I diritti degli agricoltori in azione

I diritti degli agricoltori in azione

Finalmente approvate le Opzioni

di Mario Marino – Segretariato Trattato

Gli agricoltori nutrono il mondo, producendo il cibo da cui tutti dipendiamo. Poiché gli agricoltori sono gli sviluppatori e i custodi della diversità delle colture sul campo, i loro diritti sono fondamentali se vogliamo garantire la sicurezza alimentare e la nutrizione.

Il Trattato internazionale sulle risorse genetiche vegetali per l’agricoltura e l’alimentazione (da ora in avanti Trattato) è il primo accordo internazionale legalmente vincolante a riconoscere formalmente il contributo delle comunità locali e indigene e degli agricoltori alla conservazione e allo sviluppo delle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura (RGVAA). L’articolo 9 del Trattato prevede il riconoscimento, l’attuazione e la promozione dei diritti degli agricoltori in relazione alle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura. La promozione e la realizzazione di questi diritti consentiranno agli agricoltori e alle comunità agricole di continuare a svolgere il proprio ruolo di sviluppatori e custodi di RGVAA e di nutrire il mondo per le generazioni a venire.

Nella sua Settima Sessione nel 2017, l’Organo Direttivo del Trattato ha adottato la Risoluzione 7/2017 sull’attuazione dell’articolo 9, attraverso la quale ha istituito un gruppo di esperti per “produrre un inventario delle misure nazionali, delle migliori pratiche e delle lezioni apprese nella realizzazione dei diritti degli agricoltori, come stabilito” e “sulla base dell’inventario, sviluppare opzioni per incoraggiare, guidare e promuovere la realizzazione dei diritti degli agricoltori di cui all’articolo 9 del Trattato”. Nel primo biennio dei suoi lavori (2019-2020), il Gruppo di esperti ha stabilito l’inventario delle misure nazionali che è stato approvato dall’Organo Direttivo nella sua Ottava Sessione (Roma 2019). L’Organo Direttivo ha accolto con favore l’istituzione di una versione elettronica online dell’Inventario, che è disponibile sul sito web del Trattato da agosto 2020 e viene periodicamente aggiornata dalla Segreteria (https://www.fao.org/plant-treaty/ en/). Il Segretariato ha, inoltre, fornito sostegno alle parti contraenti e alle parti interessate in merito ai contributi su esperienze e buone pratiche per la realizzazione dei diritti degli agricoltori. L’Organo Direttivo nella sua Ottava Sessione ha approvato la struttura di base delle Opzioni per incoraggiare, guidare e promuovere la realizzazione dei Diritti degli Agricoltori. Il Gruppo di Esperti ha tenuto due incontri nel biennio in modalità virtuale a causa della pandemia globale COVID-19. I dettagli dei lavori del Gruppo di Esperti sono forniti nel documento Report of the Ad Hoc Technical Expert Group on Farmers’ Rights to the Ninth Session of the Governing Body (https://www.fao.org/3/ ni835en/ni835en.pdf). Il Gruppo di Esperti ha finalizzato le Opzioni con eccezione di quelle previste per la Categoria 10 sulle misure legali.

Nella nona sessione dell’Organo Direttivo, tenutasi a New Delhi dal 19 al 25 settembre 2022, è stata adottata la Risoluzione 7/2022 (https://www.fao. org/3/nk242en/nk242en.pdf) nella quale si chiede, tra l’altro, al Segretariato ed ai Paesi membri di:

• accogliere con favore il lavoro del gruppo di esperti;

• prendere atto delle Opzioni per incoraggiare, guidare e promuovere la realizzazione dei diritti degli agricoltori e chiede di pubblicarle precisando che non vi è stato accordo sulle opzioni della categoria 10 sulle misure legali;

• invitare le parti contraenti e le altre parti interessate a prendere in considerazione l’utilizzo delle Opzioni, in conformità con le loro esigenze e priorità come appropriato e soggetto alla legislazione nazionale, nell’incoraggiare, guidare e promuovere la realizzazione dei diritti degli agricoltori;

• tradurre l’Inventario delle esperienze su come implementare l’articolo 9 nelle lingue ufficiali del Trattato, se ci sono le risorse finanziarie necessarie;

• invitare il Segretario, compatibilmente alla disponibilità di risorse umane e finanziarie, a supportare le parti contraenti del Trattato e le parti interessate in materia di promozione, protezione e realizzazione dei diritti degli agricoltori;

• invitare il Segretario, compatibilmente alla disponibilità di risorse finanziarie, a presentare un primo schema di valutazione sullo stato di attuazione dell’articolo 9 alla Decima Sessione e un rapporto completo alla Undicesima sessione nel 2025;

• organizzare un Simposio mondiale per condividere esperienze e discutere possibili lavori futuri sui diritti degli agricoltori (l’India si è offerta di ospitare tale Simposio nel corso del 2023). 

