Festa negli orti della diversità

Festa negli orti della diversità

Per il giorno 3 luglio 2021, l’ATS degli Orti della Diversità, organizza una giornata di
presentazione dell’iniziativa per il quartiere di Vingone e per Scandicci. L’obiettivo del
progetto degli Orti, infatti, è di creare socialità e relazioni, all’interno del quartiere di Vingone, e divulgare le tematiche relative dell’agrobiodiversità.
Festa negli Orti della diversità

Partecipazione

Cena e Concerto

Quota a persona 12 €

prenotazione obbligatoria

Solo Concerto

Ingresso libero

Iscrizione gradita 

L’evento sarà organizzato secondo la normativa anti-COVID vigente.

Attività

Durante questa giornata l’ATS e gli ortisti organizzeranno un Mercato di prodotti agricoli e di presentazione delle attività delle associazioni, la presentazione del libro Arare Umano Est, la cena di supporto alla Casa del Popolo di Vingone e il concerto finale del gruppo Mescaria.

Programma dell’evento

  • Ore: 18:00 Apertura degli Orti della Diversità ai cittadini e del Mercatino della Fierucola, socia dell’Ats, con banchino di produttori locali e artigianali e delle associazioni del territorio
  • Ore: 19:00 Presentazione del progetto “Orti della Diversità” e del libro Arare Umano Est di Riccardo Lupino del gruppo DuoVa.
  • Ore: 20:00 cena sociale organizzata dalla Casa del Popolo di Vingone. La cena sarà a base di protti della Fierucola. I proventi della cena andranno a sostenere il circolo CdP Vingone
  • Ore: 21:30 concerto dei Mescaria, gruppo fiorentino che vi condurranno in un viaggio sonoro tra le musiche del sud Italia e la musica gypsy

Obiettivi

1. Costruire una socialità con le persone del quartiere
2. Divulgare e coinvolgere la cittadinanza nella tematica della biodiversità agricola
3. Aumentare la consapevolezza dei cittadini sul progetto Orti della Diversità
4. Sostenere la Casa del Popolo di Vingone con una cena di autofinanziamento

Aiutaci condividendo!

Aiutaci a promuovere l’iniziativa condividendo sui social. Oppure scarica, stampa e condividi la locandina dell’evento.

Menu della serata

  • Antipasto su tagliere con TRIS di formaggi caprino, pecorino e vaccino con salsa di mostarda del Chianti e miele, prosciutto e melone, insalata e crostino di ragù fungo “shiitake”
  • Panzanella col pane di grani antichi con cetrioli, pomodori e cipolla
  •  Chicchi di grano di Senatore Cappelli alle Verdure di Stagione

Bevande: Acqua, vino bianco, vino rosso e birra alla spina artigianale

Luogo dell’evento

Nuovo bando di vendita su Mondeggi bene comune

Nuovo bando di vendita su Mondeggi bene comune

Era il primo marzo 2019 quando l’ennesimo tentativo di vendita dellatenuta di Mondeggi naufragò miseramente. Nonostante il prezzo di based’asta ridotto al minimo e la spasmodica ricerca di facoltosi acquirentiinteressati, all’apertura ufficiale delle buste l’unica propostapresentata, puramente simbolica, fu quella del comitato Mondeggi BeneComune – Fattoria senza Padroni.

In quella specifica occasione, così come molte altre volteprecedentemente, venne presentata la sola proposta credibile ecostruttiva in merito alla gestione del territorio di Mondeggi: ilriconoscimento formale da parte dell’ente pubblico del Bene Comune el’affidamento della tenuta attraverso gli “Usi civici e collettivi” allacomunità diffusa che da anni si opponeva alla vendita.

