Come identificare le sementi conservate nelle banche

Come identificare le sementi conservate nelle banche

L’importanza dei DOI

di Marco Marsella – Segretariato Trattato

Le banche di germoplasma assegnano da sempre a ciascun’accessione della loro collezione un identificatore locale chiamato Numero di Accessione. Con il diffondersi degli scambi dei materiali genetici vegetali, è emersa l’esigenza di identificare un materiale globalmente e non solo nell’ambito della corrispondente collezione. 

Inoltre, la maggior parte del materiale scambiato a livello internazionale forma parte dei programmi di miglioramento vegetale, che usano ancora altri codici d’identificazione. Per facilitare la circolazione delle informazioni ed evitare errori, il Segretariato del Trattato ha avviato una consultazione globale il cui risultato è stata l’adozione dei Digital Object Identifiers (DOI) come identificatore universale delle risorse genetiche vegetali. Il Sistema Informativo Globale (GLIS) del Trattato è stato progettato attorno ai DOI ed alle loro proprietà.

Un DOI è composto essenzialmente da tre parti:

• i caratteri “10.” che identificano il sistema DOI all’interno di un sistema di identificatori ancora più grande (Handle System). Tutti i DOI iniziano con “10.”;

• una sequenza di caratteri che identifica univocamente il sistema che ha assegnato il DOI seguita da uno slash come separatore. Nel caso di GLIS, questa sequenza è “18730”;

• una sequenza di caratteri assegnata dal sistema identificato dalla sequenza precedente. Il sistema garantisce che tale sequenza è unica al suo interno. La combinazione di parti, ciascuna univoca, produce un identificatore unico globalmente.

Un esempio di DOI assegnato da GLIS è quindi 10.18730/Z1WEM. I DOI assegnati da GLIS sono registrati dall’International DOI Foundation che gestisce il Sistema Globale DOI, decine di server sparsi nel mondo che rappresentano l’asse portante del sistema. In questo modo, oltre a facilitare la ricerca in tutto il mondo dei DOI assegnati da GLIS, si ottiene un’ulteriore verifica della loro unicità. Il Sistema Globale DOI gestisce oltre 200 milioni identificatori ed ogni anno ne vengono aggiunti circa il 16%.

Quando un utente registra un materiale su GLIS, fornendo una serie di informazioni sul materiale stesso, riceve un DOI generato dal sistema che viene associato indissolubilmente a quello specifico materiale. L’assegnazione dei DOI è gratuita e l’unico obbligo che viene richiesto al registrante è proprio di non assegnare in nessun caso il DOI ricevuto ad un materiale diverso da quello originale. Qualora il materiale dovesse risultare non più disponibile, le informazioni associate al DOI potranno essere aggiornate riportando questo fatto, ma il DOI non potrà essere mai eliminato. La ragione di questa indistruttibilità dei DOI è che il materiale non più disponibile potrebbe essere stato oggetto di studi scientifici o magari interessato ad attività di sviluppo che hanno prodotto nuovi materiali derivati da esso. In entrambi i case, è importante poter accedere alle eventuali pubblicazioni o set di dati corrispondenti associati al DOI del materiale.

Una delle informazioni che possono essere fornite quando si registra un DOI è l’indicazione dei DOI dei materiali da cui il materiale in questione è stato ottenuto. Per esempio, se si incrociano due materiali per ottenere una nuova varietà, è possibile indicare i DOI dei “genitori”. In questo modo, GLIS è in grado di “connettere” i DOI in un diagramma che indica come un materiale è stato ottenuto (da quali materiali ed in che modo) ed a quali altri materiali ha dato origine. Un esempio è riportato nella figura.

I cerchi rappresentano i materiali e le frecce indicano il materiale da cui essi sono stati ottenuti. Le etichette sulle frecce indicano che operazione è stata effettuata per ottenere il materiale. Nel caso di FG25, esso è stato ottenuto con una qualche modifica genetica dal G12873. D’altro canto, G12873A è stato derivato da G12873, per esempio con un processo di selezione.

Esistono casi di sistemi analoghi che gestiscono la genealogia dei materiali, per esempio per il riso, ma GLIS è attualmente l’unico sistema a livello globale che offre questa funzionalità per ogni materiale e a prescindere da chi lo conserva.

Questa possibilità di “collegare” dei DOI tra loro torna utile, per esempio quando una pubblicazione cita uno specifico materiale. Esistono dei servizi che raccolgono queste citazioni: GLIS usa uno di questi servizi per ottenere, in modo automatico, la lista delle pubblicazioni e dei set di dati che fanno riferimento ad un certo DOI e presentarla in fondo alla pagina come mostrato qui sotto.

