Microbiologo e biofisico, può essere considerato uno dei padri della biologia e genetica moderna.

Formatosi presso Amherst College in matematica
e fisica, nel 1953 ottenne un dottorato in biofisica a
Yale, lavorando poi presso il General Electric Research Laboratory e l’Istituto Pasteur di Parigi.
Anche grazie al supporto del celebre biologo molecolare Sol Spiegelman, dal 1964 insegnò all’Università dell’Illinois Urbana-Campaign, presso l’Institute of Genomic Biology, che dal 2015 porta il suo nome. I suoi ambiti di studio hanno riguardato principalmente la genomica e l’evoluzione molecolare. Il suo successo di maggior notorietà fu sicuramente l’aver definito il dominio degli Archea nel 1977, attraverso la tassonomia filogenetica dell’RNA ribosomico 16 S.
Infatti, insieme a George E. Fox ebbe il merito di smentire la teoria, allora prevalente, dei 2 regni (Eucarioti e Procarioti) proposta da Stainer e Van Niel nel 1962, suggerendo una suddivisione in 3 regni (poi domini), basata su relazioni filogenetiche piuttosto che su ovvie somiglianze morfologiche, e costituita da Batteri, Eucarioti e Archea. Il loro antenato comune venne ironicamente definito LUCA: the Last Universal Common Ancestor.
L’accettazione della sua teoria da parte della comunità scientifica fu un processo lento, che richiese almeno un decennio, e che gli valse il titolo di “rivoluzionario della microbiologia”. Date le estreme caratteristiche ambientali tollerate dagli Archea, il lavoro di Woese e Fox fu estremamente rilevante per quanto riguarda le implicazioni sullo studio della nascita delle prime forme di vita, e le forme di vita su altri pianeti.
Negli anni successivi lavorò sui meccanismi di trasferimento genetico orizzontale a diversi gradi di fedeltà, da quelli imprecisi, cosiddetti “rumorosi”, sino a quelli precisi in grado di mantenere la fedeltà genetica e quindi la nascita di forme di vita stabili
(“Soglia Darwiniana”), con l’obiettivo più generale di spiegare come i 3 domini da lui proposti si siano evoluti da uno stato ancestrale di mondo a RNA.
Innumerevoli i riconoscimenti ottenuti tra cui la Medaglia Leeuwenhoek, il Selman A. Waksman Award in Microbiologia, la National Medal of Science e il Premio Crafoord. Almeno 3 specie miriche portano il suo nome.
Una figura intermedia tra i pionieri della genetica, forse per questo meno noto, ma altrettanto importante nel definire le attuali conoscenze di base della biologia molecolare.
Norman R. Pace, dell’Università del Colorado e Boulder, ritiene il suo contributo rilevante quanto o addirittura più di quello di Darwin nel definire nel dettaglio i meccanismi dell’evoluzione della vita, soprattutto nelle sue prime fasi.
Infine, Woese considerava la biologia una scienza fondamentale per il suo ruolo sociale: “Occorre che quel che è stato formalmente riconosciuto alla Fisica venga ora riconosciuto alla Biologia: la Scienza ha una duplice funzione. Da una parte
è a servizio della società, affrontando i problemi posti dalla società. Dall’altra, agisce come insegnante della società, aiutandola a comprendere il mondo e sé stessa. Ed è proprio quest’ultima funzione che manca particolarmente oggi.”


