Una rete europea per la biodiversità agricola

Una rete europea per la biodiversità agricola

DYNAVERSITY: il consolidamento e l’allargamento del Coordinamento Europeo Liberiamo la Diversità!

Negli ultimi quattro anni i partner del progetto europeo DYNAVERSITY hanno analizzato e descritto le reti e gli attori coinvolti nella gestione dinamica dell’agrobiodiversità. Obiettivo principale è il consolidamento e l’allargamento del Coordinamento Europeo Liberiamo la Diversità!

L’agrobiodiversità deve essere utilizzata: solo così potremo assicurarne la conservazione e la salvaguardia per le generazioni future. Il motto utilizzato dalla FAO già nei primi anni duemila era “Usalo o perdilo”, e ancora oggi, secondo i dati dell’ECPGR (European Cooperative Programme for Plant Genetic Resources), delle 1097 piante edibili (su un totaledi 391.000 specie vegetali conosciute), solamente una minima parte è consumata. Anche nei nostri piatti, quindi, si manifesta l’evidente impoverimento della biodiversità agricola che, oltre all’irreversibile erosione genetica, comporta la totale assenza di alimenti per ottenere diete sane e diversificate. La biodiversità agricola è presente sia nell’ecosistema naturale in-situ (nei progenitori delle piante coltivate), sia all’interno delle 1750 banche delle sementi sparse per il mondo. Ma oltre all’approccio ex-situ, che ne assicura principalmente la conservazione statica all’interno delle banche, l’unico modo per ottenere un efficace mantenimento di questo patrimonio è la coltivazione in pieno campo (in azienda). In poche parole: più la biodiversità agricola viene coltivata, maggiore è la possibilità di garantire la sicurezza alimentare! Per ottenere questo risultato è necessaria una combinazione di approcci di conservazione e usi diversi (in-situ, ex-situ, in azienda) e che tutti, dai produttori ai consumatori, diventino parte attiva di questo processo di recupero dell’agrobiodiversità.


La Storia di ECLLD
EC-LLD, di cui Rete Semi Rurali è consigliere e promotore attivo, è una ONG con sede legale in Belgio e operativa in Italia e nasce dagli incontri del movimento europeo sulla biodiversità agricola noto come Let’s Liberate Diversity!. Dal 2005 gli incontri annuali promossi da EC-LLD e ospitati nei diversi paesi, sono stati 10.
L’obiettivo di questi eventi è stato quello di sviluppare la tematica della diversità agricola mettendo in comunicazione il lavoro e le esperienze dei diversi attori coinvolti e favorendo una diffusione orizzontale delle conoscenze e dei saperi. In parallelo EC-LLD organizza i Let’s Cultivate Diversity! (LCD), momenti di scambio di conoscenze pensati soprattutto per agricoltori, trasformatori e professionisti del settore i quali, all’interno di aziende agricole, e quindi “sul campo”, hanno modo di confrontarsi sul tema dell’agrobiodiversità in tutti i suoi aspetti pratici e teorici.

DYNAVERSITY

Facilitare il dialogo di conoscenze e pratiche tra le varie realtà coinvolte nella conservazione della biodiversità agricola è stato l’obiettivo principale del progetto europeo. All’interno delle tante attività, l’aspetto maggiormente innovativo è stato studiare il fattore sociale nella gestione della biodiversità agricola. Fino ad allora questa tematica era infatti rimasta all’interno delle comunità scientifiche, con poco coinvolgimento degli attori sociali. DYNAVERSITY, invece, ha voluto coinvolgere nel dibattito anche agricoltori, seed savers, ONG, giardinieri, hobbisti e i cittadini, affiancando alla ricerca scientifica il coinvolgimento sociale, componente necessaria per promuovere un cambiamento che non sia solamente sulla carta ma in campo. Sono state realizzate tantissime attività e materiali divulgativi tra cui: un glossario, 10 videoscribes, 3 manuali sulla gestione delle Case dei Semi, la mostra fotografica ed innumerevoli momenti di scambio di pratiche, conoscenze e semi tra agricoltori, cittadinanza e stakeholder.

