ASCI Piemonte: entusiasmo al corso sulla riproduzione sementi biologiche.

Mar 1, 2011 | Comunicazioni dai soci, Comunità, Sistemi sementieri | 0 commenti

LA RIPRODUZIONE DELLE SEMENTI BIOLOGICHE IN PIEMONTE

 Asci Piemonte

 La riproduzione delle sementi di piante orticole è un passaggio fondamentale del ciclo della produzione alimentare, ancor di più oggi con gli enormi rischi di contaminazione ogm, la dipendenza da poche grosse aziende sementiere, il dilagare dei semi ibridi (comunque consentiti nel metodo di coltivazione biologica). La stessa perdita di sementi locali e della conoscenza delle tecniche per la loro selezione e riproduzione sono un pericolo talmente attuale che ci ha indotto ad organizzare in Piemonte nel mese di gennaio un corso di Autoproduzione di sementi biologiche tenuto da Tilù, appassionata e seria conoscitrice di piante e tecniche, con alle spalle una concreta esperienza in Valchiusella.

LA RIPRODUZIONE DELLE SEMENTI BIOLOGICHE IN PIEMONTE

 

Asci Piemonte

 La riproduzione delle sementi di piante orticole è un passaggio fondamentale del ciclo della produzione alimentare, ancor di più oggi con gli enormi rischi di contaminazione ogm, la dipendenza da poche grosse aziende sementiere, il dilagare dei semi ibridi (comunque consentiti nel metodo di coltivazione biologica). La stessa perdita di sementi locali e della conoscenza delle tecniche per la loro selezione e riproduzione sono un pericolo talmente attuale che ci ha indotto ad organizzare in Piemonte nel mese di gennaio un corso di Autoproduzione di sementi biologiche tenuto da Tilù, appassionata e seria conoscitrice di piante e tecniche, con alle spalle una concreta esperienza in Valchiusella.

 

La buona partecipazione al corso, sviluppato in due giornate presso l’emporio del commercio equo e solidale Casa Wiwa di Collegno, vicino a Torino, è la dimostrazione che c’è un forte interesse all’argomento sia da parte di piccoli produttori che di semplici appassionati, tutti molto motivati e consapevoli dell’importanza che l’agire concreto può comunque essere una gratificazione individuale ma anche il tentativo di innescare dinamiche diverse nel mondo dell’agricoltura, ormai troppo deturpato dalla chimica di sintesi, dall’agroindustria e dalla speculazione edilizia.

 

Diciamo pure che l’iniziativa ha fatto centro: oltre che per il numero dei partecipanti, più di cinquanta, anche la qualità delle due giornate si è mantenuta su un buon livello: presentazione delle piante orticole, metodologie per la riproduzione e conservazione dei semi di ognuna, problematiche e possibili soluzioni.

 

Ma non solo. E’ stata un’occasione per conoscere persone ed esperienze, scambiarci conoscenze che sono anche andate oltre la riproduzione delle sementi (ad esempio una parentesi sugli ogm). E’ stata l’occasione per far conoscere l’Asci e per aprire una discussione durata l’intero ultimo pomeriggio sul come muoversi per dar fondamento ad un coordinamento territoriale di riproduttori e conservatori di sementi che parta dagli stessi e non venga calato dall’alto da qualche piccolo burocrate: unico modo per rendersi tutti partecipi concretamente e responsabili.

 

La conclusione è stata la costituzione di un gruppo di lavoro che porti avanti l’attività di collegamento tra i partecipanti e di progettazione di iniziative; un altro gruppo già da quest’anno opererà per riprodurre alcune sementi scelte da chi si è impegnato in tal senso, naturalmente con le tecniche del biologico.

 

L’entusiasmo ha contagiato tutti i presenti: primo germoglio a ridosso dei giorni della merla, i più freddi dell’anno. Lascia ben sperare!

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