Sementi di qualità un punto di partenza per una agricoltura urbana sostenibile

Sementi di qualità un punto di partenza per una agricoltura urbana sostenibile

di Giuseppe De Santis

Nell’ambito del progetto AfriFOODlinks, RSR ha concluso una formazione intensiva di tre giorni a Niamey, in Niger, rivolta ai produttori di sementi e vivai.

L’iniziativa aveva come obiettivo quello di consolidare le competenze necessarie per produrre localmente piantine e sementi di alta qualità, un elemento chiave per sviluppare un’agricoltura urbana più resiliente e capace di offrire alimenti dal’alto valore nutrizionale.

Sono stati sottolineati i vantaggi di una scelta di questo tipo: una buona semente locale e autoprodotta è il punto di partenza per una produzione sostenibile perché permette di ridurre la dipendenza da input esterni, è più adatta alle condizioni agro-climatiche del territorio, contribuisce alla tutela della biodiversità, la scelta delle sementi influisce direttamente sulla qualità nutrizionale dei prodotti, essenziale per la sicurezza alimentare nelle comunità urbane.
Durante i tre giorni di formazione sono state illustrate tecniche di produzione in vivaio e per la preparazione di un substrato ottimale, insieme ai criteri per identificare e classificare le sementi di buona qualità.

Si è, inoltre, parlato anche di strategie per la selezione, conservazione e diffusione delle varietà locali, nonché dell’importanza dell’acqua d’irrigazione e delle caratteristiche del suolo nella fase delicata della germinazione.

Un ringraziamento a Jigo Moumouni (agronomo ACRA Niger), Ahamed Massa (Programme Manager ACRA Niger) e Haassoumi Toudjani (Municipio di Nimey) , a tutti i produttori e produttrici presenti per aver collaborato alla formazione verso pratiche più consapevoli e efficaci e aver condiviso i propri semi con la “Casa delle Sementi di niamey “

Questa iniziativa rientra in una strategia più ampia che punta a promuovere sistemi alimentari urbani sostenibili, partendo dalle sementi, passando per la formazione e arrivando a tavola con cibi sani, locali e ricchi di nutrienti. Il futuro dell’agricoltura urbana parte da qui: dalla terra , dalle mani dei produttori e dalla qualità di ciò che seminiamo.

Per maggiori info sul progetto: https://afrifoodlinks.org/

Si chiude il percorso verso il Distretto Biologico del Territorio Fiorentino

Si chiude il percorso verso il Distretto Biologico del Territorio Fiorentino

Il 3 dicembre 2025, presso la Casa dell’Agrobiodiversità di Scandicci, si è concluso il percorso di costituzione del Distretto Biologico del Territorio Fiorentino con la firma dell’Accordo di Distretto da parte dei Comuni di Scandicci, Firenze, Lastra a Signa e Signa, insieme a un primo nucleo di aziende agricole e organizzazioni del biologico. L’Accordo, accompagnato dal Progetto Economico Territoriale Integrato, verrà trasmesso a fine dicembre alla Regione Toscana e al MASAF per avviare l’iter di riconoscimento formale.

 Il Distretto

Il Distretto nasce in un’area agricola complessa e dinamica, che comprende oltre mille ettari coltivati a biologico o in conversione e 95 aziende impegnate nella gestione in biologico del territorio. La sua costituzione rappresenta un passo significativo verso una governance condivisa del sistema agroalimentare locale, capace di collegare agricoltura, tutela del paesaggio, educazione, filiere corte e partecipazione comunitaria. 

Fase conclusiva: adesioni e riconoscimento:

Con la firma istituzionale del 3 dicembre si è aperta la fase conclusiva del percorso costituente. Fino alla fine di dicembre 2025, le aziende agricole e le realtà interessate potranno aderire formalmente al Distretto sottoscrivendo l’Accordo. Il raggiungimento della soglia del 51% di operatori biologici rappresenta un requisito fondamentale per il riconoscimento regionale e nazionale, configurandosi come l’impegno collettivo a costruire un sistema del cibo territoriale equo, sano e sostenibile. 

