Sperimentazione di mais OGM in Italia per combattere la Piralide? A.Ve.Pro.Bi risponde: più ricerca sugli effetti delle varie operazioni agronomiche e verso la resistenza differenziale delle varietà di mais, le nostre vecchie varietà locali!

L’Associazione Veneta Produttori Biologici (A.Ve.Pro.Bi) risponde ad una lettera aperta al Ministro Zaia, riportata a pag.5 dell’Informatore Agrario n° 34 (11/19 settembre c.a.). Nella lettera Marco Aurelio Pasti, agricoltore e Presidente dell’Associazione Italiana maisicoltori, scrive al Ministro “Slegaci le mani firmando i provvedimenti sulla sperimentazione in campo e sulla coesistenza tra coltivazione ogm e non ogm” e quindi di ripensare le politiche sull’introduzione in Italia del Mais OGM resistente alla Piralide a causa dei grossi danni che questa causa sulla produzione e commercializzazione di mais in Pianura Padana.

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Latte e Crisi. Il deputato europeo Josè Bovè digiuna. Il coordinamento Europeo di Via Campesina lo sostiene e propone soluzioni

Inviato da segreteria il 16/9/2009 7:00:00 (879 letture) News dello stesso autore
Troppi produttori di latte o troppo latte dentro le cisterne delle industrie. Perchè si vogliono sostenere gli esportatori e non i produttori?

Il Coordinamento europeo di Via Campesina sostiene la protesta e il digiuno di J.Bovè, e richiede al Parlamento Europeo, che questo giovedì vota, di non sostenere la proposta della Commissione Europea di aumentare le restituzioni all’esportazione: questo denaro deve servire al sostegno di piccoli e medi produttori di latte per impedire la sparizione delle loro aziende con questa crisi.

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Basilicata e Puglia situazione sulle L.R. e attività sulle varietà e razze locali a che punto siamo?

La Basilicata sta per rendere operativa la legge regionale 14 ottobre 2008, n. 26, “Tutela delle risorse genetiche autoctone vegetali ed animali di interesse agrario” (B.U. Regione Basilicata N. 50 del 16 ottobre 2008). Saranno così 6 le regioni italiane dotate di strumenti legislativi operativi per la tutela e valorizzazione dell’agro-biodiversità locale. 

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Usque tandem Europa?

Mercoledi 3 giugno 19.00 Tunisi
“Fino a quando i paesi del Nord ruberanno le nostre risorse genetiche?”

Con queste parole ha chiuso il suo intervento la delegata dell’Ecuador che parlava a nome del gruppo del G77, creando nella plenaria un silenzio irreale. In effetti, questa posizione ha messo moralmente in un angolo i paesi del Nord e in particolare l’Europa che finora ha cercato di rallentare la negoziazione non concedendo nulla, o molto poco, sul versante economico. Man mano che l’implementazione del Trattato diventa più concreta, i nodi lasciati aperti nel passato tornano attuali e il contrasto tra i paesi si fa sempre più evidente.

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I Diritti degli Agricoltori a Tunisi

Durante il secondo giorno dei lavori del GB3 si sono svolti due Side Events riguardanti i Farmers’ Rights e la loro applicazione.

Nel primo evento, organizzato da SEARICE (South East Asia Regional Initiatives for Community Empowerment), è stata presentata l’esperienza che si sta svolgendo nelle Filippine per favorire un’attiva partecipazione degli agricoltori nei processi decisionali che riguardano la conservazione e l’uso sostenibile delle risorse fitogenetiche. L’empowerment delle comunità e la loro partecipazione ai processi decisionali è infatti una delle misure proposte dall’Art. 9 del Trattato per favorire l’applicazione dei Farmers‘ Rights, nonchè una delle componenti essenziali del discorso sulla “giustizia ambientale” e sui diritti umani riguardo al sostentamento.

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Trattato FAO a Tunisi. Francia, Germania e Canada fanno blocco sul Trattato

Come a Roma durante la 2° riunione dell’Organo Direttivo (OD) del Trattato Fao, Francia Germania e Canada fanno blocco contro il sostegno al Trattato.
A lanciare il grido di allarme attraverso una serie di richieste sui criteri di attuazione e di sostegno al Trattato FAO è l’International NGO/CSO Planning Committee for Food Sovereignty (IPC).