La lista in basso riporta le pubblicazioni ed i set di dati associati a 10.18730/9KYC, il DOI che identifica un’accessione di patata conservata dall’International Potato Center in Peru. La lista al centro della pagina mostra invece i collegamenti (link) a siti web esterni che offrono informazioni di passaporto e di caratterizzazione, a seconda di quanto indicato nella colonna Keywords.

In GLIS è possibile cercare un materiale semplicemente digitando il DOI nell’apposita scheda di ricerca (questa operazione si chiama risoluzione del DOI o resolution). Alternativamente, se non si conosce il DOI, è possibile inserire uno o più dei suoi attributi, per esempio il genere ed il paese di provenienza, ed ottenere la lista dei DOI corrispondenti (scoperta o discovery). 

Rapporto e risoluzioni della nona sessione dell’Organo direttivo del ITPGRFA

Rapporto e risoluzioni della nona sessione dell’Organo direttivo del ITPGRFA

Dal 19 al 24 settembre si è tenuta a New Delhi in India la nona sessione dell’Organo direttivo del ITPGRFA – International Treaty on Plant Genetic Resources for Food and Agriculture.

Il rapporto finale e le diciassette risoluzioni adottate dalla nona sessione dell’Organo direttivo del Trattato Internazionale sono ora online in tutte le lingue ufficiali e possono essere consultate all’indirizzo

www.fao.org/plant-treaty/meetings/meetings-detail/en/c/1259571/

e qui scaricate: Notifica Report

Progetto Erasmus+ SEEDING EUROPE

Progetto Erasmus+ SEEDING EUROPE

Non perdete la serie di 8 webinar in 4 lingue dedicati alle politiche europee e al panorama legale, in materia di sementi e biodiversità coltivata.

Unisciti a noi! Impara il mercoledì, approfondisci, gioca e discuti il venerdì!

 

LAB 1 / “LA POLITICA DELL’UE”

Mercoledì 30 novembre dalle 17:00 alle 19:00 e Venerdì 2 dicembre dalle 13:00 alle 14:00

Cos’è la “bolla di Bruxelles”? Conoscere le 3 principali istituzioni europee e i loro poteri, i diversi tipi di leggi che provengono da Bruxelles, come lavorano con i livelli decisionali nazionali e locali.

LAB 2/ “POLITICHE UE CHE INCIDONO SUI SEMI”

Mercoledì 14 dicembre dalle 17:00 alle 19:00 e Venerdì 16 dicembre dalle 13:00 alle 14:00

Quali politiche influenzano la conservazione, lo scambio e l’uso dei semi? Verranno approfonditi
gli obiettivi politici del Green Deal
europeo, la legislazione europea sulla conservazione e l’uso  sostenibile della biodiversità, i
mezzi per combattere la biopirateria, le norme sulla salute delle piante e la commercializzazione delle sementi.

LAB 3 / “COMUNICAZIONE CON I POLITICI: COME PRESENTARE IL PROPRIO PUNTO ALLA PERSONA GIUSTA”

Mercoledì 11 gennaio dalle 17:00 alle 19:00 e Venerdì 13 gennaio dalle 13:00 alle 14:00.

Impegnarsi con i responsabili politici sulla diversità delle sementi: imparare a chi parlare, quando e come parlare con loro.

LAB 4 / “CAMPAGNE PER LA BIODIVERSITÀ: COME COINVOLGERE
I CITTADINI”

Mercoledì 25 gennaio dalle 17:00 alle 19:00 e Venerdì 27 gennaio dalle 13:00 alle 14:00.

Impegnarsi con il pubblico e i cittadini: imparare a stabilire un messaggio chiaro e strumenti efficaci per una campagna a favore della diversità delle sementi.

Ulteriori informazioni e altri link per registrarsi: https://liberatediversity.org/seeding-europe-erasmus

Comunicato stampa della Coalizione #cambiamoagricoltura del 29 settembre 2022

Comunicato stampa della Coalizione #cambiamoagricoltura del 29 settembre 2022

Piano strategico nazionale della PAC post 2022

Una nuova occasione persa per una vera transizione ecologica

La nuova versione del documento di programmazione della PAC post 2022 che il MIPAAF invierà alla Commissione UE continua a ignorare la necessità di contrastare i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità.

