Promuove il rispetto, il recupero, la conservazione della BIODIVERSITA’ in generale e, in particolare, degli AGRO-ECOSISTEMI. POLYCULTURAE non ha fine di lucro ed è promossa e gestita da AGRICOLTORI che intendono tutelare l’ambiente naturale e la biodiversità, grazie al contributo fondamentale dei CITTADINI e alla collaborazione rigorosa con la COMUNITA’ SCIENTIFICA (Università ed Enti di Ricerca Nazionali e Internazionali).
Principali attività
Il cuore dell’attività risiede nell’organizzazione di studi, ricerche e azioni didattiche volti a far progredire e divulgare il sapere scientifico. Questo approccio teorico si traduce in pratica attraverso il coinvolgimento diretto delle persone in iniziative di Citizen Science, come workshop, bioblitz e piattaforme condivise dedicate alla biodiversità, pensate per trasformare i cittadini in parte attiva del monitoraggio ecologico.
La diffusione dei contenuti passa anche attraverso la promozione di convegni, seminari, mostre ed eventi culturali capaci di valorizzare le tematiche trattate e i prodotti a esse collegati. A questa dimensione divulgativa si affianca una solida componente operativa: l’ente eroga infatti servizi, consulenze e collaborazioni scientifiche, strutturando al contempo percorsi di formazione professionale, aggiornamento e perfezionamento per gli operatori del settore.
Infine, a garanzia della sostenibilità e del patrimonio agricolo, l’impegno si concretizza nell’ideazione, registrazione e gestione diretta o delegata di Marchi collettivi specificatamente orientati alla tutela dell’agro-biodiversità e degli agro-ecosistemi.
Collaborazioni
Sviluppa una fitta rete di cooperazione che mette in contatto il mondo agricolo, il settore scientifico-accademico, le istituzioni e la cittadinanza, concentrando le proprie attività principalmente nell’area del Piemonte Orientale.
riconosciamo la centralità dei valori dello scambio, della formazione, della condivisione e della partecipazione tra le persone. Sosteniamo il valore della diversità in ogni sua forma (culturale, vegetale, animale) e del dialogo interculturale. Crediamo nell’urgenza di contribuire a costruire società sostenibili secondo un approccio olistico: dal punto di vista ambientale, economico e culturale. Per questo motivo, riconosciamo nell’agroecologia, l’approccio trasversale necessario per strutturare la relazione dell’uomo e della donna con l’ambiente e con le comunità secondo una modalità armonica, equa e sostenibile. Per questi motivi ci facciamo promotori di buone pratiche, di progettualità e di dialoghi con le comunità al Nord e al Sud del mondo.
Principali attività
Dévelo si impegna attraverso progetti di formazione, ricerca e educazione in Italia, progetti di Cooperazione Internazionale e ricerca nel Sud del Mondo.
Settori di Intervento: Sovranità Alimentare (nutrizione e alimentazione), Agricoltura Rurale e Urbana, Economia circolare, Diritti al Cibo, Turismo Responsabile, Co-sviluppoo
Collaborazioni
Le aziende che aderiscono al Biodistretto rappresentano il cuore pulsante del nostro progetto e promuove la ricerca in collaborazione con enti universitari, la Rete Semi Rurali e La Cooperativa Agricola Biologica El Tamiso.
Pnasce con l’obiettivo di valorizzare l’agricoltura biologica e la risicoltura sostenibile, rispettando il territorio e le sue tradizioni. In attesa della legge regionale sui biodistretti, si costituisce a Rovasenda, un comune situato tra le province di Biella, Vercelli e Novara, come associazione di volontariato. SI caratterizza per un paesaggio unico in un ambiente naturale di straordinario valore, tra brughiere e praterie e sullo sfondo il maestoso Monte Rosa.
Principali attività
Le nostre attività spaziano dalla diffusione di pratiche agricole sostenibili alla promozione di filiere corte e mercati locali, fino a progetti di educazione ambientale e sensibilizzazione nelle scuole. L’attività principale riguarda la diffusione di tecniche innovative di coltivazione biologica e bio-rigenerativa che azzerano l’uso di pesticidi e concimi chimici, parallelamente, il biodistretto cura il recupero e la coltivazione di varietà storiche di riso
Collaborazioni
Le aziende che aderiscono al Biodistretto rappresentano il cuore pulsante del nostro progetto e promuove la ricerca in collaborazione con enti universitari, la Rete Semi Rurali e La Cooperativa Agricola Biologica El Tamiso.
Persegue la valorizzazione dell’agricoltura biologica e biodinamica in Basilicata, aggregando i piccoli e medi produttori della regione per rafforzarne la presenza sul mercato e tutelare l’ecosistema locale.
Principali attività
Il cuore operativo del consorzio si concentra sulla gestione della filiera cerealicola regionale. Presso i propri impianti, la struttura cura lo stoccaggio, la lavorazione e la trasformazione di legumi e grani antichi conferiti dagli agricoltori associati, sostenendo la riscoperta e la commercializzazione di varietà tradizionali della Basilicata. Per garantire la sostenibilità economica delle aziende, il consorzio affianca i produttori fin dalla fase di pianificazione delle semine, allineando i volumi coltivati con le reali richieste del mercato per eliminare le intermediazioni e assicurare un prezzo equo.
