Il progetto F’orti premiato da ASVIS

Il progetto F’orti premiato da ASVIS

Siamo orgogliosi di comunicare che l’iniziativa F’Orti! – Orti comunitari a Firenze è stato premiata da ASVIS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile con l’Attestato di buona pratica territoriale per un’Italia più sostenibile 2025.

L’ASviS ha selezionato tra le 30 esperienze italiane più virtuose, che saranno raccontate nel Rapporto Territori 2025, F’Orti! come buona pratica territoriale il nostro progetto di orti comunitari che promuove la sostenibilità attraverso l’agricoltura urbana. Questa iniziativa è stata selezionata nell’ambito della call annuale di ASviS per la ricerca e la valorizzazione di esperienze virtuose e sostenibili a livello locale. L’obiettivo è quello di diffondere modelli replicabili che contribuiscano al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), in linea con il Goal 11 sull’inclusività, la sicurezza e la sostenibilità delle città e comunità.

Questo traguardo è di tutta la nostra rete e chi ci ha creduto fin dall’inizio: Fondazione CR Firenze, Comune di Firenze, Rete Semi Rurali, Società Toscana di Orticultura, ortisti, volontari, associazioni, cittadini e cittadine che ogni giorno coltivano relazioni, inclusione e natura.

Il Rapporto Territori 2025 sarà presentato a dicembre a Roma.

https://www.asvis.it

IntercropValues: primi risultati presentati a Edimburgo, nell’ambito del terzo incontro annuale

IntercropValues: primi risultati presentati a Edimburgo, nell’ambito del terzo incontro annuale

Il 30 settembre ad Edimburgo si è svolto il 3^ workshop del progetto Intercropvalues che ha permesso un confronto fra tutti i casi studio coinvolti nel progetto, sono state presentate analisi nutrizionali e biochimiche di grano e legumi consociati, evidenziando i cambiamenti nei profili dei micronutrienti. È stato condotto un test sensoriale con i consumatori per valutare biscotti realizzati con diverse proporzioni di farina di grano e lenticchie.

Nei tre giorni successivi dal 1 al 3 Ottobre invece si è svolto l’annual meeting in cui i responsabili delle varie azioni hanno presentato i primi risultati parziali delle loro ricerche risolvere le difficoltà e pianificare l’ultimo anno del progetto. Anche due funzionari dell’Agenzia esecutiva europea per la ricerca, che gestisce il programma, si sono uniti per monitorare i progressi del progetto. Sono trascorsi tre anni dal lancio del progetto IntercropVALUES, avvenuto nel novembre 2022.
Il lavoro di tutti coloro che hanno partecipato da allora sta ora dando i primi risultati.

I partecipanti hanno visitato un’azienda agricola produttrice di cereali per esplorare applicazioni concrete e le prospettive degli stakeholder.

L’incontro ha rafforzato la collaborazione e definito la tabella di marcia per le attività finali. Nel 2026, i risultati accademici e applicati, da utilizzare da parte degli stakeholder lungo tutta la filiera.

Eventi in campo – progetto BRESCIA

Eventi in campo – progetto BRESCIA

Il 30 luglio si è tenuta presso l’azienda agricola Ortobioattivo l’osservazione partecipata delle parcelle sperimentali del progetto BRESCIA. Durante l’incontro è stato possibile valutare i diversi trattamenti testati su pomodoro e lattuga: Trichoderma atrobrunneum inoculato su cippato aziendale, compost aziendale e T. atrobrunneum su cippato aziendale + compost aziendale. Tutti i trattamenti elencati sono stati replicati e testati sia con che senza l’utilizzo di rame per il contenimento dei patogeni fungini, proprio per valutare una possibile riduzione dei trattamenti rameici in contesto biologico.

Trichoderma spp. è stato inoculato volutamente su prodotti di scarto aziendale, e non utilizzato direttamente in campo come prodotto commerciale, per diversi motivi:
  • il micelio del fungo, ossia la sua parte vegetativa, è molto più forte e vitale rispetto alle sole spore e si può così adattare meglio all’ambiente di coltivazione,
  • nella fase di crescita sul cippato aziendale Trichoderma spp. ha la possibilità di crescere con altri microrganismi e “attrarre” i microrganismi benefici ambientali,
  • i costi di produzione si abbattono drasticamente rispetto all’ utilizzo del prodotto commerciale.
 

Il prossimo appuntamento sarà a Sulzano, il 18 luglio, presso l’Azienda Agricola Iside:

LIVING LAB RISO RESILIENTE (resilient rice)

LIVING LAB RISO RESILIENTE (resilient rice)

Il Living Lab RISO RESILIENTE (Riso Resiliente) promuove la transizione del sistema risicolo italiano verso un modello di coltivazione agroecologica basato sulla diversificazione. Il Living Lab riunisce gli attori del settore del riso biologico, tra cui produttori, tecnici, trasformatori e ricercatori, interessati a trovare soluzioni per la transizione agroecologica dei sistemi di produzione del riso e dell’agricoltura delle zone umide. L’obiettivo generale del Living Lab Riso Resiliente è quello di favorire le connessioni tra agricoltori e professionisti, nonché tra scienza e pratica.

