Il Comitato Tecnico Ad Hoc su Conservazione e Uso Sostenibile (ACSU)

Il Comitato Tecnico Ad Hoc su Conservazione e Uso Sostenibile (ACSU)

Non tutti i negoziati sono falliti a Lima!

Non tutti i negoziati sono falliti a Lima!

Conservazione e uso sostenibile della biodiversità agraria, e Diritti degli Agricoltori continuano i loro lavori

di Riccardo Bocci – Rete Semi Rurali

Se la riunione di Lima sarà ricordata come quella in cui è naufragato miseramente il tentativo di aggiornare il Trattato e la gestione del suo Sistema Multilaterale (vedi articolo in questo Notiziario di Meienberg), in realtà altri ambiti sono riusciti a negoziare un piano di lavoro per il 2026 e 2027, rinnovando il mandato dei relativi gruppi tecnici. Mi riferisco ai gruppi dedicati a Conservazione e Uso Sostenibile (ACSU, vedi box) e ai Diritti degli Agricoltori (AHTEG, vedi box), i cui nuovi termini di riferimento sono stati approvati nelle Risoluzioni 5 e 6. Grazie al programma RGV/FAO del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), che prevede per Rete Semi Rurali il supporto tecnico al Ministero su queste tematiche, ho potuto partecipare ai negoziati come membro della delegazione italiana.

La discussione sui Diritti degli Agricoltori è stata resa molto lunga e faticosa per la strenua opposizione del Giappone, che ha cercato di rimettere in discussione il lavoro che negli anni precedenti aveva portato all’approvazione delle Opzioni per incoraggiare, guidare e promuovere la realizzazione dei Diritti degli Agricoltori. In particolare, il Giappone voleva eliminare la categoria 10 delle Opzioni, in cui sono presentate esperienze legali di implementazione dei Diritti degli Agricoltori. Alla fine è stato raggiunto un compromesso per cui nel prossimo biennio l’AHTEG insieme al Segretariato del Trattato dovrà organizzare due webinar: il primo su come la regolamentazione della commercializzazione delle sementi influisce sui Diritti degli Agricoltori, e il secondo su come i diversi sistemi di protezione delle varietà vegetali incidono sui tali diritti. Allo stesso tempo, però, non è stato bloccato il lavoro sul piano d’azione, da presentare alla prossima riunione del 2027 dell’Organo di Governo, per affrontare lacune e bisogni individuati dalla Valutazione dello stato di attuazione dell’Articolo 9 realizzata negli anni scorsi. Inoltre, andrà valutata la possibilità di trasformare l’AHTEG in un Comitato Permanente sui Diritti degli Agricoltori, per rendere ancora più rilevante questo tema all’interno del Trattato.

Il vero obiettivo futuro è spostare l’attenzione dalle fredde “banche dei semi” alla realtà viva: case delle sementi, seed saver e agricoltori, che sono l’anello mancante ma fondamentale per la sicurezza alimentare.

Più semplice è stato il dialogo nell’ACSU, anche se, in questo caso, sono stati gli USA a bloccare la discussione per impedire di mettere nei termini di riferimento del gruppo la definizione di Linee guida volontarie per la realizzazione di conservazione e uso sostenibile. Inoltre, è stato difficile individuare un’area di lavoro specifica dell’ACSU, in modo da non andare a duplicare discussioni e analisi già sviluppate in altre istituzioni. Per questo motivo, dopo un confronto con le altre regioni, abbiamo proposto come Europa di dedicare il prossimo biennio dell’ACSU a predisporre un documento che stabilisca il suo futuro ambito di lavoro, evitando sovrapposizioni con altri strumenti internazionali, come il Piano d’Azione Globale della Commissione Risorse Genetiche della FAO, e con le attività intraprese dal Global Crop Diversity Trust, che si occupa di banche del germoplasma. L’obiettivo è quello di dedicare l’ACSU a quelle attività collettive che fanno da interfaccia tra banche e agricoltori, dimenticate dalle politiche nazionali e internazionali, che però sono essenziali per facilitare i processi e consentire un reale uso sostenibile della biodiversità coltivata. Si tratta di mettere sotto i riflettori e dare voce a realtà come case delle sementi, organizzazioni sociali che promuovono processi di miglioramento genetico partecipativo e decentralizzato, seed saver e seed libraries, orti urbani comunitari, o cooperative che moltiplicano e producono sementi. Un nuovo mondo di pratiche che cerca di diversificare i sistemi agricoli, ma che non riceve adeguata attenzione e supporto. Per rendere finalmente operativa la tanto declamata complementarietà tra conservazione ex situ e on farm.