Ministero e Regioni rimandano al mittente le 40 pagine di osservazioni critiche inviate dalla Commissione UE senza introdurre modifiche sostanziali alla prima versione del PSP, ritenuto non soddisfacente e inadeguato.

Con l’ultima riunione del Tavolo di partenariato si è conclusa la commedia della falsa partecipazione degli attori economici e sociali alla redazione del PSP, 14 Associazioni si dissociano dal documento finale ritenuto deludente e inefficace per una vera transizione ecologica della nostra agricoltura.

14 Associazioni ambientaliste e dei consumatori esprimono il loro dissenso per il documento di programmazione della PAC post 2022 che considerano deludente e inefficace per una vera transizione ecologica della nostra agricoltura. Queste osservazioni critiche riguardano tutti gli aspetti del PSP, sia riguardo al primo che al secondo pilastro. Le Regioni hanno infatti programmato i loro interventi per lo Sviluppo Rurale senza una vera strategia condivisa per la sostenibilità dell’agricoltura.

“Questo Piano strategico nazionale è una vera delusione che completa la pessima riforma della PAC voluta dal Parlamento e dal Consiglio UE, incapace di dare risposte concrete alle gravi crisi ambientali che colpiscono la stessa agricoltura e tutela solo gli interessi economici delle potenti corporazioni agricole”, dichiarano le Associazioni. L’unica novità positiva di questo PSP resta il maggiore investimento nell’agricoltura biologica con la volontà di anticipare al 2027 l’obiettivo del 25% della superficie agricola certificata rispetto all’obiettivo europeo al 2030. Ma, “il maggiore sostegno al biologico non è sufficiente per promuovere la transizione ecologica di tutto il settore primario”, concludono le 14 Associazioni.

Con la riunione di ieri pomeriggio del Tavolo di partenariato si è formalmente concluso l’iter per la redazione della versione finale del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022 (PSP), già in viaggio per Bruxelles per l’approvazione da parte della Commissione UE.

Nella revisione della prima bozza del PSP ha prevalso la difesa dell’impostazione e contenuti del documento di programmazione 2023-2027, nonostante le numerose e puntuali critiche evidenziate dalla Commissione UE nel suo documento di 40 pagine di osservazioni, articolate in 244 paragrafi, con cui veniva motivata una complessiva valutazione negativa del PSP italiano, ritenuto non soddisfacente e inadeguato per contribuire agli obiettivi del Green Deal europeo con una vera transizione ecologica della nostra agricoltura.

La nuova versione del PSP non ha introdotto modifiche migliorative sostanziali, i pochi cambiamenti al testo del 31 dicembre 2021 peggiorano ulteriormente la già scarsa sostenibilità ambientale e sociale del documento italiano di programmazione della PAC, mettendo in pericolo non solo l’ambiente, ma lo stesso futuro dell’agricoltura italiana, sempre meno resiliente e sempre più esposta a shock climatici e geopolitici.

Il PSP è stato redatto secondo il principio prevalente, se non esclusivo, della tutela del reddito delle aziende agricole di grandi dimensioni, perseguendo essenzialmente obiettivi di sostenibilità economica per neutralizzare le poche novità introdotte dalla riforma europea della PAC per la convergenza interna dei pagamenti del primo pilastro e la riforma dei titoli storici. Se da un lato la riforma della PAC avrebbe dovuto finalmente mettere fine al sistema fortemente iniquo dei cosiddetti ‘titoli storici’, concepiti oltre 20 anni fa per dare alle grandi aziende le risorse per adeguarsi agli effetti della trasformazione del mercato agricolo europeo, l’Italia ha pensato bene di cambiare l’abito ma non la sostanza degli aiuti alle grandi imprese, soprattutto zootecniche del Nord Italia, piegandosi a questa esigenza corporativa. Ciò consentirà alla fine di contenere le riduzioni del sostegno comunitario ad un livello ritenuto accettabile dalle Associazioni agricole e dalle Regioni, ma mantenendo un sistema iniquo che premia le aziende in funzione della loro dimensione, senza contrastare la drammatica emorragia di piccole aziende agricole sempre più in difficoltà nelle aree interne e senza affrontare in modo efficace i pesanti impatti del settore zootecnico su ambiente e salute.

