Mi in MI, RSR alla Design Week

Mi in MI, RSR alla Design Week

di Michele Salvan – Rete Semi Rurali

Lo Scorso 13 Aprile 2025 Rete Semi Rurali con rappresentanti del Biodistretto del Riso Piemontese hanno partecipato all’evento-performance “Mi in MI”, il riso a Milano, una celebrazione a tutto tondo della cultura del riso, svoltasi presso il “Tempio del Futuro Perduto”. L’evento, coordinato dall’associazione locale JOYY!, si è articolato attraverso momenti diversi, comprendendo istallazioni, poster, condivisioni di storie personali, ricette e racconti, momenti di cucina comune, sempre seguendo il filo rosso del riso, ed è culminato col rito collettivo della semina, momento altamente simbolico e benaugurale per le vicine semine in programma. Un momento unico, frutto del lavoro di collaborazione del passato e ricco di stimoli positivi, frutto dell’incontro tra enti e culture diverse, e perciò capace di unire il vicino e il lontano, l’individuale e il collettivo e il materiale e lo spirituale, come forse solo un cereale così prezioso come il riso sa fare.

*Comunicato: incontro Mondeggi-Città Metropolitana*

*Comunicato: incontro Mondeggi-Città Metropolitana*

di Mondeggi Bene Comune

La sindaca Sara Funaro ha incontrato una delegazione del Comitato di Mondeggi Bene Comune. Il percorso verso il riconoscimento dell’esperienza di un’occupazione durata oltre 10 anni è stato finalmente avviato.

l 19 marzo la sindaca Sara Funaro, assieme ai vertici dello staff metropolitano e al sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Pignotti, ha ricevuto una delegazione di Mondeggi Bene Comune.
L’incontro, richiesto più volte alla sindaca a partire dall’estate 2024, è “storico”.
Dopo un passato di rapporti burrascosi con l’ex sindaco Nardella e l’ex Sindaco Casini; dopo anni in cui Mondeggi Bene Comune ha comunque operato come soggetto politico fondamentale per rigenerare e preservare l’area abbandonata, elaborando anche un progetto per il futuro; dopo che un riconoscimento dell’esperienza collettiva era avvenuto già “nei fatti”, con l’assegnazione del comodato d’uso dei terreni, arriviamo ora ai vertici del governo locale per rivendicare la gestione del bene comune.

Abbiamo quindi portato le nostre istanze all’incontro e abbiamo registrato attenzione e apertura da parte della sindaca e dei vertici della Città Metropolitana. Il progetto proposto da Mondeggi riguarda la rigenerazione in chiave agroecologica dei terreni con finalità in parte produttive in parte sociali e comunitarie, nonché l’avvio di progetti di inclusione socialeinserimento lavorativo e contrasto alle vulnerabilità. È un progetto elaborato insieme alla più ampia rete associativa con cui Mondeggi Bene Comune sta operando in vista della gestione futura.

Durante l’incontro sono state date le risposte alle nostre richieste: l’avviso di coprogettazione partirà a breve e riguarderà tutta la tenuta, quindi tutti i casali e tutti i terreni, villa esclusa; da parte della Città Metropolitana è stata espressa anche la volontà di garantire la continuità del presidio e delle sue attività fino alla fine dei lavori; l’ipotesi attualmente sul tavolo è quella del passaggio del presidio da casa a casa.

Questo incontro è stato un passaggio dovuto, atteso da molto tempo. Da oggi, più che mai, il Comitato continuerà a produrre idee, stimolare progetti, stringere relazioni, rafforzare le proprie pratiche, pungolare le istituzioni. I nostri obiettivi sono: restituire definitivamente Mondeggi alla comunità allargata che da sempre l’ha sostenuta; rivendicare pratiche agroecologiche trasformative; lottare per la giustizia sociale e climatica.

Convegno sui “nuovi OGM”: scienza e precauzioni

Convegno sui “nuovi OGM”: scienza e precauzioni

Banche dei semi comunitarie in Europa: il loro ruolo tra conservazione ex situ e on farm

Banche dei semi comunitarie in Europa: il loro ruolo tra conservazione ex situ e on farm

di Riccardo Bocci, Bela Bartha, Helene Maierhofer, Michaela Arndorfer e Michele Salvan – tratto da Genetic Resources Journal

Questo articolo illustra il ruolo delle banche dei semi comunitarie (CSB) in Europa all’interno della comunità delle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura e il loro ruolo nella conservazione e nell’uso sostenibile dell’agrobiodiversità in complementarietà con il  sistema di gestione 
ex situ  . Per oltre 40 anni, le CSB in tutto il mondo sono emerse come parte del cosiddetto sistema informale dei semi per contrastare la perdita di varietà adattate localmente attraverso lo sviluppo di sistemi di semi collettivi. La maggior parte degli studi e degli articoli fa riferimento a esperienze del Sud del mondo, mentre manca ancora un’analisi completa dell’impatto e del ruolo delle CSB sui sistemi di semi nei paesi industrializzati. Questo documento fornisce tre casi di studio che descrivono l’esperienza di banca dei semi comunitaria di diverse organizzazioni europee: Pro Specie Rara (Svizzera), Arche Noah (Austria) e Rete Semi Rurali (Italia). Queste organizzazioni esemplificano la diversità tra le CSB europee e i loro sforzi per impegnarsi con le banche genetiche e il sistema formale dei semi.