Le prossime riunioni di AHTEG e ACSU sono previste nel secondo semestre del 2026, e ne daremo aggiornamenti sul nostro sito e attraverso la newsletter.

La biodiversità non è negoziabile!

La biodiversità non è negoziabile!

Uno sguardo alle discussioni in corso

di Riccardo Bocci – Rete Semi Rurali

Questo Notiziario, come ogni anno a maggio, esce anche come inserto della rivista TerraNuova a conferma di una proficua collaborazione editoriale tra la rivista e Rete Semi Rurali, che include anche una rubrica bimestrale all’interno di TerraNuova.

Abbiamo dedicato questo numero a raccontare gli ultimi negoziati del Trattato Internazionale sulle Risorse Genetiche Vegetali per l’Alimentazione e l’Agricoltura (ITPGRFA) della FAO. Infatti, nel novembre 2025 si è tenuta a Lima l’undicesima riunione dell’Organo di Governo del Trattato, dove si riuniscono tutti i delegati dei 155 Stati che hanno ratificato l’accordo. Le discussioni in Perù hanno visto il fallimento del tentativo di riforma del sistema, ma, allo stesso tempo, hanno portato avanti una serie di processi che sono politicamente importanti per il nostro mondo. Nelle prossime pagine presentiamo i dettagli dei negoziati su Sistema multilaterale, Conservazione e uso sostenibile, e Diritti degli agricoltori, con l’obiettivo di calare queste discussioni internazionali nelle nostre realtà.

Avendo partecipato in prima persona al negoziato, come racconto nell’articolo a pagina 9, un primo elemento che è emerso dalle giornate di Lima è stato il nuovo corso diplomatico della delegazione statunitense. Infatti, abbiamo toccato con mano cosa vuol dire rimettere in discussione i cambiamenti climatici. Ogni riferimento a questo tema è stato modificato in “cambiamenti imprevedibili del clima”, dopo lunghe ed estenuanti discussioni in cui i delegati USA portavano avanti questa richiesta di modifica del testo facendo presente che per loro quella era una linea rossa che non potevano superare.

L’effetto Trump è arrivato anche in questi ambiti, dove, fino a ieri, ci si poteva dividere sulle politiche da attuare, ma non certo sulla realtà dei cambiamenti climatici e come la diversità agricola possa costituire una delle strategie di resilienza. Anche la scienza diventa negoziabile in un terreno minato dalla politica. In effetti, diversi articoli comparsi nel 2025 segnalavano come il Dipartimento per l’efficienza governativa (DOGE) degli Stati Uniti abbia tagliato risorse e personale al settore delle banche del germoplasma pubbliche mettendo a rischio le collezioni stesse e il sistema di distribuzione connesso.

