OGM – Consultazione della Regione Friuli Venezia Giulia per la coesistenza, Le reazioni delle associzioni nazionali del BIO

Gen 8, 2014 | agrobiodiversità, Seminare il cambiamento | 0 commenti

La preoccupazione e il conseguente rilancio di mobilitazione e attenzione sul tema OGM in Italia prosegue e richiede una continua vigilanza su quanto sta accadendo in Regione Friuli Venezia Giulia dove, lo sappiamo bene, nell’ultima annata agraria la moratoria di semina di OGM in Italia è stata violata impunemente.

 Di seguito l’editoriale del Presidente di AIAB e il comunicato stampa di FederBio.

 Un gran numero di singoli e associazioni principalmente dell’area nord-est del paese si sono organizzati in un Coodinamento NO OGM che si è riunito il 7 gennaio scorso presso la sede di Radio Gamma 5.

La preoccupazione e il conseguente rilancio di mobilitazione e attenzione sul tema OGM in Italia prosegue e richiede una continua vigilanza su quanto sta accadendo in Regione Friuli Venezia Giulia dove, lo sappiamo bene, nell’ultima annata agraria la moratoria di semina di OGM in Italia è stata violata impunemente.

 Di seguito l’editoriale del Presidente di AIAB e il comunicato stampa di FederBio.

 Un gran numero di singoli e associazioni principalmente dell’area nord-est del paese si sono organizzati in un Coodinamento NO OGM che si è riunito il 7 gennaio scorso presso la sede di Radio Gamma 5.

Scarica PDF. FAX di FederBio sulla situazione in Regione Friuli Venezzia Giulia

 

Segue articolo del 13 dicembre 2013 dal sito di AIAB a cura di Vincenzo Vizioli, presidente AIAB e Mariagrazia Mammuccini, vice presidente AIAB

 

OGM: un nuovo passo è necessario

Il 2013 rischia di diventare un anno di svolta per gli Ogm e purtroppo nella direzione opposta rispetto alla volontà dei cittadini italiani che, in numerose occasioni, hanno espresso la propria contrarietà all’introduzione di coltivazioni Ogm sul territorio nazionale.

 

Prima le vicende del Friuli Venezia Giulia fin troppo evidenti, dove un piccolo gruppo di agricoltori, capeggiato da Fidenato, è riuscito a portare a termine il tentativo forzato di introduzione delle colture Ogm, provocando la contaminazione delle produzioni agricole del territorio e tutto ciò nonostante la decisione del Governo – presa lo scorso 11 luglio – sull’adozione di un decreto interministeriale che vieta per 18 mesi la coltivazione di mais Mon810 nel nostro Paese. Nonostante il divieto, infatti, il mais è stato coltivato e raccolto e il rimpallo ingiustificato di responsabilità tra diversi livelli istituzionali rappresenta una sconfitta per tutte le istituzioni che non sono riuscite a far rispettare le proprie leggi, alimentando così la sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. A questa assurda vicenda se ne stanno sommando altre, come la risposta del governo all’interrogazione della senatrice Fattori in cui afferma che il nostro Paese non invocherà la clausola di salvaguardia per vietare la coltivazione di mais Ogm Mon810 che, nei fatti, mette dubbi più che motivati sulla reale volontà politica del Governo in materia di Ogm.
A questo punto, il rischio vero è che, senza nessuno strumento giuridico a disposizione, fin dalle prossime semine primaverili, l’esempio degli agricoltori friulani possa diffondersi in altre regioni italiane dove si insegue il miraggio di una soluzione tecnologica ai tanti problemi che affliggono gli agricoltori, con danni enormi per le altre coltivazioni e per quelle biologiche in particolare.
Per evitare un rischio di tale portata è indispensabile, a questo punto, un’azione forte e immediata verso Governo, Regioni e parlamentari per uscire dallo stallo in cui siamo ed individuare immediatamente la via giuridica che ci porti al divieto effettivo di coltivazione Ogm nel nostro Paese. Solo questo può evitare la pesante sconfitta, che rischia di diventare definitiva, per la stragrande maggioranza del mondo agricolo, sostenuta da tutte le associazioni ambientaliste, dei consumatori, del commercio e della grande distribuzione che, in 10 anni, non è riuscita ad ottenere uno straccio di norma sulla coesistenza impossibile, prima e nessuna clausola di salvaguardia poi. La sensazione è che in troppi attendono una risoluzione salomonica che salvi la faccia, ma non disturbi troppo la Monsanto, lasciando correre tutto fino alle prossime semine.
AIAB non starà ferma ma cercherà di dare il proprio contributo concreto collaborando con tutti coloro che si stanno impegnando per arrivare all’effettivo divieto di coltivazioni Ogm nel nostro Paese.

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