Cibo Insostenibile” presso Fondazione Feltrinelli

Cibo Insostenibile” presso Fondazione Feltrinelli

di Michele Salvan

Lo scorso 21 novembre RSR era presente all’evento “Cibo Insostenibile. Contraddizioni nel piatto, equilibri possibili” organizzato presso la Fondazione Feltrinelli, a Milano.
L’evento, incentrato sulla sostenibilità e l’inclusività dei sistemi alimentari contemporanei, ha visto la partecipazione complessiva di diversi soggetti partecipanti al progetto Onfood, RSR, l’Università Milano Bicocca, L’università degli Studi di Pavia e il CREA.

Il convegno è stata anche l’occasione per presentare il documento di Policy Brief “Cibo: politiche, comportamenti educazione. Volume 2 Limiti e Strumenti, presente come numero 73 della Collana Scenari della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. All’interno del volume Rete Semi Rurali ha fornito il suo contributo dedicato alle filiere, in particolar modo quelle castanicole e delle aree interne italiane, sottolineando la necessità di un approccio agro-ecologico.

La collaborazione tra Rete Semi Rurali e l’Università Milano Bicocca prosegue e rafforza la rete di alleanze e competenze fondamentali per implementare futuri progetti a tutela dell’agro-biodiversità e della sostenibilità.

RSR partner di “ALL-Facts – Agroecology Living Labs for Accelerating Transition”RSR invitata

RSR partner di “ALL-Facts – Agroecology Living Labs for Accelerating Transition”RSR invitata

Lo scorso 6 novembre si è tenuto l’incontro sul gruppo di lavoro sul riso del Living Lab ALL FACTs presso l’azienda “Un Garlanda” a Rovasenda (VC), teso a mappare e mettere in rete le diverse filiere che lavorano con approccio agroecologico in Regione Piemonte.

Rete Semi Rurali ha partecipato, con altri attori chiave della risicoltura agroecologica, fornendo la sua esperienza tecnico-scientifica, frutto della storica collaborazione con il Bio Distretto del Riso Piemontese e del Living Lab Riso Resiliente sottolineando l’importanza dell’innovazione partecipativa con tutti gli attori della filiera, del ruolo propulsivo e proattivo dell’agrobiodiversità e la rilevanza della biodiversità associata alle risaie agro-ecologiche intese come aree umide di sostituzione.

Raccolta MEB risi tondi

Raccolta MEB risi tondi

di Michele Salvan

Lo scorso 5 novembre si è ultimata la raccolta del Miscuglio Eterogeneo Biologico (MEB) dei risi tondi presso l’azienda agricola Cascina Varola a Desana (VC): l’ultimo passo in campo, e il primo in termini di valorizzazione della filiera. Questo rappresenta un altro e fondamentale tassello nella valorizzazione e innovazione per la resilienza climatica nella risicoltura biologica, proseguendo sulla strada del progetto Riso Resiliente.

Lo stallo internazionale sull’accesso alle sementi di cui non parla nessuno

Lo stallo internazionale sull’accesso alle sementi di cui non parla nessuno

Il settore privato non ha mai pagato le compensazioni previste dal Trattato Fao. A Lima a fine novembre c’è una riunione chiave con 154 Paesi. 

a cura di Riccardo Bocci –  Tratto da Altreconomia 286 – Novembre 2025

Dal 24 al 29 novembre si terrà a Lima, in Perù, l’undicesima riunione dell’Organo di governo del Trattato Fao sulle risorse genetiche vegetali per l’agricoltura e l’alimentazione. L’incontro vedrà la partecipazione di 154 Paesi, riuniti per discutere del futuro della risorsa alla base dei nostri sistemi agricoli: la biodiversità che troviamo espressa nelle piante coltivate e nelle migliaia di varietà di ogni singola specie.

Il Trattato è stato approvato nel 2001 e dalla sua ratifica nel 2004 si occupa di gestire l’accesso alle risorse conservate nei frigoriferi delle banche pubbliche delle sementi con un approccio multilaterale e facilitato. Non bisogna negoziare o stabilire un compenso per avere accesso alle sementi ma semplicemente aderire al cosiddetto Accordo di trasferimento materiale (Atm), che è standard e uguale per tutti.

Grazie a questo sistema specifico per la diversità agricola più di sette milioni di accessioni (campioni conservati nelle banche) sono disponibili e ogni anno vengono firmati più di centomila Atm. Inoltre, il Trattato si occupa di favorire politiche sui diritti degli agricoltori sulle sementi e sulla conservazione e l’uso sostenibile della diversità agricola.