I membri EC-LLD dal 2012 a oggi

La costruzione della rete europea

Il progetto ha permesso al Coordina­mento Europeo Liberiamo La Diver­sità! (EC-LLD) per la prima volta di avere un Segretariato retribuito per seguire tutte le attività di animazione, facilitazione e messa in rete. Infatti, prima le attività di segreteria e coordi­namento erano coperte dal lavoro vo­lontario dei soci. All’interno di questo quadro, EC-LLD ha effettuato una mappatura di tutti gli attori e comu­nità sociali che, a livello europeo, uti­lizzano e riproducono vecchie varietà, varietà locali o popolazioni. In tre anni di progetto sono state mappate in ol­tre 32 paesi circa 56 diverse realtà che si occupano di biodiversità agricola. Dalla mappa è possibile vedere il per­corso di EC-LLD nel tempo, i suoi soci attuali e le altre realtà individuate, che saranno coinvolte in futuro. Tutte queste sono reti di reti o organizzazio­ni con soci individuali, che vanno dalle 100 alle 7000 persone nelle associazio­ni più strutturate! Grazie agli incontri Let’s Liberate Diversity! alcune orga­nizzazioni sono state invitate a parte­cipare alle attività di DYNAVERSITY con l’obiettivo di mettere in relazione tra di loro tali attori. Alcune hanno chiesto di aderire a EC-LLD e questo ha portato ad un aumento del numero dei membri (da 12 a 16) e alla coper­tura di 12 paesi della regione europea: oltre all’area dell’Europa centrale, sono stati coinvolti molti paesi scandinavi e dell’Europa orientale, andando a rag­giungere un bacino più ampio rispetto ai soci fondatori di EC-LLD. Diventa­re membri effettivi della rete non rap­presenta solamente il coronamento di un percorso sociale di fiducia, ma an­che il riconoscimento dell’importanza del lavoro svolto per la salvaguardia e l’uso in azienda dell’agrobiodiversità. EC-LLD organizza dei webinar mul­tilingue mensili chiamati “Seed Policy Dialogue”, il cui tema di apertura è la newsletter redatta da Fulya Batur, esperta di politiche sementiere. Ven­gono affrontate le diverse tematiche politiche, legali e tecniche riguardanti semi e biodiversità, come la nuova ri­forma della legge sementiera europea, le NBT, la strategia Farm2Fork, l’obiet­tivo Biodiversità 2030.

Orti della diversità

Orti della diversità

Il primo orto urbano sociale a cura di RSR

Siamo cresciuti in un paese con una grande cultura agricola e alimentare, nei nostri ricordi vivono storie antiche che profumano di ruralità, vita contadina e autoproduzione che ci ricordano quanto è virtuoso rinfrescare quotidianamente il legame con la natura.

Oggi i luoghi più popolosi sono rappresentati dalle città, spazi in cui la vita si configura in verticale, lontana dal contatto con la terra e con ciò che di invisibile regna al di sotto. Tale distanza ha portato ad una profonda e rapida alterazione del rapporto diretto tra uomo e natura, modificando radicalmente la nostra relazione con cibo e agricoltura. Esperienze a contatto con spazi verdi e ricchi di biodiversità diventano oggi un bisogno sempre più urgente per chi vive in città densamente urbanizzate e caotiche. L’orticoltura urbana rappresenta una soluzione innovativa e trasformativa in città, in grado di riqualificare spazi pubblici da un punto di vista sociale, ambientale e paesaggistico. L’orto sociale in città diventa luogo dove coltivare piante con alto valore ambientale e nutrizionale, dove stringere relazioni e fare azioni significative per la cura dell’ambiente, inteso come spazio e bene comune. Così un progetto sociale e agricolo in città diviene protagonista di un significativo cambiamento culturale, necessario per il recupero di semi di conoscenza, autodeterminazione e partecipazione cittadina.

Costruzione compostiera e area ortaggi – Aprile 2021

L’esperienza degli Orti della Diversità nel quartiere di Vingone a Scandicci è coordinata da un’ATS (Associazione Temporanea di Scopo) che riunisce vari soggetti che da anni riproducono biodiversità in campo e portano avanti un discorso sull’agricoltura sostenibile a livello socio-culturale. L’ATS è composta da: Rete Semi Rurali come capofila, Società Toscana di Orticultura, Eticamente Onlus, Seed Vicious, Cooperativa Sociale Gaetano Barberi Onlus, Cooperativa Sociale il Giglio del Campo, Associazione la Fierucola, Associazione Terra! L’iniziativa rientra nel progetto “Centomila Orti in Toscana”, uno strumento dell’Amministrazione Regionale per facilitare la realizzazione di nuovi orti e/o il recupero di quelli già esistenti.

