Partire dal seme, adattarsi al cambiamento climatico

riso resilienteTra i maggiori problemi che affliggono il pianeta oggi ci sono la perdita di biodiversità, i cambiamenti climatici, la povertà, l’acqua, e la fame nel mondo. A questi si è aggiunto, in questi ultimi anni, il problema dell’obesità (di per sé non una malattia, ma condizione che predispone a molte malattie tra cui il diabete di tipo 2) e del diabete che hanno, ormai, una rilevanza pandemica. Questi problemi, sebbene siano spesso affrontati separatamente, sono invece collegati tra loro e hanno un unico comune denominatore: i semi. Comincia infatti ad emergere una relazione tra la crescente uniformità di cibo, conseguenza della uniformità varietale perseguita negli ultimi 50 anni dal miglioramento genetico, e le malattie. La conseguenza di questa relazione è che una dieta non sana è oggi una delle cause principali di cattiva salute nelle economie sviluppate .

Il Programma di ricerca RISO RESILIENTE ha inteso contribuire ad affrontare questo tema attraverso lo sviluppo di sementi che, grazie anche la loro capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici, possano produrre cibo sano per le popolazioni presenti e future.

Le popolazioni evolutive sono usate dagli agricoltori come fonte da cui selezionare, da soli o con la partecipazione di tecnici e ricercatori, nuove varietà. Questa modalità di gestione di una popolazione evolutiva crea benefici a medio e a lungo termine facendo sentire i propri effetti ben al di là della durata di un progetto: la possibilità e la competenza accresciuta nel selezionare le sementi all’interno delle popolazioni evolutive, aumentano la capacità degli agricoltori di rispondere in modo dinamico a nuove richieste del mercato o alla comparsa di nuove malattie e insetti, effetti legati anch’essi ai cambiamenti climatici.

L’obiettivo di lungo periodo del programma è di contribuire alla transizione del sistema risicolo italiano verso un modello di coltivazione agroecologico e basato sulla diversificazione. L’obiettivo del progetto Riso Resiliente nel breve periodo è stato quello di facilitare l’accesso a varietà meno uniformi di quelle attualmente in commercio, favorendo il loro adattamento ai contesti locali, incluse le tecniche di coltivazione.

Il nuovo Regolamento del Biologico UE entrerà in vigore nel gennaio 2022 e da quel momento il settore sementiero del biologico si aprirà a un sistema semplificato di iscrizione e certificazione varietale basato sulla diversità.

Attraverso un modello di ricerca partecipato (con il coinvolgimento degli attori interessati, inclusi i consumatori) e decentralizzato (nelle aziende agricole) il programma ha identificato le varietà di riso più adatte alla coltivazione biologica e biodinamica e alle diverse tecniche agronomiche, iniziando anche una sperimentazione su miscele varietali e popolazioni evolutive.

Campi sperimentali presso Candia Lomellina (2018)

Il progetto ha fruito della collaborazione e dei risultati sperimentali relative alle tecniche agronomiche del riso biologico e biodinamico identificate dal gruppo di ricerca dell’Università di Milano, Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali nell’ambito del progetto Risobiosystem.

Durata: 2018-2020 (fase 1)

Ulteriori info: message 2 icon

 

Agenda

Il programma ha concluso le attività della prima fase nel dicembre 2020

Partner del progetto

Materiali Allegati

Programma sostenuto dalla Fondazione Cariplo

COPASUDI
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