Con la fine dell’anno scolastico si è conclusa anche una bellissima esperienza con le studentesse, gli studenti e il personale didattico dell’Istituto di Istruzione Superiore Tecnica e Liceale Russell-Newton di Scandicci, che ha coinvolto le classi partecipanti in un percorso alla scoperta della biodiversità e delle origini delle nostre colture
L’iniziativa, organizzata nell’ambito del progetto europeo COUSIN, è iniziata con una serie di incontri in aula dedicati a temi fondamentali come l’importanza della biodiversità, le parentali selvatiche, la domesticazione delle piante e l’origine delle specie coltivate. Successivamente, gli studenti hanno preso parte a un’uscita sulle colline di Scandicci, dove hanno potuto osservare dal vivo esemplari di piante selvatiche imparentate con le specie coltivate
Le ragazze e i ragazzi si sono poi cimentati nella realizzazione di fumetti per un concorso dedicato a questi temi. I primi tre classificati hanno ricevuto un premio, ma un grande applauso va a tutti gli studenti che hanno partecipato con entusiasmo, creatività e impegno!
I fumetti realizzati sono stati proiettati durante il festival “72 Ore di Biodiversità”, offrendo alle giovani autrici e ai giovani autori l’opportunità di mostrare i propri lavori in pubblico.
La cerimonia di premiazione si è svolta l’8 giugno presso l’Auditorium della scuola, concludendo un percorso ricco di scoperte, conoscenze ed emozioni.
Complimenti a tutti i ragazzi e grazie al personale docente e alla presidenza per la collaborazione e l’entusiasmo dimostrati durante l’intero progetto!
La garanzia della libertà di scelta è stata ignorata mentre i consumatori sono stati esclusi dal dibattito. Il vento però sta cambiando.
a cura di Rete Semi Rurali – Tratto da Altreconomia 292 – Maggio2026
A maggio 2026 dovrebbe chiudersi l’iter legislativo del Regolamento europeo sulle Nuove tecniche genomiche (Ngt), con il voto finale del Parlamento europeo.
Sono limitate le possibilità che il testo venga rigettato e ridiscusso.
A parte il mondo del biologico sono state infatti molte poche le voci critiche su questa deregolamentazione, con un silenzio assordante: quello del mondo della Grande distribuzione organizzata (Gdo).
Se andiamo con la memoria a quanto successo più di venti anni fa, quando arrivarono i primi Organismi geneticamente modificati (Ogm), è facile ricordarsi delle pubblicità all’interno dei supermercati europei che spingevano i cittadini a temere queste nuove piante. La fragola con la lisca di pesce veicolata in tutti i supermercati del marchio Coop ha avuto un impatto fortissimo sull’immaginario dei clienti consumatori.
Ebbene oggi la Gdo è rimasta neutrale sulla partita, non considerandola in qualche modo prioritaria per lo sviluppo dei propri sistemi alimentari. Così i cittadini sono stati tagliati fuori da qualsiasi dibattito, anche perché allo stesso tempo la politica e il mondo agricolo e scientifico hanno costruito un blocco monolitico di supporto alle Ngt, evitando ogni possibile discussione o critica.
Questa posizione del mondo della distribuzione scommette sul fatto che il tema della tracciabilità non sarà un problema e che, soprattutto, i consumatori non si organizzeranno per richiedere un sistema di garanzia in nome della loro libera scelta di sapere che cosa c’è nei prodotti che comprano e, in caso, di poter scegliere di non consumare quelli derivati da Ngt.
Non è detto, però, che questa scommessa sia vincente. Infatti un sondaggio pubblicato nell’aprile scorso da No patents on seeds! (Nops), gruppo di organizzazioni europee preoccupate dal numero crescente di brevetti, presenta un quadro diverso. I cittadini intervistati in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Polonia hanno rifiutato l’idea di concedere brevetti su organismi viventi, contenuta nel Regolamento in discussione. Inoltre il 90% di loro chiede una maggior diversificazione dei sistemi agricoli e alimentari ed è d’accordo nell’applicazione del principio di precauzione in tema di protezione dell’ambiente.
Sono 56 le piante prodotte tramite Nuove tecniche genomiche in fase di sperimentazione a livello mondiale (fonte: Enga, 2026)
Insomma ci sarebbe un interesse dei cittadini nell’essere coinvolti in queste scelte, in un’ottica di democrazia alimentare. Peccato che nessuno li consideri come un soggetto portatore di visioni e valori.
Il rapporto di Nops fa anche presente che un ingresso così forte del sistema brevettuale nel mondo del miglioramento genetico vegetale rappresenterà un limite all’innovazione e “di fatto, diventeremo tutti dipendenti dalle decisioni di questa manciata di aziende e dai prezzi che esse fissano”.
In questo quadro, però, qualcosa si sta muovendo nel mondo agroindustriale in opposizione alle Ngt o almeno in un’ottica di una loro tracciabilità, come dimostra la nascita dell’Associazione europea dell’industria non Gmo, un insieme di realtà soprattutto tedesche e austriache che sta lavorando per garantire filiere non contaminate da Ngt.