L’Italia conferma così l’interpretazione della Politica comune dell’Unione Europea per l’agricoltura essenzialmente come una politica economica basata su sussidi a pioggia, ignorando l’enorme spazio di manovra con cui il settore primario potrebbe agire, se opportunamente incentivato, per ridurre il proprio impatto sul clima e sulla perdita della biodiversità. Gli impegni degli eco-schemi, la vera novità della nuova PAC, sono stati infatti individuati non sulla base della loro efficacia ambientale ma essenzialmente sulla facilità della loro adozione da parte degli agricoltori e sulla possibilità di applicarli su tutto il territorio nazionale, senza nessun reale interesse per il raggiungimento di risultati concreti in grado di dare risposte efficaci alle gravi crisi ambientali che in questi mesi hanno manifestato tutti i loro drammatici effetti sulle persone e sulla stessa agricoltura. La scelta degli impegni degli eco-schemi è stata fatta sulla logica della semplificazione anche con l’obiettivo di evitare controlli ritenuti troppo complessi, lasciando ampio spazio alle possibili inadempienze e alle truffe che negli ultimi anni hanno caratterizzato l’applicazione della PAC nel nostro Paese, come ha bene evidenziato un recente rapporto della Corte dei Conti europea.

Roma, 29 settembre 2022

Le 14 Associazioni ambientaliste,e dei consumatori che inviano questo comunicato rappresentano un’ampia alleanza che ha condiviso l’analisi ed i commenti delle oltre 1500 pagine del Piano Strategico Nazionale della PAC post 2022.

Le 14 Associazioni (ACU, Animal Equality AIDA, AIAPP, CIWF Italia Onlus, Greenpeace, ISDE Medici per l’Ambiente, Legambiente, Lipu-BirdLife, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia, Terra! e WWF Italia) condividono la visione di una transizione ecologica dell’agricoltura italiana ed europea, che tuteli tutti gli agricoltori, i cittadini e l’ambiente.

Calendario Un mese di cereali 2022

Calendario Un mese di cereali 2022

Tornano le numerose occasioni di incontro, attività e scambio di esperienze sul campo di Un Mese di Cereali. Di seguito il calendario provvisorio che raccoglie le iniziative di cui abbiamo avuto notizia. Alcune sono in corso di definizione, pertanto attendiamo dettagli.

Negli appuntamenti di quest’anno si intrecciano varie attività e progetti con occasioni di incontro sul campo, rilievi per attività di sperimentazione e di miglioramento partecipativo, approfondimenti e scambio di esperienze.

Un buon mese dei cereali a tutti!

Incontri sul campo

coltiviamo la diversitlogo17 – 18 maggio – Giornata di campo progetto PEI Mixwheat – Sicilia

I partner di progetto organizzano una giornata in campo per visitare i campi sperimentali di popolazioni evolutive ospitati dalle aziende agricole partner del progetto.

coltiviamo la diversitlogo22 maggio – Campagna Grani Antichi, ASCI Piemonte

Visita ai campi sperimentali, confronto sulle prospettive della Campagna e Laboratorio di Produzione biscotti della varietà Gentil Rosso. A cura di ASCI Piemonte presso fiera Ninfea Verde ad Osasco (TO) e Istituto Agrario Prever.

coltiviamo la diversitlogo28 maggio – Inaugurazione Casa delle Sementi Alpine – Cerveno (BS)

A cura di Rete Semi Rurali e dei partner del progetto “diffondere diversità, rafforzare comunità” della Fondazione Cariplo.

coltiviamo la diversitlogo30 maggio – Giornata in campo progetto BREED4BIO – Emilia Romagna

Presso l’azienda agricola Stuard i partner del progetto organizzano un “open day sui frumenti” con visita ai campi sperimentali e dimostrativi di popolazioni di frumenti ospitati dall’azienda.

coltiviamo la diversitlogo2 giugno – Coltiviamo la Diversità! a San Giuliano di Puglia

Si svolgerà presso l’azienda agricola Petacciato la visita ai campi, ai laboratori di trasformazione e pranzo condiviso.

coltiviamo la diversitlogo4 giugno – Coltiviamo la Diversità! in Piemonte

L’Associazione di Solidarietà Campagna Italiana, A.S.C.I. in collaborazione con l’Istituto Agrario di Lombriasco, organizza una giornata per la valorizzazione dell’agricoltura contadina e la conoscenza e la comparazione tra varietà di grani teneri antichi in campo, consapevoli che la biodiversità agricola va coltivata.

coltiviamo la diversitlogo10 – 11 giugno – Coltiviamo la Diversità! Peccioli – PI

