Consociazioni: un’innovazione per il futuro

Ago 24, 2026 | Articoli, Notiziari

di Daniela Ponzini – Rete Semi Rurali

La consociazione applicata ai seminativi sta suscitando un rinnovato interesse. Se già Columella nel suo De Re Rustica (scritto tra il 60 e il 65 d.C.) ne sottolineava l’importanza, e se in passato veniva diffusamente praticata, con l’avvento dell’agricoltura industriale, e la conseguente semplificazione dei sistemi colturali, il suo uso si è progressivamente ridotto. Le competenze tecniche si sono disperse al punto che oggi persino una semplice bulatura – ovvero la trasemina del trifoglio in un campo di frumento – rappresenta una sfida.
Eppure, i vantaggi di questa tecnica sono molteplici e pienamente allineati con gli obiettivi di sostenibilità promossi dall’Europa. La consociazione non solo diversifica e incrementa la produzione, ma riduce il ricorso a input esterni, migliora il controllo della flora spontanea e dei patogeni, incrementa la fertilità del suolo e ottimizza la gestione della risorsa idrica. A questi benefici si aggiungono gli importanti servizi ecosistemici che derivano da un sistema agricolo più complesso: maggiore biodiversità coltivata e, di conseguenza, un aumento della biodiversità naturale.
Oggi, tuttavia, solo il 2% della superficie europea a seminativo è coltivata con consociazioni. E il motivo non è soltanto la perdita di conoscenze. Gli ostacoli sono numerosi e riguardano la meccanizzazione, le operazioni post-raccolta, la trasformazione e, non ultima, la valorizzazione commerciale del prodotto finale. La ricerca scientifica sta affrontando queste criticità con crescente attenzione: attualmente sono 74 i progetti europei attivi su questi temi.
In Italia, è difficile quantificare la superficie destinata a consociazioni da granella. Non esistono report statistici ufficiali e i dati non emergono dai documenti amministrativi. Nel fascicolo aziendale, ad esempio, è possibile indicare una sola coltura per appezzamento, fatta eccezione per gli erbai misti.
Rete Semi Rurali partecipa al progetto di ricerca europeo IntercropVALUES, occupandosi del monitoraggio di un caso studio co-innovativo che coinvolge sette aziende agricole biologiche esperte in consociazioni, sia per la zootecnia che per l’alimentazione umana, distribuite tra pianura Padana e Centro Italia. Abbiamo seguito da vicino la sperimentazione condotta dagli agricoltori nei loro campi, documentando soluzioni talvolta creative per affrontare le difficoltà quotidiane. Abbiamo osservato i benefici agronomici e supportato le prove di trasformazione e l’organizzazione della filiera. Abbiamo affiancato gli agricoltori nella comunicazione verso la cittadinanza e le istituzioni.
Niente di più errato, quindi, che considerare la consociazione una tecnica del passato, relegata a un’agricoltura arcaica ormai superata. Pur affondando le sue radici nella storia, essa è estremamente attuale e innovativa, e rappresenta forse l’approccio più efficace per una gestione agroecologica dei seminativi.
In questo Notiziario analizzeremo le consociazioni dal punto di vista agronomico, esplorando alcuni casi studio nati dalla sperimentazione diretta degli agricoltori. Ci addentreremo, poi, negli ostacoli che chi sceglie questa strada deve affrontare e, infine, scopriremo alcune esperienze di panificazione con grani ottenuti da consociazioni.

Notiziaro 45

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