di Adriano Didonna, Massimiliano Renna e Pietro Santamaria – Università di Bari Aldo Moro
La Puglia è una regione ricca di diversità. Non solo nei paesaggi, nei dialetti o nelle tradizioni culinarie, ma anche, e soprattutto, nelle sue colture orticole.
Da secoli, agricoltori e comunità locali selezionano e custodiscono varietà orticole adattate a suoli, microclimi e bisogni locali: pomodori dalla forma e dal gusto unici (fig. 1), melanzane e carote dai colori cangianti, antiche popolazioni di fava per il consumo fresco e/o secco, peperoni dolci e piccanti dalle mille sfumature, cicorie di cui si utilizzano soprattutto gli steli (fig. 2), cime di rapa, meloni immaturi e… tanto altro. Un patrimonio inestimabile di biodiversità, oggi al centro di una nuova stagione di attenzione anche grazie ai progetti BiodiverSO (“Biodiversità delle Specie Orticole della Puglia”).
Queste iniziative, finanziate dagli ultimi due PSR, sono coordinate dal Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, e condividono l’obiettivo di recuperare, caratterizzare, conservare e valorizzare la biodiversità orticola pugliese, partendo dal lavoro degli agricoltori custodi e aprendo la strada alla cittadinanza attiva e alla valorizzazione agroalimentare delle varietà locali.
Attraverso una ricerca estesa sul territorio e un dialogo continuo con i portatori di conoscenza (agricoltori, tecnici, appassionati) (figg. 3-5), i progetti hanno individuato, descritto e conservato (nelle banche del germoplasma) numerose varietà locali di ortaggi pugliesi, molte delle quali rischiavano l’oblio. Ogni varietà è stata documentata con schede morfologiche, descrizioni agronomiche e, quando possibile, anche analisi genetiche. Il lavoro svolto è reso accessibile e partecipativo grazie a due portali web (karpos.biodiversitapuglia.it e veg.biodiversitapuglia.it), che offrono banche dati, fotografie, mappe interattive, strumenti per segnalare nuove varietà e news, nonché da canali social dove vengono pubblicate ogni giorno “pillole” di agrobiodiversità (Facebook: facebook.com/BiodiverSO; Instagram: @biodiverso_biodiversitapuglia). Non mancano prodotti editoriali a carattere divulgativo resi accessibili in forma gratuita sia in formato cartaceo, sia in formato digitale.
A differenza del primo progetto BiodiverSO (PSR Puglia 2007-2013), l’azione dei progetti BiodiverSO Karpos e BiodiverSO Veg (PSR Puglia 2014-2020) non si ferma alla conservazione. Infatti, è proprio grazie alle attività di ricerca sul campo, alla promozione e ai progetti di valorizzazione ad hoc che le varietà locali diventano protagoniste anche delle filiere corte, dei mercati contadini e delle cucine del territorio. Per alcune di esse è stata possibile l’iscrizione nell’elenco dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali di Puglia (ad esempio la “Cima di cola” e la “Carota di Polignano”) (figg. 6, 7), per altre (ad esempio la “Melanzana Violetta di Ostuni”) (fig. 8) l’iscrizione nel Registro regionale delle risorse genetiche autoctone (che poi confluisce nell’Anagrafe nazionale). Alcune varietà locali, inoltre, sono state caratterizzate non solo dal punto di vista morfologico e genetico ma anche per le loro qualità nutrizionali, sensoriali e l’attitudine alla trasformazione, favorendo così percorsi di valorizzazione commerciale legati al concetto di identità territoriale (fig. 9).




In questo quadro articolato si inserisce anche la Settimana della Biodiversità Pugliese (settimanabiodiversitapugliese.it), iniziativa annuale nata proprio in co-progettazione con i progetti dedicati all’agrobiodiversità della Puglia. Organizzata nel mese di maggio con l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia, la Settimana, giunta alla sua VIII edizione, propone eventi, laboratori, convegni, mercati e attività educative su tutto il territorio regionale, con l’obiettivo di coinvolgere scuole, enti pubblici, agricoltori e cittadini in una riflessione collettiva sulla biodiversità come bene comune.
Questo evento regionale si inserisce, a sua volta, in un più ampio calendario di iniziative (Eventi in Rete per la Biodiversità) promosse in tutta Italia sotto il coordinamento di Rete Semi Rurali a testimonianza del forte legame (necessario) tra esperienze locali e visione nazionale per la salvaguardia della biodiversità agricola e alimentare.
Il successo della Settimana, così come dei progetti BiodiverSO, dimostra che l’agrobiodiversità non è materia per soli addetti ai lavori: è una questione che riguarda la qualità del cibo, la resilienza dei sistemi agricoli, la libertà e i diritti degli agricoltori, la cultura dei luoghi e il futuro delle comunità.
L’agrobiodiversità non è materia per soli addetti ai lavori: è una questione che riguarda la qualità del cibo, la resilienza dei sistemi agricoli, la libertà e i diritti degli agricoltori, la cultura dei luoghi e il futuro delle comunità.
Riscoprire, coltivare e valorizzare le varietà locali significa costruire un’agricoltura più sostenibile, sana e giusta.
Il lavoro avviato in Puglia è oggi un esempio replicabile, fatto di strumenti concreti, reti territoriali, risorse digitali e politiche pubbliche intelligenti. Ma soprattutto è il frutto di un’alleanza viva tra chi conserva i semi (i cosiddetti “agricoltori custodi” o “biopatriarchi”) e chi costruisce visioni, tra chi produce cibo e chi difende i beni comuni. Una biodiversità, insomma, non solo da preservare, ma da far conoscere… e crescere.