Un passo avanti per le politiche del cibo locale:

L’iniziativa mira a configurarsi come un vero e proprio laboratorio territoriale, in cui produzione e consumo, aree rurali e urbane, competenze tecniche e saperi comunitari possano intrecciarsi in forme nuove di collaborazione. L’avvio del percorso permette di rafforzare le filiere locali, migliorare la qualità del cibo e promuovere pratiche agricole ed ecologiche capaci di rigenerare il paesaggio e sostenere la vitalità dei sistemi rurali.
Allo stesso tempo, il Distretto punta a consolidare la capacità degli attori locali di cooperare, mettere in comune conoscenze e affrontare in modo coordinato le principali criticità dell’area fiorentina: dalla gestione ecologica dei suoli alla tutela della biodiversità, dal sostegno alle aziende agricole alla costruzione di economie di prossimità.
Questa nuova struttura di governance nasce per dare continuità e coerenza alle numerose iniziative già attive sul territorio, offrendo un quadro comune entro cui orientare l’azione collettiva. L’obiettivo è accompagnare la transizione verso un modello agroalimentare che metta al centro la cura degli ecosistemi, la resilienza delle comunità locali e un’alimentazione sana e accessibile per tutte e tutti.

Semina del Campo Catalogo dei Frumenti presso la Fondazione Minoprio

Semina del Campo Catalogo dei Frumenti presso la Fondazione Minoprio

Lo scorso 14 novembre presso la Fondazione Minoprio a Vertemate con Minoprio (CO) si è svolta, in collaborazione con gli studenti della fondazione, la semina del campo catalogo dei frumenti nell’ambito del progetto CEREA+CONNECT, dedicato alla valorizzazione dei cereali lombardi.

La presenza del campo catalogo di varietà di frumento presso la Fondazione consentirà da un lato attività di valutazione, comparazione e analisi dell’adattabilità varietale alle condizioni pedo-climatiche del presente e del futuro, oltre a collocarsi nell’ambito della più complessiva valorizzazione delle filiere locali, in collaborazione con i docenti, gli operatori e gli studenti della Fondazione Minoprio e in continuità con le attività svolte da Rete Semi Rurali presso la Fondazione tra 2024 e 2025.

Petizione “La tua voce per la diversità!” oltre 200.000 sostenitori in tutta Europa!

Petizione “La tua voce per la diversità!” oltre 200.000 sostenitori in tutta Europa!

In tutta Europa, reti delle sementi, gruppi di agricoltori, organizzazioni ambientaliste, ONG e la società civile in generale si sono impegnate a diffondere la petizione “La Tua Voce per la Diversità”, che chiedeva una giusta rappresentazione dell’agrobiodiversità nella nuova legislazione sementiera che il Parlamento ed il Consiglio Europei stanno negoziando. La petizione è stata tradotta in otto lingue e, tra novembre 2023 e novembre 2025, è riuscita a mobilitare oltre 200.000 persone in più di venti paesi dell’Unione. Rete Semi Rurali si è occupata della diffusione della versione in italiano (che potete trovare di seguito).

Al termine della petizione, le firme sono state simbolicamente consegnate ai politici europei a Bruxelles ed ai Ministri dell’agricoltura degli Stati membri dell’UE. Grazie di cuore a tutti i nostri sostenitori!