A seguito dell’assegnazione dello spazio da parte del Comune di Scandicci nel 2020, l’ATS ha aperto il bando per accogliere e selezionare le richieste da parte dei residenti, rispettando i principi di inclusività. È stata posta attenzionead aspetti quali parità di genere, inter-generazionalità, composizione del nucleo familiare e stato occupazionale. È stato quindi selezionato un gruppo di partenza composto da 29 cittadini, che dall’estate 2020 hanno lavorato non solo alla messa in coltura dei singoli appezzamenti, ma anche alla progettazione degli spazi comuni, in uno spirito di condivisione e scambio. La modalità di gestione degli Orti è del tutto innovativa: prevede infatti la costituzione di un’Assemblea degli ortisti e del relativo Comitato di Gestione che si occuperà del funzionamento, dell’apertura e della manutenzione ordinaria dello spazio, ma anche di promuovere un programma di iniziative pubbliche.

– Custodi di Semi
Seed Vicious è un’associazione no profit di custodi di semi che annovera soci in tutta Italia.
È nata spontaneamente su internet ed è cresciuta in breve tempo.
Forte della sua predisposizione ai moderni mezzi di comunicazione ha un ottimo seguito sulle piattaforme social, rimanendo sempre radicata alla terra e alle sue tradizioni locali. I soci più esperti producono semi di varietà orticole, aromatiche e officinali, ne salvaguardano le peculiarità e la biodiversità. L’associazione poi mette in condivisione le sementi e promulga la formula della condivisione con chi vuole iniziare la carriera di custode di semi. Ogni socio infatti può scegliere dalla lista sociale fino a 12 varietà diverse, che potrà riprodurre e a sua volta condividere con altri. Con la velocità dei media moderni in sinergia alla posta “analogica” ormai in disuso, Seed Vicious effettua almeno 500 spedizioni a stagione. L’associazione sta inoltre collaborando in svariati progetti con altre associazioni impegnate sul tema, sta distribuendo semi e formando nuovi produttori. Sta coinvolgendo aziende agricole, ma anche cittadini e semplici appassionati. Seed Vicious è un mezzo per opporsi alla frenesia del mercato e alle scelte della grande distribuzione, un’idea di resistenza attiva basata sul seme, fulcro della vita sulla terra.
Realizzazione viabilità interna all’orto – Marzo 2021

Il percorso formativo, rappresentato da un ciclo di 10 incontri, è stato centrale nel progetto. Purtroppo la pandemia di COVID-19 ha reso necessario una serie di modifiche e ripensamenti, soprattutto nel calendario degli incontri in campo. Con un ottimo lavoro dell’intera ATS e un notevole interesse ed entusiasmo da parte degli assegnatari, le lezioni si sono svolte dapprima online e poi, quando le condizioni sanitarie lo hanno permesso, anche in presenza direttamente in campo. La Società Toscana di Orticultura, in quanto referente del percorso di progettazione partecipata e responsabile della formazione, ha offerto supporto sia tecnico che organizzativo. I partecipanti sono stati dotati di numerosi strumenti teorici e pratici per la gestione del proprio orto: dal semplice riconoscimento e uso degli attrezzi agricoli alla conoscenza delle colture locali e stagionali; dalla costruzione di un sistema di irrigazione automatizzato all’auto-produzione di piantine a partire da seme, e tanto altro. Gli incontri pratici, in particolar modo, sono stati la linfa vitale e la spinta necessaria per la crescita e l’aggregazione sociale dell’intero gruppo di ortisti. La nostra idea iniziale – la creazione di un gruppo unito ed eterogeneo di persone – si è dimostrata vincente soprattutto nelle giornate di lavoro di gruppo negli spazi comuni all’interno dell’intera struttura. Gli spazi interni adibiti a magazzino per gli attrezzi sono stati riorganizzati, e soprattutto grazie alla manualità, all’impegno e alla creatività degli ortisti sono stati realizzati gli arredi interni ed esterni, tutti a partire da oggetti di recupero, quali assi di legno e bancali.

