Ad ogni stagione il suo seme: il lavoro sul fagiolo nano

Ad ogni stagione il suo seme: il lavoro sul fagiolo nano

Giugno è tempo di primi bilanci! Dopo le semine primaverili, abbiamo effettuato i primi monitoraggi sul fagiolo nano presso l’azienda sementiera Smarties.bio una delle tappe chiave del progetto EVA Legumes Network.

Le attività, giunte al secondo anno di valutazione delle accessioni, vedono l’impiego di appositi isolatori approntati dall’azienda per permettere la moltiplicazione in purezza e in sicurezza delle varietà in studio.

Seguiteci per aggiornamenti: www.ecpgr.org/eva/eva-networks/legumes

Crisi dei fertilizzanti: come trasformare un’opportunità in una occasione persa per la transizione ecologica dell’agricoltura

Crisi dei fertilizzanti: come trasformare un’opportunità in una occasione persa per la transizione ecologica dell’agricoltura

Il recente aumento del prezzo dei fertilizzanti chimici poteva stimolare una riflessione sulla necessità di una transizione verso modelli di agricoltura meno dipendenti dai mezzi tecnici chimici, investendo su pratiche agroecologiche. L’Unione Europea ha invece deciso di continuare a premiare il modello di agricoltura dominante, in tutta la sua inadeguatezza economica e ambientale

Comunicato stampa a cura delle Associazioni Rete Semi Rurali, WWF Italia

Il documento “Una Strategia nazionale per la transizione ecologica dei sistemi agroalimentari” è scaricabile in PDF a questo link:

Raggiunto l’accordo conclusivo del negoziato sulle sementi

Raggiunto l’accordo conclusivo del negoziato sulle sementi

Ieri sera si è concluso il trilogo sul nuovo Regolamento UE sul Materiale Riproduttivo Vegetale (PRM), dopo anni di negoziati. Il testo sostituirà le numerose direttive che a partire dagli anni Sessanta avevano definito il quadro normativo per le sementi.
Dopo quasi tre anni di negoziato, si tratta di un momento importante, su cui torneremo con un’analisi più approfondita nei prossimi giorni e settimane.

Cosa cambia, nei temi per noi più importanti:

  • Varietà da conservazione: la possibilità di commercializzare varietà da conservazione si estende, includendo la possibilità di registrare in questa categoria anche varietà “biodiverse” di nuova costituzione che non rientrerebbero nel regime del materiale eterogeneo bio (che resta nell’ambito del regolamento europeo sul biologico). Inizialmente concepita come un’eccezione per ortive e frutti, alla fine lo schema sarà valido anche per specie agrarie.
  • Reti sementiere riconosciute (Art. 29): reti ed organizzazioni non-profit possono scambiare e vendere sementi purché gli atti di scambio e vendita siano considerabili “no profit”. Sono esentati da molti degli obblighi che ricadono sugli operatori professionali.
  • Sementi per hobbisti e giardinieri (Art. 28): per la prima volta, sementi di varietà diverse possono essere vendute direttamente a hobbisti ed attori non professionali, senza dover rispettare gli standard e gli obblighi procedurali previsti per gli attori del mercato convenzionale.
  • Il diritto degli agricoltori a scambiare e vendere le proprie sementi viene riconosciuto anche se con dei limiti: gli scambi restano soggetti al vincolo di piccole quantità e limitazioni geografiche. Per alcune specie — tra cui patata e papavero — sono invece vietati. L’accordo provvisorio dovrà essere ancora approvato formalmente dal Consiglio e dal Parlamento Europeo. Le nuove norme entreranno poi in vigore quattro anni dopo la loro adozione definitiva — un periodo di transizione che sarà cruciale per definire i dettagli di implementazione a livello nazionale e durante il quale RSR continuerà ad essere attiva nel dialogo tecnico e politico.
La deregolamentazione degli OGM è legge in Europa.

La deregolamentazione degli OGM è legge in Europa.

20 associazioni denunciano il gravissimo voto contro la sovranitàalimentare, i diritti degli agricoltori e dei consumatori

Il voto favorevole del Parlamento Europeo rappresenta un passo indietro di venticinque anni che cancella valutazione dei rischi, tracciabilità ed etichettatura degli organismi geneticamente modificati realizzati con Nuove Tecniche Genomiche (NGT) e abilita il trasferimento dei diritti di brevetto sulle piante convenzionali. Si tratta di una potenziale pietra tombale sul principio di precauzione che, sdoganando colture OGM brevettate nell’ambiente, mette le basi per un ulteriore accentramento del mercato sementiero nelle mani di poche multinazionali agrochimiche.

