Dalle popolazioni al materiale eterogeneo biologico

Dalle popolazioni al materiale eterogeneo biologico

Quello che 10 anni fa era solo sulla carta oggi è in campo come dimostra il progetto Breed4Bio

Era il 2011 e stavo seguendo il progetto SOLIBAM (www.solibam.eu/) per conto di AIAB. Stavamo lavorando con ICARDA alla diffusione delle prime popolazioni di cereali in Italia, ma allo stesso tempo stavo seguendo il negoziato a Bruxelles sulla legislazione sementiera. Mi trovavo perciò alla riunione del gruppo sementi del Consiglio europeo per presentare il lavoro che stavamo facendo e l’importanza di avere maggiore diversità nelle varietà di cereali in biologico. La questione non era peregrina: il progetto SOLIBAM stava sviluppando con soldi europei delle varietà diversificate che ancora non era possibile commercializzare come sementi perché non uniformi. Un corto circuito tra ricerca e legislazione che era necessario risolvere. Non ero solo a portare avanti questa battaglia, ero in compagnia di Martin Wolfe, ricercatore inglese dell’Organic Research Center (ORC), e Monika Messmer, ricercatrice svizzera del FIBL. Ricordo l’interesse di alcuni stati membri, in particolare l’Inghilterra, ma anche la difficoltà di far capire di cosa stessimo parlando. La diversità varietale, infatti, era scomparsa ormai da anni dalle politiche agricole europee e anche dai campi degli agricoltori, era come di un oggetto quasi sconosciuto. Riproporla, allora, a un pubblico composto da funzionari dediti all’uniformità varietale era come vantare la bontà di una bistecca a un incontro di vegani: un orrore!

Eppure, quella riunione ha partorito un germe che si è insinuato nei meandri della burocrazia europea, tanto che le popolazioni avevano trovato un loro spazio legale nella proposta di regolamento sementiero fatta dal Parlamento europeo nel 2013. Si parlava allora di Composite Cross Population, perché la maggior parte delle nostre esperienze erano basate su materiale proveniente dall’incrocio di più varietà, con la coltivazione successiva in bulk di tutte le progenie. Il miglioramento genetico evolutivo stava cominciando ad attecchire in Europa. Quella proposta è stata poi bocciata dal Parlamento europeo, ma grazie all’Inghilterra che finanziava parte delle ricerche sulle popolazioni dell’ORC, la Commissione ha emesso nel 2014 una Decisione che autorizzava in maniera sperimentale la commercializzazione delle sementi delle popolazioni di cereali (Decisione 2014/150). L’obiettivo era evidente: il tema sembra interessante, ma ne sappiamo troppo poco, quindi via libera agli operatori per capire i problemi nel realizzare un sistema di produzione sementiero basato sulla diversità. Nel frattempo, con Rete Semi Rurali in Italia avevamo cominciato a fare un lavoro più organizzato sulle popolazioni ricevute dall’ICARDA, grazie al supporto del nuovo progetto di ricerca europea, DIVERSIFOOD (http://www.diversifood.eu/), che aveva preso il posto di SOLIBAM. Un altro momento cruciale di questo percorso è stato nel 2017, quando la Commissione ha cominciato a valutare i risultati della sperimentazione sulle popolazioni per capire come andare avanti. Anche in questo caso, ricordo una riunione a Bruxelles dove insieme ad Ambrogio Costanzo, ricercatore italiano allora in forze all’ORC, abbiamo presentato i nostri risultati difendendo l’importanza di coltivare diversità in biologico, in controtendenza rispetto ai dati ufficiali che provenivano dai campi sperimentali dei vari ministeri.

Le popolazioni entrano in Europa con il progetto SOLIBAM per poi passare a DIVERSIFOOD

Quella riunione ha portato la Commissione a rinnovare la sperimentazione (Decisione 2018/1519/UE), garantendo in Italia la possibilità di cominciare a commercializzare la semente che avevamo selezionato nelle aziende Li Rosi (Sicilia) e Floriddia (Toscana). Da allora le popolazioni di cereali hanno cominciato a diffondersi e altri attori hanno notificato questo materiale per la commercializzazione, come si vede dalla tabella 1, che presenta anche i soggetti accreditati per la vendita. Nel 2018 il nuovo regolamento sull’agricoltura biologica ha raccolto il testimone, coniando il termine Materiale Eterogeneo Biologico (MEB), che va a sostituire le popolazioni.