Consueto appuntamento di confronto tra attori delle nuove filiere cerealicole presso l’az. agr. Biologica Floriddia. Quest’anno l’incontro si concentrerà sugli strumenti digitali elaborati da RSR per la tracciabilità della semente: il database della casa dei semi, l’App Fieldbook, e la piattaforma Seedlinked. Maggiori dettagli nella locandina a breve disponibile sul sito.

coltiviamo la diversitlogo14 giugno – Selezione partecipativa lupino bianco dolce in Sardegna

Giornata in campo a San Nicolò Gerrei (CA). La giornata prevede una parte in campo al mattino, con selezione partecipativa all’interno di una popolazione di lupino bianco, pranzo e incontro con gli attori coinvolti.

coltiviamo la diversitlogo3 luglio – Coltiviamo la Diversità! in Toscana

Torna la giornata in campo presso l’azienda agricola Passerini a Torrita di Siena. “I campi svelati” è una giornata dedicata alla visita delle produzioni dell’azienda agricola. Dibattiti e pranzo condiviso. A breve disponibile locandina dell’evento.

coltiviamo la diversitlogo4 – 10 luglio – #Campdigrano2022 e Palio del grano a Caselle in Pittari – SA

Una settimana di condivisione e approfondimenti sulla vita rurale e la coltivazione del grano ma non solo, questo è #campdigrano.. La domenica l’ormai tradizionale appuntamento del Palio del Grano nel quale i rioni di Caselle in Pittari si sfidano in una avvincente gara di mietitura a mano.

coltiviamo la diversitlogo22 – 24 luglio –  Festa della mietitura a Rieti

Si svolgerà presso l’azienda agricola Tularù una tre giorni dedicata al grano, con incontri, dibattiti, presentazione dei libri e la mietitura collettiva del grano. A breve locandina con programma dettagliato.

coltiviamo la diversitlogo23 luglio –  Trebbiatura collettiva a Isola Vicentina

Si svolgerà presso la Casa delle sementi del Veneto una giornata di trebbiatura collettiva del grano. L’iniziativa è occasione di incontro, scambio e festa conviviale dopo il raccolto.

Cambiamo agricoltura!

Cambiamo agricoltura!

Il contributo della società civile sulla riforma della PAC

di Federica Luoni – Resp. Agricoltura Lipu, Coalizione Cambiamo Agricoltura

Dal 2017 un gruppo di 80 associazioni Italiane, unite ai coordinamenti Europei si batte per dare un futuro diverso all’Agricoltura Europea a partire dalla riforma della Politica Agricola Comune.

Era il maggio 2017 quando le associazioni di tutta Europa annunciavano che oltre 320.000 cittadini, di 28 paesi europei, avevano partecipato alla consultazione pubblica indetta dalla Commissione europea sul futuro della Politica Agricola Comune, la cosiddetta PAC, chiedendo a gran voce un’agricoltura diversa, attenta all’ambiente, alla salute e alla giustizia sociale.

A mobilitare i cittadini nei mesi precedenti a questo risultato si mossero in tutta Europa numerose associazioni convinte, a ragione, che “l’unione avrebbe fatto la forza”. Su questo principio in Italia Legambiente, Lipu, WWF e FAI crearono il primo nucleo della Coalizione Cambiamo Agricoltura. In poco tempo si unirono a loro le associazioni dell’Agricoltura Biologica e Biodinamica e altre associazioni per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Da allora la Coalizione ha raggiunto oltre 80 sigle aderenti e oggi il suo coordinamento è garantito da un tavolo di 14 membri (ACU, AIDA, AIAB, AIAPP, Associazione Italiana Biodinamica, CIWF, FederBio, ISDE, Legambiente, Lipu, Pro Natura, Rete Semi Rurali, Slow Food e WWF).
Ma perché tanta mobilitazione per cambiare una politica europea? Per capirlo occorre fare un passo indietro e guardare a cos’è la PAC e quali conseguenze ha avuto sul nostro continente.

La PAC, prima tra le Politiche Europee (quest’anno compie 60 anni), fu ideata per incentivare la produzione, tenere bassi i prezzi e spostare manodopera dalle campagne alle industrie in un’Europa post bellica. Questo modello fece presto pagare il suo prezzo con squilibri in termini economici, sociali e ambientali: accumuli di prodotti, instabilità dei mercati e della tenuta finanziaria dell’Europa, scomparsa delle piccole aziende e accumulo di terre e dei relativi sussidi nelle mani di pochi.