Arredo aree comuni – progettazione partecipata – Aprile 2021

L’obiettivo finale è quello di costruire e curare degli spazi che possano diventare sia un area relax per coloro che hanno l’orto, sia un punto di incontro adibito ad accogliere iniziative e attività organizzate direttamente dagli ortisti e aperte alla cittadinanza.

Grazie al secondo finanziamento da parte della Regione Toscana, a fine 2021 è previsto un ampliamento dell’intero complesso (con l’aggiunta di un frutteto, un’area compostaggio, uno spazio dedicato alle attività di sperimentazione e ricerca, una serra, una spirale aromatica) e una serie di interventi migliorativi quali l’adeguamento della recinzione esistente, l’estensione dell’impianto d’irrigazione e il potenziamento dell’illuminazione.

Gli Orti della Diversità mirano a diventare un luogo di socialità, incontro e conoscenza, uno spazio aperto ai cittadini e un punto di riferimento per il quartiere e la sua comunità.

G.O.S.S.I. – Una rete per le sementi open source

G.O.S.S.I. – Una rete per le sementi open source

Nel 2019 RSR ha aderito alla coalizione chiamata Global Open Source Seed System Initiatives (GOSSI), che promuove una strategia di gestione collettiva delle sementi sul modello “open source”.

I semi “open source” sono semi la cui distribuzione è accompagnata da un impegno formale a preservare i diritti dei contadini e dei tecnici ad usarli, conservarli, ripiantarli e migliorarli liberamente; questa responsabilità è estesa alla loro progenie e ai derivati.

In sintesi, chiunque può usare liberamente il seme open source – coltivarlo, propagarlo, riprodurlo e commercializzarlo, a patto che accetti di passare queste libertà ad altri e non applichi restrizione di uso.

Questa attribuzione di “copyleft” è la premessa per la definizione di un bene comune protetto utile ad assicurare che i semi possano essere usati e condivisi senza che il materiale genetico possa essere privatizzato e/o monopolizzato. Gli aderenti a GOSSI si impegnano a perseguire una serie di principi fondamentali:

• ognuno può usare liberamente i semi “open source”: coltivandoli, propagandoli e sviluppandoli in nuove varietà attraverso il breeding

• chi riceve semi “open source” non può appropriarsene o limitare l’accesso alla progenie tramite privativa vegetale o altre forme di proprietà intellettuale

• chi riceve semi “open source” deve assegnare le stesse regole alle sementi allorquando le diffonde

• il breeder di varietà “open source” deve avere il giusto riconoscimento per il suo lavoro

• i benefici del miglioramento devono essere distribuiti equamente lungo tutta la filiera

www.opensourceseeds.org

La Banca Dati Sementi Biologiche Italiana

La Banca Dati Sementi Biologiche Italiana

Maggiore trasparenza del mercato di sementi bio

Da gennaio 2019 la Banca Dati Sementi Biologiche (BDS) è diventata lo strumento per la gestione delle deroghe in agricoltura biologica.

Il D.M. n. 15130 del 24 febbraio 2017, che ha formalmente istituito la BDS, ha introdotto importanti novità nel panorama delle sementi bio e delle deroghe:

• la semaforizzazione delle specie e dei gruppi commerciali in base alla disponibilità di sementi bio;

• l’istituzione di un sistema informatizzato automatizzato, integrato con il Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica (SINAB) per gestione e consultazione disponibilità di sementi bio, richiesta e consultazione di deroghe da parte di fornitori, agricoltori e organismi di controllo;

• la creazione di un gruppo di esperti (art 3.4 DM 15130) che supporti il Ministero per la predisposizione e l’aggiornamento delle liste rossa, gialla e verde, predispone raggruppamenti commerciali per l’identificazione di varietà equivalenti.

Deroga per Ricerca e Sperimentazione

Gli agricoltori certificati bio che svolgono attività sperimentali di campo devono richiedere la deroga se il materiale riproduttivo vegetale impiegato non è certificato bio. Dall’introduzione della Banca Dati Sementi Biologiche occorre fare la richiesta di deroga selezionando nel menù a sinistra del portale “Richiesta Deroga per Ricerca / Sperimentazione”. Per ogni varietà, linea o accessione sarà necessario fornire le seguenti informazioni:

Denominazione e partita IVA ente/organizzazione con cui si collabora per la sperimentazione (nel caso si siano ricevuti i semi dalla Casa delle Sementi di Rete Semi Rurali, indicare gli estremi che si trovano sul sito rsr.bio)

