La “rieducazione degli ibridi” tra le sperimentazioni del Consorzio della Quarantina

27 Gennaio 2011 | Comunicazioni dai soci, Comunità, Ricerca azione, ricerca partecipata, Sistemi sementieri

Ci fa piacere riportare sinteticamente quanto scritto nell’ultimo Notiziario breve del Consorzio della Quarantina riguardo ad alcune sperimentazioni condotte dai soci del Consorzio e interessanti per tutti. Le sperimentazioni riguardano la moltiplicazione di patate a partire dal seme vero, le analisi legate alla solanina e all’indice glicemico delle patate del genovesato in rapporto alle varietà commerciali, in fasi diverse e secondo diversi metodi di cottura, la semina congiunta di diverse varietà di patate, gli effetti del BRF sulle colture e ancora la “rieducazione degli Ibridi”.

Ci fa piacere riportare sinteticamente quanto scritto nell’ultimo Notiziario breve del Consorzio della Quarantina riguardo ad alcune sperimentazioni condotte dai soci del Consorzio e interessanti per tutti. Le sperimentazioni riguardano la moltiplicazione di patate a partire dal seme vero, le analisi legate alla solanina e all’indice glicemico delle patate del genovesato in rapporto alle varietà commerciali, in fasi diverse e secondo diversi metodi di cottura, la semina congiunta di diverse varietà di patate, gli effetti del BRF sulle colture e ancora la “rieducazione degli Ibridi”.

Sulla rieducazione degli ibridi è importante riportare quanto scritto nel Notiziario:
” si pensa comunemente che gli ibridi (F1) siano sterili. Non è sempre vero, anzi! Alcuni ibridi F1 possono avere subito un processo di sterilità indotta, ma sono piuttosto rari; normalmente, invece, possono andare in seme, solo che attraverso il seme (e in questo sono, per così dire, “sterili”) non si ottiene lo stesso ibrido, ma i parentali diretti (cioè le varietà che sono servite per confezionare l’ibrido) e, in qualche caso di recessione genetica, anche i parentali atavici, fino a ritornare anche, in minima percentuale, alle forme selvatiche e originarie”… “Per partecipare basta procurarsi bustine di sementi (fagioli, cavoli, insalate, carote …) commerciali di ibridi (F1), seminare, mandare in fiore, raccogliere i semi e riseminare il secondo anno, per vedere, rispetto all’ibrido, cosa succede e dove si ritorna, e prendere nota e documentazione (fotografie) di cosa succede. “

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