BOX Breed4Bio

BOX Breed4Bio

Il Progetto Breed4Bio (2021-2023) è stato finanziato sulla Misura 16.1.01 – 3A del Programma di Sviluppo Rurale dell’Emilia-Romagna. Il gruppo operativo (GO) era costituito da 12 partner: Open Fields (capofila), CREA Difesa e Certificazione, Az. agricola Cà di Bartoletto di Alessandro Ropa (Loiano, BO), Az. agricola Terrasanta di Daniele Mornini (Catelnovo Ne’ Monti, RE), Az. agricola Marzocchi Arianna (Novafeltria, RN), Azienda agraria Sperimentale Stuard (Parma), Arcoiris, Cooperativa Agricola Cesenate, Rete Semi Rurali, Molino Pransani, Centoform e AIAB Emilia-Romagna.
L’obiettivo del GO era di contribuire alla costruzione di un modello di filiera sementiera di materiale eterogeneo biologico che garantisca la tracciabilità e la qualità della semente. A tal fine, tre popolazioni di frumento tenero sono state coltivate presso tre aziende agricole nell’appennino emiliano-romagnolo e la semente in natura raccolta è stata sottoposta a processi di pulizia adattati alla tipologia di materiale e a test di laboratorio per garantirne la qualità ed il mantenimento della biodiversità intrinseca. Tre popolazioni di frumento tenero (Mix Tenero Toscana 1, Mix Tenero Toscana PA1 e Furat Tenero Floriddia) sono state coltivate in pieno campo su 1.200 m2 ciascuna per la produzione di semente in tre aziende agricole situate a Loiano (BO) (714 m s.l.m.), Castelnovo Ne’ Monti (RE) (700 m s.l.m.) e Novafeltria (RN) (275 m s.l.m.) in regime biologico, durante la stagione colturale 2020/2021. Le ispezioni ai campi sono state effettuate per valutare la presenza di piante di specie diversa da quella moltiplicata e la presenza di fitopatie quali carbone (Ustilago tritici) e carie (Tilletia tritici). I rilievi agronomici sono stati eseguiti su quattro aree di saggio da 1 m2 ciascuno. L’altezza della pianta e la lunghezza della spiga sono state misurate su 10 piante per area di saggio. La semente in natura di ciascuna popolazione è stata mantenuta separata per ciascuna azienda agricola ed è quindi stata sottoposta a specifici passaggi di pulizia su una linea di selezione (Cimbria) presso la Cooperativa Agricola Cesenate, al fine di essere impiegata come semente presso la medesima azienda agricola nell’annata successiva (secondo anno di progetto). Per ogni popolazione e per ogni azienda agricola è stato effettuato un campionamento del seme in natura e un campionamento successivo alla lavorazione del seme.
I campioni sono stati infine analizzati per verificare la presenza di semi estranei e la germinabilità.
Per maggiori informazioni sul progetto e gli atti del convegno finale: www.gobreedforbio.it/

Dalle popolazioni al materiale eterogeneo biologico

Dalle popolazioni al materiale eterogeneo biologico

Quello che 10 anni fa era solo sulla carta oggi è in campo come dimostra il progetto Breed4Bio

Era il 2011 e stavo seguendo il progetto SOLIBAM (www.solibam.eu/) per conto di AIAB. Stavamo lavorando con ICARDA alla diffusione delle prime popolazioni di cereali in Italia, ma allo stesso tempo stavo seguendo il negoziato a Bruxelles sulla legislazione sementiera. Mi trovavo perciò alla riunione del gruppo sementi del Consiglio europeo per presentare il lavoro che stavamo facendo e l’importanza di avere maggiore diversità nelle varietà di cereali in biologico. La questione non era peregrina: il progetto SOLIBAM stava sviluppando con soldi europei delle varietà diversificate che ancora non era possibile commercializzare come sementi perché non uniformi. Un corto circuito tra ricerca e legislazione che era necessario risolvere. Non ero solo a portare avanti questa battaglia, ero in compagnia di Martin Wolfe, ricercatore inglese dell’Organic Research Center (ORC), e Monika Messmer, ricercatrice svizzera del FIBL. Ricordo l’interesse di alcuni stati membri, in particolare l’Inghilterra, ma anche la difficoltà di far capire di cosa stessimo parlando. La diversità varietale, infatti, era scomparsa ormai da anni dalle politiche agricole europee e anche dai campi degli agricoltori, era come di un oggetto quasi sconosciuto. Riproporla, allora, a un pubblico composto da funzionari dediti all’uniformità varietale era come vantare la bontà di una bistecca a un incontro di vegani: un orrore!