Il Sistema Informativo Globale del Trattato

Il Sistema Informativo Globale del Trattato

Dalle sementi alle informazioni collegate

di Francisco Lopez – Segretariato Trattato

Il Sistema Multilaterale di accesso e condivisione dei benefici (MLS), una delle aree di attività più importanti del Trattato, mette attualmente a disposizione degli utenti 2 343 549 materiali, un aumento del 2.5% rispetto al 2019.

Questo secondo il rapporto preparato dal Segretariato per la Nona Sessione dell’Organo Direttivo (www.fao.org/3/ni831en/ni831en.pdf). Queste risorse genetiche provengono principalmente dalle collezioni pubbliche dei paesi contraenti (al momento 149), i centri internazionali ed altre istituzioni.

Lo scambio dei materiali genetici inseriti nel MLS avviene tramite l’Accordo Standard di Trasferimento di Materiale (SMTA), un contratto privato tra fornitore e ricevente che è però protetto e garantito in tutto il mondo dal diritto internazionale. Tra le clausole dell’Accordo è previsto che il fornitore renda disponibili al ricevente le informazioni sui materiali. Allo stesso modo, il ricevente si impegna a rendere disponibili le informazioni derivanti da eventuali ricerche scientifiche sui materiali ricevuti. Le informazioni di cui si tratta sono quelle non riservate secondo la normativa nazionale applicabile. Per il beneficio di chi riceve il materiale ma anche dell’intera comunità scientifica, il Sistema Informativo Globale (GLIS) facilita l’accesso a dati di passaporto (una serie di informazioni legate al campione di sementi e da dove viene) e altre informazioni risultanti dalla ricerca scientifica sul materiale stesso, grazie a link a cataloghi e sistemi in linea e a pubblicazioni tecniche. Inoltre, grazie all’adozione dei DOI (Digital Object Identifiers, Identificatori Digitali di Oggetti) è possibile stabilire come un certo materiale sia stato ottenuto e a quali materiali abbia dato origine realizzando vera e propria genealogia, elemento fondamentale degli studi scientifici e delle attività di miglioramento vegetale.

Ad oggi, GLIS ha catalogato oltre 1,3 milioni di materiali conservati ex situ, cioè al di fuori del loro ambiente naturale, tipicamente in banche di germoplasma. Questi materiali sono stati registrati in GLIS da oltre 5.500 utenti: ci sono le banche di germoplasma del Consultative Group on International Agricultural Research (CGIAR), istituzioni nazionali, università, centri di ricerca ed i numerosi partecipanti all’esperimento di Citizen Science del progetto europeo INCREASE (www.pulsesincrease.eu).

Alcuni numeri su GLIS
• GLIS ha assegnato oltre 1,3 milioni DOI da Novembre 2017;
• Quasi 18.000 DOI sono stati assegnati da università, enti governativi ed aziende in Italia;
• Il progetto europeo INCREASE, costituito da 25 partner di ricerca in tutta Europa, ha coinvolto quasi 6.000 cittadini nell’Esperimento di Scienza dei Cittadini assegnando oltre 33.600 DOI;
• il maggior numero di DOI registrati in Italia, più di 16.000, è del Dipartimento di Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali, Università Politecnica delle Marche: per lo più fagioli, ma sono presenti anche ceci e mais;
• l’89% del materiale registrato in GLIS è disponibile nel Sistema multilaterale del Trattato.

Secondo le risoluzioni dell’Organo Direttivo del Trattato, GLIS verrà esteso alle risorse genetiche vegetali conservate “in situ”, cioè nell’ambiente in cui si sviluppano in natura, con particolare riguardo ai parentali selvatici delle colture (Crop Wild Relatives, CWR).

