progetto “PERSEFONE” per la creazione di una rete di agricoltori custodi nel versante pescarese del Parco Gran Sasso e Monti della Laga

Feb 9, 2011 | Comunicazioni dai soci, Comunità | 0 commenti

Assergi 07/02/2011– Visto il successo delle iniziative di recupero della antiche varietà colturali realizzate nella provincia dell’Aquila, nel 2009, con il Progetto “Cerere”, e quindi nel versante teramano dell’area protetta, con il progetto “Demetra” nel 2010, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga lancia quest’anno il progetto “Persefone”, rivolto al territorio pescarese, con l’obiettivo di ampliare la Rete degli Agricoltori Custodi di agro-biodiversità e dare tutela ad altre colture di valore storico, culturale ed agricolo.

Assergi 07/02/2011– Visto il successo delle iniziative di recupero della antiche varietà colturali realizzate nella provincia dell’Aquila, nel 2009, con il Progetto “Cerere”, e quindi nel versante teramano dell’area protetta, con il progetto “Demetra” nel 2010, il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga lancia quest’anno il progetto “Persefone”, rivolto al territorio pescarese, con l’obiettivo di ampliare la Rete degli Agricoltori Custodi di agro-biodiversità e dare tutela ad altre colture di valore storico, culturale ed agricolo.

Analogamente alle prime, l’iniziativa viene promossa dall’Ente Parco in convenzione con l’Agenzia Regionale di Sviluppo Agricolo dell’Abruzzo, ARSSA, e prevede l’individuazione e la salvaguardia del germoplasma autoctono delle antiche varietà cerealicole, orticole e leguminose.

Ne sono interessati i Comuni del versante pescarese del Parco, vale a dire: Brittoli, Bussi sul Tirino, Carpineto della Nora, Castiglione a Casauria, Civitella Casanova, Corvara, Farindola, Montebello di Bertona, Pescosansonesco e Villa Celiera.

I destinatari del progetto sono i coltivatori, cioè tutti coloro che coltivano anche un piccolo orto familiare nell’area geografica interessata. Potranno così partecipare attivamente ad una rete di scambio del materiale vegetale: una rete di agricoltori che diventeranno “custodi” del patrimonio recuperato. A fronte dell’impegno assunto con l’Ente Parco, essi potranno ricevere un piccolo contributo economico a titolo di risarcimento spese, per la coltivazione, la moltiplicazione e lo scambio dei semi con gli altri agricoltori.

I tecnici del Servizio Agro Silvo Pastorale del Parco garantiranno inoltre l’assistenza tecnica in tutte le fasi del progetto. Parallelamente saranno effettuati studi botanici e storico-antropologici delle varietà ritrovate. Il tutto verrà raccolto, successivamente, in una specifica pubblicazione attraverso la quale comunicare e divulgare la cultura della biodiversità agricola e la specificità del patrimonio locale.

Al fine di illustrare il progetto nei dettagli e di ricevere le domande di adesione, secondo le modalità indicate nel bando pubblicato sul sito dell’Ente www.gransassolagapark.it, sono stati programmati due incontri tecnici: il primo si terrà il 15 febbraio, dalle ore 10 alle ore 14 a Farindola, al Polo Scientifico del Parco presso il Museo del Camoscio, il secondo il 15 marzo, dalle ore 15 alle 18, presso il Municipio di Corvara. Gli interessati sono invitati a partecipare ad almeno uno degli incontri, scegliendo la data e il luogo in funzione della disponibilità e della vicinanza territoriale e a portare i semi delle varietà che sono disposti a scambiare.

 

Ufficio Stampa Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga – Dott.ssa Grazia Felli Tel. 0862 6052209 – Fax 0862 6052209 -Cell. 339 4920875. comunicazione@gransassolagapark.it

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