OGM: il 30 aprile a Pordenone agricoltori piantano illegalmente!

Apr 28, 2010 | agrobiodiversità, Seminare il cambiamento | 0 commenti

Mais geneticamente modificato nei terreni della provincia di Pordenone, la XIII Commissione impegna il Governo a costituirsi parte civile qualora le associazioni agricole “Agricoltori federatii” e “Movimento libertario” facciano quanto annunciato e pertanto citate in giudizio.
In merito a ciò il senatore (PD) Ferrante ha annunciato un imminente interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno.
(27-aprile-2010)

Come riportato su Agrapress, ore 17.39 del 26/04/2010 e Messaggero Veneto, pagina 8 del 27/04/2010, le associazioni “Agricoltori federati” e “Movimento libertario” hanno annunciato che giovedì 30 aprile 2010 procederanno alla semina di mais geneticamente modificato, su terreni in provincia di Pordenone.
Una situazione del genere si era già verificata nell’agosto 2006 quando era stata inoltrata al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali una richiesta di autorizzazione alla messa in coltura di mais geneticamente modificato. Il MiPAAF rispose il 18 aprile 2007 con una specifica nota in cui precisava che “non è possibile procedere all’istruttoria della richiesta di autorizzazione, nelle more dell’adozione, da parte delle Regioni, delle norme idonee a garantire la coesistenza tra colture convenzionali, biologiche e transgeniche”; a seguito di specifico ricorso, la sezione sesta del Consiglio di Stato con sentenza 19/01/2010 n. 183 ha riformato una precedente sentenza del TAR del Lazio (07/04/2008, n. 2893) ed ha dichiarato l’obbligo del MiPAAF di provvedere sulla citata richiesta di autorizzazione; al fine di dare esecuzione alla Sentenza di cui sopra è stata sentita la Regione Friuli Venezia Giulia che, con nota 15/03/2010, n. 18586, ha evidenziato una serie di elementi peculiari della realtà agricola regionale che, nel loro insieme, renderebbero estremamente problematica l’attivazione della coesistenza, a causa della complessità delle misure di precauzione che sarebbe necessario adottare a livello, sia aziendale, sia territoriale;
sempre al fine di dare attuazione alla succitata sentenza del Consiglio di Stato, il Ministero delle politiche agricole ha altresì provveduto ad acquisire il parere della Commissione per i prodotti sementieri geneticamente modificati, di cui all’articolo 1, comma 3 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 212 che, sulla base delle considerazioni formulate dalla Regione Friuli Venezia Giulia e delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 2 del medesimo decreto legislativo 212/2001, ha espresso parere negativo rispetto alla richiesta di messa in coltura di mais geneticamente modificato di cui sopra;
al termine dei passaggi sopra evidenziati il MiPAAF, con decreto emanato di concerto con i Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute ha respinto l’istanza di coltivazione di mais geneticamente modificato.
Oggi la La XIII Commissione impegna il Governo ad adottare tutte le misure necessarie per impedire che le suddette associazioni possano dare seguito a quanto annunciato e a costituirsi parte civile, qualora, a seguito, del verificarsi degli eventi annunciati, i responsabili siano chiamati a risponderne in giudizio.
A questa risoluzione è seguita un’interrogazione urgente

Come riportato su Agrapress, ore 17.39 del 26/04/2010 e Messaggero Veneto, pagina 8 del 27/04/2010, le associazioni “Agricoltori federati” e “Movimento libertario” hanno annunciato che giovedì 30 aprile 2010 procederanno alla semina di mais geneticamente modificato, su terreni in provincia di Pordenone.
Una situazione del genere si era già verificata nell’agosto 2006 quando era stata inoltrata al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali una richiesta di autorizzazione alla messa in coltura di mais geneticamente modificato. Il MiPAAF rispose il 18 aprile 2007 con una specifica nota in cui precisava che “non è possibile procedere all’istruttoria della richiesta di autorizzazione, nelle more dell’adozione, da parte delle Regioni, delle norme idonee a garantire la coesistenza tra colture convenzionali, biologiche e transgeniche”; a seguito di specifico ricorso, la sezione sesta del Consiglio di Stato con sentenza 19/01/2010 n. 183 ha riformato una precedente sentenza del TAR del Lazio (07/04/2008, n. 2893) ed ha dichiarato l’obbligo del MiPAAF di provvedere sulla citata richiesta di autorizzazione; al fine di dare esecuzione alla Sentenza di cui sopra è stata sentita la Regione Friuli Venezia Giulia che, con nota 15/03/2010, n. 18586, ha evidenziato una serie di elementi peculiari della realtà agricola regionale che, nel loro insieme, renderebbero estremamente problematica l’attivazione della coesistenza, a causa della complessità delle misure di precauzione che sarebbe necessario adottare a livello, sia aziendale, sia territoriale;
sempre al fine di dare attuazione alla succitata sentenza del Consiglio di Stato, il Ministero delle politiche agricole ha altresì provveduto ad acquisire il parere della Commissione per i prodotti sementieri geneticamente modificati, di cui all’articolo 1, comma 3 del decreto legislativo 24 aprile 2001, n. 212 che, sulla base delle considerazioni formulate dalla Regione Friuli Venezia Giulia e delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 2 del medesimo decreto legislativo 212/2001, ha espresso parere negativo rispetto alla richiesta di messa in coltura di mais geneticamente modificato di cui sopra;
al termine dei passaggi sopra evidenziati il MiPAAF, con decreto emanato di concerto con i Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e della salute ha respinto l’istanza di coltivazione di mais geneticamente modificato.
Oggi la La XIII Commissione impegna il Governo ad adottare tutte le misure necessarie per impedire che le suddette associazioni possano dare seguito a quanto annunciato e a costituirsi parte civile, qualora, a seguito, del verificarsi degli eventi annunciati, i responsabili siano chiamati a risponderne in giudizio.

Ecco quanto riporta il Senatore Ferrante del PD:

“Due organizzazioni di agricoltori, Agricoltori federati e Movimento libertario, hanno dichiarato alla stampa di volere iniziare il prossimo 30 aprile la semina di mais modificato sul suolo italiano, in provincia di Pordenone: a salvaguardia della salute pubblica e per il rispetto di un decreto interministeriale che pone un paletto ineludibile alla coltivazione di Ogm è assolutamente necessario che il ministro dell’Interno si attivi al fine di prevenire e evitare un atto illegale”. Lo dice il senatore del Pd Francesco Ferrante, preannunciando in merito un’interrogazione urgente al ministro dell’Interno.
“Dopo aver appreso dell’intenzione da parte delle due associazioni di effettuare un atto illegale e potenzialmente dannoso per la salute pubblica – spiega Ferrante – ho personalmente avvertito il Prefetto di Pordenone, il quale con solerzia mi ha comunicato che verrà investita della questione la Digos. L’atto illegale preannunciato da questi due gruppi può inoltre costituire un problema di ordine pubblico:considerando la diffusa avversione nell’opinione pubblica, nelle associazioni ambientaliste e nel mondo agricolo, per gli alimenti geneticamente modificati, il rischio che una contrapposizione tra opposte fazioni possa travalicare i limiti del civile confronto non è da escludersi. Il recente decreto interministeriale, firmato dai ministri dell’Agricoltura, della Salute e dell’Ambiente, ha messo nero su bianco l’impossibilità di coltivare Ogm sul suolo italiano, e dunque – conclude ferrante – ogni atto di forza ostacola un confronto sereno e proficuo sulla valorizzazione del settore agroalimentare italiano, che ha bisogno di essere valorizzato in virtù della sua specificità”.

 

Roma 27 aprile 2010

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