Una sentenza storica dell’Alta Corte del Kenya ha segnato una svolta per gli agricoltori, riaffermando il diritto di conservare, scambiare e condividere sementi autoctone. La decisione conclude una battaglia legale avviata nel 2022 da agricoltori e organizzazioni della società civile contro la legge su varietà vegetali e sementi (CAP 326), che prevedeva sanzioni fino a due anni di carcere e multe per chi diffondeva varietà non registrate.
Per le comunità rurali keniote, tali restrizioni minacciavano i sistemi culturali di gestione delle sementi radicati in tutta l’Africa, dove conservazione e scambio di varietà autoctone sono parte integrante della vita comunitaria da generazioni. Queste pratiche hanno salvaguardato il patrimonio alimentare locale, rafforzato la resilienza agricola e mantenuto biodiversità vitale. I ricorrenti hanno sostenuto che la normativa violasse la Costituzione del 2010, che tutela l’espressione culturale e il patrimonio genetico delle comunità, favorendo invece l’espansione di varietà commerciali.
La Corte ha dato loro ragione, riaffermando che la protezione dell’agrobiodiversità e delle conoscenze tradizionali rientra nei diritti costituzionali. Oltre alla portata giuridica, la sentenza rappresenta un segnale forte: difendere i semi significa difendere autonomia, identità e resilienza dei sistemi alimentari locali. Per gli agricoltori del Kenya, è una vittoria che restituisce libertà e dignità contro leggi ingiuste che minacciano la sovranità sementiera e le tradizioni culturali.