I risultati di Breed4Bio

In questi anni come Rete Semi Rurali abbiamo cercato di diffondere l’innovazione legata alle popolazioni nelle varie regioni, grazie a progetti dei Piani di Sviluppo Rurali legati alle misure 16.1 o 16.2 dedicate ai partenariati europei sull’innovazione. In Emilia-Romagna il progetto Breed4Bio (www.gobreedforbio.it) ha lavorato per due anni per migliorare la qualità delle filiere sementiere di tre popolazioni di frumento tenero (Furat Floriddia, Mix Toscana 1 e Mix Toscana PA1) coltivate presso tre aziende agricole dell’appennino emiliano-romagnolo. Le produzioni sono state di 2,4 t/ha, in linea con le produzioni medie della zona per due aziende agricole su tre, con proteine medie pari a 12,7 g/100 g sostanza secca e peso ettolitrico medio buono, pari a 79,2 kg/hl. Dai risultati si osserva un’efficacia della lavorazione del seme in termini di purezza specifica, con valori pari al 100% per tutti i campioni. La determinazione del numero di semi estranei, appartenenti a specie diverse spontanee e coltivate, ha mostrato che la lavorazione del seme è efficace per ridurre il loro numero, anche se alcune specie come orzo, frumento duro, segale e veccia tendono a persistere anche dopo la lavorazione.

I dati di Breed4Bio confermano che è possibile produrre semente di qualità con le popolazioni 

In campo si dovrà dunque porre particolare attenzione alla loro presenza. La semente di popolazioni è eterogenea per dimensioni e forma; i processi di pulizia sono stati dunque adattati mediante una corretta taratura delle macchine. Per verificare che la lavorazione del seme non avesse influito sulla composizione della popolazione, i due campioni prelevati per ogni popolazione e azienda (seme in natura e dopo lavorazione) sono stati seminati nell’annata agraria 2021/22 nell’azienda sperimentale del CREA DC presso Budrio (BO). In base ai rilievi effettuati, la lavorazione non ha comportato perdite importanti di diversità. Infine, tutte le popolazioni hanno avuto una percentuale di germinabilità entro i limiti di legge (85%) e, dopo la lavorazione del seme, tale dato è migliorato.

Campagna di semina autunnale 2022-2023

Campagna di semina autunnale 2022-2023

Case delle sementi

La Campagna di semina autunnale sarà aperta dal 27 ottobre al 12 novembre 2022.

Carissime/i,

vi inviamo la documentazione per la partecipazione alla Campagna di semina per l’annata agraria 2022-2023, sperando di fare cosa gradita. Nel caso abbiate ricevuto più di una volta questa comunicazione ce ne vogliate scusare; nel caso non vogliate riceverne in futuro vi preghiamo di segnalarcelo.

Il catalogo di varietà e popolazioni che quest’anno mettiamo a disposizione è frutto del lavoro della Casa delle Sementi di Rete Semi Rurali che dall’aprile 2019 ha trovato sua collocazione nella nuova sede di Rete Semi Rurali a Scandicci.

Torniamo a sottolineare che la Campagna di semina “Coltiviamo la diversità!” è un percorso di crescita di conoscenze e competenze collettivo ed orizzontale, non secondario rispetto alla crescita di disponibilità di semente sul territorio.

È indispensabile la divisione dei compiti e l’assunzione di responsabilità da parte degli agricoltori e degli appassionati che vorranno mettersi in gioco.

Crediamo, infine, di grande importanza supportare, almeno in parte, questa attività con l’autofinanziamento.

Per partecipare alla Campagna di semina si chiede di essere o diventare “sostenitori RSR”.

Si intenderanno valide per l’annualità 2023 le nuove adesioni.

Sono disponibili le varietà e le popolazioni inserite nel catalogo allegato nelle quantità di 100 grammi per ogni varietà, 1000 grammi per ogni popolazione.

Per la richiesta inviate una email all’indirizzo info@semirurali.net con indicati:

  • le varietà o popolazioni richieste nell’ordine di preferenza: visto che il materiale non è molto daremo priorità alle varietà o popolazioni prima citate;
  • indirizzo postale completo dove sarà recapitata la spedizione del materiale;
  • numero di telefono della persona da contattare per eventuali chiarimenti.

Riceverete insieme alla semente il modulo della Privacy e il documento ATM “Accordo semplificato di Trasferimento dei Materiali vegetali per uso diretto”. Il documento ATM deve essere completato anche con i dati della località di coltivazione. Una copia firmata e sottoscritta in originale di entrambi i documenti (ATM e modulo della privacy) deve essere spedita a:

Rete Semi Rurali – Piazza Brunelleschi 8 – 50018 Scandicci (FI)

Scarica file: Campagna di semina autunnale 2022-2023 ATM

La Rete Semi Rurali propone un semplice protocollo per il funzionamento del sistema di scambio e riproduzione.

