RSR in trasferta allo storico scambio semi di Torino

RSR in trasferta allo storico scambio semi di Torino

Lo scorso 1 febbraio Rete Semi Rurali ha partecipato alla XIV Edizione della Babele di Semi organizzata dall’Associazione Solidarietà Campagna Italiana (ASCI), socio di Rete Semi Rurali. L’occasione è stato un fruttuoso momento di scambio di semi, bulbi, marze, lieviti, così come di conoscenze e competenze sulla tutela e la promozione della diversità coltivata nelle filiere agro-alimentare di oggi.

Un intervento di Salvatore Ceccarelli e Stefania Grando ha concluso una giornata ricca di partecipazione e attivismo in favore dall’agro-biodiversità.

Partecipa al sondaggio InnOBreed–LiveSeeding sugli aspetti legali e politici della selezione biologica

Partecipa al sondaggio InnOBreed–LiveSeeding sugli aspetti legali e politici della selezione biologica

Condividiamo un sondaggio congiunto dei progetti InnOBreed e LiveSeeding, incentrato sugli aspetti legali e politici relativi alla selezione biologica dei frutti.

Il questionario mira a raccogliere le opinioni e le esperienze degli utenti sui fattori normativi che influenzano il miglioramento, la valutazione e la moltiplicazione delle piante nella produzione di frutta biologica.

Le informazioni raccolte aiuteranno a identificare aree di miglioramento e forniranno preziose informazioni alla Commissione Europea e ai decisori politici.

Il sondaggio è disponibile in inglese, francese, tedesco e italiano

ec.europa.eu/eusurvey/runner/InnOBreed_LiveSeeding_Legal_and_policy_perception_and_recommendations

Scadenza: 20 febbraio

Se ti occupi della genetica dei frutti, sia nella conservazione, moltiplicazione o allevamento, partecipa al sondaggio e diffondilo tra i tuoi contatti:

Grazie in anticipo per il tuo contributo.

Giovanni Haussmann

Giovanni Haussmann

Un pensiero attuale

di Stefano Bocchi (Università degli studi di Milano)

In Italia, Giovanni Haussmann ha rappresentato una voce particolarmente lucida e attenta dell’agronomia del Novecento, capace di coniugare competenza scientifica e ampiezza di visione. Quattro opere, della sua abbondante produzione, testimoniano pienamente il suo valore: L’evoluzione del terreno e l’agricoltura (1950), La Terra e L’Uomo (1964), Il suolo d’Italia nella storia (1972), Suolo e Società (1986). Nato a San Pietroburgo nel 1906 trascorre le prime fasi della sua vita in un vivacissimo ambiente culturale e attraversa i difficili cambiamenti sociali e politici della Russia di quegli anni. Le morti premature dei genitori lo costringono a recarsi in Italia presso la nonna. Si laurea in Scienze Agrarie a Firenze nel 1930, per iniziare la sua vita professionale presso la

Stazione Sperimentale Chimico-agraria di Torino e proseguirla all’Università come libero docente di Agronomia e coltivazioni. Dal 1968 dirige la Stazione Sperimentale di Praticoltura di Lodi e partecipa al dibattito nazionale e internazionale su diversi fronti: dall’agronomia alla pedologia (lavora con il pedologo russo Vladimir R. Williams), dalla chimica del suolo alla fisiologia vegetale, alle coltivazioni erbacee, fino alla sociologia (collabora con il sociologo Danilo Dolci). Muore nel 1980 a Lodi, lasciando L’Uomo Simbionte come testamento scientifico, testo destinato a concludere l’ultimo capitolo di Suolo e Società, uscito postumo, che tuttavia alcuni colleghi non ritengono opportuno pubblicare. Haussmann è una figura unica di ricercatore: multidisciplinare e poliglotta con un forte pensiero critico, alla ricerca di un rapporto diretto e funzionale con chi opera all’interno delle istituzioni, ma soprattutto con tecnici e agricoltori. Con lo sguardo dello storico dell’agricoltura, sa leggere e collegare il susseguirsi dei principali cambiamenti e ne coglie la portata. Così vive intensamente la parabola dell’innovazione dell’agricoltura italiana del periodo compreso fra gli anni ’40 e ’80 del Novecento, durante il quale si diffonde il modello di ispirazione industriale, che diventa il riferimento per la sua supposta efficacia. Il pensiero agronomico, di fronte ai forti rischi di svuotamento di significati e di valori conservati nel mondo rurale nei secoli precedenti, reagisce attraverso alcune voci autorevoli come quella di Haussmann, che scrive in Suolo e Società: “La conoscenza isolata dall’etica diventa ambigua. Una mentalità soggiogata da ideali di arricchimento e di benessere materiale, le cui risorse naturali hanno unicamente da far le spese, non è la più disponibile ad ascoltare la voce della natura”. Le sue pagine costituiscono un vero e proprio modello di epistemologia dell’ecologia, che anticipa alcuni temi dell’odierno dibattito agroecologico. Nei suoi ultimi scritti prefigura il concetto di multifunzionalità dell’azienda agraria, capace anche di offrire servizi alternativi e importanti finalizzati a cura e valorizzazione dei territori. Attualissime sono oggi le sue riflessioni sulla fertilità del terreno, che anticipano il concetto di salute del suolo, collegato alla salute globale. Il richiamo all’etica dimenticata appare oggi ancor più attuale, rivolto a una società sempre più ossessionata dal consumismo ed estremamente affascinata dalle tecnologie. Così, ancora stimolante, il suo campanello d’allarme “sull’inganno scientifico di ricondurre tutta la realtà al piano materiale”. Altrettanto attuale l’incontro fra scienza e arte, a partire dalla poesia (la conclusione de L’Uomo Simbionte è affidata ad alcuni versi), che Haussmann propone in forma discreta. La rilettura de L’Uomo Simbionte resta dunque un utile punto di riferimento per riflettere sul legame fra la nostra società, la salute del suolo e l’agricoltura che vogliamo.

