La posizione del biologico in Europa

La posizione del biologico in Europa

Aggiornamento sul processo politico dell’UE riguardo le cosiddette Nuove Tecniche Genomiche

di Helene Schmutzler – IFOAM Europe

L’era della CRISPRmania!

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I miraggi del riduzionismo

di Riccardo Bocci – Rete Semi Rurali

Così preziose, così fragili

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Il ruolo delle aree montane per la gestione dinamica dell’agobiodiversità

di Giuseppe De Santis – Rete Semi Rurali

Semi di Comunità in montagna

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Dall’Arco Alpino un segnale alle aree interne

di Claudio Pozzi – Rete Semi Rurali

La tua voce per la diversità!

La tua voce per la diversità!

di Rete Semi Rurali, Arche Noah

Stiamo attraversando un momento cruciale per il futuro della nostra agricoltura e alimentazione. In seno all’Unione Europea, è in corso un negoziato per stabilire nuove regole sulla commercializzazione delle sementi.

Le norme attuali, introdotte negli anni ’60, promuovono sementi sviluppate per l’agricoltura industriale. Sementi che possono essere vendute insieme a pesticidi e fertilizzanti e adatte ad essere coltivate in sistemi agricoli geneticamente uniformi. L’agroindustria sta facendo pressione sulle istituzioni europee affinché le nuove regole, che verranno definite nel prossimo
anno, favoriscano ancora di più quel modello, finendo per marginalizzare ulteriormente la diversità nel sistema sementiero e, di conseguenza, in quello agricolo e alimentare. Ciò di cui abbiamo bisogno, invece, è proprio il contrario. Abbiamo bisogno di leggi sulle sementi che garantiscano il nostro diritto a un cibo sano, vario e gustoso, che valorizzino concretamente la diversità nei campi e negli orti, sostenendo le varietà locali e rispettando i diritti di chi le coltiva e le riproduce.
Firma la nostra petizione per chiedere ai politici europei di non soccombere alla pressione del settore agroindustriale, ma di proteggere e promuovere l’agrobiodiversità e il diritto degli agricoltori a raccogliere, utilizzare, scambiare e vendere i propri semi!

Cosa chiediamo ai politici europei La nuova proposta di legge sulle sementi pubblicata dalla Commissione Europea nel luglio 2023 minaccia la conservazione e la circolazione dell’agrobiodiversità. Ignora il diritto degli agricoltori di mantenere, utilizzare, scambiare e vendere i propri semi, nonostante tale diritto sia sancito da trattati internazionali. È inaccettabile. Chiediamo al Parlamento Europeo e ai Ministri dell’Agricoltura di rivedere la proposta di legge sulle sementi, favorendo la circolazione dell’agrobiodiversità, rispettando i diritti degli agricoltori e gettando le basi per un sistema alimentare sostenibile, resiliente e diversificato:

1) La conservazione e l’uso sostenibile dell’agrobiodiversità e la circolazione di sementi diversificate e adatte ai territori ed i contesti locali rappresentano una assoluta priorità.
2) Il diritto degli agricoltori di riprodurre, scambiare e vendere le sementi deve essere pienamente rispettato.
3) La commercializzazione di sementi diverse e localmente adattate deve essere agevolata.
4) Le varietà in commercio non devono dipendere da pesticidi o fertilizzanti sintetici.

Abbiamo bisogno di 50.000 firme!

SEGUI IL LINK: mitmachen.arche-noah.at/it/tua-voce-per-la-diversita

La diversità non è negoziabile!

La diversità non è negoziabile!

L’opinione di Arche Noah riguardo la bozza di regolamento UE sulla legislazione sementiera

di Arche Noah

Nel luglio scorso, la Commissione europea ha pubblicato una proposta di riforma della legislazione sementiera. La bozza introduce nuovi adempimenti burocratici per le organizzazioni che si occupano di agrobiodiversità, nonché una serie di aspetti negativi anche per gli agricoltori. Abbiamo chiesto un’opinione a Magdalena Prieler, esperta di politiche dell’organizzazione austriaca ARCHE NOAH.