Chi partecipa alla Campagna di semina “Coltiviamo la diversità!” si impegna a:

  • mantenere, nel limite del possibile, le varietà e/o le popolazioni che ha ricevuto – proteggerle dalla carie e da ogni contaminazione;
  • informare in modo puntuale e preciso circa risultati e informazioni raccolte e la destinazione e l’uso del prodotto raccolto (tramite l’uso del quaderno di campagna RSR);
  • restituire alla fine dell’annata agraria alla Rete Semi Rurali un quantitativo di semente doppia rispetto a quella ricevuta;
  • nel caso l’uso non si esaurisca in un ciclo colturale, si impegna a darne comunicazione per gli eventuali cicli colturali successivi;
  • dichiara di non assumere alcun diritto sul prodotto di tali risorse genetiche;
  • esclude qualsiasi impiego volto alla creazione di organismi geneticamente modificati.

Per informazioni: info@semirurali.net

tel: Riccardo Franciolini 3481904609

VUOI SAPERE PERCHE’ SOSTENERE RETE SEMI RURALI?

Perché così sostieni la diversità di sistemi e prodotti agricoli e promuovi la ricerca partecipata e decentralizzata a supporto di sistemi sementieri locali vocati alla sovranità alimentare e resilienti ai cambiamenti climatici

ANCHE TU PUOI DARE IL TUO PICCOLO GRANDE CONTRIBUTO

in questo modo dai autonomia e continuità alle attività di Rete Semi Rurali per affermare il valore della diversità agricola e culturale in una società dove agricoltura e alimentazione sono sempre più uniformi e standardizzate.

Fai una donazione a Rete Semi Rurali tramite:

Bonifico bancario tramite Banca Etica intestato a: RETE SEMI RURALI

IBAN: IT 14 N 0501 8028 0000 0016 7854 95

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CATALOGO CAMPAGNA DI SEMINA AUTUNNALE 2022-2023 scarica file: CATALOGO
CASA DELLE SEMENTI DI RETE SEMI RURALI scarica file: QUADERNO DI CAMPAGNA
SPECIENOMETIPOCOSTITUZIONELuogo d’origineDESCRIZIONE
SpeltaMiscela varietà locali speltaMiscela di varietà locali  Francia Spighe grandi di tutte le tipologie
FarroFarro nero spiga doppiaPopolazione locale ToscanaSelezione di spighe nere e blu
Frumento teneroAndrioloPopolazione localeSelezione dalla popolazione locale Bianco nostraleToscanaSpiga aristata, medio-precoce, coltivata, nel Pistoiese, in montagna, molto rustica, poco soggetta, all’allettamento, alla stretta e alle ruggini (E. De Cillis, 1927)
Frumento teneroAutonomiaVecchia varietàAnno di costituzione 1938. Incrocio di Marco Michahelles tra Mentana e Frassineto 405ItaliaSpiga mutica, bianco-paglierino, di forma medio-allungata, razza rustica, precoce, molto resistente ai freddi, alla stretta e alla ruggine, ne esistono due tipi: Autonomia A di taglia alta e adatta a terreni di collina, Autonomia B, con paglia più corta di circa 15-20 cm rispetto alla precedente, adatto a terreni di pianura (Forlani, 1954)
Frumento teneroBianco nostralePopolazione locale ToscanaGrano di montagna, considerata di scarsa importanza, coltivata in prov. di Arezzo (E. De Cillis, 1927)
Frumento teneroCarlotta StrampelliVecchia varietàSelezionata da Strampelli nel 1905 attraverso l’incrocio Rieti x MassyItaliaAristata, autunnale, tardiva, coltivata in Italia settentrionale e centrale, in pianura, particolarmente nei fondi valle, mediamente resistente all’allettamento, poco alla stretta, molto alle ruggini (De Cillis, 1927)
Frumento teneroConte MarzottoVecchia varietàIncrocio di Marco Michahelles e iscritto nel 1959 al Registro nazionale varietale dal quale è stato cancellato alla fine degli anni 70ItaliaSpiga mutica, ottima qualità della farina, buona coltivabilità e resistenza
Frumento teneroFrassinetoVecchia varietàAnno di costituzione 1924. Selezione genealogica di Michahelles dal GentilrossoItaliaCulmi più corti del Gentilrosso comune, eretti e robusti, accestimento elevato, spiga mutica, di colore paglierino bianchiccio, di forma accorciata e leggermente quadrata (Michahelles, 1932) 
Frumento teneroGentil biancoPopolazione localeToscanaMutica, autunnale, medio-precoce, coltivata in Toscana, seminata tardiva in collina, mediamente resistente all’allettamento, alla stretta e alle ruggini (E. De Cillis, 1927)
Frumento teneroGentil rosso aristatoPopolazione localeSelezione dalla popolazione locale GentilbiancoCentro ItaliaAristato, autunnale, medio-precoce, coltivata in Italia settentrionale e centrale, anche in Campania, seminata (anche in primavera) in pianura, mediamente resistente all’allettamento, sufficientemente alla stretta e poco al freddo (E. De Cillis, 1927). Sinonimi: Gentil rosso originario, Gentil rosso comune, Gentil rosso di Toscana, Garagolla, Carosella, Siciliano, Tosella rossa, Grano mutico, Muco
Frumento teneroPrecoce PiemontePiemontePiante alte, spiga mutica, chiara e grande
Frumento duroBidìPopolazione localeSiciliaPiante alte, spighe grandi, di colore chiaro, reste scure 
Frumento duroDuri spagnoli floriddiaMiscela di varietà locali SpagnaMiscela di 7 varietà locali spagnole: Negro Velloso, Clarofino, Cañivano, Forment, Recion, Trigo de Sevilla, Trigo duro de Granada
Frumento duroTimiliaPopolazione localeSiciliaPrimaverile, coltivata in Sicilia, anche in Puglia e intorno allo Jonio, in pianura e in collina, meno in montagna, poco soggetta all’allettamento, abbastanza alla stretta, mediamente alle ruggini, può essere seminata anche in autunno (E. De Cillis, 1927)
Frumento turanicoEtruscoToscanaPiante alte, spighe chiare con reste scure
Frumento turanicoPerciasacchiPopolazione localeSiciliaPiante alte, spighe grandi, di colore chiaro anche le reste 
Frumento turanicoSaragolla lucanaPopolazione localeSud ItaliaPiante alte, spighe grandi, di colore chiaro anche le reste
L’innovazione agricola non si valuta dal numero di brevetti registrati

