L’era dello scarto. Ripensare il cibo con l’agroecologia

L’era dello scarto. Ripensare il cibo con l’agroecologia

di Chiara Brusatin – Rete Semi Rurali

In occasione della Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, vale la pena interrogarsi non soltanto sulla quantità di cibo che viene perso o sprecato ma anche sulle relazioni economiche, sociali ed ecologiche che producono ciò che definiamo scarto.

Uno degli effetti collaterali del processo di industrializzazione dell’agricoltura, a partire dal Novecento, è stata l’affermazione di un modello agroalimentare sempre più lineare, fondato su produzione, estrazione, consumo e scarto. Un modello che ha progressivamente accentuato la produzione su larga scala, la standardizzazione, la distanza tra chi produce e chi consuma e la concentrazione del potere economico nelle mani di pochi grandi attori, generando perdite e sprechi lungo l’intera filiera. 

Secondo le stime riportate da Waste Watcher, circa un terzo del cibo prodotto a livello globale viene perso o sprecato lungo la filiera mentre in Italia, nel 2026, la quota di prodotto agricolo rimasta in campo è salita dal 3,5% al 4,5% della produzione complessiva, con un aumento di circa il 30% in valore rispetto all’anno precedente.

Ciò che non risponde ai criteri economici, estetici o organizzativi della filiera diventa scarto. 

È su questo aspetto che si concentra il concetto di Wasteocene, elaborato da Marco Armiero, che offre una chiave di lettura particolarmente interessante della questione dello spreco. Ci affacciamo a un’epoca caratterizzata da relazioni di scarto, attraverso le quali materiali, territori, saperi, persone e forme di vita possono essere resi sacrificabili o privati di valore. Applicata al sistema agroalimentare, questa prospettiva invita a spostare lo sguardo dalla responsabilità individuale per lo scarto (per quanto determinanti) alle relazioni economiche, sociali ed ecologiche che ne determinano la creazione e la produzione.

L’agroecologia propone di intervenire proprio su queste relazioni, ricostruendo connessioni e cicli, accorciando le distanze e restituendo valore rispetto a ciò che il modello industriale tende invece ad espellere. Consente cioè di rimettere in relazione produzione, consumo, territorio e comunità, problematizzando l’idea che la gestione dello spreco vada affrontata soltanto a valle quando il cibo è già diventato rifiuto.

È a partire da questa necessità di ricostruire relazioni e forme di governance territoriale che Rete Semi Rurali, in collaborazione con COSPE, lavora nel progetto Gov4GreenMed, finanziato nell’ambito del programma Interreg NEXT MED dell’Unione Europea. Il progetto affronta il tema della gestione dei rifiuti e dello sviluppo di una governance locale per lo spreco alimentare attraverso un approccio partecipativo, mettendo in relazione amministrazioni pubbliche, agricoltori, scuole, società civile e altri attori del territorio. Il progetto prevede in particolare lo sviluppo di un percorso pilota, all’interno del Comune di Scandicci, il cui obiettivo è quello di rafforzare la cooperazione tra questi soggetti e migliorare la capacità locale di gestione dei rifiuti solidi urbani e delle politiche inerenti lo spreco alimentare.

La costruzione di un sistema alimentare più resiliente passa anche dalla capacità di un territorio di riconoscere e valorizzare le proprie risorse, mettere in relazione conoscenze e soggetti diversi, accorciare le distanze tra chi produce e chi consuma e creare nuove forme di collaborazione tra istituzioni, agricoltori, scuole e comunità.

Fonti:

  • Waste watcher international observatory on food and sustainability, Winter Report 2026
  • Marco Armiero, Wasteocene, Cambridge University Press, 2021
  • https://www.interregnextmed.eu/project-page/gov4greenmed/about/
Crisi dei fertilizzanti: come trasformare un’opportunità in una occasione persa per la transizione ecologica dell’agricoltura

Crisi dei fertilizzanti: come trasformare un’opportunità in una occasione persa per la transizione ecologica dell’agricoltura

Il recente aumento del prezzo dei fertilizzanti chimici poteva stimolare una riflessione sulla necessità di una transizione verso modelli di agricoltura meno dipendenti dai mezzi tecnici chimici, investendo su pratiche agroecologiche. L’Unione Europea ha invece deciso di continuare a premiare il modello di agricoltura dominante, in tutta la sua inadeguatezza economica e ambientale