Se tutto quanto presentiamo in questa pagine non ha un racconto sui mezzi di comunicazione, stessa sorte sta toccando a un altro processo negoziale fondamentale per il futuro delle sementi a livello europeo. Si tratta del nuovo regolamento sulla commercializzazione delle sementi, che da febbraio è passato alla fase del Trilogo, tra Commissione, Parlamento e Consiglio. Entro l’estate il negoziato dovrebbe essere concluso, ma ancora ci sono dei nodi critici su cui come Rete Semi Rurali stiamo cercando di influenzare la presa di decisioni. Ad esempio, l’interessante concetto di nuove varietà da conservazione, promosso da Commissione e Parlamento, è stato limitato dal Consiglio solamente a fruttiferi e ortive. Allo stesso modo il Consiglio ha eliminato il riferimento alla gestione dinamica da parte degli agricoltori, perchè non riesce a capire il senso di questa pratica. Inoltre, con il Programma Cooperativo Europeo per le Risorse Genetiche Vegetali (ECPGR), la rete di tutte le banche del germoplasma pubbliche, abbiamo proposta una nuova definizione di “genebank”, includendo nelle sue attività anche la cessione di campioni di sementi per uso diretto da parte degli agricoltori. Queste sono aperture che dobbiamo mantenere nel nuovo regolamento per poter costruire in futuro nuovi sistemi sementieri diversificati.

Innovazione, tecniche, regole, politiche e sementi non sono neutrali ma devono essere adattate ai diversi contesti in cui sono inserite.

Per una “ricontadinizzazione” dell’agricoltura

Per una “ricontadinizzazione” dell’agricoltura

L’idea degli agricoltori-condottieri delle loro imprese nei mari del libero mercato è illusoria. Servono modelli collettivi e lo sguardo ai territori.

a cura di Rete Semi Rurali – Tratto da Altreconomia 291 – Aprile 2026

Fare l’economista agrario, oggi, è molto difficile. Prendo in prestito e riadatto la frase di apertura dell’editoriale uscito a febbraio 2026 sull’Informatore agrario, in cui l’economista Angelo Frascarelli riflette sulle difficoltà di lavorare come imprenditore agricolo e dispensa consigli per sopravvivere nel mondo di incertezze in cui il settore si trova a vivere oggi: tra cambiamenti climatici, mercati instabili e prezzi in discesa.

Il tutto mentre aumentano i costi di produzione. In questo caos il professore si chiede che cosa fare, quando anche l’ultimo baluardo di difesa del modello agricolo industriale, la tanto amata e odiata Politica agricola comune (Pac), mostra preoccupanti segnali di ridimensionamento sotto la pressione da un lato della rinazionalizzazione e dall’altro del drenaggio di risorse verso altri comparti come la difesa. La risposta dell’economista agrario segnala tutta la difficoltà di questa disciplina nel ridefinire sé stessa in una realtà che non è più quella del secondo dopoguerra. Infatti Frascarelli delinea una strada già vecchia: gli agricoltori devono fare impresa in maniera più professionale e “smettere di guidare il trattore per dedicare più tempo a guidare l’impresa”.

A parte la fascinazione di immaginare le migliaia di agricoltori come condottieri delle loro imprese che veleggiano nei mari del libero mercato, questa risposta non sta più in piedi nei fatti. Come chiedere più impresa quando è proprio il modello dell’impresa come soggetto individuale che oggi sta entrando in crisi? Non a caso anni fa il sociologo olandese Van Der Ploeg scriveva che la risposta più resiliente alla crisi dell’agricoltura viene da quegli imprenditori agricoli che tornano a essere contadini, smettendo di vedersi come impresa connessa al mercato dei fattori produttivi e a quello internazionale dei prodotti, dove non controllano né i prezzi di acquisto dei mezzi tecnici né quello di vendita dei loro prodotti.

Per capire i limiti e le possibilità di questa “ricontadinizzazione” avremmo bisogno di nuovi quadri teorici e analitici in grado di comprendere le innovazioni in corso che lavorano su modelli collettivi di fare agricoltura, superando la dimensione singola dell’impresa per creare una dinamica di relazioni con il territorio di cui e in cui vive la stessa azienda. Ad esempio dobbiamo sfatare la favola raccontata all’università per cui il prezzo è legato all’incontro tra domanda e offerta ma capire come si possa legare il giusto costo con il valore e il lavoro contenuti in un prodotto; oltre che affrontare il tema dell’accesso alla terra per gestire un ricambio generazionale non basato su rendita e proprietà. Per fare questi passaggi, però, è essenziale che l’economia agraria smetta di ridurre la sua analisi alla microeconomia -l’impresa e la sua allocazione efficiente dei fattori- e allarghi lo sguardo al contesto esterno in cui l’azienda opera.