17 GIUGNO 2026 – 20 organizzazioni italiane in difesa dell’agricoltura contadina, biologica, biodinamica e dei diritti dei consumatori e dei cittadini (elenco al fondo) giudicano gravissimo il voto definitivo del Parlamento Europeo sulla proposta di Regolamento sulle piante OGM prodotte con Nuove Tecniche Genomiche (NGT, ribattezzate TEA – Tecniche di Evoluzione Assistita dalla propaganda italiana). Un regolamento sostenuto caparbiamente anche dalle grandi associazioni agricole europee e nazionali contro gli interessi degli agricoltori. L’atto si inserisce nel contesto di una deregulation trasversale promossa dalle istituzioni europee dietro la falsa credenza che ciò migliorerà la competitività.

Il Regolamento produrrà una completa deregolamentazione dei nuovi OGM: dispone infatti l’abolizione della valutazione dei rischi, della tracciabilità e dei metodi di identificazione e rilevamento, delle norme in materia di responsabilità e delle misure di protezione contro la contaminazione, nonché dell’etichettatura dei prodotti per i consumatori. Oltretutto, i paesi membri dell’UE non potranno avvalersi dell’out out, cioè della facoltà di vietare la coltivazione sul proprio territorio, oggi applicata da due terzi dei paesi membri e da alcune regioni. Questi pilastri della Direttiva 2001/18 sugli OGM non varranno per le NGT, che potranno circolare liberamente nel mercato e negli ecosistemi, senza trasparenza e senza monitoraggio pre e post commercializzazione.


Le NGT rimangono degli OGM solo per la legge sulla proprietà intellettuale. Sono infatti tutte coperte da brevetti, di proprietà di poche grandi multinazionali del settore sementiero come Corteva, Bayer-Monsanto, Syngenta, KWS, Limagrain e Basf. Senza obbligo di rendere pubblici i metodi di rilevamento, gli agricoltori e le piccole e medie imprese sementiere rimarranno indifesi in caso di contaminazione dovuta alla coltivazione di campi OGM/NGT nei campi vicini. Questi brevetti coprono geni simili a quelli già presenti nei semi non OGM e consentiranno quindi alle multinazionali di privatizzare anche le sementi tradizionali, come dispone la Direttiva UE 98/44 ai suoi articoli 8 e 9, che gli emendamenti non approvati dai parlamentari avrebbero modificato in positivo. Ora le imprese potranno perseguire gli agricoltori e i piccoli produttori di sementi per violazione di brevetto, nel caso le loro varietà contengano tratti genetici brevettati. L’onere della prova ricadrà su chi subisce le contaminazioni tramite cui questi tratti genetici si trasferiscono, oppure chi semplicemente ha sviluppato gli stessi tratti tramite l’incrocio e la selezione naturale. Per le piccole imprese sementiere, ossatura del breeding europeo, significherà dover fare costosissime, lunghe e impraticabili ricerche nei database dei brevetti per capire se stanno utilizzando sementi che contengono un tratto genetico privatizzato da qualche impresa. La maggior parte afferma di non avere le capacità o di poter sostenere i costi di una tale operazione, con il rischio di finire fuori mercato o vittima di acquisizione da parte delle stesse grandi imprese transnazionali agrochimiche che puntano al monopolio. “Di fronte a questo grave arretramento normativo – dichiarano le associazioni – rivolgiamo un appello a cittadini, organizzazioni contadine, enti locali, organizzazioni sociali, istituzioni nazionali e territoriali di utilizzare ogni strumento disponibile per contrastare e limitare gli effetti della deregolamentazione, opporsi alla concentrazione del potere nelle mani delle multinazionali sementiere e salvaguardare la sovranità alimentare dei nostri territori, nella difesa della biodiversità, dei diritti degli agricoltori alle sementi e del diritto a produrre e consumare cibo libero da OGM”.

ARCI, Assobio, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biodinamica, Associazione Rurale Italiana, Centro Internazionale Crocevia, Demeter Italia, Fairwatch, Federazione Nazionale Pro Natura, Federbio, FIRAB, Fondazione Seminare il Futuro, Greenpeace Italia, Legambiente, Lipu, Movimento Consumatori, Navdanya International, Rete Semi Rurali, Slow Food Italia, Terra!, WWF Italia

Dal campo ai fumetti: un percorso didattico alla scoperta dei parentali selvatici

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