Le attività del Living Lab sono concentrate nelle regioni italiane del Piemonte e della Lombardia.

Obiettivi

  • Promuovere la circolazione di informazioni, conoscenze e competenze nel campo della coltivazione agroecologica del riso;
  • Sperimentare soluzioni per la gestione delle infestanti senza l’uso di prodotti chimici
  • Promuovere la ricerca e la sperimentazione di varietà vegetali utili per la produzione biologica
  • Garantire l’integrità dei processi dal seme al piatto attraverso il coinvolgimento attivo di produttori e consumatori.

Informazioni di base

Il Living Lab “Riso Resiliente”, un progetto congiunto tra la RSR e il Biodistretto dei Riso del Piemonte, mira a trasformare la risicoltura italiana in un modello più ecologicamente sostenibile e diversificato. L’obiettivo a medio termine del progetto è quello di rendere disponibile una gamma più ampia di varietà di riso, più diversificate rispetto alle attuali opzioni commerciali, e di aiutare queste varietà ad adattarsi alle specifiche condizioni locali. Ciò comporta lo sviluppo di materiale sementiero specifico per il sito, noto come HOB (Heterogeneous Organic Material), e l’adattamento delle tecniche agricole di conseguenza.

Il Resilient Rice Living Lab è nato come iniziativa di alcuni risicoltori, che hanno iniziato con piccoli appezzamenti sperimentali per poi passare alla scala aziendale e infine a quella distrettuale, che coinvolge diverse aziende risicole.

Attraverso una ricerca collaborativa in azienda che ha coinvolto le parti interessate, compresi i consumatori, il Living Lab ha individuato le varietà di riso più adatte all’agricoltura biologica e biodinamica e al mercato. Sono state inoltre esplorate varie tecniche agricole relative al controllo delle infestanti e al miglioramento della fertilità in condizioni agroecologiche.

Inoltre, il progetto ha iniziato a sperimentare miscele di diverse varietà di riso e “popolazioni evolutive” (miscele di semi in evoluzione naturale) e a valutarne le prestazioni nei mulini per il riso e l’accettazione da parte dei consumatori.

Struttura di finanziamento

Le attività del Living Lab si basano su un lavoro di facilitazione volontario. Una componente del Living Lab è stata finanziata con fondi CAP collegati a gruppi operativi. Le attività di ricerca sono state integrate nei progetti Horizon e Life.

Attività

Organizzazione di attività che facilitano i collegamenti tra la ricerca e i contesti reali della produzione biologica di riso.

Diffusione delle conoscenze nei settori della diversità varietale, della gestione della qualità dell’acqua, della salute del suolo e del controllo delle infestanti nelle colture delle zone umide.

Organizzazione di giornate sul campo basate sul modello della “classe verte” per migliorare le conoscenze degli agricoltori sulle pratiche agroecologiche attraverso lo scambio tra pari.

Identificazione delle questioni critiche relative all’agroecologia e alla coltivazione biologica del riso.

Metodi, coinvolgimento delle parti interessate e strumenti

Fin dalla sua nascita, il Resilient Rice Living Lab ha adottato un approccio partecipativo basato sui principi del Living Lab. Questo approccio integra il pensiero sistemico e combina le conoscenze scientifiche con il know-how pratico. Il forte coinvolgimento delle parti interessate è considerato essenziale per l’innovazione agroecologica.

Le priorità operative sono definite in collaborazione con le principali parti interessate attraverso workshop interattivi. Vengono istituiti gruppi di lavoro temporanei per sviluppare attività su temi specifici, composti da volontari in base alle loro competenze e interessi. Gli strumenti e le metodologie (ad esempio visite sul campo, sessioni di apprendimento tra pari e tavole rotonde tecniche) sono selezionati in base agli obiettivi e al pubblico destinatario.

– agricoltori (convenzionali e biologici)

– trasformatori e piccoli mulini

– ricercatori (agronomia, ecologia e scienze sociali)

– autorità locali e regionali e istituzioni educative.

– consumatori;

– ONG (ad esempio Rete Semi Rurali);

– PMI.

Tutti gli attori della filiera sono invitati a partecipare alle attività, che si concentrano sulla sperimentazione in contesti reali (ad esempio test in azienda) e sulla co-progettazione di soluzioni. La struttura di governance è orizzontale e democratica, garantendo la parità di genere e l’inclusione dei giovani agricoltori.

Oltre ai percorsi strutturati, il Living Lab è accessibile attraverso:

– Eventi annuali (ad esempio bioblitz sul campo).

– Canali digitali (ad esempio piattaforme SeedLinked per la selezione partecipativa delle piante).