Specie a cui appartengono i semi in oggetto (menù a tendina)

Varietà: scegliere dal menù a tendina se si tratta di varietà iscritta ai registri varietali, o compilare manualmente in caso si tratti di varietà locale, linea in selezione o popolazione non presenti nel menù

Motivazione: scegliere “Varietà da utilizzarsi in prove sperimentali per ricerca scientifica”

La gestione della banca dati spetta all’ufficio agricoltura biologico del Ministero, con il supporto dell’unità di Milano del CREA-DC (ExENSE) che coordina il funzionamento tecnico-operativo della BDS e mantiene aggiornate le liste di varietà rispetto alregistro varietale comunitario. A fianco del gruppo di esperti istituzionale di 12 membri, che comprende Ministero e CREA-DC, rappresentanti di Regioni e associazioni di categoria (Aiab, FederBio, Anabio, ecc.), esiste un gruppo di esperti tecnico coordinato dal CREA-DC nell’ambito del progetto Bioseme-SIB, cui partecipano esperti delle ditte sementiere (Assosementi, Asseme, Coams, Assovivai, ecc.), gli informatici che hanno sviluppato e mantengono il sistema e Rete Semi Rurali.

Uno degli scopi della BDS è aumentare la trasparenza del mercato di sementi bio e disincentivare la deroga. Per gli agricoltori bio “virtuosi” la deroga risulta l’eccezione in casi particolari come ricerca o conservazione della diversità agricola.

In fase di avvicinamento al lancio della BDS (seconda metà del 2018) il gruppo tecnico ha testato il sistema informatico della BDS in pre-esercizio e da gennaio 2019 ne ha monitorato il funzionamento suggerendo modifiche e miglioramenti. Le analisi e i suggerimenti emersi in seno al gruppo tecnico Bioseme-SIB, venivano portate all’attenzione del gruppo esperti istituzionale per essere discusse e votate. Un bilancio dei primi otto mesi di attività della BDS è stato presentato da CREA-DC e Ministero durante un incontro nazionale organizzato da Rete Semi Rurali nell’ambito del progetto LIVESEED presso il CREA-DC di Firenze nel 2019.

Novità 2021

A fine 2020, sulla base dell’analisi dei dati storici delle deroghe e di valutazioni tecniche e di mercato, il Ministero ha deciso di attivare la “lista rossa” (specie per cui non è concessa la deroga) per erba medica e trifoglio alessandrino.

Tuttavia, per consentire al settore di adeguarsi al nuovo regime, è stata anche istituita la funzione “ordina in tempo utile” che permette agli agricoltori di pre-ordinare per l’anno successivo il proprio fabbisogno di semente in lista rossa. In questo modo le ditte sementiere ricevono un’indicazione precisa sulla reale necessità di semente, mentre gli agricoltori avranno la possibilità di richiedere una deroga se la semente non risultasse poi effettivamente disponibile in BDS l’anno successivo.

Le prossime specie che saranno valutate per ingresso in lista rossa sono: frumento tenero, frumento duro e avena, mentre per il mais si valuta l’istituzione di “liste di equivalenza” tra varietà con le stesse caratteristiche. L’istituzione delle liste di equivalenza potrebbe consentire l’ingresso in lista rossa di determinate classi commerciali, per le quali sia dimostrata la sufficiente disponibilità di sementi bio.

Sementi bio e banche dati integrate

Sementi bio e banche dati integrate

LIVESEED: una banca dati comune europea

L’equazione “dal seme al piatto” risulta di difficile soluzione in agricoltura biologica: l’assenza di varietà specificatamente sviluppate per il bio e il massiccio ricorso a sementi convenzionali non conciate grazie alla deroga, minano la credibilità e l’integrità delle filiere biologiche.

Le banche dati sementi bio e la loro integrazione a livello europeo, potrebbero assumere un ruolo chiave in vista dell’abolizione delle deroghe entro la fine del 2035. I semi e la loro biodiversità sono elementi chiave per lo sviluppo dell’agricoltura biologica e per la transizione agro-ecologica dei sistemi agro-alimentari. Tuttavia, la maggior parte della produzione biologica è basata su sementi selezionate e prodotte per l’agricoltura convenzionale.