Il Segretariato del Trattato sta già lavorando con alcuni paesi in Africa, Asia, Medio Oriente e America Latina per supportare lo sviluppo di inventari nazionali di CWR basari sui descrittori internazionali standard e la loro registrazione su GLIS. La partecipazione a questa fase di sviluppo è aperta anche a piccole realtà e reti locali.

Storia degli accordi internazionali che hanno un impatto sulle Risorse Genetiche Vegetali per l’Agricoltura e l’Alimentazione (RGVAA). Il Protocollo di Nagoya gestisce Accesso e Ripartizione dei Benefici (ABS) di tutte le risorse genetiche, escluso le RGVAA che invece sono di competenza del Trattato FAO.

I principali servizi che GLIS offre sono:

• l’identificazione del materiale genetico vegetale a livello globale assegnando un DOI a ciascuno;

• la possibilità di registrare la genealogia di un materiale;

• rendere disponibili le pubblicazioni e/o i set di dati relativi ad un dato materiale;

• raccogliere link a siti web esterni dove trovare ulteriori informazioni scientifiche su un materiale;

• rendere disponibili link a siti web esterni su argomenti di interesse della comunità di utenti.

In pratica, GLIS si pone come un portale globale per facilitare l’accesso alle informazioni sui materiali genetici vegetali ed argomenti collegati. GLIS contribuisce a facilitare lo scambio di informazioni nell’ambito di grandi progetti di ricerca e facilita la collaborazione a livello mondiale. Questo servizio, previsto dall’Articolo 17 del Trattato, è inquadrato come un beneficio non monetario nell’ambito del MLS ed erogato grazie alle collaborazioni dei governi, della comunità scientifica, al grande interesse da parte degli utenti e all’integrazione con altri sistemi. GLIS offre la possibilità di ricercare materiali in vari modi: per paese di chi lo ha registrato, con genere e/o specie, inclusione nel MLS, tipologia del materiale stesso ecc. GLIS è, inoltre, integrato con altri sistemi gestiti da altre istituzioni, sia nazionali che internazionali, dando vita ad una rete mondiale per la documentazione delle risorse genetiche vegetali.

Il portale GLIS è accessibile da chiunque alla URL https://ssl.fao.org/glis. Per informazioni e chiarimenti, è possibile inviare una mail, anche in italiano, a pgrfa-treaty@fao.org. Il Segretariato è anche a disposizione per assistere chi desiderasse registrare la propria collezione su GLIS.

Come identificare le sementi conservate nelle banche

Come identificare le sementi conservate nelle banche

L’importanza dei DOI

di Marco Marsella – Segretariato Trattato

Le banche di germoplasma assegnano da sempre a ciascun’accessione della loro collezione un identificatore locale chiamato Numero di Accessione. Con il diffondersi degli scambi dei materiali genetici vegetali, è emersa l’esigenza di identificare un materiale globalmente e non solo nell’ambito della corrispondente collezione. 

Inoltre, la maggior parte del materiale scambiato a livello internazionale forma parte dei programmi di miglioramento vegetale, che usano ancora altri codici d’identificazione. Per facilitare la circolazione delle informazioni ed evitare errori, il Segretariato del Trattato ha avviato una consultazione globale il cui risultato è stata l’adozione dei Digital Object Identifiers (DOI) come identificatore universale delle risorse genetiche vegetali. Il Sistema Informativo Globale (GLIS) del Trattato è stato progettato attorno ai DOI ed alle loro proprietà.

Un DOI è composto essenzialmente da tre parti:

• i caratteri “10.” che identificano il sistema DOI all’interno di un sistema di identificatori ancora più grande (Handle System). Tutti i DOI iniziano con “10.”;

• una sequenza di caratteri che identifica univocamente il sistema che ha assegnato il DOI seguita da uno slash come separatore. Nel caso di GLIS, questa sequenza è “18730”;

• una sequenza di caratteri assegnata dal sistema identificato dalla sequenza precedente. Il sistema garantisce che tale sequenza è unica al suo interno. La combinazione di parti, ciascuna univoca, produce un identificatore unico globalmente.

Un esempio di DOI assegnato da GLIS è quindi 10.18730/Z1WEM. I DOI assegnati da GLIS sono registrati dall’International DOI Foundation che gestisce il Sistema Globale DOI, decine di server sparsi nel mondo che rappresentano l’asse portante del sistema. In questo modo, oltre a facilitare la ricerca in tutto il mondo dei DOI assegnati da GLIS, si ottiene un’ulteriore verifica della loro unicità. Il Sistema Globale DOI gestisce oltre 200 milioni identificatori ed ogni anno ne vengono aggiunti circa il 16%.

