Trattato Internazionale sulle Risorse fitogenetiche per l’Alimentazione e l’Agricoltura

14 Settembre 2020 | Internazionali, Legislazione

La conservazione e l’uso sostenibile delle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura sono la chiave per assicurare che il pianeta possa produrre sufficiente cibo per alimentare nel futuro la crescente popolazione mondiale.

Le origini del Trattato Internazionale sulle risorse genetiche vegetali per l’alimentazione e l’agricoltura (di seguito Trattato Internazionale) risalgono agli anni ’70, quando lo sforzo maggiore era quello di mitigare le tensioni relative all’accesso alle risorse genetiche vegetali.

Gli obiettivi del Trattato Internazionale sono:

  • riconoscere l’enorme contributo degli agricoltori nella conservazione delle colture che alimentano il pianeta;
  • stabilire un sistema globale che consenta agli agricoltori, ai selezionatori di materiale vegetale e ai ricercatori di accedere facilmente e gratuitamente al materiale genetico vegetale;
  • assicurare che i vantaggi provenienti dal miglioramento vegetale o dall’uso di biotecnologie siano condivisi con i Paesi di origine del materiale.

La Conferenza delle Parti della Convenzione sulla Diversità Biologica (CBD), in occasione del sesto incontro tenutosi in Olanda nel 2002, ha adottato la Decisione VI/6 sul Trattato Internazionale, riconoscendone l’importanza del ruolo, in armonia con gli obiettivi della CBD, per la conservazione e l’utilizzo sostenibile della diversità biologica agricola, per facilitare l’accesso alle risorse genetiche per l’alimentazione e l’agricoltura e per una corretta ed equa ripartizione dei benefici derivanti dalla loro utilizzazione.

Il Trattato Internazionale, frutto di diversi anni di negoziato, è stato adottato a Roma il 3 novembre 2001 dalla trentunesima riunione della Conferenza della FAO ed è stato ratificato dal Parlamento italiano con legge n. 101 del 6 aprile 2004.

(Fonte Minambiente)

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