Per garantire agli agricoltori l’accesso ad una quantità sufficiente di sementi e di materiali di propagazione vegetativa, il regolamento comunitario per l’agricoltura biologica (889/2008 e 848/2018) consente deroghe per l’uso di sementi o materiale di propagazione vegetativa non biologici (e non trattati con prodotti di sintesi) nei casi in cui questi non risultino disponibili come certificati bio. Lo strumento utilizzato per stabilire la disponibilità di sementi biologiche prima della semina è la banca dati nazionale di sementi biologiche, istituita dall’articolo 48 del regolamento CE n. 889/2008, secondo cui qualsiasi semente biologica che non sia stata registrata nella banca dati nazionale sarà considerata “non disponibile” e su questa base saranno concesse deroghe per l’uso di sementi convenzionali non trattate.

Caricare tempestivamente la disponibilità di tutte le sementi biologiche nella banca dati rappresenta pertanto il primo passo per limitare l’uso di sementi convenzionali, poiché in presenza di disponibilità la deroga non può essere concessa. In Europa, il panorama banche dati sementi biologiche è abbastanza variegato: si va da liste “statiche” (10 paesi) che vengono aggiornate regolarmente dalle autorità competenti sulla base della disponibilità comunicata dai fornitori, a vere e proprie banche dati “interattive” (17 paesi) gestite quasi autonomamente dagli operatori (ditte sementiere, agricoltori e organismi di controllo).

A seconda della disponibilità di sementi biologiche all’interno delle banche dati, le specie, sottospecie o classi commerciali, possono essere assegnate a tre principali categorie:

Categoria I (o lista rossa): specie con sufficiente disponibilità di semente bio per tutte le varietà. Per le specie in questo gruppo non è possibile ottenere la deroga.

Categoria II (o lista gialla): specie in cui la disponibilità di semente bio varia a seconda della varietà. La deroga può essere concessa in casi di documentata indisponibilità per la varietà richiesta.

Categoria III (o lista verde): specie con insufficiente disponibilità per tutte le varietà. Deroga sempre concessa.

Gruppi di esperti

Il monitoraggio e la gestione delle banche dati in molti paesi sono affidati a un gruppo di esperti. Questi gruppi sono generalmente costituiti da organizzazioni di settore (agricoltori, sementieri), tecnici e autorità regionali e sono convocati dalle autorità nazionali competenti in un processo consultivo sia a livello tecnico che politico, rispetto alle decisioni sulla banca dati. Sebbene i gruppi di esperti non siano espressamente previsti dal regolamento bio, il coinvolgimento degli attori competenti nel processo di gestione delle banche dati sementi bio, può contribuire a un miglior funzionamento delle stesse.

Ad oggi, gruppi di esperti esistono in Austria, Belgio, Francia, Germania, Lettonia, Danimarca, Paesi Bassi, Svezia, Svizzera e Italia. Un singolo gruppo di esperti responsabile per tutte le colture è un buon punto di partenza per i paesi che desiderano stabilire un comitato dedicato alle sementi biologiche, tuttavia in molti paesi esistono più gruppi, dedicati a settori specifici (specie agrarie, orticole, foraggere, vivaismo, ecc.)

Il progetto LIVESEED ha sviluppato una banca dati comune europea con la funzione di condividere le disponibilità di sementi tra più paesi riducendo notevolmente gli oneri amministrativi per le ditte sementiere biologiche

Banca dati Router europea

In Europa, l’offerta di sementi biologiche è molto limitata in alcuni paesi europei, mentre vi è un’ampia disponibilità in altri.

Ad oggi, i fornitori che operano a livello internazionale, devono inserire e aggiornare le disponibilità di sementi biologiche nelle rispettive banche dati nazionali di ciascun paese.

Figura 1. Diagramma della banca dati Router e dati in uscita verso le banche dati nazionali di sementi biologiche. Le frecce blu indicano i caricamenti dell’offerta di sementi eseguiti dal fornitore; le frecce rosse indicano le offerte respinte dalle competenti autorità; le frecce verdi indicano le offerte accettate dall’autorità con i dati in uscita nelle rispettive banche dati nazionali di sementi biologiche

Per migliorare questa situazione il progetto LIVESEED ha sviluppato una banca dati comune europea con la funzione di condividere le disponibilità di sementi tra più paesi, riducendo notevolmente gli oneri amministrativi per le ditte sementiere biologiche offrendo loro l’accesso alle banche dati nazionali tramite un unico portale integrato.