– Collaborazioni con istituti di ricerca (ad esempio pubblicazioni congiunte).

Esempi concreti:

– Concimazione verde e rotazione delle colture sviluppate in collaborazione con gli agricoltori

– Test di varietà di riso HOM (materiale eterogeneo) con trasformatori e consumatori.

– Valutazione dell’impatto sul paesaggio attraverso workshop con più parti interessate.

Questo modello garantisce la circolazione delle conoscenze, l’adattamento locale delle innovazioni e la loro scalabilità.

Risultati

Condivisione delle conoscenze e creazione di reti

LL Resilient Rice ha coinvolto piccoli mulini nella prima fase per testare la possibilità di lavorare il materiale e poi produrre e commercializzare il primo riso HOM in Europa.

LL ha anche coinvolto consumatori informati nella valutazione del prodotto cotto attraverso test panel in azienda e, oltre alla collaborazione di chef e scuole di gestione alberghiera e ristorazione.

Il risultato principale della comunità di pratica LL è l’eliminazione dei prodotti chimici per il controllo delle infestanti e della ruggine, il principale fattore limitante per la produzione di riso in agricoltura biologica. Ciò è stato ottenuto attraverso la sperimentazione e la diffusione di tecniche di semina intercalare, concimazione verde, immersione e spigatura precoce.

Facilitazione della ricerca innovativa

Sostegno allo sviluppo di progetti di ricerca facilitando i collegamenti tra gli istituti di ricerca e le parti interessate.

Opportunità di finanziamento: Ricerca di programmi di finanziamento regionali, nazionali ed europei per identificare fondi dedicati a nuovi progetti di ricerca e condivisione di queste opportunità con la rete Living Lab.

Materiale formativo: Creazione di una presentazione PowerPoint condivisa sui fondamenti scientifici dell’agroecologia per la coltivazione del riso e la gestione delle zone umide per diffondere le conoscenze.

Co-progettazione delle priorità: Organizzazione di tavole rotonde per definire congiuntamente le priorità strategiche di ricerca con il settore del riso biologico.

CONTATTACI!

giuseppe.desantis@semirurali.net

Convegno finale BREED4BIO

Convegno finale BREED4BIO

Giovedì 1° giugno si è tenuto il convegno finale del progetto Breed4Bio. Durante la mattinata, presso la sede della Regione Emilia-Romagna a Bologna, i partner del progetto hanno relazionato circa obiettivi, finalità e risultati delle attività svolte. Per l’occasione, la sala si è riempita di esperti e appassionati del settore che hanno voluto conoscere i risultati del progetto.

Dopo una introduzione sull’innovazione, la formazione e la consulenza per il settore agricolo ed agroalimentare dell’Emilia Romagna tenutasi dal funzionario regionale, sono stati affrontati temi relativi alla normativa vigente in materia di popolazione evolutive e presentati i risultati delle diverse attività progettuali ed esperti del settore hanno reso possibile una interessante tavola rotonda con i protagonisti delle filiere di popolazioni di frumento.

A questo link è possibile vedere la registrazione della conferenza: https://youtu.be/_zityXVz4o4

Nel pomeriggio l’evento è proseguito ai campi sperimentali di popolazioni evolutive del CREA Difesa e Certificazione nella località di Budrio, presso l’azienda sperimentale Bagnaresa. Dopo un’introduzione a cura del CREA-DC, gli interessati hanno potuto vedere e valutare le parcelle sperimentali.

Ottimi pani prodotti a partire da farine ottenute da grani coltivati nell’ambito del progetto sono stati offerti al pubblico e prodotti dal Forno Calzolari.


Indagine sulla coltivazione di cereali in Veneto

Indagine sulla coltivazione di cereali in Veneto

Sei un’azienda agricola in Veneto che coltiva cereali?

Se si, ti chiediamo di spendere un po’ del tuo tempo per rispondere ENTRO DOMENICA 11 APRILE alle domande del questionario che trovi su questa pagina.

Il questionario si propone di mappare le coltivazioni di varietà locali, di vecchia costituzione e di miscugli o popolazioni di cereali e indagare sulla propensione delle aziende alla capacità di “fare rete”.

Il progetto CONSEMI oltre a prevedere la costituzione di una Casa delle Sementi già attiva ad Isola Vicentina, PROMUOVE LO SVILUPPO DI FILIERE di prodotti ottenuti dalla gestione dinamica di varietà e popolazioni di cereali e la COSTITUZIONE DI UNA PICCOLA DITTA SEMENTIERA.

Clicca qui per accedere al questionario.

Ti ringraziamo in anticipo della tua collaborazione!

L’iniziativa si inserisce nelle attività previste dal progetto “CONSEMI – CONsolidamento di filiere cerealicole innovative basate su SEMI adattati ai sistemi agroecologici”
Organismo responsabile dell’informazione: A.Ve.Pro.Bi.
Autorità di gestione: Regione del Veneto – Direzione AdG FEASR Parchi e Foreste