Quando un utente registra un materiale su GLIS, fornendo una serie di informazioni sul materiale stesso, riceve un DOI generato dal sistema che viene associato indissolubilmente a quello specifico materiale. L’assegnazione dei DOI è gratuita e l’unico obbligo che viene richiesto al registrante è proprio di non assegnare in nessun caso il DOI ricevuto ad un materiale diverso da quello originale. Qualora il materiale dovesse risultare non più disponibile, le informazioni associate al DOI potranno essere aggiornate riportando questo fatto, ma il DOI non potrà essere mai eliminato. La ragione di questa indistruttibilità dei DOI è che il materiale non più disponibile potrebbe essere stato oggetto di studi scientifici o magari interessato ad attività di sviluppo che hanno prodotto nuovi materiali derivati da esso. In entrambi i case, è importante poter accedere alle eventuali pubblicazioni o set di dati corrispondenti associati al DOI del materiale.

Una delle informazioni che possono essere fornite quando si registra un DOI è l’indicazione dei DOI dei materiali da cui il materiale in questione è stato ottenuto. Per esempio, se si incrociano due materiali per ottenere una nuova varietà, è possibile indicare i DOI dei “genitori”. In questo modo, GLIS è in grado di “connettere” i DOI in un diagramma che indica come un materiale è stato ottenuto (da quali materiali ed in che modo) ed a quali altri materiali ha dato origine. Un esempio è riportato nella figura.

I cerchi rappresentano i materiali e le frecce indicano il materiale da cui essi sono stati ottenuti. Le etichette sulle frecce indicano che operazione è stata effettuata per ottenere il materiale. Nel caso di FG25, esso è stato ottenuto con una qualche modifica genetica dal G12873. D’altro canto, G12873A è stato derivato da G12873, per esempio con un processo di selezione.

Esistono casi di sistemi analoghi che gestiscono la genealogia dei materiali, per esempio per il riso, ma GLIS è attualmente l’unico sistema a livello globale che offre questa funzionalità per ogni materiale e a prescindere da chi lo conserva.

Questa possibilità di “collegare” dei DOI tra loro torna utile, per esempio quando una pubblicazione cita uno specifico materiale. Esistono dei servizi che raccolgono queste citazioni: GLIS usa uno di questi servizi per ottenere, in modo automatico, la lista delle pubblicazioni e dei set di dati che fanno riferimento ad un certo DOI e presentarla in fondo alla pagina come mostrato qui sotto.

La lista in basso riporta le pubblicazioni ed i set di dati associati a 10.18730/9KYC, il DOI che identifica un’accessione di patata conservata dall’International Potato Center in Peru. La lista al centro della pagina mostra invece i collegamenti (link) a siti web esterni che offrono informazioni di passaporto e di caratterizzazione, a seconda di quanto indicato nella colonna Keywords.

In GLIS è possibile cercare un materiale semplicemente digitando il DOI nell’apposita scheda di ricerca (questa operazione si chiama risoluzione del DOI o resolution). Alternativamente, se non si conosce il DOI, è possibile inserire uno o più dei suoi attributi, per esempio il genere ed il paese di provenienza, ed ottenere la lista dei DOI corrispondenti (scoperta o discovery). 

Rapporto e risoluzioni della nona sessione dell’Organo direttivo del ITPGRFA

Rapporto e risoluzioni della nona sessione dell’Organo direttivo del ITPGRFA

Dal 19 al 24 settembre si è tenuta a New Delhi in India la nona sessione dell’Organo direttivo del ITPGRFA – International Treaty on Plant Genetic Resources for Food and Agriculture.

Il rapporto finale e le diciassette risoluzioni adottate dalla nona sessione dell’Organo direttivo del Trattato Internazionale sono ora online in tutte le lingue ufficiali e possono essere consultate all’indirizzo

www.fao.org/plant-treaty/meetings/meetings-detail/en/c/1259571/

e qui scaricate: Notifica Report

Progetto Erasmus+ SEEDING EUROPE

Progetto Erasmus+ SEEDING EUROPE

Non perdete la serie di 8 webinar in 4 lingue dedicati alle politiche europee e al panorama legale, in materia di sementi e biodiversità coltivata.