Il fornitore di sementi può inserire la sua offerta nella banca dati Router europea e selezionare i paesi verso i quali le varietà di interesse possono essere spedite a un costo ragionevole. Spetta alle autorità nazionali che gestiscono le banche dati scegliere se accettare o meno le offerte dei fornitori esteri, in quanto il sistema derogatorio è basato sulla disponibilità di sementi biologiche a livello nazionale.

La banca dati Router è stata ufficialmente lanciata il 22 marzo 2021, su adesione volontaria dei singoli paesi. Una sua ampia adozione a livello europeo, potrebbe contribuire ad aumentare la trasparenza all’interno del mercato sementiero europeo, stimolando la domanda di sementi biologiche e la competitività nel settore, in particolare per specie con sementi facilmente trasportabili quali le ortive.

È possibile accedere al servizio a questo indirizzo:

https://www.seeds4organic.eu/rdb

Sperimentazione Mais 2021

Sperimentazione Mais 2021

Cereali significa anche mais!

Da alcuni anni RSR sta portando avanti esperimenti partecipativi dedicati al frumento e all’orzo. Grazie alla collaborazione con il CREA di Bergamo e al supporto dei progetti DIVERSIFOOD e RGV/FAO dal 2016 abbiamo avviato un esperimento anche sul mais.

Con l’aiuto di alcuni agricoltori – sperimentatori vogliamo intraprendere un nuovo tipo di esperimento che consente di valutare tante varietà e incroci diversi senza però sottrarre né troppo tempo né troppo terreno al singolo agricoltore. Ognuno degli agricoltori sarà protagonista essenziale di un progetto più complesso. E’ importante che sui territori si diffonda la consapevolezza che i processi di ricerca svolti direttamente nelle aziende agricole finiscono per essere un’ulteriore garanzia di condivisione di competenze per raggiungere la sicurezza alimentare e sociale delle produzioni. Questa parcellizzazione degli esperimenti vuole quindi essere una ulteriore occasione per la propagazione di buone pratiche e per la finalizzazione di filiere di prossimità.

Mais in Bolivia . Foto P. Valoti

Il pregresso:

Nel 2015 il CREA CI presso la sede di Bergamo ha realizzato un set di incroci tra 25 varietà locali, di cui 15 italiane (Lombardia e Veneto) e 10 estere (Ungheria, Romania, Messico, Cipro e Giappone). Da questo materiale ha preso il via 2016 un processo di prove in campo utilizzando 190 genotipi, corrispondenti a 173 incroci F2, 14 varietà parentali e 3 ibridi tester (DKC4316, Corniola, Marano 501), con l’obiettivo di selezionare i materiali più adatti ai diversi ambienti/usi italiani e alla agricoltura biologica. Da questo momento, grazie al contributo degli agricoltori che hanno seminato e raccolto il materiale in campo si è avviato un processo di Miglioramento genetico partecipativo la cui cronaca potete trovare raccontata qui Blog letscultivatemais.blogspot.it. Con l’identificazione di Selezione del 15% dei diallelici per sperimentazione dell’anno 2017 (indice di coltivabilità indicato dagli agricoltori + valutazione del CREA maggiore o uguale a 2 + dati produttivi raccolti dal CREA), nel 2018 viene avviata la fase di Miglioramento genetico partecipativo-evolutivo – Questa ha portato alla Costituzione della popolazione di mais CCP CREA-RSR (27 diallelici in F3, i parentali sono 14 V.L. ITA + 4 V.L. EXT) e sua coltivazione in 3 regioni (Piemonte, Veneto, Campania) . Il percorso nel dettaglio e il pedigree del materiale in sperimentazione si trova qui

Sperimentazione 2021: Miglioramento genetico partecipativo-evolutivo

Le Attività:

– Coltivazione di popolazione di Mais in 2 località di adattamento: Isola Vicentina e Caserta (aziende madri) à  4° anno di adattamento

– Coltivazione di popolazione di Mais in 5 regioni (Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania, Umbria, Abruzzo, Toscana) al  3° anno di adattamento

– Coltivazione di popolazione di Mais in 5 regioni (Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania, Umbria) al  2° anno di adattamento

– Coltivazione di popolazione di Mais in 5 regioni (Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania, Umbria) al  1° anno (ogni agricoltore ha seminato 500 piante)

