di Daniela Ponzini – Rete Semi Rurali
Le consociazioni sono una tecnica con radici antiche ma estremamente attuale e in linea con i requisiti della Politica Agricola comunitaria. RSR le ha analizzate attraverso un Caso Studio Co-innovativo (CICS), nell’ambito del progetto IntercropVALUES, costituito da sette aziende agricole, quattro situate nel Nord e tre nel Centro Italia.
Tutte le aziende sono a conduzione biologica, di piccole-medie dimensioni e vantano una pluriennale esperienza nella pratica della consociazione. Nel caso studio italiano, due aziende zootecniche nella pianura padana coltivano sorgo e fagiolo dall’occhio da insilare, loietto e trifoglio da affienare, orzo e pisello proteico da sfarinare. L’obiettivo principale è quello di ottenere un prodotto per l’alimentazione zootecnica il più possibile completo ed equilibrato.
Un’azienda zootecnica e due aziende a produzione vegetale coltivano cereale bulato con leguminosa (frumento con trifoglio e avena con mix di trifogli in Nord Italia, grano duro con sulla in Centro Italia). In questo caso i vantaggi sono: facilitare il controllo delle infestanti, migliorare la fertilità e la gestione dell’umidità del terreno, e anticipare la produzione dei foraggi.
Più interessanti risultano le consociazioni da granella per alimentazione umana praticate da due aziende agricole a produzione vegetale. Si tratta di cereali consociati a leguminose (frumento con fava, pisello o cicerchia, grano duro con cece, monococco con lenticchia nel caso di colture autunno vernine e miglio con fagiolo dall’occhio, lino e grano saraceno nel caso di colture primaverili estive). I vantaggi di queste consociazioni, oltre a quelli elencati in precedenza, sono quelli di ridurre l’allettamento, in particolare della leguminosa, diversificare le produzioni e, in alcuni casi, migliorare le rese, come dimostra l’indice LER (Land Equivalent Ratio).
Nel caso di frumento con pisello, se la leguminosa da granella costituisce la coltura principale, la funzione del frumento sarà principalmente quella di fornire sostegno e ridurre l’allettamento; nel caso in cui il cereale sia prevalente, la leguminosa favorirà la fertilità del terreno. I semi mescolati nella tramoggia, vengono seminati contemporaneamente con una seminatrice da frumento.
Importante sarà la regolazione della mietitrebbia, in particolare della distanza tra battitore e controbattitore, oltre alla velocità di avanzamento, in modo da ridurre il più possibile le rotture del legume La consociazione estiva grano saraceno con lino nasce da un’osservazione empirica in un’azienda agricola toscana con problemi di infestazione di cuscuta. Nei campi consociati con il lino, la cuscuta non si sviluppava, mentre nei campi in purezza costituiva un problema di difficile gestione.
La consociazione estiva miglio con fagiolo dall’occhio è destinata all’alimentazione umana, le granelle hanno dimensioni diverse e sono facilmente separabili con un pulitore. Nelle annate con calore estremo e siccità, il fagiolo dall’occhio è soggetto ad aborto fiorale. Il miglio riesce a creare uno strato ombreggiante, favorendo l’allegagione del legume ed evitando il calo delle rese.

Grano saraceno con lino, Az. agr. Passerini

Miglio con fagiolo dall’occhio, Cascina Bosco Fornasara



