Botanici in erba scoprono rarità floristica

Mag 25, 2011 | Comunicazioni dai soci, Comunità | 0 commenti

Assergi 25/05/2011 – “Cercasi botanici in erba…. i botanici del Parco e dell’Università hanno bisogno di te”. Così recitava l’invito che i bambini delle scuole IV, V e I media dell’Istituto Comprensivo di Navelli si sono visti recapitare, a gennaio, dagli operatori dell’Associazione Variazioni di S. Pio delle Camere, per conto dei botanici del Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino. 

Il progetto, finanziato dal MIUR, prevedeva che gli alunni dell’Istituto comprensivo incontrassero i botanici del Centro e svolgessero una piccola ricerca floristica in un’area limitrofa alla loro scuola, aiutando così a raccogliere dati floristici utili alla gestione del territorio.

Assergi 25/05/2011 – “Cercasi botanici in erba…. i botanici del Parco e dell’Università hanno bisogno di te”. Così recitava l’invito che i bambini delle scuole IV, V e I media dell’Istituto Comprensivo di Navelli si sono visti recapitare, a gennaio, dagli operatori dell’Associazione Variazioni di S. Pio delle Camere, per conto dei botanici del Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino.

 Il progetto, finanziato dal MIUR, prevedeva che gli alunni dell’Istituto comprensivo incontrassero i botanici del Centro e svolgessero una piccola ricerca floristica in un’area limitrofa alla loro scuola, aiutando così a raccogliere dati floristici utili alla gestione del territorio.

 Ma chi si sarebbe aspettato che veramente i ragazzi contribuissero in modo concreto alla conoscenza floristica del territorio? Oltre ai numerosi campioni interessanti raccolti dai ragazzi delle scuole di Capestrano, Barisciano e San Pio delle Camere, nel corso dell’escursione floristica, in un prato che proprio i ragazzi e le loro insegnanti avevano indicato ai botanici del Parco, è stato ritrovato un piccolo, raro ranuncolo che in Abruzzo era noto solo per Ofena e Capestrano. Ma la sorpresa più grande è stata quella di sapere da Niccolò, alunno della scuola di Poggio Picenze, che il suo papà, Enzo Mezzini, aveva fotografato nella Valle del Campanaro il Dittamo, pianta rara, tutelata dalla Legge Regionale abruzzese sulla protezione della flora, finora sconosciuta ai botanici per il massiccio del Gran Sasso.

 

E allora via, botanici professionisti e botanici in erba alla ricerca del Dittamo, su e giù per la Valle del Campanaro. E quando finalmente la pianta è stata avvistata è stata grande la soddisfazione di tutti. 15 – 20 individui al margine del bosco, ancora non fioriti, ma riconoscibili dal caratteristico odore dell’olio aromatico volatile che fa sì che alcuni attribuiscano alla pianta il fenomeno dei fuochi fatui. Ora botanici professionisti e botanici in erba ne aspettano la spettacolare fioritura.

 

COMUNICATO STAMPA – PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO E MONTI DELLA LAGA

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