di Francesca Gori – Rete Semi Rurali
La legge europea sui brevetti (art.53(b) della Convenzione sul brevetto europeo – CBE) vieta la brevettabilità dei processi di incrocio e selezione e delle piante così ottenute, divieto rafforzato nel 2017 con l’introduzione della regola 28(2).
No Patents on Seeds denuncia che l’Ufficio europeo dei brevetti (EPO) ha concesso alla società olandese Rijk Zwaan il brevetto EP3720272 su pomodori resistenti al virus TBRFV ottenuti tramite incroci tradizionali. Le varianti genetichedi resistenza provengono da pomodori selvatici originari del Perù e sono state trasferite nelle varietà commerciali europee attraverso incroci e selezioni. La formulazione del brevetto aggira il divieto descrivendo il breeding come “coltivazione di semi per produrre piante”, rivendicando tutte le piante che ereditano le varianti naturali di resistenza. Secondo il database Pinto, il brevetto consentirebbe all’azienda di controllare 39 varietà, limitandone l’uso per ulteriori programmi di miglioramento.
Non si tratterebbe di un caso isolato: l’EPO ha esteso la brevettabilità anche a piante ottenute con L’EPO cerca di aggirare la legge europea sui brevetti // No Patents on Seeds! metodi convenzionali, con casi analoghi in mais, spinaci, pomodori e lattuga.
Durante la discussione sulla futura regolamentazione delle piante ottenute con nuove tecniche genomiche (NGT), il Parlamento europeo ha proposto il divieto di brevetti su varietà convenzionali e varianti genetiche naturali, proposte successivamente escluse nella bozza di testo di compromesso del dicembre 2025. No Patents on Seeds! esorta UE e Parlamento a reagire per far rispettare i divieti vigenti e impedire monopoli sull’uso delle risorse genetiche.