Petizione

Siamo a un bivio per il futuro del nostro cibo:
L’UE sta attualmente negoziando nuove norme per il mercato delle sementi. Le norme attuali, introdotte negli anni ’60, promuovono sementi sviluppate per l’agricoltura industriale. Si tratta di sementi che possono essere vendute insieme a pesticidi nocivi e fertilizzanti sintetici e coltivate in monocolture. L’industria agroalimentare sta spingendo affinché le norme vadano ancora oltre, vietando la diversità per rendere ancora più uniformi sia le sementi che il nostro sistema alimentare. Ciò di cui abbiamo bisogno è esattamente l’opposto. Abbiamo bisogno di leggi sulle sementi che garantiscano il nostro diritto a un’alimentazione sana, diversificata e gustosa, valorizzando realmente la diversità nei campi e negli orti degli agricoltori, sostenendo le varietà locali e rispettando i diritti degli agricoltori.

Firma la nostra petizione per chiedere ai decisori politici dell’UE di non cedere alle pressioni dell’industria, ma di proteggere e promuovere la diversità delle colture e il diritto degli agricoltori di raccogliere, utilizzare, scambiare e vendere le proprie sementi!

Per una buona legislazione UE sulle sementi

La nuova legislazione UE sulle sementi proposta dalla Commissione europea nel luglio 2023 minaccia la conservazione e la circolazione della diversità delle colture. Essa ignora il diritto degli agricoltori di raccogliere, utilizzare, scambiare e vendere le proprie sementi, sancito dal diritto internazionale. Ciò è inaccettabile.

Chiediamo al Parlamento europeo e ai ministri dell’Agricoltura di rivedere la proposta di legge dell’UE sulle sementi e di adottare una legislazione che consenta la circolazione di sementi diversificate, migliori la biodiversità, rispetti i diritti degli agricoltori e getti le basi per un sistema alimentare sostenibile, resiliente e diversificato:

  • La conservazione e l’uso sostenibile della diversità delle colture adattate alle condizioni locali sono la priorità assoluta. Secondo le Nazioni Unite, abbiamo già perso il 75% della diversità delle colture in agricoltura. Ciò che rimane è la nostra ancora di salvezza. Dovremo proteggere e utilizzare la diversità rimanente per adattare la nostra produzione alimentare a condizioni climatiche più estreme e a nuovi parassiti e malattie.
  • Il diritto umano degli agricoltori e dei giardinieri di raccogliere, utilizzare, scambiare e vendere i propri semi deve essere pienamente attuato. Tale diritto è sancito dall’articolo 19 della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle zone rurali, nonché dall’articolo 9 del Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura, ed è vincolante per l’Unione europea e i suoi Stati membri.
  • La commercializzazione di varietà diversificate e adattate alle condizioni locali da parte dei produttori regionali di sementi deve essere facilitata. Le norme volte a regolamentare la produzione industriale di sementi non devono essere (ab)usate per limitare la vendita di varietà e specie locali diversificate da parte dei produttori artigianali. Alla luce delle crisi climatiche e della biodiversità, dobbiamo diversificare la produzione di sementi, non aumentare ulteriormente la nostra dipendenza dalle fonti industriali di sementi. Bisogna opporsi agli sforzi della lobby agrochimica volti a distruggere tutte le alternative attraverso un eccesso di regolamentazione!
  • È necessario facilitare la commercializzazione di varietà diversificate e adattate alle condizioni locali da parte dei produttori regionali di sementi. Le norme volte a regolamentare la produzione industriale di sementi non devono essere (ab)usate per limitare la vendita di varietà e specie locali diversificate da parte dei produttori artigianali. Alla luce delle crisi climatiche e della biodiversità, dobbiamo diversificare la produzione di sementi, non aumentare ulteriormente la nostra dipendenza dalle fonti industriali. È necessario opporsi agli sforzi della lobby agrochimica volti a distruggere tutte le alternative attraverso un eccesso di regolamentazione!
  • Le varietà di nuova approvazione non devono dipendere da pesticidi o fertilizzanti sintetici. Per consentire metodi di coltivazione che proteggano il nostro ambiente e il nostro clima, abbiamo bisogno di sementi che prosperino in condizioni di coltivazione biologica e/o a basso input.