Le aziende che secondo l’Inps nel 2024 occupavano operai agricoli dipendenti: un numero che tra il 2019 e il 2024 si è complessivamente ridotto del 9%

Questo significa interrogarsi sulla concentrazione di potere a monte e a valle dell’agricoltore, sull’illusione di un libero mercato dominato da oligopoli, sulle nuove forme di subordinazione del lavoro agricolo migrante e sul controllo delle filiere da parte di conglomerati industriali, trainati dalla grande distribuzione organizzata o da attori come i consorzi agrari italiani e Bonifiche Ferraresi (BF). È necessario studiare, capire e descrivere queste dinamiche che stanno ristrutturando i sistemi agroalimentari, comprimendo diritti e democrazia, non solo per gli agricoltori ma anche per noi cittadini.

È quanto mai attuale il monito dell’economista Manlio Rossi Doria, contenuto nei suoi “Scritti per il Mezzogiorno” del 1982: “Solo se ci si avventurerà nella fantasia guardando alla vera natura dei problemi, si potrà risolverli in forme nuove; solo cioè ripassando attraverso l’utopia, la scienza potrà risolvere i problemi dell’agricoltura”.

Prima Assemblea del Distretto Biologico del Territorio Fiorentino

Prima Assemblea del Distretto Biologico del Territorio Fiorentino

ll 16 aprile 2026 si è tenuta a Scandicci la prima Assemblea del Distretto Biologico del Territorio Fiorentino, un momento fondativo per la governance del Distretto e per la comunità di agricoltori, associazioni ed enti che lo compongono.

L’assemblea ha approvato all’unanimità il Regolamento Interno, il documento che definisce le regole di funzionamento del Distretto (il regolamento è consultabile in calce all’articolo), modalità di voto e di ingresso di nuovi soggetti, compiti e doveri degli organi facenti parte.

Tra i principali atti dell’assemblea vi è stata la nomina di Claudia Sereni, Sindaca di Scandicci, come Presidente dell’Assemblea, la costituzione del Comitato di Indirizzo e l’ingresso di tre nuovi comuni: Bagno a Ripoli, Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio che portano a sette il numero totale dei comuni aderenti.

Il prossimo appuntamento del Distretto si terrà al Festival 72 Ore di Biodiversità in programma dal 22 al 24 maggio 2026 a Scandicci, in occasione della Giornata Internazionale della Biodiversità.
In questa cornice di festa il Distretto Biologico del Territorio Fiorentino si presenterà per la prima volta ufficialmente alla cittadinanza domenica 24 maggio  con la partecipazione dei rappresentanti della Regione Toscana e della Città Metropolitana.
Le aziende agricole del Distretto sono invitate ad animare il mercato del sabato e della domenica portando un proprio banco: chi fosse interessato può contattarci mandando una mail a: info@semirurali.net

I webinar di CEREA + CONNECT: esplorando la diversità dei cereali in Lombardia

I webinar di CEREA + CONNECT: esplorando la diversità dei cereali in Lombardia

Nell’ambito del Progetto CEREA + CONNECT, il 13 e il 20 aprile scorsi si sono svolti due webinar dedicati all’agro-biodiversità dei cereali lombardi. Gli incontri hanno visto la partecipazione di ricercatori delle Università degli Studi di Milano e di Pavia, di Rete Semi Rurali ed esperti locali, componendo un ricco mosaico di competenze e conoscenze legate alla diversità coltivata in Lombardia.

I webinar hanno rappresentato un preludio agli eventi pubblici in programma da maggio a settembre, che includeranno visite alle collezioni varietali, panel test, valutazioni partecipative in campo e momenti di promozione delle attività di progetto.

Qui di seguito le locandine dei prossimi appuntamenti