua richiesta

– La sottoscrizione  è terminata –
Puoi iscriverti alla newsletter per ricevere avvisi all’apertura della prossima campagna di semina.

Riceverete per posta, insieme alla semente, il Modulo della Privacy e l’Accordo semplificato di trasferimento dei materiali vegetali per uso diretto (ATM) che devono essere completati, anche con i dati della località di coltivazione.

Una copia completa e firmata in originale dovrà essere spedita a:

Rete Semi Rurali
Piazza Brunelleschi, 8
50018 Scandicci FI

La Rete Semi Rurali propone un semplice protocollo per il funzionamento del sistema di scambio e riproduzione.
Se partecipi a Coltiviamo la diversità! Campagna di semina ti impegni a:

  • mantenere, nel limite del possibile, le varietà e/o le popolazioni che ha ricevuto – proteggerle dalle malattie e da ogni contaminazione;
  • informare in modo puntuale e preciso circa risultati e informazioni raccolte e la destinazione e l’uso del prodotto raccolto,  se possibile tramite l’uso del quaderno di campagna RSR;
  • restituire alla fine dell’annata agraria a Rete Semi Rurali un quantitativo di semente doppia rispetto a quella ricevuta;
  • nel caso l’uso non si esaurisca in un ciclo colturale, si impegna a darne comunicazione per gli eventuali cicli colturali successivi;
  • dichiara di non assumere alcun diritto sul prodotto di tali risorse genetiche;
  • esclude qualsiasi impiego volto alla creazione di organismi geneticamente modificati.
  • Partecipare e/o sostenere alle attività di RSR anche con una semplice donazione.

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Alcuni consigli pratici sulla coltivazione di parcelle per la riproduzione

girasole

Origine del materiale e attività di ricerca e studio di RSR

Il materiale disponibile nella campagna di semina è stato sperimentato nell’ambito del progetto SELIANTHUS nel 2019 e nel 2020, insieme ad altre varietà non ibride italiane reperite presso banche del germoplasma. In particolare, il seme che trovate nel catalogo è stato ricevuto dall’azienda agricola Torre Colombaia e dall’associazione Agrobioperigord.

Alcune note tecniche di coltivazione 

Il girasole è una specie a libera impollinazione. Si consiglia di coltivare una sola varietà per volta, con un minimo di 400 piante, evitando la semina di lunghe file e preferendo una disposizione a quadrato per favorire l’impollinazione di tutte le piante tra loro. Da evitare rigorosamente le zone in cui si trovano ampie superfici di girasole ibrido nelle vicinanze.

Biblio e sitografia RSR

Maggiori informazioni le potete trovare nell’articolo Il girasole: breve storia di una diversità dimenticata…verso la costituzione di una popolazione uscito nel numero 24 del Notiziario di RSR.

pomodoro

Origine del materiale e attività di ricerca e studio di RSR

Le popolazioni di pomodoro sono state costituite incrociando 4 varietà locali: due Cuor di Bue (Italia e Francia), un Marmande (Francia) e un Alicante allungato (Spagna).

La popolazione è stata già riprodotta nei campi sperimentali delle aziende che hanno partecipato al progetto LIVESEED per 2 anni (2018 e 2019). Il seme disponibile si trova alla generazione F6, ed è caratterizzato da un livello di diversità piuttosto elevato. Dal 2018 infatti stiamo lavorando con un gruppo di agricoltori per valutare le capacità di adattamento. 

Il seme delle popolazioni presenti nel Catalogo non è stato testato per virosi, batteriosi o altri organismi patogeni.