In questo anno iniziano due sperimentazione “agronomiche” per il contenimento delle micotossine al raccolto (il vero collo di bottiglia della coltivazione del mais per consumo umano). Essendo una prova preliminare , questa viene fatta presso l’azienda di Cortiana ad Isola Vicentina-

Mais addomesticato e Teosinte . Foto . P. Valoti

Cosa c’è da fare

  1. L’agricoltore ha ricevuto, insieme alla semente, il Modulo della Privacy e il documento ATM “Accordo semplificato di trasferimento dei materiali vegetali per uso diretto”. Il documento ATM deve essere completato anche con i dati della località di coltivazione. Una copia firmata e sottoscritta in originale deve essere spedita a:

Rete Semi Rurali – Piazza Brunelleschi, 8 – 50018 Scandicci FI

La Rete Semi Rurali propone un semplice protocollo per il funzionamento del sistema di scambio e riproduzione.

Chi partecipa alla Campagna di semina – Coltiviamo la diversità! si impegna a:

  • mantenere, nel limite del possibile, le varietà e/o le popolazioni che ha ricevuto – proteggerle dalle malattie e da ogni contaminazione;
  • informare in modo puntuale e preciso circa risultati e informazioni raccolte e la destinazione e l’uso del prodotto raccolto (se possibile tramite l’uso del quaderno di campagna RSR);
  • restituire alla fine dell’annata agraria alla Rete Semi Rurali un quantitativo di semente doppia rispetto a quella ricevuta;
  • nel caso l’uso non si esaurisca in un ciclo colturale, si impegna a darne comunicazione per gli eventuali cicli colturali successivi;
  • dichiara di non assumere alcun diritto sul prodotto di tali risorse genetiche;
  • esclude qualsiasi impiego volto alla creazione di organismi geneticamente modificati.

Si impegna a compilare il quaderno di campagna semplificato che è necessario per la corretta registrazione dei dati agronomici e fitopatologici. Potete farlo sia in forma cartacea che digitale (link trasmesso ai soli sperimentatori)

Cerca, se può, sostenere la RSR – sostieni

Alcuni consigli pratici sulla moltiplicazione della popolazione di mais

La popolazione di mais è stata costituita nel 2018 ed è coltivata continuativamente in 2 località: a Isola Vicentina nell’azienda di Giandomenico Cortiana e a Carinola, in provincia di Caserta, nell’azienda di Imma Migliaccio. Queste sono le 2 aziende-madri che sono la fonte della semente che avete ricevuto, in base alla località e alle caratteristiche delle vostre aziende.

Gli agricoltori che hanno intrapreso la coltivazione dal 2019 si trovano nella condizione di adattare localmente la popolazione “madre” ricevuta tramite la Campagna di semina e fanno quindi parte di un gruppo di agricoltori sperimentatori che valutano le capacità di adattamento secondario della popolazione.

In generale la raccomandazione è di coltivare le piante secondo il vostro abituale regime (indirizzo colturale dell’azienda e rotazione praticata).

Per una gestione ottimale della popolazione è opportuno seminare almeno 500 piante così da garantire il massimo della diversità possibile.

Scegliere una disposizione a quadrato delle file per favorire l’impollinazione di tutte le piante tra loro evitando la semina di lunghe file.

Preferire un orientamento prevalente di semina delle file nord sud.

Il sesto di semina raccomandato è 25-30 cm sulla fila; la distanza tra le file è connessa alle attrezzature in uso, non meno di 70 cm.

Per quanto riguarda la dotazione di azoto alla semina, si consiglia almeno 50 unità/ha con ammendante organico.

Alcune note tecniche all’adattamento secondario: ricordiamo che “frugale” non vuole dire “povertà”. Il mais – anche adattato localmente – è una specie esigente (soprattutto di azoto). “Resistente alla siccità” non vuol dire coltivazione in assenza di acqua. Curate l’irrigazione di emergenza almeno in fioritura (questo diminuisce molto anche le infezioni secondarie e le aflatossine al raccolto).

Da leggere

Maggiori informazioni le potete trovare nell’articolo “Mai dire … mais” uscito nel numero 23 del Notiziario di RSR che potete scaricarlo qui

Per approfondire

Il mais miracoloso

esperimento mais
Prova In Basilicata Foto T. Recchia
Send this to a friend