Non sarà la tecnologia a salvare l’agricoltura

Non sarà la tecnologia a salvare l’agricoltura

I nuovi Ogm sono l’ennesimo paradigma riduzionista e scientista. Mentre le centrali cooperative rinunciano a difendere la biodiversità.

di Riccardo Bocci – Altreconomia 279 – Marzo 2025

Quale sarà il futuro dell’agricoltura italiana? A sentire la discussione che si è tenuta il 29 e 30 gennaio a Verona, durante la Fieragricola, la linea è tracciata: i nuovi organismi geneticamente modificati (Ogm)/new genomic techniques (Ngt) o tecniche di evoluzione assistita (Tea), come li chiamiamo in Italia, sono l’innovazione da cui non si può prescindere.

Il Manifesto definito durante la Fiera vede la firma di tutte le componenti sindacali (Cia, Coldiretti e Confagricoltura), che già in più occasioni si sono espresse con slancio per queste tecnologie, ma anche il mondo delle cooperative nelle sue varie colorazioni (Legacoop, Confcooperative e Copagri) e, ovviamente, Assobiotec e Assosementi.

Rispetto alla partita giocata venti anni fa intorno agli Ogm il panorama è completamente diverso. Una parte del mondo sindacale ha “cambiato sponda”, così come quello delle cooperative, mentre la grande distribuzione organizzata resta silente a osservare, tanto ormai ha in mano il mercato, come certifica il XXI Rapporto Marca realizzato da Circana, che indica la marca del distributore (Mdd) al 30,1% delle vendite del largo consumo confezionato. Non vedremo mai, quindi, la pubblicità della fragola con la lisca di pesce nei supermercati, che tanto impatto ha avuto nel costruire l’immaginario sugli Ogm nei cittadini.

Il Manifesto sulle Tea siglato a Verona chiede cose precise al governo italiano: un comitato interministeriale per seguire e favorire l’approvazione del regolamento europeo che si sta negoziando, un Tavolo permanente dedicato, una campagna di comunicazione istituzionale che dovrebbe “convincere” cittadini e agricoltori a usare questa tecnologia, una rete di ricerca pubblica e privata dedicata anche attraverso prove in campo aperto e, infine, risorse per ricerca di base e applicata. Come si vede una strategia precisa che individua nello sviluppo dei nuovi Ogm la salvezza per l’agricoltura italiana, dimentica di come il problema agricolo non sia risolvibile da una singola tecnologia.

Volendo semplificare si tratta dell’ennesima riproposizione di un paradigma riduzionista e scientista a un tema che, invece, andrebbe affrontato mettendo in discussione la modernizzazione stessa e il concetto di progresso che ci hanno portato alla situazione attuale. Purtroppo, a differenza di quanto successo ai tempi degli Ogm in cui la destra al governo si era fermamente opposta al loro utilizzo, oggi la situazione è cambiata.

La pagina Facebook del ministro Lollobrigida informa che “con la Legge di Bilancio 2025 destiniamo 21 milioni di euro alla ricerca” e che con questi fondi “sosteniamo lo sviluppo delle Tea, strumenti che consentono di migliorare le colture senza ricorrere agli Ogm”. Una presa di posizione precisa che, unita al decreto siccità del 2023 che permetteva la sperimentazione in pieno campo, fa dell’Italia uno dei Paesi europei più impegnato nel promuovere questa tecnologia.

Sono 21 milioni di euro i fondi stanziati dal Governo Meloni nell’ultima Legge di Bilancio per la “ricerca e sviluppo” delle Tea

Mentre si stanziavano queste risorse, il ministero ha ridotto il fondo destinato all’implementazione del Trattato Fao sulla diversità vegetale agricola a cui già dedicava soltanto un milione di euro all’anno circa. Sarà quindi ancora più difficile mantenere le banche delle sementi, luoghi deputati alla conservazione della biodiversità agricola per fini di ricerca o di uso diretto da parte degli agricoltori.

Ricordiamo che gestire queste banche non vuol dire solo mantenere le sementi nei frigoriferi, ma anche caratterizzarle e moltiplicarle ogni tanto per garantire buoni tassi di germinabilità. Un lavoro nascosto, delicato e rigoroso che non è sulla prima pagina dei giornali. Eppure, è in questi luoghi, che spaziano dai centri di Crea e Cnr, alle Università, agli orti botanici fino alle case delle sementi e ai campi degli agricoltori, che si cela il futuro della nostra agricoltura. Non saranno i nuovi Ogm o Tea con una spruzzata di Made in Italy a risvegliare l’agricoltura nostrana dalla crisi di senso e identità.

Il futuro dell’agricoltura e del sistema alimentare europeo: una visione che manca di ambizione e lungimiranza.

Il futuro dell’agricoltura e del sistema alimentare europeo: una visione che manca di ambizione e lungimiranza.

11 associazioni italiane denunciano nel documento sulla visione dell’agricoltura e l’alimentazione presentato dalla Commissione UE il 19 febbraio la mancanza di una chiara spinta al cambiamento e una pericolosa sottovalutazione dei problemi ambientali e sociali

Il documento della Commissione UE è disponibile al link: https://agriculture.ec.europa.eu/vision-agriculture-food_en

Le 11 Associazioni: AIAB, ACU-Associazioni Consumatori Utenti – AIDA-Associazione Italiana di Agroecologia, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biodinamica, FIRAB, GreenPeace Italia, Lipu, ProNatura, Rete Semi Rurali, Terra!, WWF Italia