TRIBIOME: cosa ci racconta il microbioma del suolo

TRIBIOME: cosa ci racconta il microbioma del suolo

di Daniel Scicchitano – Università di Bologna

Il suolo è un ecosistema vivo, dinamico, popolato da comunità microbiche estremamente complesse che svolgono un ruolo chiave nel funzionamento degli agroecosistemi.

Il progetto europeo TRIBIOME nasce con l’obiettivo di comprendere come queste comunità microbiche, e in particolare il microbioma del suolo e della rizosfera delle piante, contribuiscano alla resilienza dei sistemi agricoli di fronte a stress ambientali come la siccità. Nel corso del progetto, sono stati analizzati suoli e rizosfere di coltivazioni di frumento in diverse aree europee, caratterizzate da condizioni pedoclimatiche differenti. Attraverso tecniche avanzate di sequenziamento del DNA batterico/fungino e approcci di modellizzazione basati su reti microbiche, è stato possibile descrivere non solo la composizione delle comunità microbiche, ma anche le relazioni funzionali tra i microrganismi che le compongono. I risultati mostrano che il microbioma del suolo non risponde alla siccità in modo casuale. Al contrario, emergono moduli microbici ricorrenti, ovvero gruppi di microrganismi che tendono a co-variare e a interagire tra loro in modo coordinato. All’interno di questi moduli sono stati identificati taxa chiave, definiti keystone, che occupano posizioni centrali nelle reti di interazione e che sembrano svolgere un ruolo importante nel mantenimento della stabilità del sistema.
In condizioni di elevata aridità, sia nei suoli sia nella rizosfera, si osserva un arricchimento ricorrente di specifici generi batterici e fungini, molti dei quali sono noti per la loro capacità di tollerare stress ambientali, modulare la disponibilità dei nutrienti o interagire positivamente con le piante. Questi microrganismi non agiscono isolatamente, ma come parte di consorzi funzionali, la cui struttura cambia nel tempo e in funzione dello stadio di sviluppo della coltura.
Un aspetto particolarmente rilevante emerso dal progetto TRIBIOME è che le interazioni tra microrganismi sono altamente specifiche e dipendenti dal contesto. Questo significa che la semplice presenza di un determinato taxon non è sufficiente a predirne la funzione: è la rete funzionale in cui esso è inserito a determinarne l’impatto sull’ecosistema suolo-pianta.

Modellizzazione delle reti microbiche (Wiggum Plot) della rizosfera di Triticum aestivum (Figura a sinistra) e Triticum durum (Figura a destra) in campioni raccolti presso l’azienda Floriddia (Toscana) nell’ambito del progetto TRIBIOME. Ogni nodo rappresenta un genere batterico (presente in almeno il 20% dei campioni) in connessione con gli altri microrganismi tramite correlazioni positive (si influenzano positivamente l’un l’altro – linee rosse) o negative (si influenzano negativamente l’un l’altro – linee blu).
Network analysis realizzata da Dr. D. Scicchitano.
TRIBIOME: microbiomi per un cibo sostenibile

TRIBIOME: microbiomi per un cibo sostenibile

di Bettina Bussi – Rete Semi Rurali

Il progetto europeo TRIBIOME (Horizon) è iniziato nel 2023 e finirà a dicembre 2026. I partner sono Università e Centri di ricerca di 6 paesi EU e del Sud Africa.