L’innovazione agricola non si valuta dal numero di brevetti registrati

Per favorire modelli alternativi è necessario che il mondo della ricerca riscopra il suo ruolo sociale, smarcandosi dal mercato

di Riccardo Bocci – Tratto da Altreconomia 250 – Luglio/Agosto 2022

Sono passati sei mesi da quando il nuovo regolamento sull’agricoltura biologica è entrato in vigore: il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaf) deve ancora redarre il facsimile della notifica per il Materiale eterogeneo biologico (Meb) e sembra che questa innovazione per ora non stia interessando il mondo del biologico. Sono pochi gli attori che si stanno organizzando sul lato produttivo/commerciale e ancora meno le ditte sementiere pronte a lanciarsi in questa nuova esperienza. Un interesse maggiore sta nascendo nel mondo della ricerca pubblica più vicino agli agricoltori biologici. Sono diversi, infatti, i centri di ricerca e le università che da alcuni anni stanno sviluppando popolazioni o miscele che, in alcuni casi, sono già in produzione in alcune aziende agricole. 

La diversificazione dei nostri sistemi agricoli, alimentari e delle relative diete non è che agli albori di quella che potrebbe essere una rivoluzione vera e propria del settore. Vediamone alcuni aspetti. Uno dei tratti distintivi della diversità del Meb è che non può essere coperto da proprietà intellettuale, come invece avviene per le normali varietà uniformi. Questo fatto comporta un problema sia per le ditte sementiere sia per la ricerca pubblica. Le prime, infatti, devono rivedere il loro sistema di competizione all’interno del settore, normalmente basato su protezione varietale, accordi di licenza per la commercializzazione delle sementi e royalties per recuperare i costi di ricerca e sviluppo delle varietà. Essendo il Meb in pubblico dominio, tutto questo modello deve essere ripensato.

