Consociazioni: un’innovazione per il futuro

Consociazioni: un’innovazione per il futuro

di Daniela Ponzini – Rete Semi Rurali

La consociazione applicata ai seminativi sta suscitando un rinnovato interesse. Se già Columella nel suo De Re Rustica (scritto tra il 60 e il 65 d.C.) ne sottolineava l’importanza, e se in passato veniva diffusamente praticata, con l’avvento dell’agricoltura industriale, e la conseguente semplificazione dei sistemi colturali, il suo uso si è progressivamente ridotto. Le competenze tecniche si sono disperse al punto che oggi persino una semplice bulatura – ovvero la trasemina del trifoglio in un campo di frumento – rappresenta una sfida.
Eppure, i vantaggi di questa tecnica sono molteplici e pienamente allineati con gli obiettivi di sostenibilità promossi dall’Europa. La consociazione non solo diversifica e incrementa la produzione, ma riduce il ricorso a input esterni, migliora il controllo della flora spontanea e dei patogeni, incrementa la fertilità del suolo e ottimizza la gestione della risorsa idrica. A questi benefici si aggiungono gli importanti servizi ecosistemici che derivano da un sistema agricolo più complesso: maggiore biodiversità coltivata e, di conseguenza, un aumento della biodiversità naturale.
Oggi, tuttavia, solo il 2% della superficie europea a seminativo è coltivata con consociazioni. E il motivo non è soltanto la perdita di conoscenze. Gli ostacoli sono numerosi e riguardano la meccanizzazione, le operazioni post-raccolta, la trasformazione e, non ultima, la valorizzazione commerciale del prodotto finale. La ricerca scientifica sta affrontando queste criticità con crescente attenzione: attualmente sono 74 i progetti europei attivi su questi temi.
In Italia, è difficile quantificare la superficie destinata a consociazioni da granella. Non esistono report statistici ufficiali e i dati non emergono dai documenti amministrativi. Nel fascicolo aziendale, ad esempio, è possibile indicare una sola coltura per appezzamento, fatta eccezione per gli erbai misti.
Rete Semi Rurali partecipa al progetto di ricerca europeo IntercropVALUES, occupandosi del monitoraggio di un caso studio co-innovativo che coinvolge sette aziende agricole biologiche esperte in consociazioni, sia per la zootecnia che per l’alimentazione umana, distribuite tra pianura Padana e Centro Italia. Abbiamo seguito da vicino la sperimentazione condotta dagli agricoltori nei loro campi, documentando soluzioni talvolta creative per affrontare le difficoltà quotidiane. Abbiamo osservato i benefici agronomici e supportato le prove di trasformazione e l’organizzazione della filiera. Abbiamo affiancato gli agricoltori nella comunicazione verso la cittadinanza e le istituzioni.
Niente di più errato, quindi, che considerare la consociazione una tecnica del passato, relegata a un’agricoltura arcaica ormai superata. Pur affondando le sue radici nella storia, essa è estremamente attuale e innovativa, e rappresenta forse l’approccio più efficace per una gestione agroecologica dei seminativi.
In questo Notiziario analizzeremo le consociazioni dal punto di vista agronomico, esplorando alcuni casi studio nati dalla sperimentazione diretta degli agricoltori. Ci addentreremo, poi, negli ostacoli che chi sceglie questa strada deve affrontare e, infine, scopriremo alcune esperienze di panificazione con grani ottenuti da consociazioni.

Associazione di Produttori agricoli POLYCULTURAE

Associazione di Produttori agricoli POLYCULTURAE

Obiettivi dell’associazione

Promuove il rispetto, il recupero, la conservazione della BIODIVERSITA’ in generale e, in particolare, degli AGRO-ECOSISTEMI. POLYCULTURAE non ha fine di lucro ed è promossa e gestita da AGRICOLTORI che intendono tutelare l’ambiente naturale e la biodiversità, grazie al contributo fondamentale dei CITTADINI e alla collaborazione rigorosa con la COMUNITA’ SCIENTIFICA (Università ed Enti di Ricerca Nazionali e Internazionali).

Principali attività

Il cuore dell’attività risiede nell’organizzazione di studi, ricerche e azioni didattiche volti a far progredire e divulgare il sapere scientifico. Questo approccio teorico si traduce in pratica attraverso il coinvolgimento diretto delle persone in iniziative di Citizen Science, come workshop, bioblitz e piattaforme condivise dedicate alla biodiversità, pensate per trasformare i cittadini in parte attiva del monitoraggio ecologico.

La diffusione dei contenuti passa anche attraverso la promozione di convegni, seminari, mostre ed eventi culturali capaci di valorizzare le tematiche trattate e i prodotti a esse collegati. A questa dimensione divulgativa si affianca una solida componente operativa: l’ente eroga infatti servizi, consulenze e collaborazioni scientifiche, strutturando al contempo percorsi di formazione professionale, aggiornamento e perfezionamento per gli operatori del settore.