Oggi, a più di due anni di distanza, il copione sembra destinato a ripetersi: la Commissione al Patrimonio della Città Metropolitana di Firenze inoltrerà in Consiglio, Mercoledì 23 Giugno 2021, l’ennesima proposta di bando, che metterà all’asta la totalità della tenuta di Mondeggi, eccetto una porzione comprendente una casa colonica e un annesso agricolo, da affidare ad un soggetto giuridico terzo. Se la proposta venisse approvata, la fattoria sarebbe di nuovo a rischio alienazione e il percorso Mondeggi Bene Comune vedrebbe in pericolo la propria esistenza. Non sono bastati, evidentemente, i sette anni di presidio permanente, attraversato da migliaia di persone, che hanno strappato la fattoria all’abbandono; non è bastata neanche l’interlocuzione, finalmente avviata da un paio di mesi, con alcuni rappresentanti della stessa Città Metropolitana, per cercare unasoluzione che salvaguardasse il Bene Comune Mondeggi facendolo divenire caso esemplare in materia di diritto.Prendiamo atto, se mai ce ne fosse stato bisogno, che gli enti istituzionali, al loro interno, sono tutt’altro che coesi e che alcuneposizioni pregiudiziali, granitiche e incancrenite, oltre che squisita mente “personali”, come quella del Sindaco di Bagno a RipoliCasini e della responsabile al patrimonio Tosi, nuocciono alla collettività tutta. Così come grava sulla collettività la spesa di oltr e novantamila euro per cinque mesi (!) che è stata stanziata per l’attività costante di sorveglianza privata sulla tenuta di Mondeggi,iniziata in questi giorni tra minacce di vario genere; soldi pubblici che vengono dilapidati per coprire le falle di una mancata gestione,come se i problemi legati all’abbandono degli immobili potessero essere risolti da un esercito di vigilantes.La denuncia da parte nostra di ciò che si sta mettendo a punto in Commissione è un atto dovuto: lo dobbiamo a chi, in questi anni, hamesso tempo, entusiasmo ed energie nel recupero di un pezzo di territorio abbandonato colpevolmente al degrado, e a chi ha aderito,anche solo moralmente, ad una lotta nata dal basso ma dal respiro ormai globale. Chiediamo pertanto alla Città Metropolitana di Firenze che la proposta di bando venga rigettata in Consiglio, che la vendita come soluzione sia definitivamente e ufficialmente accantonata, e che si persegua,viceversa, quel dialogo ancora embrionale che si stava dando con lo stesso ente. Se così non fosse, prenderemo atto per l’ennesima volta della miopia suicida che regna nelle stanze dei palazzi, dell’incapacità anche solo di pensare soluzioni differenti in un mondo che muta av elocità siderale; e detto ciò, continueremo a seminare, potare,raccogliere, ridere, dissodare, spietrare, ballare e riflettere come facciamo da ormai sette anni.
Difendere Mondeggi dalla privatizzazione, la svendita o l’abbandono è oggi più che mai una priorità di tutte e tutti, vi invitiamo quindi Mercoledì 23 Giugno alle ore 9.00 in Via Cavour sotto il palazzo della Città Metropolitana per spingere l’amministrazione ad ammettere leproprie colpe ed abbandonare una volta per tutte l’ipotesi di vendita ed alienazione.


VI ASPETTIAMO IL 25/26/27 GIUGNO A MONDEGGI PER FESTEGGIARE INSIEME IL7° COMPLEANNO. Programma dettagliato sul web


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Rivivi su youtube il convegno Cereali Resilienti 2.0

Rivivi su youtube il convegno Cereali Resilienti 2.0

Si è svolto online il convegno di apertura del progetto Cereali Resilienti 2.0.

Su piattaforma ZOOM si sono incontrati i partner del progetto, la gran parte delle aziende agricole coinvolte, i trasformatori coinvolti e alcuni agricoltori e trasformatori che stanno utilizzando le popolazioni evolutive in altre regioni italiane.

L’insieme degli interventi che si sono susseguiti, che comprende il racconto di molte esperienze dirette di agricoltori e trasformatori, rappresenta un utile aggiornamento sulle prospettive e problematiche relative alla coltivazione di popolazioni evolutive di frumento.