Eppure, quella riunione ha partorito un germe che si è insinuato nei meandri della burocrazia europea, tanto che le popolazioni avevano trovato un loro spazio legale nella proposta di regolamento sementiero fatta dal Parlamento europeo nel 2013. Si parlava allora di Composite Cross Population, perché la maggior parte delle nostre esperienze erano basate su materiale proveniente dall’incrocio di più varietà, con la coltivazione successiva in bulk di tutte le progenie. Il miglioramento genetico evolutivo stava cominciando ad attecchire in Europa. Quella proposta è stata poi bocciata dal Parlamento europeo, ma grazie all’Inghilterra che finanziava parte delle ricerche sulle popolazioni dell’ORC, la Commissione ha emesso nel 2014 una Decisione che autorizzava in maniera sperimentale la commercializzazione delle sementi delle popolazioni di cereali (Decisione 2014/150). L’obiettivo era evidente: il tema sembra interessante, ma ne sappiamo troppo poco, quindi via libera agli operatori per capire i problemi nel realizzare un sistema di produzione sementiero basato sulla diversità. Nel frattempo, con Rete Semi Rurali in Italia avevamo cominciato a fare un lavoro più organizzato sulle popolazioni ricevute dall’ICARDA, grazie al supporto del nuovo progetto di ricerca europea, DIVERSIFOOD (http://www.diversifood.eu/), che aveva preso il posto di SOLIBAM. Un altro momento cruciale di questo percorso è stato nel 2017, quando la Commissione ha cominciato a valutare i risultati della sperimentazione sulle popolazioni per capire come andare avanti. Anche in questo caso, ricordo una riunione a Bruxelles dove insieme ad Ambrogio Costanzo, ricercatore italiano allora in forze all’ORC, abbiamo presentato i nostri risultati difendendo l’importanza di coltivare diversità in biologico, in controtendenza rispetto ai dati ufficiali che provenivano dai campi sperimentali dei vari ministeri.

Le popolazioni entrano in Europa con il progetto SOLIBAM per poi passare a DIVERSIFOOD

Quella riunione ha portato la Commissione a rinnovare la sperimentazione (Decisione 2018/1519/UE), garantendo in Italia la possibilità di cominciare a commercializzare la semente che avevamo selezionato nelle aziende Li Rosi (Sicilia) e Floriddia (Toscana). Da allora le popolazioni di cereali hanno cominciato a diffondersi e altri attori hanno notificato questo materiale per la commercializzazione, come si vede dalla tabella 1, che presenta anche i soggetti accreditati per la vendita. Nel 2018 il nuovo regolamento sull’agricoltura biologica ha raccolto il testimone, coniando il termine Materiale Eterogeneo Biologico (MEB), che va a sostituire le popolazioni.

I risultati di Breed4Bio

In questi anni come Rete Semi Rurali abbiamo cercato di diffondere l’innovazione legata alle popolazioni nelle varie regioni, grazie a progetti dei Piani di Sviluppo Rurali legati alle misure 16.1 o 16.2 dedicate ai partenariati europei sull’innovazione. In Emilia-Romagna il progetto Breed4Bio (www.gobreedforbio.it) ha lavorato per due anni per migliorare la qualità delle filiere sementiere di tre popolazioni di frumento tenero (Furat Floriddia, Mix Toscana 1 e Mix Toscana PA1) coltivate presso tre aziende agricole dell’appennino emiliano-romagnolo. Le produzioni sono state di 2,4 t/ha, in linea con le produzioni medie della zona per due aziende agricole su tre, con proteine medie pari a 12,7 g/100 g sostanza secca e peso ettolitrico medio buono, pari a 79,2 kg/hl. Dai risultati si osserva un’efficacia della lavorazione del seme in termini di purezza specifica, con valori pari al 100% per tutti i campioni. La determinazione del numero di semi estranei, appartenenti a specie diverse spontanee e coltivate, ha mostrato che la lavorazione del seme è efficace per ridurre il loro numero, anche se alcune specie come orzo, frumento duro, segale e veccia tendono a persistere anche dopo la lavorazione.