Uno degli effetti più negativi è stato, però, la sostanziale perdita di biodiversità a tutti i livelli: a scala del singolo campo, con coltivazioni monovarietali, a scala di azienda, con una solo coltura prevalente, a scala di paesaggio, con la perdita delle aree naturali e degli elementi tradizionali del paesaggio. Questo fenomeno di banalizzazione è stato accompagnato dall’immissione nel suolo, nelle acque e nell’aria di agenti inquinanti e dalla progressiva perdita di sostanza organica dei suoli.
L’insostenibilità di questo modello, a partire dagli anni ‘90, hanno spinto l’Europa ad apportare modifiche ai regolamenti delle programmazioni settennali della PAC.

I dati ambientali e sociali hanno, però, mostrato l’insuccesso di tali riforme: ancora oggi il 20% dei beneficiari riceve l’80% dei fondi, 1/3 degli agricoltori ha abbandonato l’attività nel giro di 10 anni, dal 2000 il 56% degli uccelli delle aree agricole sono scomparsi così come il 30% delle farfalle, il 14% dei campioni delle acque di falda è inquinato in modo serio, ¼ delle emissioni di gas climalteranti viene dall’agricoltura e questa percentuale è in continuo aumento. Da qui la speranza che la programmazione 2021-2027, lanciata proprio dalla Consultazione del 2017, portasse finalmente ad una PAC davvero verde ed equa, secondo il principio di soldi pubblici per beni pubblici.

La Commissione, però, ha ignorato l’appello dei cittadini, presentando il 1° giugno 2018 una proposta apparsa subito non all’altezza delle sfide ambientali e sociali. Nonostante, in teoria, i regolamenti identifichino 9 obiettivi per la PAC post 2020, ognuno per i 3 pilastri della sostenibilità (economica, ambientale e sociale), non altrettante regole erano presenti per assicurarne il pieno raggiungimento.

Per questo la Coalizione Cambiamo Agricoltura è tornata a mobilitarsi attraverso convegni, eventi pubblici, campagne social e documenti tecnici allo scopo di spingere il Parlamento e il Consiglio Europeo a presentare emendamenti migliorativi. Tutto questo in concerto con le associazioni di tutta Europa, anche grazie al prezioso coordinamento del network da parte di GoodFoodGoodFarming.
Nel frattempo, a causa dei ritardi accumulati, la programmazione 2014-2020 è stata prorogata posticipandone l’entrata in vigore al 2023.

Un segnale incoraggiante è arrivato nel maggio 2020 con l’emanazione da parte della Nuova Commissione, guidata da Ursula Von der Leyen, delle Strategie Europee Biodiversità 2030 e Farm to Fork, contenenti ambiziosi obiettivi per l’agricoltura Europea: dimezzare l’uso e il rischio dei pesticidi, dimezzare l’uso di antibiotici e ridurre del 20% i fertilizzanti, portare ad almeno il 25% le terre coltivate a biologico, restituire il 10% delle aree agricole alla natura.
Speranza presto delusa dagli emendamenti alle Strategie proposte usciti dalle decisioni del Consiglio e dal voto del Parlamento, e confermati poi dal cosiddetto Trilogo, ossia il processo di concertazione tra Commissione, Parlamento e Consiglio, che ha portato a giugno del 2021 al testo finale dei regolamenti (approvati in via definitiva lo scorso novembre).
Una delle novità sostanziali è che gli stati Membri sono stati chiamati ad approntare un nuovo documento, il Piano Nazionale Strategico (PSN), in cui declinare tutti gli aspetti della politica agricola: dai pagamenti di sostegno al reddito, all’individuazione di quali settori possono beneficiare di pagamenti accoppiati, fino agli interventi dello sviluppo rurale, che dovranno essere stabiliti a livello nazionale, seppur poi applicati dalle Regioni attraverso i Programmi di Sviluppo Rurale.
Il PSN deve definire anche i contenuti degli ecoschemi, ossia una nuova tipologia di intervento destinata a remunerare quegli agricoltori che mettono in atto azioni a favore del clima e dell’ambiente.
L’Italia ha consegnato alla Commissione lo scorso 31 dicembre la sua proposta di Piano, ancora, purtroppo, molto lontana da quella rivoluzione agroecologica attesa.

Il lavoro della Coalizione Cambiamo Agricoltura non è ancora, quindi, concluso e non terminerà neanche con l’approvazione del Piano Italiano. Continueremo a chiedere “Cambiamo Agricoltura!” per disegnare un futuro agroecologico, giusto per gli agricoltori, i cittadini e l’ambiente, sperando di avere sempre più cittadini al nostro fianco.