Il convegno è stato trasmesso in diretta sul canale youtube di Rete Semi Rurali, dove ne resta disponibile la visione.

Registrazione del Convegno 20 maggio 2021

Riccardo Bocci – RSR – ha introdotto il progetto e il contesto di evoluzione normativa che ne arricchisce la rilevanza.

Adanella Rossi _ Università di Pisa – ha collocato nell’ambito delle sfide di costruzione e trasformazione delle filiere cerealicole – dalla semente al piatto – che l’introduzione di popolazioni evolutive comporta.

Oltre ai contributi degli agricoltori toscani coinvolti nel progetto hanno arricchito la discussione esperienze dal Molise – Az. agricola Petacciato – e dal Veneto – Progetto CONSEMI.

Stefano Benedettelli – Università di Firenze – ha mostrato lo stato di avanzamento degli studi che il progetto sta realizzando a supporto della coltivazione delle popolazioni, ed in particolare delle problematiche legate alla gestione della semente.

Agli interventi dedicati all’inquadramento del progetto ha seguito i racconti degli agricoltori che stanno coltivando le popolazioni evolutive di frumento tenero.

Resilienza Collettiva

Resilienza Collettiva

di Claudio Pozzi – Coordinatore Rete Semi Rurali

Questo numero inaugura una nuova veste editoriale e grafica del Notiziario, all’interno di una rivisitazione complessiva dell’immagine con cui RSR si presenta e comunica. Non è stata una scelta di puro make-up, bensì un investimento verso una maggiore capacità di divulgazione dei contenuti legati alle attività della Rete. Da aprile 2021 abbiamo anche il nuovo sito di RSR, contenitore di tutto il materiale prodotto in questi anni, che presenterà i principali articoli pubblicati sui Notiziari in una sezione dedicata in modo da renderli più facilmente fruibili e, in alcuni casi, in una versione più lunga rispetto allo spazio del cartaceo.

Proprio in questa direzione va anche un’altra bella novità: la nuova collaborazione con la rivista Terra Nuova. Le 2000 copie che normalmente vengono distribuite ai soci e ai partecipanti agli eventi di RSR verranno infatti affiancate da quelle che i lettori di Terra Nuova troveranno come inserto del numero di maggio: a partire poi dal numero di luglio, la rivista ospiterà anche una rubrica bimestrale curata dalla Rete.

Le nostre attività, grazie alla diffusione che Terra Nuova ha presso un pubblico attento ai vasti temi della transizione agroecologica, saranno quindi conosciute da un numero sempre maggiore di persone. Un ulteriore stimolo a lavorare sul linguaggio per renderlo più accessibile ai non addetti ai lavori, senza banalizzarlo. È una sfida che raccogliamo volentieri e non potevamo trovare tema più adatto di quello a cui è dedicato questo numero del Notiziario. Le Case delle Sementi sono, infatti, la più alta espressione della gestione collettiva e democratica di un bene che è centrale nella qualità della vita di noi tutti. Per fortuna il tema della biodiversità, naturale o coltivata che sia, sta acquisendo sempre maggiore centralità nella comunicazione, in particolar modo in questi sfortunati tempi di pandemia. Il rischio, come spesso accade, è che il termine venga usato a sproposito e si svuoti di senso o che, ancor peggio, acquisisca significati distorti.

Le Case delle Sementi sono appunto luoghi dedicati alla salvaguardia e gestione della biodiversità coltivata, ma sono contemporaneamente luoghi di costruzione di senso comune, di condivisione e riappropriazione di conoscenze e competenze, altrettanto importanti, della semente stessa. Lo scambio di semi è base essenziale per lo sviluppo di sistemi sementieri informali: è una pratica che richiede attenzione continua e consapevolezza. Insieme ai semi è essenziale che circolino informazioni e conoscenze sulle origini e sulle pratiche colturali e culinarie od officinali e artigianali a essi legate, senza sottovalutare malattie, virosi o problemi di germinazione. È per questo che il moltiplicarsi delle Case delle Sementi può fare la differenza nell’individuare una modalità di garanzia della qualità delle sementi, sulla quale, crediamo, si gioca la capacità di fare dello scambio delle sementi la base da cui evolvono e si affermano sistemi sementieri informali a livello locale. Le comunità di pratiche possono trovare linfa nei quartieri in cui hanno sempre maggiore spazio orti sociali e scolastici, o nelle comunità rurali che ritrovano il senso dell’agire collettivo nel rivisitare con attitudini contemporanee le migliori tradizioni del territorio che le ospita, per esserne a sua volta custodito.