Purtroppo, però, uno degli obiettivi del Trattato in questi venti anni di funzionamento non si è realizzato. Si tratta della compensazione monetaria che dovrebbe arrivare dal settore privato per avere accesso alle sementi conservate e che dovrebbe finanziare il Fondo di ripartizione dei benefici gestito dal Trattato stesso. Una sorta di bilanciamento dei diritti di proprietà intellettuale sulle sementi, pensato anche come risarcimento per aver usato per decenni le varietà locali come materia prima per la ricerca senza nessuna compensazione. Fino ad oggi le risorse arrivate dal settore privato sono irrisorie e il Fondo è stato alimentato da contribuzioni volontarie degli Stati, in particolare Italia e Norvegia.

I Paesi industrializzati hanno sostenuto molto poco questo strumento, non capendo il valore simbolico che avrebbe potuto avere, anche in un’ottica di risarcimento rispetto al nostro passato coloniale estrattivista. Come dire: finora abbiamo usato le risorse del Sud globale in maniera gratuita ma da oggi contribuiamo al Fondo per sostenere lo spirito multilaterale del Trattato e riconoscere il lavoro degli agricoltori nello sviluppo della diversità agricola nel corso della storia.

Sono sette milioni i campioni conservati nelle banche delle sementi e accessibili grazie al Trattato Fao sulle risorse genetiche vegetali per l’agricoltura e l’alimentazione

L’Europa avrebbe dovuto giocare ben altro ruolo, facendo proprie le aspettative dei Paesi del Sud e sostenendo finanziariamente sia il Fondo sia il Trattato con contribuzioni volontarie dei singoli Stati in assenza di quelle del settore sementiero privato. Si è invece limitata a difendere l’accesso facilitato in faticosi negoziati giocati sulle virgole, senza nessuna visione di lungo periodo. E senza capire che la posta in gioco è troppo alta per lasciare queste scelte in mano ad avvocati esperti di proprietà intellettuale che si preoccupano di difendere gli interessi consolidati dei singoli Paesi o dei loro operatori economici.

Sarebbe bastato poco in termini economici ma avrebbe significato tanto in termini politici. Mettere risorse economiche sul Fondo, anche in maniera volontaria, avrebbe permesso di arrivare alla riunione di novembre con meno conflitti tra Paesi del Nord e del Sud del mondo e una visione condivisa sull’importanza del Trattato come strumento multilaterale di accesso alle sementi e ripartizione dei benefici. Al contrario: vedremo le due parti su posizioni sempre più polarizzate, il Nord in difesa dell’accesso alle sementi per la ricerca e il suo mondo sementiero privato e il Sud in difesa della sovranità nazionale sulle risorse genetiche e di una ripartizione economica derivante dal loro uso. Uno stallo da cui è difficile prevedere una via d’uscita.

RSR in Europa

RSR in Europa

Dal 30 settembre al 3 ottobre si è svolto a Edimburgo l’annual meeting del progetto IntercropVALUES. E’ stata un’importante occasione di confronto fra tutti i 13 casi studio co-innovativi che animano il progetto. Sono stati presentati alcuni primi risultati di ricerca, tra i quali l’incremento del tenore proteico nelle farine di frumento se coltivate in consociazione con una leguminosa, una mappatura delle aziende che fanno consociazione in Francia e un panel test su biscotti con diversa percentuale di farina di ceci nell’impasto. L’annual meeting si è concluso con una visita a un’azienda biologica che produce olio di colza per ali alimentazione umana. La colza viene coltivata in consociazione con veccia, trifoglio e fieno greco. In Italia stiamo lavorando sulle barriere burocratiche che ostacolano il diffondersi di questa importante pratica agroecologica. Il 16 ottobre,

inoltre, è prevista una visita al molino Martino Rossi che svolge attività di ricerca sulle consociazioni nella propria azienda sperimentale. Infine, è in fase di perfezionamento lo strumento Interplay, un “gioco” riguardante le consociazioni, utile nella didattica e nello scambio di saperi. Sarà scaricabile dal sito di Rete Semi Rurali. Su www.intercropvalues.eu è possibile trovare materiale tecnico e video.
https://intercropvalues.eu/


Dal 29 settembre al 3 ottobre RSR parteciperà al quarto Annual General Meeting di Liveseeding, in Germania, che segnerà la conclusione del terzo anno di attività e l’avvio ufficiale del quarto. Il progetto Horizon EU (2022-2026) “Liveseeding – Transforming Organic Seed Systems” entra così nella sua fase finale, con l’obiettivo di accelerare la diffusione delle sementi biologiche verso il traguardo fissato dall’UE: 100% sementi bio entro il 2036.
Per chi si fosse perso alcuni dei nostri notiziari passati, al centro del progetto ci sono le sementi, con la sperimentazione di varietà biologiche e di materiale eterogeneo biologico (MEB). Partendo dal seme, Liveseeding lavora su tutta la filiera, garantendo un approccio multistakeholder che coinvolge agricoltori, aziende sementiere, trasformatori e istituzioni di oltre 17 Paesi europei.