Stesso discorso si applica alla ricerca pubblica, avvicinata al mercato da anni di riforme liberiste e in balia di un sistema di valutazione della produttività del singolo ricercatore sempre più basato sulla proprietà intellettuale. La sua carriera è ormai in funzione del numero di brevetti ottenuti o di varietà protette iscritte al catalogo, in un’ottica quasi commerciale del ruolo della ricerca pubblica. Vali solo se produci innovazioni “brevettabili” che a cascata portano “soldi” alla ricerca, perdendo completamente di vista il suo ruolo sociale e pubblico, inteso come bene comune della società. Come si capisce, il nuovo mondo legato alla diversità del Meb prevederebbe un supporto completamente diverso da parte della ricerca pubblica: integrata nel processo di ricerca partecipativa e decentralizzata con tutti gli attori delle varie filiere, disposta a investire se stessa nei processi sociali di innovazione, capace di supportare tecnicamente e scientificamente questi processi in un dialogo continuo con gli attori coinvolti.

Un campione di materiale eterogeneo biologico è stato notificato al ministero delle Politiche agricole da Rete Semi Rurali: il frumento tenero 180 sviluppato dall’Associazione veneta dei produttori biologici e biodinamici

La questione però nasce spontanea: come valorizzare quei ricercatori che decidono di seguire questa strada visto che i risultati della loro ricerca non sono quei prodotti brevettabili con cui dovrebbe essere valutati? Come convincere le politiche sulla ricerca agricola che non esiste solo l’innovazione di prodotto (come ad esempio droni e agricoltura di precisione) ma che il pubblico potrebbe svolgere un importante ruolo di supporto e integrazione all’innovazione sociale (e poi anche di processo e prodotto) attuata da molte aziende biologiche? Come far capire che il valore maggiore della ricerca pubblica è il suo capitale sociale e non i prodotti che sviluppa per il mercato? 

In un momento difficile per la ricerca, stretta tra mercato e critiche di affarismo e gestione clientelare, dobbiamo capire che questo è uno spazio sociale da difendere, aprendo un dibattito nella società sul suo ruolo strategico nell’innovazione in agricoltura. Da questa strada passerà il futuro dei modelli agricoli alternativi.

credits ALTRECONOMIA

https://altreconomia.it

Campagna di semina autunnale 2022-2023

Campagna di semina autunnale 2021-2022

Case delle sementi

La Campagna di semina autunnale sarà aperta dal 18 al 31 ottobre 2021.

Carissime/i,

di seguito trovate la documentazione per la partecipazione alla Campagna di semina per l’annata agraria 2021-2022.

Il catalogo di varietà e popolazioni che quest’anno mettiamo a disposizione è frutto del lavoro della Casa delle Sementi di Rete Semi Rurali che dall’aprile 2019 ha trovato sua collocazione nella nuova sede di Rete Semi Rurali a Scandicci.

Inoltre nel corso del 2021 la Casa delle Sementi sta riorganizzando la gestione del materiale con un supporto informatico che migliorerà molto la capacità di gestire le informazioni di coltivazione e la gestione della circolazione delle sementi. Per questo il catalogo di quest’anno potrà risultare più povero di materiale a disposizione.

Torniamo a sottolineare che la Campagna di semina “Coltiviamo la diversità!” è un percorso di crescita di conoscenze e competenze collettivo ed orizzontale, non secondario rispetto alla crescita di disponibilità di semente sul territorio.

È indispensabile la divisione dei compiti e l’assunzione di responsabilità da parte degli agricoltori e degli appassionati che vorranno mettersi in gioco.

Crediamo, infine, di grande importanza supportare, almeno in parte, questa attività con l’autofinanziamento.

Per partecipare alla Campagna di semina si chiede di essere o diventare “sostenitori RSR”.

Si intenderanno valide per l’annualità 2022 le nuove adesioni.

Sono disponibili le varietà e le popolazioni inserite nel catalogo allegato nelle quantità di 100 grammi per ogni varietà, 1000 grammi per ogni popolazione.

Per la richiesta inviate una email all’indirizzo info@semirurali.net con indicati:

  • le varietà o popolazioni richieste nell’ordine di preferenza: visto che il materiale non è molto daremo priorità alle varietà o popolazioni prima citate;
  • indirizzo postale completo dove sarà recapitata la spedizione del materiale;
  • numero di telefono della persona da contattare per eventuali chiarimenti.

Riceverete insieme alla semente il modulo della Privacy e il documento ATM “Accordo semplificato di Trasferimento dei Materiali vegetali per uso diretto”. Il documento ATM deve essere completato anche con i dati della località di coltivazione. Una copia firmata e sottoscritta in originale di entrambi i documenti (ATM e modulo della privacy) deve essere spedita a:

Sono disponibili le varietà e le popolazioni inserite nel catalogo allegato nelle quantità di 100 grammi per ogni varietà, 1000 grammi per ogni popolazione.