Sul loro sito si possono trovare gli unici dati pubblici disponibili sulle varietà Ngt in sperimentazione. Inoltre sempre per garantire la libertà di scelta del consumatore, si sta aprendo un dibattito in Inghilterra dove l’Alta Corte dovrà valutare se le nuove norme nazionali sulle Ngt, entrate in vigore lo scorso anno, abbiano illegalmente rimosso le garanzie normative sulle modificazioni genetiche, non considerando i potenziali rischi per consumatori, agricoltori, imprese alimentari e ambiente.
La scommessa della Gdo di non prendere posizione su questa nuova tecnologia genetica, a differenza di quanto fatto con gli Ogm, potrebbe non dimostrarsi vincente per mantenere la fiducia dei suoi consumatori.
Nell’ambito del del Progetto CEREA + CONNECT, venerdì 29 maggio è stato organizzato un evento pubblico dedicato alla valorizzazione delle varietà di segale contenute nelle collezioni varietali in situ create in occasione del progetto.
L’evento, ospitato presso la Fondazione Minoprio, ha previsto una visita in campo e valutazione partecipativa delle parcelle di frumenti con particolare attenzione alle varietà lombarde, a cui ha fatto seguito un panel test di diverse preparazioni da forno a base di frumenti tradizionali e moderni.
L’evento ha visto la grande e attiva partecipazione degli studenti della Fondazione Minoprio. La giornata ha rappresento un momento rilevante di disseminazione, divulgazione valutazione partecipativa del patrimonio varietale relativamente poco conosciuto dei cereali lombardi e italiani nei suoi molteplici usi e funzioni.
Nell’ambito del del Progetto CEREA + CONNECT, il 18 maggio preso l’Orto Botanico di Pavia si è svolta una giornata di relazione dei precedenti progetti dedicati all’agro-biodiversità già realizzati (MAISAlpi e Riso.Lo) e delle attività presenti e future nell’ambito regionale lombardo.
L’evento ha previsto anche una visita all’orto botanico della città e alla Banca del Germoplasma della struttura, componente fondamentale per la realizzazione dei progetti dedicati alla valorizzazione dalla diversità genetica in agricoltura. L’evento ha visto la partecipazione di docenti, ricercatori, tecnici e studenti dell’Ateneo pavese, rappresentando una preziosa occasione di divulgazione sul ruolo varietà locali contenute nelle collezioni varietali ex situ e in situ, così come di disseminazione dei risultati di progetto.
Nell’ambito del Progetto CEREA + CONNECT, è stato organizzato un evento pubblico dedicato alla valorizzazione delle varietà di segale contenute nelle collezioni varietali in situ create in occasione del progetto.
L’evento, ospitato presso la CSA L’OCO, ha previsto una visita in campo e valutazione partecipativa delle parcelle di segale, a cui ha fatto seguito un panel test di diverse preparazioni da forno a base di segale.
La giornata ha rappresentato un momento rilevante di disseminazione, divulgazione e valutazione partecipativa attraverso il coinvolgimento diretto di agricoltori e cittadini, l’evento ha permesso di approfondire le molteplici funzioni e gli usi potenziali dei cereali locali, fondamentali per la costruzione di sistemi agricoli e alimentari più resilienti.
Con l’inizio di maggio, le attività di campo di Rete Semi Rurali sono (tornate) nel vivo. Nella prima settimana del mese, due importanti momenti di semina hanno interessato le collezioni varietali di riso, segnando tappe fondamentali per due progetti strategici che vedono la nostra associazione impegnata sul fronte della conservazione e della valorizzazione genetica.
Il percorso è iniziato lunedì 4 maggio con la semina delle collezioni nell’ambito del progetto Liveseeding. Le varietà messe a dimora provengono dalla nostra Casa delle SementiConcetta Vazzana, frutto del consolidamento di precedenti esperienze di successo come i progetti Riso Resiliente e Riso.Lo. Questa attività risponde a una duplice necessità:
Conservazione dinamica: garantire la vitalità delle sementi attraverso il rinnovo costante in campo.
RicercAzione: fornire strumenti concreti per le attività di valutazione partecipativa, essenziali per individuare varietà adatte ai regimi biologici e resilienti ai cambiamenti climatici.
Il lavoro è proseguito giovedì 6 maggio con le semine legate al progetto CEREA+ CONNECT che mira alla valorizzazione dei cereali lombardi attraverso un approccio multidisciplinare.
Il progetto vede la stretta collaborazione tra Rete Semi Rurali, l’Università degli Studi di Milano, l’Università degli Studi di Pavia e la Fondazione Minoprio. Le collezioni varietali di riso seminate in situ rappresentano un punto di partenza fondamentale per:
Disseminazione e divulgazione: far conoscere un patrimonio varietale regionale spesso sottovalutato.
Sistemi agro-ecologici: valutare la capacità di queste varietà di adattarsi a modelli agricoli sostenibili e a basso input.
Il recupero della biodiversità non è un processo statico, ma un’azione collettiva. Le parcelle seminate saranno nei prossimi mesi il teatro di giornate di campo e momenti di valutazione che coinvolgeranno agricoltori, ricercatori e cittadini, nell’ottica di una gestione condivisa del patrimonio varietale italiano.