Il sistema agroecologico del Castagneto

8 Aprile 2025 | Onfoods

Michele Salvan, Rachelle Stentella, Giuseppe De Santis

Keywords: Chestnuts, Agro-Biodiversity, Food Security, Rural Development, Inner Area

Il programma On Food nella componente PNRR NAFFPP coordinato dal Research Center Best4Food ha visto il contributo dell’associazione di Rete Semi Rurali ETS, impegnata dal 2008 in Italia e all’estero nella tutela e promozione della biodiversità coltivata, in collaborazione con enti del terzo settore quali associazioni di scopo in ambito agro-alimentare, distretti biologici e rurali. Il contributo di RSR all’interno del progetto ha riguardato soprattutto l’analisi del sistema castanicolo italiano, evidenziando gli elementi strutturali della transizione tra i sistemi tradizionali (pre-rivoluzione industriale) e quelli contemporanei. 

In particolare, Rete Semi Rurali si è occupata di fotografare le condizioni attuali a livello regionale e nazionale, cercando di far emergere i limiti e le potenzialità delle filiere castanicole. L’analisi ha riguardato principalmente gli areali collinari e montani Alpini ed Appenninici. Il documento ha incluso aspetti botanici, fitopatologici, entomologici e socioeconomici. Infine, sono state prese in considerazione le Politiche di Sviluppo Rurale, nelle principali Regioni con produzioni castanicole rilevanti, attraverso la valutazione comparata dei progetti dedicati allo sviluppo delle filiere castanicole finalizzate alla produzione di frutti, legname e altri prodotti. Negli ultimi 50 anni il settore castanicolo italiano ha subito un triplice processo di abbandono, perdita di interesse e centralità oltre che di concentrazione geografica della superficie coltivata, attestandosi attorno a tre epicentri principali (Piemontese Sud-Occidentale, Tosco-Emiliano e Calabro-Campano): questi sono stati sostenuti sia in termini di politiche territoriali, di strumenti economici e logistici, oltreché di ricerca. 

La castanicoltura del Secondo Dopoguerra è stata caratterizzata dal progressivo abbandono dei paesaggi castanicoli tradizionali, al tempo diffusi su ampia scala territoriale e caratterizzati da una centrale rilevanza sociale e culturale per le comunità soprattutto delle “terre alte”. Grazie al valore economico dei prodotti e alla multifunzionalità che contraddistingue i sistemi castanicoli, negli ultimi vent’anni si è osservata una ripresa di interesse, e una più puntuale valorizzazione delle filiere castanicole inserendole all’interno della più ampia strategia dello sviluppo rurale e montano. La multifunzionalità è l’elemento di valore delle filiere castanicole, sia sul piano di erogazione dei servizi ecosistemici (stoccaggio di carbonio e idrico, resistenza all’erosione, impollinazione, etc), sia grazie alle diverse produzioni economiche associate al castagno. 

Chiamato “fenice botanica” e “maiale dei boschi”, è un albero dalle molteplici filiere: legname da opera paleria, combustibile, materiale per la produzione di carbone vegetale, frutti, foglie, nettare e melata (convertiti in miele), combustibile, tannini e inchiostri, e produzioni accessorie come quella di funghi simbionti. Le tipologie di allevamento (ossia gli schemi utilizzati per regolare lo sviluppo vegetativo delle piante, e come corollario forma e dimensioni della pianta di castagno nel corso del suo sviluppo) e sesti d’impianto (cioè la disposizione delle piante coltivate in un sistema forestale) in base ai diversi contesti agro-pedo-climatici, e la sua relazione nei possibili sviluppi di filiera. Sono inoltre state valutate le avversità più rilevanti negli ultimi decenni, in termini di conseguenze sulle filiere e di strategie di contenimento (scelta delle cultivar, strategie di lotta biologica). E’ stata altresì svolta un’attività di descrizione delle “cultivar locali” in Italia. 

Da questo punto di vista il panorama varietale risulta da un lato estremamente ricco e al contempo disomogeneo e disperso, e con tentativi di valorizzazione con Indicazione Geografica Tipica su scala limitata. Tra i risultati finali di progetto sono state prodotte due schede tecniche e podcast utili a descrivere alcuni casi studio di buone pratiche nelle selve castanicole, includendo componenti legate ai paesaggi agrari forestali e alla sostenibilità ambientale, economica, e sociale di queste iniziative di sviluppo rurale e montano.

Bibliografia Essenziale

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Sitografia Essenziale

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