Per la richiesta inviate una email all’indirizzo info@semirurali.net con indicati:

  • le varietà o popolazioni richieste nell’ordine di preferenza: visto che il materiale non è molto daremo priorità alle varietà o popolazioni prima citate;
  • indirizzo postale completo dove sarà recapitata la spedizione del materiale;
  • numero di telefono della persona da contattare per eventuali chiarimenti.

Riceverete insieme alla semente il modulo della Privacy e il documento ATM “Accordo semplificato di Trasferimento dei Materiali vegetali per uso diretto”. Il documento ATM deve essere completato anche con i dati della località di coltivazione. Una copia firmata e sottoscritta in originale di entrambi i documenti (ATM e modulo della privacy) deve essere spedita a:

Rete Semi Rurali – Piazza Brunelleschi 8 – 50018 Scandicci (FI)

Scarica file: Campagna di semina autunnale 2021-2022 ATM

La Rete Semi Rurali propone un semplice protocollo per il funzionamento del sistema di scambio e riproduzione.

Chi partecipa alla Campagna di semina “Coltiviamo la diversità!” si impegna a:

  • mantenere, nel limite del possibile, le varietà e/o le popolazioni che ha ricevuto – proteggerle dalla carie e da ogni contaminazione;
  • informare in modo puntuale e preciso circa risultati e informazioni raccolte e la destinazione e l’uso del prodotto raccolto (tramite l’uso del quaderno di campagna RSR);
  • restituire alla fine dell’annata agraria alla Rete Semi Rurali un quantitativo di semente doppia rispetto a quella ricevuta;
  • nel caso l’uso non si esaurisca in un ciclo colturale, si impegna a darne comunicazione per gli eventuali cicli colturali successivi;
  • dichiara di non assumere alcun diritto sul prodotto di tali risorse genetiche;
  • esclude qualsiasi impiego volto alla creazione di organismi geneticamente modificati.

Per informazioni: info@semirurali.net

tel: Riccardo Franciolini 3481904609

VUOI SAPERE PERCHE’ SOSTENERE RETE SEMI RURALI?

Perché così sostieni la diversità di sistemi e prodotti agricoli e promuovi la ricerca partecipata e decentralizzata a supporto di sistemi sementieri locali vocati alla sovranità alimentare e resilienti ai cambiamenti climatici

ANCHE TU PUOI DARE IL TUO PICCOLO GRANDE CONTRIBUTO

in questo modo dai autonomia e continuità alle attività di Rete Semi Rurali per affermare il valore della diversità agricola e culturale in una società dove agricoltura e alimentazione sono sempre più uniformi e standardizzate.

Fai una donazione a Rete Semi Rurali tramite:

Bonifico bancario tramite Banca Etica intestato a: RETE SEMI RURALI

IBAN: IT 14 N 0501 8028 0000 0016 7854 95

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CATALOGO CAMPAGNA DI SEMINA AUTUNNALE 2021-2022 scarica file: CATALOGO
CASA DELLE SEMENTI DI RETE SEMI RURALI scarica file: QUADERNO DI CAMPAGNA
SPECIENOMETIPOCOSTITUZIONELuogo d’origineGRAMMIDESCRIZIONE
SegaleSegale StocchiPopolazione locale  500 
FarroFarro della GarfagnanaPopolazione locale Toscana500selezione di spighe solo aristate
Frumento teneroAbbondanzaVarietà modernaCostituita negli anni cinquanta da Marco Michahelles dall’incrocio tra Autonomia e FontarroncoItalia500spiga mutica, bianca, piante medio alte, molto rustico, resistente all’allettamento e alle ruggini
Frumento teneroAndrioloPopolazione localeSelezione dalla popolazione locale Bianco nostraleToscana1000spiga aristata, medio-precoce, coltivata, nel Pistoiese, in montagna, molto rustica, poco soggetta, all’allettamento, alla stretta e alle ruggini (E. De Cillis, 1927)
Frumento teneroArdito/RSRVecchia varietàselezionata da Strampelli nel 1916 attraverso l’incrocio (Wilhelmina Tarwe x Rieti) x AkagomughiItalia500aristata, autunnale, precoce, coltivata in tutta Italia, in pianura, ma anche in collina, molto resistente all’allettamento e alla stretta, abbastanza alle ruggini (De Cillis, 1927)
Frumento teneroAutonomiaVecchia varietàAnno di costituzione 1938. Incrocio di Marco Michahelles tra Mentana e Frassineto 405Italia1000spiga mutica, bianco-paglierino, di forma medio-allungata, razza rustica, precoce, molto resistente ai freddi, alla stretta e alla ruggine, ne esistono due tipi: Autonomia A di taglia alta e adatta a terreni di collina, Autonomia B, con paglia più corta di circa 15-20 cm rispetto alla precedente, adatto a terreni di pianura (Forlani, 1954)
Frumento teneroBianco nostralePopolazione locale Toscana500grano di montagna, considerata di scarsa importanza, coltivata in prov. di Arezzo (E. De Cillis, 1927)
Frumento teneroBiancola di Rascino/RSRPopolazione locale Appennino centrale500spiga aristata, altopiano carsico di Rascino (provincia di Rieti)
Frumento teneroCanove/RSRPopolazione locale Veneto, Piemonte500coltivato in montagna, ma soprattutto nelle aree collinari e degli altopiani vicentini tra la fine del 1800 e l’inizio del secolo scorso. Spiga di color rosso, pianta alta, di media precocità e sensibile all’allettamento, in particolare nei terreni fertili.
Frumento teneroCOBRA QPopolazione di incrociCostituita nel 2002 dal John Innes Centre (JIC, Norwich, UK) in cooperazione con Elm Farm Research Centre (Newbury, UK)Inghilterra5000popolazione evolutiva – 66 incroci ottenuti da 12 varietà con elevate caratteristiche qualitative delle farine per la produzione di pane (Q parents: Bezostaya, Cadenza, Hereward, Maris Widgeon, Mercia, Monopol, Pastiche, Renan, Renesansa, Soissons, Spark, Thatcher) (Doring, 2015)
Frumento teneroCOBRA YPopolazione di incrociCostituita nel 2002 dal John Innes Centre (JIC, Norwich, UK) in cooperazione con Elm Farm Research Centre (Newbury, UK)Inghilterra5000popolazione evolutiva – 36 incroci ottenuti da 9 varietà con elevate caratteristiche produttive (Y parents: Bezostaya, Buchan, Claire, Deben, High Tiller Line, Norman, Option, Tanker, Wembley) (Doring, 2015)
Frumento teneroCOBRA APopolazione di incrociCostituita nel 2002 dal John Innes Centre (JIC, Norwich, UK) in cooperazione con Elm Farm Research Centre (Newbury, UK)Inghilterra5000popolazione evolutiva – 107 incroci ottenuti da 20 varietà unendo quelli da Y-parents e da Q-parents (Doring, 2015)
Frumento teneroEmeseVarietà modernaCostituita per il biologicoUngheria1500 
Frumento teneroFloriddia tenero mixMiscela di varietà locali e vecchie varietàAnno di costituzione 2010Italia1000 
Frumento teneroGentilrossoPopolazione localeSelezione dalla popolazione locale GentilbiancoCentro Italia2000mutica, autunnale, medio-precoce, coltivata in Italia settentrionale e centrale, anche in Campania, seminata (anche in primavera) in pianura, mediamente resistente all’allettamento, sufficientemente alla stretta e poco al freddo (E. De Cillis, 1927). Sinonimi: Gentil rosso originario, Gentil rosso comune, Gentil rosso di Toscana, Garagolla, Carosella, Siciliano, Tosella rossa, Grano mutico, Muco
Frumento teneroLeoneVarietà modernaAnno di costituzione 1955. Selezionata a partire dalla vecchia varietà San PastoreItalia1000 
Frumento teneroMaiorcaPopolazione locale Sicilia1500mutica, autunnale, medio-precoce, nome assegnato anche a teneri aristati, e, in alcuni luoghi, a Bianchetta e Carosella, esistono sottovarietà o varietà affini chiamate Maiorchello e Maiorcone, coltivato nel meridione adriatico, in Calabria e Sicilia, a molti terreni e quote, poco esigente, poco resistente all’allettamento, alla stretta e alle ruggini (E. De Cillis, 1927)
Frumento teneroPiemonte tenero mixMiscela di varietà locali, vecchie varietà e varietà moderneAnno di costituzione 2011. Miscela di 7 varietà: Abbondanza, Andriolo, Frassineto, Gamba di ferro, Gentilrosso, Sieve, VernaItalia2000 
Frumento teneroVarietà moderne mixMiscela di varietà moderneAnno di costituzione 2016, miscela realizzata da RSR nell’ambito delle attività di ricerca di DIVERSIFOODItalia2000Miscela di 3 varietà: PR22R58, emese, A416
Frumento teneroVecchie varietà mixMiscela di varietà locali e vecchie varietàAnno di costituzione 2016, miscela realizzata da RSR nell’ambito delle attività di ricerca di DIVERSIFOODItalia2000Miscela di 3 varietà: Andriolo, Gentilrosso, Inallettabile
Frumento duroCRA CCP duroPopolazione di incrociCostituita dal Crea di Foggia nel 2015Italia2000 
Frumento duroDuri spagnoli floriddia/RSRMiscela di varietà locali Spagna2000Miscela di 7 varietà locali spagnole: Negro Velloso, Clarofino, Cañivano, Forment, Recion, Trigo de Sevilla, Trigo duro de Granada
Frumento duroFloriddia duro mixMiscela di varietà locali e vecchie varietàMiscela di 3 vecchie varietà e varietà locali (Senatore Cappelli, Taganrog, Russello) costituita da Rosario FloriddiaItalia2000 
Frumento duroLi Rosi duro mixMiscela di varietà locali e vecchie varietàMiscela di 25 varietà locali siciliane costituita da Giuseppe Li RosiItalia2000 
Frumento duroSenatore CappelliVecchia varietàAnno di costituzione 1915, iscrizione 1923. Selezione genealogica di Nazareno Stampelli dalla popolazione nord-africana Jeanh RhetifahItalia2000autunnale, medio-precoce, coltivata in tutto il Mezzogiorno, a ogni quota, poco soggetta all’allettamento, mediamente resistente alla stretta e molto alle ruggini (E. De Cillis, 1927)
Frumento duroTimiliaPopolazione locale Sicilia2000primaverile, coltivata in Sicilia, anche in Puglia e intorno allo Jonio, in pianura e in collina, meno in montagna, poco soggetta all’allettamento, abbastanza alla stretta, mediamente alle ruggini, può essere seminata anche in autunno (E. De Cillis, 1927)
Frumento duroUNIFI duro mixPopolazione moderna di incrociAnno di costituzione 2014. Incroci di Stefano Benedettelli tra Svevo e Senatore CappelliItalia2000 
Frumento duroUNIFI BULK floriddiaPopolazione di incrociAnno di costituzione 2014. Incroci di Stefano Benedettelli tra Urria, Svevo e Senatore CappelliItalia3000 
Frumento duroVarietà moderne mixMiscela di varietà moderneAnno di costituzione 2016, miscela realizzata da RSR nell’ambito delle attività di ricerca di DIVERSIFOODItalia1500Miscela di 3 varietà: Athoris, Latinur, DW191/11
Frumento duroVecchie varietà mixMiscela di varietà locali e vecchie varietàAnno di costituzione 2016, miscela realizzata da RSR nell’ambito delle attività di ricerca di DIVERSIFOODItalia2000Miscela di 3 varietà: Senatore Cappelli, Russello, Urria
Rivivi su youtube il convegno Cereali Resilienti 2.0