I due ambiti principali di TRIBIOME sono lo studio delle relazioni microbiche tra piante di frumento e suolo e lo sviluppo di modulatori del suolo. RSR partecipa sia alla sperimentazione che allo sviluppo di un sistema decisionale basato su una rete di agricoltori. Lo studio della microdiversità è stato condotto in diverse località rappresentative di agroecosistemi mediterranei per un totale di 11 campi sperimentali, gestiti con pratiche agricole locali e distribuiti lungo un gradiente climatico ed edafico tra nord e sud di Spagna e Italia. In ogni campo, ognuno di 3000 metri quadri, la campagna di campionamento ha riguardato le piante di frumento (spigatura, maturità, raccolta), la rizosfera e il suolo (primavera, estate, autunno). Il campionamento ha permesso di catturare le dinamiche stagionali delle comunità microbiche in base ad attività enzimatica e diversità funzionale in risposta allo sviluppo delle colture e alle condizioni climatiche. L’analisi dei dati “omics” (genomica, proteomica, metabolomica) si è focalizzata sulle relazioni tra microbiota, ambiente, persone e cibo con lo scopo di indagare il legame tra mondo microscopico e qualità degli alimenti: se il suolo è fertile e vivo anche la salute delle piante e delle persone ne guadagna (si veda l’articolo successivo). Un altro obiettivo di TRIBIOME è lo sviluppo di modulatori del suolo e biostimolanti basati su microrganismi o sostanze fitochimiche che agiscono sull’interfaccia pianta- suolo. Negli ultimi anni, il mercato globale dei biostimolanti ha registrato una rapida crescita e l’Europa è il più grande mercato con 8 milioni di ettari trattati (2016). Il nuovo regolamento EU 2019/1009 sui fertilizzanti, in vigore dal 16 luglio 2022, rappresenta una svolta normativa fondamentale per i biostimolanti vegetali microbici in Europa, introducendo una definizione armonizzata, criteri di sicurezza rigorosi e la possibilità di ottenere la marcatura CE.

Un biostimolante vegetale è un prodotto che stimola i processi di nutrizione delle piante, indipendentemente dal contenuto di nutrienti del prodotto, con l’unico scopo di migliorare una o più delle seguenti caratteristiche della pianta o della rizosfera: efficienza nell’utilizzo dei nutrienti, tolleranza allo stress abiotico, caratteristiche qualitative, disponibilità di nutrienti confinati nel suolo o nella rizosfera. I biostimolanti vegetali sono microbici (MPB) o non microbici (NMPB). I MPB possono essere costituiti da un microrganismo o da un consorzio di microrganismi, compresi microrganismi morti o con cellule vuote ed elementi residui non nocivi del mezzo in cui sono stati prodotti, che non abbiano subito alcun tipo di trattamento, esclusa l’essiccazione o la liofilizzazione.

Gli unici microrganismi consentiti con marchio CE sono: i funghi micorrizici, Azotobacter, Rhizobium e Azospirillum. Qualsiasi altra specie microbica non può essere commercializzata con il marchio CE ma solo applicando legislazioni nazionali. I NMPB sono sostanze di origine naturale che stimolano i processi fisiologici delle piante, senza fornire nutrienti, per migliorare l’efficienza nell’assorbimento dei nutrienti, la tolleranza agli stress (siccità, salinità, temperature estreme) e la qualità della produzione, agendo come promotori della crescita e della resilienza. TRIBIOME ha isolato, caratterizzato e identificato con successo 10 modulatori a base di microrganismi che presentano attività di promozione della crescita delle piante appartenenti al gruppo di rischio 1 (rischio minimo per ambiente e salute umana) e 3 modulatori a base di estratti fenolici botanici ottenuti da residui di broccoli, cipolla e foglie di canna gigante utilizzando solo acqua e condizioni di lavorazione delicate. Tramite prove di campo, in serra e in vitro, i modulatori TRIBIOME risultano regolatori positivi dello sviluppo delle piante di grano. In particolare, è stato scoperto che Solibacillus silvestris aumenta significativamente l’accumulo di biomassa in T. durum sottoposto a stress idrico. Buttiauxella agrestis, Pseudomonas antarctica e Bacillus phsychrophilus hanno dimostrato di favorire la formazione delle foglie in T. aestivum in condizioni di siccità. Inoltre, Pseudomonas antarctica e Pseudomonas cedrina hanno anche mostrato effetti positivi sulla formazione di radici secondarie in T. aestivum in condizioni di stress idrico. Sebbene nessun singolo modulatore sia stato identificato come efficace per tutti i parametri studiati, molti hanno mostrato una regolazione statisticamente significativa di specifici tratti fisiologici, giustificando la loro selezione per ulteriori indagini.