Unisciti a noi! Impara il mercoledì, approfondisci, gioca e discuti il venerdì!

 

LAB 1 / “LA POLITICA DELL’UE”

Mercoledì 30 novembre dalle 17:00 alle 19:00 e Venerdì 2 dicembre dalle 13:00 alle 14:00

Cos’è la “bolla di Bruxelles”? Conoscere le 3 principali istituzioni europee e i loro poteri, i diversi tipi di leggi che provengono da Bruxelles, come lavorano con i livelli decisionali nazionali e locali.

LAB 2/ “POLITICHE UE CHE INCIDONO SUI SEMI”

Mercoledì 14 dicembre dalle 17:00 alle 19:00 e Venerdì 16 dicembre dalle 13:00 alle 14:00

Quali politiche influenzano la conservazione, lo scambio e l’uso dei semi? Verranno approfonditi
gli obiettivi politici del Green Deal
europeo, la legislazione europea sulla conservazione e l’uso  sostenibile della biodiversità, i
mezzi per combattere la biopirateria, le norme sulla salute delle piante e la commercializzazione delle sementi.

LAB 3 / “COMUNICAZIONE CON I POLITICI: COME PRESENTARE IL PROPRIO PUNTO ALLA PERSONA GIUSTA”

Mercoledì 11 gennaio dalle 17:00 alle 19:00 e Venerdì 13 gennaio dalle 13:00 alle 14:00.

Impegnarsi con i responsabili politici sulla diversità delle sementi: imparare a chi parlare, quando e come parlare con loro.

LAB 4 / “CAMPAGNE PER LA BIODIVERSITÀ: COME COINVOLGERE
I CITTADINI”

Mercoledì 25 gennaio dalle 17:00 alle 19:00 e Venerdì 27 gennaio dalle 13:00 alle 14:00.

Impegnarsi con il pubblico e i cittadini: imparare a stabilire un messaggio chiaro e strumenti efficaci per una campagna a favore della diversità delle sementi.

Ulteriori informazioni e altri link per registrarsi: https://liberatediversity.org/seeding-europe-erasmus

Comunicato stampa della Coalizione #cambiamoagricoltura del 29 settembre 2022

Comunicato stampa della Coalizione #cambiamoagricoltura del 29 settembre 2022

Piano strategico nazionale della PAC post 2022

Una nuova occasione persa per una vera transizione ecologica

La nuova versione del documento di programmazione della PAC post 2022 che il MIPAAF invierà alla Commissione UE continua a ignorare la necessità di contrastare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità.

Ministero e Regioni rimandano al mittente le 40 pagine di osservazioni critiche inviate dalla Commissione UE senza introdurre modifiche sostanziali alla prima versione del PSP, ritenuto non soddisfacente e inadeguato.

Con l’ultima riunione del Tavolo di partenariato si è conclusa la commedia della falsa partecipazione degli attori economici e sociali alla redazione del PSP, 14 Associazioni si dissociano dal documento finale ritenuto deludente e inefficace per una vera transizione ecologica della nostra agricoltura.

14 Associazioni ambientaliste e dei consumatori esprimono il loro dissenso per il documento di programmazione della PAC post 2022 che considerano deludente e inefficace per una vera transizione ecologica della nostra agricoltura. Queste osservazioni critiche riguardano tutti gli aspetti del PSP, sia riguardo al primo che al secondo pilastro. Le Regioni hanno infatti programmato i loro interventi per lo Sviluppo Rurale senza una vera strategia condivisa per la sostenibilità dell’agricoltura.

“Questo Piano strategico nazionale è una vera delusione che completa la pessima riforma della PAC voluta dal Parlamento e dal Consiglio UE, incapace di dare risposte concrete alle gravi crisi ambientali che colpiscono la stessa agricoltura e tutela solo gli interessi economici delle potenti corporazioni agricole”, dichiarano le Associazioni. L’unica novità positiva di questo PSP resta il maggiore investimento nell’agricoltura biologica con la volontà di anticipare al 2027 l’obiettivo del 25% della superficie agricola certificata rispetto all’obiettivo europeo al 2030. Ma, “il maggiore sostegno al biologico non è sufficiente per promuovere la transizione ecologica di tutto il settore primario”, concludono le 14 Associazioni.