È importante che chi riceve il seme di una popolazione entri in contatto con tutto il gruppo di agricoltori sperimentatori. Vi proponiamo anche l’utilizzo del Quaderno di Campagna semplificato (che vi alleghiamo) in modo da facilitarvi una corretta registrazione dei dati agronomici e fitopatologici in relazioni alle fasi fenologiche di crescita delle piante. L’uso del Quaderno di Campagna è uno strumento di conoscenza che facilita lo scambio di informazioni tra gli agricoltori e RSR in modo da confrontare il comportamento di una popolazione in differenti località e in differenti annualità. Alla raccolta è possibile annotare le rese ed esprimere valutazioni soggettive. Una volta conclusa la compilazione del Quaderno di Campagna potete inviarcelo in formato cartaceo e tramite email.

Alcune note tecniche di coltivazione e per favorire l’adattamento locale

Si consiglia la semina in serra, in plateau da 60-104 fori e trapianto in pieno campo seguendo il sesto di impianto in uso, tenendo conto che si tratta di piante indeterminate da incannare o legare.

Per una gestione ottimale si consiglia di piantare il massimo numero di piante possibile (minimo 100, meglio se 400): questo permetterà di mantenere la diversità della popolazione nel tempo raccogliendo per il seme una pianta per bacca, da riunire in un unico lotto.

Per il seme, è preferibile utilizzare le bacche del primo palco.

Contemporaneamente, si possono scegliere le piante migliori (produttività, resistenza a malattie, forma e qualità del frutto) e prendere una bacca per seme, da conservare e riprodurre separatamente l’anno successivo.

Biblio e sitografia RSR

Maggiori informazioni le potete trovare nell’articolo Dieci anni di sperimentazione con la popolazione di pomodoro SOLIBAM Cuor di Bue uscito nel numero 24 del Notiziario di RSR.

riso

Origine del materiale e attività di ricerca e studio di RSR

Il materiale disponibile nella campagna di semina è stato ricevuto dalle banche del germoplasma del CREA e dell’IRRI (Istituto Internazionale per la Ricerca sul Riso) e moltiplicato nell’ambito del progetto RISO RESILIENTE. 

Il seme delle varietà presenti nel Catalogo non è stato controllato per la grana rossa e non è stato trattato per i nematodi (A. besseyi) né per la furasiosi (F. fushikuroi).

Si allega il materiale fotografico per ciascuna varietà di riso in Catalogo.

Alcune note tecniche di coltivazione 

Le principali tecniche di coltivazione per il riso sono:

  • in sommersione: si compatta il terreno, si inonda la risaia, si semina a spaglio con seme imbibito per 36/48h. La risaia rimane sommersa per la maggior parte del ciclo vegetativo;
  • in asciutta: si semina alla profondità di 3-5cm, si procede con una frequente irrigazione turnata a scorrimento. L’acqua ha il compito di soddisfare le esigenze idriche ma ha anche l’importante ruolo di volano termico impedendo che la pianta sia soggetta a sbalzi termici, soprattutto durante le fasi di germinazione e di fecondazione;
  • con pacciamatura verde: si semina a spaglio su un erbaio misto che viene schiacciato e successivamente trinciato. Si inonda la risaia per innescare i processi fermentativi, dopo una decina di giorni si procede con un’asciutta seguita da una sommersione che durerà fino alla maturazione.

La densità di semina consigliata per il riso è di 20 g/m2. A seconda della grandezza della parcella, i quantitativi variano come nella tabella:

 

grandezza parcella
metri quadri
quantità di semente consigliata
minima e massima in grammi
1 18 – 20
2 36 – 40
3 54 – 60
5 90 – 100
10 180 – 200
50 900 – 1000
100 1800 – 2000

Biblio e sitografia RSR

Sul sito di RSR potete trovare delle informazioni sul lavoro sperimentale svolto dal 2018 al 2021 alla pagina del progetto “Riso Resiliente”. Sul canale YouTube di Rete Semi Rurali potete trovare il video delle attività di campo. Altre interessanti informazioni le potete trovare nell’articolo “Cattedre ambulanti – Note sulla storia della diffusione del riso in Italia” uscito nel numero 23 del Notiziario di RSR e negli articoli che compongono il numero speciale 27 Risi Resilienti dedicato interamente al riso.