Una coalizione globale sollecita l’OMS ad aggiornare le linee guida sull’acqua potabile, risalenti a decenni fa, poiché diversi studi collegano l’inquinamento da nitrati a rischi di cancro e complicazioni alla nascita.
Amsterdam, Paesi Bassi, 3 novembre 2026 – Rete Semi Rurali e più di altre 80 organizzazioni leader a livello mondiale nel campo della salute, dell’ambiente e della difesa dei diritti alimentari, tra cui Greenpeace International, the International Panel of Experts on Sustainable Food Systems and the World Organization of Family Doctor, hanno pubblicato una lettera aperta all’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in cui sollecitano una revisione degli standard internazionali relativi al contenuto di nitrati nell’acqua potabile, al fine di proteggere la salute pubblica dalla crescente minaccia dell’inquinamento agricolo.
Amanda Larsson, responsabile globale del progetto per l’agricoltura di Greenpeace, ha dichiarato: «L’acqua dovrebbe essere fonte di vita, non una minaccia per la vita. Non possiamo proteggere la salute umana senza proteggere le falde acquifere e i fiumi che ci sostengono. I governi devono intraprendere azioni decisive per frenare la crescita dell’allevamento intensivo e sostenere attivamente i produttori nella transizione verso pratiche agricole ecologiche, garantendo che l’acqua potabile pulita e sicura non sia un lusso, ma una garanzia».
In concomitanza con la Giornata mondiale della salute unica (World One Health Day), celebrata dall’OMS e da altri tre organismi delle Nazioni Unite per sottolineare l’interdipendenza tra la salute umana, animale e degli ecosistemi, la coalizione chiede al Segretariato dell’OMS e al suo Gruppo di sviluppo delle linee guida di dare formalmente priorità ai nitrati affinché siano oggetto di una valutazione completa nella prossima revisione delle linee guida globali sulla qualità dell’acqua potabile.[1]
La lettera sostiene che le attuali linee guida siano obsolete e rischino di esporre la popolazione a una serie di rischi per la salute. Il limite attuale di 50 mg/L di NO₃ (11,3 mg/L di NO₃-N) è stato stabilito nel 1958 proprio per prevenire la metemoglobinemia neonatale, nota anche come “sindrome del bambino blu”. Tuttavia, un numero crescente di ricerche epidemiologiche del XXI secolo collega l’esposizione cronica a bassi livelli di nitrati nell’acqua potabile a un aumento dei rischi di cancro del colon-retto, parto prematuro e malformazioni congenite, a concentrazioni ben al di sotto della soglia attuale.
Il dottor Pratyush Kumar, presidente del Gruppo di lavoro sulla pratica medica rurale dell’Organizzazione mondiale dei medici di famiglia (WONCA), ha dichiarato: «Gli studi ora collegano i nitrati presenti nell’acqua potabile, a livelli ben al di sotto dell’attuale limite dell’OMS, al cancro intestinale e al parto prematuro. In qualità di medico di famiglia rurale, sostengo la richiesta di aggiornare questi limiti affinché le famiglie di agricoltori possano fidarsi dell’acqua che bevono. Nelle aree con scarse risorse, ciò deve essere accompagnato da un sostegno internazionale, che aiuti le comunità a garantire sia la sicurezza chimica che quella microbica essenziale».
Lo scorso anno, un gruppo di esperti internazionali incaricato dal governo danese ha concluso che gli attuali standard internazionali sono insufficienti a tutelare la salute pubblica, raccomandando una drastica riduzione del limite nazionale di nitrati a 6 mg/L di NO₃ – quasi dieci volte inferiore all’attuale valore di riferimento dell’OMS.[2] A seguito delle elezioni del 2026, la Danimarca si è impegnata a rivedere il proprio limite nazionale in linea con questa raccomandazione scientifica. L’allevamento intensivo e i fertilizzanti azotati sintetici sono tra le principali cause della lisciviazione dei nitrati nelle acque sotterranee e superficiali in tutto il mondo. Oltre ai rischi per la salute umana, l’eccessivo deflusso di azoto degrada gli ecosistemi d’acqua dolce, accelera il degrado del suolo e provoca la perdita di biodiversità.
La coalizione sottolinea i benefici della protezione delle fonti idriche per la salute umana e degli ecosistemi, per la mitigazione dei cambiamenti climatici e per la tutela della natura, e incoraggia l’OMS ad adottare un approccio «One Health» alle linee guida sui nitrati nell’acqua potabile – un approccio che tenga conto degli impatti più ampi sugli ecosistemi e sulla salute pubblica a lungo termine, oltre ai tradizionali limiti tossicologici.
Poiché i governi nazionali generalmente allineano i propri standard per l’acqua potabile alle linee guida dell’OMS, la lettera aperta della coalizione sottolinea che un aggiornamento dello standard dell’OMS è fondamentale per una riforma delle politiche a livello globale.
Olivier De Schutter, copresidente dell’IPES-Food, ha dichiarato:
«La produzione alimentare industriale dipende in larga misura dai combustibili fossili, in particolare attraverso i fertilizzanti azotati sintetici. Questa dipendenza contribuisce al cambiamento climatico, inquina l’acqua potabile, nuoce alla salute e ci rende vulnerabili alla volatilità dei prezzi dell’energia e alle costose importazioni. L’aggiornamento delle linee guida dell’OMS per riflettere le più recenti conoscenze scientifiche può andare di pari passo con una transizione verso l’agroecologia, proteggendo la salute pubblica, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e costruendo sistemi alimentari più resilienti e autosufficienti».
Note:
La lettera completa è disponibile qui. Il comunicato stampa di Greenpeace sull’inquinamento da nitrati nell’acqua potabile è disponibile qui. Le organizzazioni che desiderano aderire alla lettera aperta possono inviare un’e-mail all’indirizzo people.power@greenpeace.org
[1] World Health Organization. (2026). Guidelines for drinking-water quality: Fourth edition incorporating the first, second and third addenda.
[2] Evaluation of the parametric value for Nitrate in drinking water. Report delivered to the Ministry of Environment and Gender Equality of Denmark on November 24, 2025.
Contacts:
Joe Evans, Global Comms Lead for Agriculture, Greenpeace UK, +44 7890 595387, joe.evans@greenpeace.org
Greenpeace International Press Desk, +31 (0)20 718 2470 (available 24 hours), pressdesk.int@greenpeace.org.




