Un articolo per Braccia Rubate

10 Gennaio 2026 | Articoli, Legislazione, legislazione sementiera

La Legislazione Sementiera

nel dialogare con Barbara Bernardini sulle iniziative del Semenzaio, abbiamo ritrovato le tracce di un articolo scritto nel 2024 da Riccardo Bocci per Braccia Rubate, la Newsletter che Barbara invia ad ogni cambio di luna. E’ un articolo ancora attuale e abbiamo deciso di riproporlo qui.

Coltiviamo la diversità

di Riccardo Bocci

Nel 2019 la Commissione Europea ha ripreso in mano un dossier abbandonato da qualche anno, causa cocente bocciatura nel 2014 da parte del Parlamento: la legislazione sementiera. Si tratta di un tema cruciale per il settore agricolo: le sementi disegnano i sistemi agricoli in cui saranno coltivate e la loro qualità è essenziale per garantire una buona produzione agli agricoltori.

Allo stesso tempo, però, le sementi hanno un immaginario sociale che le fa uscire dall’essere solo un mezzo di produzione in agricoltura. Infatti, i nomi delle varietà, le loro caratteristiche sono legate alla nostra storia, un tempo definivano i nostri orizzonti simbolici, gusti e sapori sono legati alla nostra tradizione e alla cucina. Ma c’è di più. Chi controlla i semi, controlla il sistema alimentare e quello che mettiamo nei nostri piatti. Ecco perché parlare di sementi non è facile e tocca delle corde emotive che non sono considerate dai tecnicismi con cui di solito si tratta la materia agricola. Senza capire tutti questi fili che legano le sementi alla società non si possono realizzare delle serie politiche sementiere, in grado di rispondere a tutte le aspettative dei molti e variegati attori coinvolti. Oppure si corre il rischio di non capire quanto ancora sia importante il legame con la tradizione e il mondo dei nomi delle varietà locali e la loro capacità evocativa. Importanza anche economica per l’agricoltura industriale. Non è un caso che qualche mese sia stata iscritta una nuova varietà di mais ibrido al catalogo varietale usando il nome Pignoletto Peila, cioè usando il nome di una varietà tradizionale, Pignoletto, perché ha ancora un richiamo sui clienti sia della semente che della farina. Ovviamente, creando confusione nei consumatori e facendo concorrenza sleale a quegli agricoltori che in questi anni, con fatica e passione, hanno continuato a coltivare il vero Pignoletto.

A luglio scorso la Commissione europea ha presentato la proposta di nuovo regolamento sulle sementi, che in queste settimane è in discussione al Parlamento europeo per essere votata in plenaria a fine aprile, come ultimo atto prima delle elezioni parlamentari europee di giugno.

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