Rivivi su youtube il convegno Cereali Resilienti 2.0

Si è svolto online il convegno di apertura del progetto Cereali Resilienti 2.0.

Su piattaforma ZOOM si sono incontrati i partner del progetto, la gran parte delle aziende agricole coinvolte, i trasformatori coinvolti e alcuni agricoltori e trasformatori che stanno utilizzando le popolazioni evolutive in altre regioni italiane.

L’insieme degli interventi che si sono susseguiti, che comprende il racconto di molte esperienze dirette di agricoltori e trasformatori, rappresenta un utile aggiornamento sulle prospettive e problematiche relative alla coltivazione di popolazioni evolutive di frumento.

Il convegno è stato trasmesso in diretta sul canale youtube di Rete Semi Rurali, dove ne resta disponibile la visione.

Registrazione del Convegno 20 maggio 2021

Riccardo Bocci – RSR – ha introdotto il progetto e il contesto di evoluzione normativa che ne arricchisce la rilevanza.

Adanella Rossi _ Università di Pisa – ha collocato nell’ambito delle sfide di costruzione e trasformazione delle filiere cerealicole – dalla semente al piatto – che l’introduzione di popolazioni evolutive comporta.

Oltre ai contributi degli agricoltori toscani coinvolti nel progetto hanno arricchito la discussione esperienze dal Molise – Az. agricola Petacciato – e dal Veneto – Progetto CONSEMI.

Stefano Benedettelli – Università di Firenze – ha mostrato lo stato di avanzamento degli studi che il progetto sta realizzando a supporto della coltivazione delle popolazioni, ed in particolare delle problematiche legate alla gestione della semente.

Agli interventi dedicati all’inquadramento del progetto ha seguito i racconti degli agricoltori che stanno coltivando le popolazioni evolutive di frumento tenero.