Infine, a garanzia della sostenibilità e del patrimonio agricolo, l’impegno si concretizza nell’ideazione, registrazione e gestione diretta o delegata di Marchi collettivi specificatamente orientati alla tutela dell’agro-biodiversità e degli agro-ecosistemi.

Collaborazioni

Sviluppa una fitta rete di cooperazione che mette in contatto il mondo agricolo, il settore scientifico-accademico, le istituzioni e la cittadinanza, concentrando le proprie attività principalmente nell’area del Piemonte Orientale.

Fonti di finanziamento

 

Develò laboratorio di cooperazione APS

Develò laboratorio di cooperazione APS

Obiettivi dell’associazione

riconosciamo la centralità dei valori dello scambio, della formazione, della condivisione  e della partecipazione tra le persone. Sosteniamo il valore della diversità in ogni sua forma (culturale, vegetale, animale) e del dialogo interculturale. Crediamo nell’urgenza di contribuire a costruire società  sostenibili  secondo un approccio olistico: dal punto di vista ambientale, economico  e culturale. Per questo motivo, riconosciamo nell’agroecologia, l’approccio trasversale necessario per strutturare la relazione dell’uomo e della donna con l’ambiente e con le comunità secondo una modalità armonica, equa e sostenibile. Per questi motivi ci facciamo promotori di buone pratiche, di progettualità e di dialoghi con le comunità al Nord e al Sud del mondo.

Principali attività

Dévelo si impegna attraverso progetti di formazione, ricerca e educazione in Italia, progetti di Cooperazione Internazionale e ricerca nel Sud del Mondo.

Settori di Intervento: Sovranità Alimentare (nutrizione e alimentazione), Agricoltura Rurale e Urbana, Economia circolare, Diritti al Cibo, Turismo Responsabile, Co-sviluppoo

Collaborazioni

Le aziende che aderiscono al Biodistretto rappresentano il cuore pulsante del nostro progetto e promuove la ricerca in collaborazione con enti universitari, la Rete Semi Rurali e La Cooperativa Agricola Biologica El Tamiso.

Fonti di finanziamento

 

Biodistretto del Riso Piemontese ODV

Biodistretto del Riso Piemontese ODV

Obiettivi dell’associazione

Pnasce con l’obiettivo di valorizzare l’agricoltura biologica e la risicoltura sostenibile, rispettando il territorio e le sue tradizioni. In attesa della legge regionale sui biodistretti, si costituisce a Rovasenda, un comune situato tra le province di Biella, Vercelli e Novara, come associazione di volontariato. SI caratterizza per un paesaggio unico in un ambiente naturale di straordinario valore, tra brughiere e praterie e sullo sfondo il maestoso Monte Rosa.

Principali attività

Le nostre attività spaziano dalla diffusione di pratiche agricole sostenibili alla promozione di filiere corte e mercati locali, fino a progetti di educazione ambientale e sensibilizzazione nelle scuole.
L’attività principale riguarda la diffusione di tecniche innovative di coltivazione biologica e bio-rigenerativa che azzerano l’uso di pesticidi e concimi chimici, parallelamente, il biodistretto cura il recupero e la coltivazione di varietà storiche di riso

Collaborazioni

Le aziende che aderiscono al Biodistretto rappresentano il cuore pulsante del nostro progetto e promuove la ricerca in collaborazione con enti universitari, la Rete Semi Rurali e La Cooperativa Agricola Biologica El Tamiso.

Fonti di finanziamento

 

ConProBio Lucano

ConProBio Lucano

Obiettivi dell’associazione

Persegue la valorizzazione dell’agricoltura biologica e biodinamica in Basilicata, aggregando i piccoli e medi produttori della regione per rafforzarne la presenza sul mercato e tutelare l’ecosistema locale.

Principali attività

Il cuore operativo del consorzio si concentra sulla gestione della filiera cerealicola regionale. Presso i propri impianti, la struttura cura lo stoccaggio, la lavorazione e la trasformazione di legumi e grani antichi conferiti dagli agricoltori associati, sostenendo la riscoperta e la commercializzazione di varietà tradizionali della Basilicata. Per garantire la sostenibilità economica delle aziende, il consorzio affianca i produttori fin dalla fase di pianificazione delle semine, allineando i volumi coltivati con le reali richieste del mercato per eliminare le intermediazioni e assicurare un prezzo equo.

Collaborazioni

L‘organizzazione opera attivamente sul fronte dell’innovazione scientifica e dell’assistenza sul campo. Collaborando con università e centri di ricerca come il CNR e l’ALSIA, promuove progetti dedicati al recupero della biodiversità a rischio estinzione e all’applicazione di modelli di economia circolare. Come organismo riconosciuto di consulenza aziendale, guida le realtà locali durante il processo di conversione all’agricoltura biologica e nell’ottenimento delle certificazioni di qualità.

Fonti di finanziamento