Con la riunione di ieri pomeriggio del Tavolo di partenariato si è formalmente concluso l’iter per la redazione della versione finale del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022 (PSP), già in viaggio per Bruxelles per l’approvazione da parte della Commissione UE.

Nella revisione della prima bozza del PSP ha prevalso la difesa dell’impostazione e contenuti del documento di programmazione 2023-2027, nonostante le numerose e puntuali critiche evidenziate dalla Commissione UE nel suo documento di 40 pagine di osservazioni, articolate in 244 paragrafi, con cui veniva motivata una complessiva valutazione negativa del PSP italiano, ritenuto non soddisfacente e inadeguato per contribuire agli obiettivi del Green Deal europeo con una vera transizione ecologica della nostra agricoltura.

La nuova versione del PSP non ha introdotto modifiche migliorative sostanziali, i pochi cambiamenti al testo del 31 dicembre 2021 peggiorano ulteriormente la già scarsa sostenibilità ambientale e sociale del documento italiano di programmazione della PAC, mettendo in pericolo non solo l’ambiente, ma lo stesso futuro dell’agricoltura italiana, sempre meno resiliente e sempre più esposta a shock climatici e geopolitici.

Il PSP è stato redatto secondo il principio prevalente, se non esclusivo, della tutela del reddito delle aziende agricole di grandi dimensioni, perseguendo essenzialmente obiettivi di sostenibilità economica per neutralizzare le poche novità introdotte dalla riforma europea della PAC per la convergenza interna dei pagamenti del primo pilastro e la riforma dei titoli storici. Se da un lato la riforma della PAC avrebbe dovuto finalmente mettere fine al sistema fortemente iniquo dei cosiddetti ‘titoli storici’, concepiti oltre 20 anni fa per dare alle grandi aziende le risorse per adeguarsi agli effetti della trasformazione del mercato agricolo europeo, l’Italia ha pensato bene di cambiare l’abito ma non la sostanza degli aiuti alle grandi imprese, soprattutto zootecniche del Nord Italia, piegandosi a questa esigenza corporativa. Ciò consentirà alla fine di contenere le riduzioni del sostegno comunitario ad un livello ritenuto accettabile dalle Associazioni agricole e dalle Regioni, ma mantenendo un sistema iniquo che premia le aziende in funzione della loro dimensione, senza contrastare la drammatica emorragia di piccole aziende agricole sempre più in difficoltà nelle aree interne e senza affrontare in modo efficace i pesanti impatti del settore zootecnico su ambiente e salute.

L’Italia conferma così l’interpretazione della Politica comune dell’Unione Europea per l’agricoltura essenzialmente come una politica economica basata su sussidi a pioggia, ignorando l’enorme spazio di manovra con cui il settore primario potrebbe agire, se opportunamente incentivato, per ridurre il proprio impatto sul clima e sulla perdita della biodiversità. Gli impegni degli eco-schemi, la vera novità della nuova PAC, sono stati infatti individuati non sulla base della loro efficacia ambientale ma essenzialmente sulla facilità della loro adozione da parte degli agricoltori e sulla possibilità di applicarli su tutto il territorio nazionale, senza nessun reale interesse per il raggiungimento di risultati concreti in grado di dare risposte efficaci alle gravi crisi ambientali che in questi mesi hanno manifestato tutti i loro drammatici effetti sulle persone e sulla stessa agricoltura. La scelta degli impegni degli eco-schemi è stata fatta sulla logica della semplificazione anche con l’obiettivo di evitare controlli ritenuti troppo complessi, lasciando ampio spazio alle possibili inadempienze e alle truffe che negli ultimi anni hanno caratterizzato l’applicazione della PAC nel nostro Paese, come ha bene evidenziato un recente rapporto della Corte dei Conti europea.

Roma, 29 settembre 2022

Le 14 Associazioni ambientaliste,e dei consumatori che inviano questo comunicato rappresentano un’ampia alleanza che ha condiviso l’analisi ed i commenti delle oltre 1500 pagine del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022.

Le 14 Associazioni (ACU, Animal Equality AIDA, AIAPP, CIWF Italia Onlus, Greenpeace, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu-BirdLife, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia, Terra! e WWF Italia) condividono la visione di una transizione ecologica dell’agricoltura italiana ed europea, che tuteli tutti gli agricoltori, i cittadini e l’ambiente.