Al termine del terzo anno, Liveseeding ha prodotto strumenti, manuali e ricerche scientifiche a supporto della promozione delle sementi bio a livello europeo e nei diversi Stati membri. Fra i più recenti, le linee guida per le autorità sulle politiche di sostegno e le raccomandazioni pratiche per la notifica dei MEB. In questo contesto, secondo i dati del portale GEVES (https://www.geves.fr/en/), negli ultimi tre anni in Europa sono stati notificati 46 MEB, di cui 4 in Italia nel 2023.

L’ultimo anno sarà dedicato alla disseminazione, al consolidamento dei risultati, alla loro scalabilità e al rafforzamento del legame tra ricerca, mercato e politiche, per accelerare l’azione dell’UE e dei Paesi membri verso l’obiettivo del 100% di sementi biologiche.
https://liveseeding.eu/ 


COUSIN (Crop Wild Relatives Utilisation and Conservation for Sustainable Agriculture) è un progetto europeo finanziato da Horizon Europe e attivo dal 2024 al 2028, con 26 partner di 12 paesi. La sua missione è promuovere l’uso dei parentali selvatici delle colture (CWR – Crop Wild Relatives) come risorsa chiave per costruire sistemi agricoli più sostenibili, resilienti e nutrienti.

I CWRs, “cugini” selvatici delle piante coltivate, custodiscono tratti genetici preziosi per resistere a cambiamenti climatici, siccità, parassiti e malattie, oltre che per migliorare la qualità alimentare. Nonostante il loro potenziale, il loro impiego è ancora limitato da barriere di conoscenza, accessibilità e conservazione.
Per superare questi ostacoli, COUSIN si concentra su sei obiettivi principali: identificare i percorsi per l’utilizzo

dei CWRs al fine di rafforzare l’agricoltura sostenibile, riconoscere le migliori riserve genetiche in situ, identificare i bisogni degli stakeholders, diversificare le attività di coltivazione e miglioramento genetico grazie all’uso dei CWRs, fornire su di essi informazioni in un formato accessibile ai potenziali utenti, oltre a formare e sensibilizzare il pubblico.

Il progetto lavora in particolare su cinque colture pilota: grano, orzo, pisello, lattuga e brassicacee. Attraverso ricerca, sperimentazioni sul campo e la creazione di un portale dati user-friendly, COUSIN punta a trasformare la biodiversità vegetale in una risorsa concreta per agricoltori, ricercatori e decisori politici. In questo modo, la biodiversità non sarà solo conservata, ma diventerà un motore di innovazione per un’agricoltura europea più verde e resiliente.
https://cousinproject.eu/


Nel 2023 è iniziato il Progetto TRIBIOME “Interconnection of microbiomes in resilient food systems” (Horizon n°101084485) dedicato allo studio della microbiodiversità del suolo nelle colture di pieno campo. Come Rete Semi Rurali partecipiamo alle attività di sperimentazione in campo, in Toscana e in Sicilia, su popolazioni evolutive di frumento tenero e duro. Nel corso del 2024 abbiamo testato 2 modulatori (biopreparati a base di microrganismi). I microrganismi utilizzati sono stati Bacillus endophyticus e Pseudomonas libanensis. Entrambi sono stati isolati nelle aziende agricole del progetto a partire da un esteso campionamento di suolo e rizosfera. La prospettiva di lavorare sul Microbial-assisted plant breeding (MAPB) o Selezione vegetale assistita da microrganismi rappresenta un’innovazione importante per adattare popolazioni

multifunzionali, non vincolate alla sola resa, ma resilienti, adattate a contesti locali e in grado di ottimizzare le interazioni con i microbiomi del suolo. Nel corso dell’annata agraria 2025-2026 sperimenteremo altri modulatori e combinazioni di questi con estratti naturali di colture
vegetali.
https://www.tribiome.eu/