I dati di Breed4Bio confermano che è possibile produrre semente di qualità con le popolazioni 

In campo si dovrà dunque porre particolare attenzione alla loro presenza. La semente di popolazioni è eterogenea per dimensioni e forma; i processi di pulizia sono stati dunque adattati mediante una corretta taratura delle macchine. Per verificare che la lavorazione del seme non avesse influito sulla composizione della popolazione, i due campioni prelevati per ogni popolazione e azienda (seme in natura e dopo lavorazione) sono stati seminati nell’annata agraria 2021/22 nell’azienda sperimentale del CREA DC presso Budrio (BO). In base ai rilievi effettuati, la lavorazione non ha comportato perdite importanti di diversità. Infine, tutte le popolazioni hanno avuto una percentuale di germinabilità entro i limiti di legge (85%) e, dopo la lavorazione del seme, tale dato è migliorato.

Convegno finale BREED4BIO

Convegno finale BREED4BIO

Giovedì 1° giugno si è tenuto il convegno finale del progetto Breed4Bio. Durante la mattinata, presso la sede della Regione Emilia-Romagna a Bologna, i partner del progetto hanno relazionato circa obiettivi, finalità e risultati delle attività svolte. Per l’occasione, la sala si è riempita di esperti e appassionati del settore che hanno voluto conoscere i risultati del progetto.

Dopo una introduzione sull’innovazione, la formazione e la consulenza per il settore agricolo ed agroalimentare dell’Emilia Romagna tenutasi dal funzionario regionale, sono stati affrontati temi relativi alla normativa vigente in materia di popolazione evolutive e presentati i risultati delle diverse attività progettuali ed esperti del settore hanno reso possibile una interessante tavola rotonda con i protagonisti delle filiere di popolazioni di frumento.

A questo link è possibile vedere la registrazione della conferenza: https://youtu.be/_zityXVz4o4

Nel pomeriggio l’evento è proseguito ai campi sperimentali di popolazioni evolutive del CREA Difesa e Certificazione nella località di Budrio, presso l’azienda sperimentale Bagnaresa. Dopo un’introduzione a cura del CREA-DC, gli interessati hanno potuto vedere e valutare le parcelle sperimentali.

Ottimi pani prodotti a partire da farine ottenute da grani coltivati nell’ambito del progetto sono stati offerti al pubblico e prodotti dal Forno Calzolari.


Corso _ CEREALICOLTURA RESILIENTE: LE POPOLAZIONI EVOLUTIVE DI FRUMENTO E LE VARIETÀ ANTICHE, FOCUS SULLE SEMENTI BIOLOGICHE

Corso _ CEREALICOLTURA RESILIENTE: LE POPOLAZIONI EVOLUTIVE DI FRUMENTO E LE VARIETÀ ANTICHE, FOCUS SULLE SEMENTI BIOLOGICHE

Il corso si rivolge a conduttori di aziende agricole a prevalente indirizzo cerealicolo, sia che abbiano già la certificazione biologica sia che abbiano l’intenzione di convertirsi al biologico o di gestire nuovi materiali genetici.

Il percorso formativo ha l’obiettivo di portare l’agricoltore a conoscere le popolazioni evolutive di frumento e le buone pratiche di coltivazione delle stesse in biologico per la produzione di granella e soprattutto per la produzione di semente.

Il corso prevede una prima parte introduttiva, per poi proseguire con aspetti tecnici nelle successive lezioni.

I docenti saranno esperti agronomi di fama nazionale ed internazionale, tra questi:
Dott.ssa Alessandra Sommovigo, responsabile CREA-Difesa e Certificazione sede di Bologna; 
Dott.ssa Stefania Grando e Prof. Salvatore Ceccarelli, genetisti/plant breeder; 
Dott. Antonio Lo Fiego, Arcoiris;
Dott.ssa Cristina Piazza, agronomo sperimentatore presso Az. Agraria Sperimentale Stuard.

Durante la formazione, che sarà online, verranno descritte esperienze ed osservazioni sul campo in consolidate realtà aziendali, nell’ambito delle quali sono stati ottenuti significativi risultati; tra queste, la visita alla Cooperativa Agricola Cesenate, che produce semente di popolazioni evolutive di frumento.

Il corso è rivolto a titolari, soci, dipendenti e collaboratori familiari/coadiuvanti di aziende agricole validate nell’anagrafe delle aziende agricole della Regione Emilia-Romagna.

Per info:
Elena Zani (Centoform) Tel. 051-6830470;
Silvia Folloni (Open Fields, coordinatore progetto) Tel. 3491754382