RESTART 2021 Campus per Giovani Aziende sull’Appennino

RESTART 2021 Campus per Giovani Aziende sull’Appennino

Aperta la Call for Ideas per partecipare al campus #ReStartApp2021 15 posti disponibili per giovani under 40 con idee d’impresa da realizzare in Appennino Il campus residenziale gratuito si terrà ad Ascoli Piceno dal 5 luglio all’8 ottobre 2021.

Dal 2014 Fondazione Edoardo Garrone è impegnata nel rilancio dell’economia appenninica, che sostiene con una progettualità dedicata all’imprenditoria giovanile. Una progettualità che si concretizza, fin dall’inizio, con il progetto ReStartAppun campus residenziale e gratuito di 10 settimane per giovani under40 che abbiano un’idea d’impresa da realizzare sul territorio appenninico.

Informazioni qui https://fondazionegarrone.it/

SCADENZA 14 MAGGIO 2021

CERERE Il documentario: Cereali – rinascimento in campo

CERERE Il documentario: Cereali – rinascimento in campo

Cereali – rinascimento in campo

Durata: 25 min

Lingue: audio originali con sottotitoli in italiano e inglese

Agricoltori, scienziati, panificatori e trasformatori, comunità locali, consumatori esigenti: protagonisti di un movimento che ha abbracciato una grande sfida, quella di cambiare la pratica agricola. Facendo ricerca e innovazione a partire dalla valorizzazione delle conoscenze preziose di chi da sempre lavora la terra e ne trasforma i prodotti. 

Negli ultimi anni, molti agricoltori e agronomi stanno riportando in campo varietà locali di cereali che stavano sparendo per lasciare spazio a poche varietà commerciali, tutte uguali, omogenee, uniformi, adatte soprattutto alle trasformazioni industriali su larga scala. 

Le varietà locali, al contrario, sono diverse, selezionate nei secoli in diversi climi e adatte ai diversi suoli e usi alimentari. Oggi il loro recupero e poi la selezione in campo, fatta insieme da chi ha esperienza di coltivazione e da chi sa analizzarle da un punto di vista genetico e chimico, apre la porta a una ampia diversità di prodotti e di nuove filiere locali. 

Consumatori, ricercatori e produttori, uniti in reti locali e internazionali, recuperano i valori culturali di produzioni di alta qualità e valore nutrizionale adatte ai diversi territori e non indistintamente uguali in ogni angolo del mondo. Le reti rurali difendono il ruolo degli agricoltori come protagonisti indiscussi della produzione alimentare e promuovono una maggiore attenzione da parte di tutti nei confronti del valore dei cibo e della biodiversità agroalimentare come chiave di sviluppo, di resilienza alle crisi climatiche, di crescita sociale e culturale e di gestione sostenibile del territorio.

Il documentario “Cereali – rinascimento in campo” racconta le nuove filiere, dalla semina ai prodotti finali, attraverso le parole, i racconti, le emozioni di cinque protagonisti chiave: agricoltori, ricercatori e produttori. Attorno a loro e con loro, le comunità e le reti che mettono in campo la passione di chi è convinto che l’agricoltura non debba e non possa essere trasformata in una catena di produzione industriale. Di chi sa che la diversità agricola è la chiave per tenere insieme le culture e le colture, le comunità e i territori, l’ambiente e la salute, la tradizione e l’innovazione.

QUI CI VA IL LINK VIDEO

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