La parola contadino non ha mai avuto, nel linguaggio comune, una connotazione lusinghiera; con la modernizzazione della nostra economia è diventata poi quasi spregiativa nella misura in cui il mondo rurale veniva associato ad immagini di miseria, arretratezza, ignoranza. Ma anche se consideriamo la cultura “alta” sono assai pochi gli autori che non hanno ceduto a questa tendenza. Tra questi possiamo annoverare tra gli scrittori a noi più vicini personaggi eterodossi quali Michelet, Tolstoj, Jono, Solgenitzin, Pasolini.
Cari amici,
possiamo finalmente comunicarvi che il libro Contadini per scelta (che raccoglie le interviste da noi fatte in questi anni) uscirà entro il mese di giugno 2013 come promesso dall’editore (Jacabook). Come abbiamo scritto nell’introduzione al libro ci sembra che stia crescendo, pur tra mille difficoltà, un laboratorio di esperienze, progetti e alleanze che fa sperare nel futuro dell’agricoltura contadina, ecologica e solidale. […]
Saluti
Massimo Ceriani e Giuseppe Canale
Introduzione
La parola contadino non ha mai avuto, nel linguaggio comune, una connotazione lusinghiera; con la modernizzazione della nostra economia è diventata poi quasi spregiativa nella misura in cui il mondo rurale veniva associato ad immagini di miseria, arretratezza, ignoranza. Ma anche se consideriamo la cultura “alta” sono assai pochi gli autori che non hanno ceduto a questa tendenza. Tra questi possiamo annoverare tra gli scrittori a noi più vicini personaggi eterodossi quali Michelet, Tolstoj, Jono, Solgenitzin, Pasolini.
Da qualche tempo assistiamo invece ad una rivalutazione della figura dei contadini e della realtà rurale che rappresentano. Anzi, il temine contadino viene sempre più spesso contrapposto, come portatore di valori positivi, a quello di imprenditore agricolo, proprio per rivendicare la distanza da una visione dell’agricoltura come industria. E’ in questo senso che qui parliamo di contadini includendo, per comodità, in questo termine una pluralità di professioni agricole quali quella di allevatore, apicoltore, orticultore, vignaiuolo e quant’altro.
Questo libro è frutto di una ricerca ideata e condotta proprio per esplorare una realtà contadina spesso misconosciuta che rappresenta un elemento di novità rilevante per la nostra società . L’indagine ha avuto inizialmente uno scopo puramente esplorativo col taglio qualitativo proprio delle indagini etnografiche.
Il lavoro non ha pretese di completezza né riguardo agli aspetti territoriali e di prodotto ( sono stati presi in considerazione solo alcuni territori e tipi di produzioni) né riguardo alle modalità tipiche di un’indagine quantitativa di carattere socio-economico.
Abbiamo deciso di pubblicare i materiali raccolti perché ci sembrano già sufficienti per cogliere alcuni nodi centrali della condizione contadina oggi. .Inoltre, quanto raccontano gli intervistati fornisce di per sé una serie molto ampia di spunti di riflessione rispetto ad una realtà ancora oggi poco conosciuta.
[…]
Indice
Prefazione, di Pier Paolo Poggio
Introduzione
I testimoni della ricerca
I RACCONTI
Non è che ti innamori in un momento, viene da lontano
Vittorina Prina e Giovanna
Non ingrandire ma moltiplicare
Giovanni Guerra
La montagna vive se ci sono le persone che la lavorano
Gesine Otten e Daniela Rigotti
Il futuro? Dipende da quello che riusciamo a fare prima che sia troppo tardi
Antonio Mele
Tutto ciò che abbiamo costruito è passato dalle nostre mani
Ottavio Rube
Qui a Valli Unite ho trovato un posto dove puoi condividere dei valori e portare all’esterno idee, prodotti e progetti e le tue scelte
Alessandro Poretti
Dialogo sulla contadinità
Ottavio Rube e Alessandro Poretti
Spero di non dover mai vedere questa collina piena di rovi
Franca Damico
Finchè riusciremo a tenere un minimo di decoro intorno ai paesi ci sarà sempre gente che apprezzerà questa valle
Massimo Monteverde
Forse c’è più bisogno di contadini che di poeti o fotografi
Fabrizio Bottari
Il lavoro allora si faceva perché non ce n’era altro. Adesso, la nostra è una scelta
Tiziana De Vincenzi e Sabina Molinari
Creiamo una associazione e le condizioni di fare cultura
Christian Grassi e Nerio Cassani
Qui ho riscoperto la manualità, il fare con le mani e vedere il proprio lavoro realizzato
Paolo Francesconi
Questa è un’azienda familiare, di vita, di scelta ed è per questo che funziona
Dimitri Vanet e Arianna
Se non riusciamo a diversificare noi, non pensiamo che arrivi qualcuno da fuori
Giorgio Arnaudo
Quello che doniamo fa il giro e torna
Roberto Li Calzi
Sognai che facevo diventare il Parmigiano reggiano biologico
Graziano Poggioli
Penso di aver fatto un ottimo lavoro e di garantire il futuro della mia azienda
Massimo Trinchero
Bisogna puntare a un’agricoltura dove non sia il mercato a decidere il tuo ruolo
Maurizio Gritta
Se dovessero tirarmi via gli animali, smetto di fare il contadino
Lino Verardo
Il percorso di libertà, di convinzione, io questo lo pago
Roberto Schellino
Noi diciamo che l’agricoltura c’è, che può far rinascere la campagna e i paesaggi
Renata Lovati