Comunicato stampa a cura delle Associazioni Rete Semi Rurali, WWF Italia

Il documento “Una Strategia nazionale per la transizione ecologica dei sistemi agroalimentari” è scaricabile in PDF a questo link:

CEREA+CONNECT all’Orto Botanico di Pavia

CEREA+CONNECT all’Orto Botanico di Pavia

Rete Semi Rurali alla Milano Green Week

Rete Semi Rurali alla Milano Green Week

Lo scorso 19/9/2026 lo staff di Rete Semi Rurali ha organizzato presso la Biblioteca di Baggio un workshop specifico sul tema dell’autoproduzione dei semi alla Milano Green Week. L’evento incentrato sulla tutela dell’agro-biodiversità e la crescita delle competenze tecniche nell’ambito della produzione di semi, è stata anche una preziosa occasione di scambio e confronto sul ruolo sociale dell’agricoltura, oltre che rafforzare la rete di alleanze formali e informali per future collaborazioni a tutela dell’agrobiodiversità.

AGROECOLOGIA: ENERGIA VITALE PER IL GREEN DEAL DELL’AGRICOLTURA EUROPEA

AGROECOLOGIA: ENERGIA VITALE PER IL GREEN DEAL DELL’AGRICOLTURA EUROPEA

AEMED 2025: 1° CONGRESSO DI AGROECOLOGIA DEL MEDITERRANEO SCIENZA PRATICA MOVIMENTO

Comunicato stampa

Iniziato oggi ad Agrigento il primo Congresso di Agroecologia del Mediterraneo con oltre 400 partecipanti rappresentanti di 28 diversi Paesi di 4 continenti Europa, Africa, Asia, Americhe.

L’Associazione Italiana di Agroecologia e le Associazioni aderenti (Collettivo Rizosfera, Deafal, Lipu, Rete Semi Rurali, WWF) con la Carovana dell’Agroecologia hanno portato nei mesi scorsi i temi del Congresso nei territori di 10 regioni italiane.