Collaborazioni
L‘organizzazione opera attivamente sul fronte dell’innovazione scientifica e dell’assistenza sul campo. Collaborando con università e centri di ricerca come il CNR e l’ALSIA, promuove progetti dedicati al recupero della biodiversità a rischio estinzione e all’applicazione di modelli di economia circolare. Come organismo riconosciuto di consulenza aziendale, guida le realtà locali durante il processo di conversione all’agricoltura biologica e nell’ottenimento delle certificazioni di qualità.
Anche quest’anno i campi sperimentali di Rete Semi Rurali hanno rappresentato un laboratorio a cielo aperto per la ricerca partecipativa in agricoltura biologica, con sperimentazioni che intrecciano microbiologia del suolo, conservazione della biodiversità e miglioramento genetico partecipativo. Le raccolte nei campi cerealicoli si sono concentrate nel mese di luglio.
Peccioli: il campo più grande dell’anno
Il fulcro delle attività 2026 è stato il campo dell’Azienda Agricola Rosario Floriddia, a Peccioli (PI), con circa 230 parcelle dedicate a moltiplicazioni e trial sperimentali di diversa natura.
TRIBIOME, progetto europeo Horizon partito nel 2023, ha chiuso qui il suo secondo anno di sperimentazione sui meccanismi di interazione tra microrganismi del suolo e popolazioni di grano tenero e duro. Il progetto ha già isolato e caratterizzato diversi modulatori biologici — alcuni a base di microrganismi, altri da estratti fenolici vegetali — capaci di agire come regolatori positivi dello sviluppo delle piante di grano, con particolare attenzione alla resilienza contro siccità e stress termico.
Il progetto COUSIN ha occupato quattro campi distinti, ciascuno con un obiettivo di breeding specifico: un campo di incroci tra grano tenero e duro con diverse parentali selvatici; un campo di 10 parcelle dedicato al Timopheevi; un campo di incroci tra Monococco e Boeoticum affiancato da popolazioni di monococco; e un campo di moltiplicazione di materiale genetico di interesse, per lo più orzi. Complessivamente sono state seguite decine di accessioni provenienti da collezioni internazionali (es. linee MVCUS e MVGB, popolazioni di monococco Benedettelli, incroci Boeoticum, Thinophyrum, Nigrum Abissinia, e varietà di orzo come Agello, Palmira e i miscugli Sharid e Damasco), a testimonianza dell’ampiezza del lavoro di conservazione e valorizzazione delle parentali selvatiche.
Nello stesso campo si è svolto il trial in condizioni reali del Piano Nazionale delle Sementi Biologiche, condotto insieme al CREA, che sta sperimentando nuovi protocolli di valutazione per l’iscrizione al registro varietale biologico. Le prove riguardano varietà da conservazione e nuove accessioni non ancora presenti sul mercato, valutate su parametri specifici per il biologico come vigoria, capacità di copertura del suolo e comportamento all’allettamento.
A completare il quadro delle attività di Peccioli: la notifica e il controllo dell’eterogeneità, mantenimento e creazione dei MEB (Materiali Eterogenei Biologici); le moltiplicazioni di varietà autoctone toscane in collaborazione con la BGRT (Banca del Germoplasma della Regione Toscana) — Andriolo, Autonomia A, Autonomia B, Bianco Nostrale, Gentil Bianco, Gentil Rosso e Frassineto; le parcelle dell’ottavo anno del trial di epigenetica condotto con il CREA, su Villa Glori, Vilmorin, Frassineto, Abbondanza, Leone, Bologna, Solibam Floriddia e Solibam Li Rosi; e la moltiplicazione di materiali destinati alla Casa delle Sementi.
Torrita di Siena: i ceci del progetto EVA Legumes
Presso l’Azienda Agricola Passerini, a Torrita di Siena (SI), si è tenuto il trial su varietà di cece nell’ambito del progetto europeo EVA Legumes Network. La semina, avvenuta il 24 marzo 2026, ha riguardato 60 parcelle di cece della collezione IBBR. Il progetto coordina la valutazione di sette colture leguminose (fagiolo, cece, fava, lenticchia, lupino, pisello e leguminose minori) in ambienti diversificati, incluse aziende in aree marginali, con l’obiettivo di ampliare la disponibilità di proteine vegetali per una dieta più sostenibile in Europa.
Baratti: oltre 160 parcelle di cece da collezioni internazionali
Nell’Azienda Agricola SUN, a Baratti (LI), è stata condotta la moltiplicazione di cece da due importanti collezioni internazionali: 100 parcelle della collezione ICRISAT, ripartite in 50 a semina autunnale e 50 a semina primaverile, e 68 parcelle della collezione IBBR a semina primaverile. Un’attività che amplia significativamente il patrimonio di diversità genetica disponibile per la ricerca partecipativa sul cece.
Un mosaico di ricerca condivisa
Dalla rizosfera del grano alle parentali selvatiche, dalle sementi biologiche certificate ai ceci provenienti da collezioni internazionali: i campi 2026 di Rete Semi Rurali confermano il ruolo dell’associazione come piattaforma di connessione tra ricerca scientifica, aziende agricole e conservazione della biodiversità coltivata, in un lavoro che unisce breeding partecipativo e transizione agroecologica.
In totale, tra le tre aziende agricole coinvolte quest’anno, sono state messe a terra oltre 450 parcelle sperimentali distribuite su cinque progetti di ricerca europei e nazionali (TRIBIOME, COUSIN, EVA Legumes, Piano Nazionale delle Sementi Biologiche, oltre alle attività con BGRT e CREA) — un dato che racconta la scala e la continuità del lavoro di conservazione e breeding partecipativo portato avanti da Rete Semi Rurali insieme alle aziende agricole e ai centri di ricerca.