La Commissione Europea lavora da anni sulla possibilità di modificare la legislazione sulle sementi. All’inizio dell’ultimo tentativo di riforma, culminato in questa proposta, c’è stato un ampio processo di consultazione con gli attori del settore, nel quale anche ARCHE NOAH è stata coinvolta. Siete soddisfatti della bozza che ne è derivata?

La proposta della Commissione Europea va valutata sia in generale sia alla luce delle regole attualmente in vigore nei diversi paesi: è positivo che lo scambio e la vendita delle sementi tra privati siano ancora ammessi, così come la possibilità di vendere sementi non registrate o certificate a operatori non professionisti. In alcuni Paesi Europei, come la Polonia, questo è già un grosso passo avanti.

Al di là delle aperture a privati e hobbisti, lo scenario non è così positivo?

Per le organizzazioni e reti delle sementi, la proposta è inaccettabile. Secondo questa bozza, gli agricoltori non possono vendere le proprie sementi, il che è in aperto contrasto con i loro diritti, sanciti dalle Nazioni Unite. Per organizzazioni come ARCHE NOAH, che conservano e diffondono agrobiodiversità, la proposta impone nuovi adempimenti burocratici che ridurrebbero la loro capacità di operare. Non possiamo accettare il divieto di distribuire sementi agli agricoltori!

Non è ragionevole mettere delle regole sulla circolazione delle sementi?

Non mettiamo in discussione che ci siano regole stringenti sulla vendita di sementi da parte di grandi aziende o corporazioni. Anzi, chiediamo che la legge sia ancora più severa in questo senso: è inaccettabile per esempio che una varietà che dipende da un uso massiccio di input chimici sia pienamente autorizzata sul mercato. I test per l’approvazione delle nuove varietà dovrebbero essere condotti in condizioni bio, perché soltanto sementi che producono bene senza input sono adatte per l’agricoltura del futuro. Non possiamo invece accettare che le restrizioni ricadano esclusivamente su coloro che mantengono l’agrobiodiversità!

Che aspetti dovrebbe avere una buona legislazione sementiera?

La conservazione della diversità coltivata può continuare soltanto se il lavoro di chi la porta avanti è legittimato e promosso in tutta Europa. La biodiversità non è solo la base della nostra agricoltura e della nostra alimentazione ma anche un requisito indispensabile per il miglioramento genetico vegetale alla luce del cambio climatico. Le organizzazioni e gli agricoltori che conservano, riproducono e vendono sementi devono essere escluse da questa legislazione. Dobbiamo lottare per conservare la nostra libertà di azione!

Sembra essere difficile tradurre delle verità così ovvie in legge. Perché?

Da una parte, la Commissione Europea non è immune alle pressioni dell’agroindustria. Dall’altra, non è facile per chi siede a Bruxelles comprendere che il mondo delle reti e degli agricoltori che interagiscono con loro, funziona in modo diverso e necessità di regole a parte: sarebbe assurdo imporre lo stesso carico burocratico alla Bayer/Monsanto e ad una piccola organizzazione che mantiene l’agrobiodiversità in rete con agricoltori o custodi. 

E adesso, cosa succede con la proposta? Quali sono i prossimi passi?

Noi di ARCHE NOAH come altre reti e organizzazioni, compresa Rete Semi Rurali, stiamo cercando di essere costruttivi, discutiamo e condividiamo delle proposte per migliorare la bozza. Facciamo pressione sui nostri rappresentanti perché anche loro pensino in modo creativo nel rivedere e modificare la proposta.

Quando verrà pubblicata la versione definitiva?

L’intenzione è che la proposta venga votata nel Parlamento Europeo prima delle elezioni della primavera 2024. Le negoziazioni tra il Consiglio, il Parlamento e la Commissione dovrebbero iniziare nel 2024 e una decisione finale dovrebbe arrivare nel 2025. Ma questa scaletta è estremamente ambiziosa vista la complessità del tema e considerando i numerosi punti critici della bozza attuale.

Non sarebbe meglio respingere appieno la proposta?

Per adesso sicuramente no, visto che a livello politico c’è apertura al dialogo e disponibilità a ricevere suggerimenti e modifiche. Ma ovviamente, come in tutti i negoziati, il bilancio si può fare solo alla fine e non ci precludiamo la possibilità di esprimere un netto rifiuto.