Partita oggi la quattro giorni, dal 9 al 12 giugno, del 1° Congresso di Agroecologia del Mediterraneo (AEMED 2025) organizzato congiuntamente da AIDA (Associazione Italiana di Agroecologia), AIAF (Associazione Italiana di Agroforestazione) e dal Coordinamento Agroecologia Sicilia, nella splendida cornice della Valle dei Templi di Agrigento, capitale italiana della cultura 2025. L’evento ha il patrocinio di Agroecology Europe per evidenziare il legame e il dialogo tra i protagonisti dell’Agroecologia del Mediterraneo e l’Agroecology Europe Forum che si terrà a Malmo (Svezia) dal 2 al 4 ottobre di quest’anno.
Il Congresso AEMED 2025 offre l’opportunità di condividere tra i numerosi partecipanti i risultati della ricerca scientifica, le esperienze pratiche in campo, le attività dei movimenti e discutere strategie e metodi dell’agroecologia per il cambiamento dei sistemi agroalimentari del Mediterraneo e del Pianeta. Per AIDA e le Associazioni aderenti (Collettivo Rizosfera, Deafal, Lipu, Rete Semi Rurali e WWF) da questo primo Congresso di Agroecologia del Mediterraneo, quarto Convegno nazionale di Agroecologia, deve ripartire la transizione ecologica dei nostri sistemi agroalimentari, confermando l’attualità e l’urgenza degli obiettivi del Green Deal europeo. Il Congresso vuole essere anche l’occasione per promuovere un grande movimento per l’Agroecologia in Italia e nel Mediterraneo per la trasformazione dei modelli di produzione e consumo del cibo e delle materie prime di origine agricola, per renderli più rispettosi della natura e più rigenerativi, per costruire resilienza nelle catene di approvvigionamento, nei paesaggi e nei mezzi di sussistenza delle comunità umane, garantendo il diritto a un cibo sano e un lavoro dignitoso per tutti, attraverso uno sviluppo sociale ed economico inclusivo, giusto e culturalmente appropriato al contesto dei diversi territori. Nessun altro settore come l’agricoltura ha la stessa opportunità, attraverso l’agroecologia, di contribuire in modo significativo alla soluzione delle crisi ambientali globali e locali del cambiamento climatico e della perdita della biodiversità, migliorando al contempo la vita di intere popolazioni. Si tratta di un obiettivo particolarmente ambizioso perché l’area del Mediterraneo è oggi uno degli esempi più evidenti delle ferite dello sfruttamento, passato e presente: vi si intrecciano conflitti, migrazioni forzate oltre all’impatto crescente della crisi climatica. Come stiamo vedendo a Gaza, dove terra, acqua e cibo vengono usati come armi e i sistemi agricoli vengono sistematicamente distrutti, tutto ciò è insostenibile socialmente e ambientalmente. L’agroecologia affonda le sue radici nel rispetto dei diritti umani, perché non è solo un metodo di coltivazione ma un percorso che rappresenta per tutti i popoli uno strumento per affermare la libertà e la propria sovranità alimentare, per contribuire al ripristino dell’ambiente e affermare la dignità del lavoro. Il Congresso internazionale avvia oggi i suoi lavori con dei numeri straordinari, 416 iscritti provenienti da 28 Paesi di 4 continenti (Italia, Spagna, Estonia, Israele, Irlanda, Cechia, Regno Unito, Germania, Algeria, Stati Uniti, Grecia, Malta, Canada, Tunisia, Croazia, Brasile, Portogallo, Turchia, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Svizzera, Slovenia, Palestina, Cisgiordania, Iran, Argentina, Cile) e oltre 250 pubblicazioni scientifiche ed esperienziali che evidenziano la ricchezza e il dinamismo della ricerca, dell’innovazione, delle buone pratiche dell’Agroecologia.
Il programma delle attività congressuali prevede tre giornate con sessioni tematiche e sessioni Poster (9, 10 e 12 giugno) di confronto tra scienziati, tecnici e agricoltori e una giornata speciale con visite in aziende agricole del territorio (11 giugno), durante la quale gli agricoltori illustreranno direttamente sul campo le loro pratiche agroecologiche e i risultati conseguiti.
L’Associazione Italiana di Agroecologia (AIDA) e le Associazioni aderenti negli ultimi sei mesi hanno promosso la “Carovana dell’Agroecologia”, con 17 eventi organizzati in 10 regioni italiane (scheda allegata), per portare nei territori i temi che saranno discussi nel Congresso di Agrigento e raccogliere dal basso istanze, aspettative, proposte, degli agricoltori italiani e altri attori sociali e della scienza, per una autentica transizione agroecologica dei sistemi agroalimentari. Le voci dei protagonisti degli eventi della “Carovana dell’Agroecologia” saranno portate nel Congresso di Agrigento da AIDA con uno specifico evento che si terrà nell’Open Space del Palacongresso il 10 Giugno dalle ore 17.00 alle 18.00.

Sarà inoltre possibile seguire la cronaca dei lavori del Congresso attraverso i canali social di AIDA e del Coordinamento Agroecologia Sicilia: AIDA

Linkedin: https://www.linkedin.com/company/associazione-italiana-di-agroecologia-aida/posts/?feedView=all

Coordinamento Agroecologia Sicilia – Istagram: https://www.instagram.com/coordinamentoagro/

Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100095220070708

Sito Ufficiale del Congresso – https://www.coordinamentoagroecologia.org/aemed2025/

Roma, 9 giugno 2025
Comunicato stampa inviato a cura dell’Ufficio stampa WWF Italia per conto di AIDA

L’Associazione Italiana di Agroecologia – AIDA: È un’Associazione che si fa portavoce in Italia della visione
agroecologica dei sistemi agricoli ed alimentari, in sinergia con altri enti e istituzioni che operano a livello nazionale e
internazionale in tale ambito. L’Associazione unisce operatori e ricercatori provenienti da ambiti diversi per promuovere un
approccio multidisciplinare e multiscalare. L’agroecologia è una scienza che studia il funzionamento degli agroecosistemi, un
insieme di pratiche per coltivare e produrre in modo più sostenibile, un movimento per la trasformazione dei sistemi
agroalimentari. Si basa su un approccio sistemico, olistico, interdisciplinare e transdisciplinare. Aderiscono ad AIDA le seguenti
Associazioni e reti nazionali: Collettivo Rizosfera, Deafal, Fondazione ACRA, LIPU – BirdLife Italia, Rete Semi Rurali, WWF
Italia. Maggiori informazioni sul sito Web: https://www.agroecologia.eu/


Siamo la Natura che si difende!

Siamo la Natura che si difende!

a cura di Riccardo Bocci – Rete Semi Rurali