Normativa e ruolo socio-economico della «Selva Forcana» di Montemurlo (1500-1800)
Keywords: Modern History; Economic History; Common Property & Fiscal State; Chestnut; Grand-Duchy of Tuscany.
L’intervento mira ad analizzare il caso della «Selva Forcana» di Montemurlo, un castagneto posseduto da una comunità rurale toscana. Il caso è stato studiato nel quadro di una ricerca finalizzata ad indagare il rapporto tra disuguaglianze economiche, tassazione diretta, inclusività politica e gestione delle risorse comuni. Rispetto alla comunità di area alpina indagate nella stessa sede, Montemurlo mostra caratteristiche peculiari. Per le prime, infatti, i beni collettivi – consistenti soprattutto in pascoli e boschi – venivano messi a reddito tramite affitto, contribuendo significativamente all’attivo municipale. Al contrario, nel caso di Montemurlo il castagneto rappresentava un costo netto, rappresentato dalle necessarie spese di guardia e manutenzione. La classe dirigente locale – un gruppo molto esclusivo rispetto al totale della popolazione – era tuttavia disposta a sopportare tali spese per garantire ai residenti l’accesso gratuito alle castagne e alla legna prodotte dal bosco. Tale accesso era particolarmente rilevante per le «famiglie povere», come vengono definite nelle Delibere del consiglio comunale, «acciò che con i frutti [della Selva] possono sostentar[si]». La tutela di questa forma di sfruttamento della risorsa era codificata a livello legale negli statuti, con norme miranti a proibire il pascolo di bestie all’interno della proprietà e la sua deforestazione.
A fronte di ciò, dal XIV secolo fino al 1630 circa, il bosco contribuì positivamente al bilancio comunale solo attraverso l’occasionale vendita della legna comune – cioè, non di castagno. Tale modalità di gestione non venne messa in discussione fino alle epidemie del XVII secolo: quella di peste del 1629-30 e quella di tifo del 1649. Analogamente a quanto successo in gran parte della penisola questa congiuntura mise sotto pressione l’economia locale che, congiuntamente a un calo della base imponibile, dovette sopportare l’aumento delle imposizioni da parte del governo granducale. Nonostante ciò, le proposte di alienazione o affitto perpetuo – pure avanzate nel consiglio nel corso di dieci anni – non furono mai approvate. Invece, nel tentativo di «sollevare le borse di quei poveri huomini» riducendo le imposizioni locali, il consigliò optò per una forma di affitto a breve termine e soggetta a forti vincoli. Tale strategia di gestione si dimostrò scarsamente redditizia nel lungo periodo, ma permise di eliminare le spese di gestione, addossate all’affittuario, mantenendo al contempo il diritto di raccolta di castagne della popolazione.
La funzione sociale ricoperta dalla «Selva Forcana», nonostante il valore attribuitogli dal consiglio e della popolazione – come dimostra la difesa armata del bosco contro un tentativo di privatizzazione forzata introdotto nel 1773 dal governo centrale – non pare tuttavia aver influito significativamente sull’andamento delle disuguaglianze economiche. Nel lungo periodo, l’analisi dell’indice di Gini mostra come Montemurlo abbia seguito un andamento analogo a quello delle altre comunità toscane che mostrano stabilità tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Settecento, per poi aumentare drasticamente dopo gli episodi epidemici. Il limite delle fonti utilizzate, che esclude i nullatenenti – cioè le fasce più propense ad avvalersi dei diritti di raccolta –, impedisce tuttavia di trarre conclusioni definitive in merito. In effetti, vista l’ampia diffusione della farina di castagne in Toscana, il caso invita a una ulteriore riflessione relativamente a questa classe di commons, la cui caratteristica principale era quella di fornire alla popolazione residente un accesso universale e diretto a beni di prima necessità. Sarà dunque necessario estendere la ricerca ad altri casi analoghi, individuando se possibile migliori parametri di analisi quantitativa e a raffinando l’analisi qualitativa.
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Tommaso Somigli Russotto
tommaso.somiglirussotto@unimib.it
Ph.D. – Scienze Archeologiche, Storiche e Storico Artistiche. Postdoctoral Researcher – Università degli Studi di Milano-Bicocca. Department of Economics, Management and Statistics




