I campi di Rete Semi Rurali: un anno di sperimentazione tra biodiversità, breeding partecipativo e sementi biologiche

7 Agosto 2026 | Articoli, campi sperimentali, Case sementi

di Vito Fornaro – Rete Semi Rurali

Anche quest’anno i campi sperimentali di Rete Semi Rurali hanno rappresentato un laboratorio a cielo aperto per la ricerca partecipativa in agricoltura biologica, con sperimentazioni che intrecciano microbiologia del suolo, conservazione della biodiversità e miglioramento genetico partecipativo. Le raccolte nei campi cerealicoli si sono concentrate nel mese di luglio.

Peccioli: il campo più grande dell’anno

Il fulcro delle attività 2026 è stato il campo dell’Azienda Agricola Rosario Floriddia, a Peccioli (PI), con circa 230 parcelle dedicate a moltiplicazioni e trial sperimentali di diversa natura.

TRIBIOME, progetto europeo Horizon partito nel 2023, ha chiuso qui il suo secondo anno di sperimentazione sui meccanismi di interazione tra microrganismi del suolo e popolazioni di grano tenero e duro. Il progetto ha già isolato e caratterizzato diversi modulatori biologici — alcuni a base di microrganismi, altri da estratti fenolici vegetali — capaci di agire come regolatori positivi dello sviluppo delle piante di grano, con particolare attenzione alla resilienza contro siccità e stress termico.

Il progetto COUSIN ha occupato quattro campi distinti, ciascuno con un obiettivo di breeding specifico: un campo di incroci tra grano tenero e duro con diverse parentali selvatici; un campo di 10 parcelle dedicato al Timopheevi; un campo di incroci tra Monococco e Boeoticum affiancato da popolazioni di monococco; e un campo di moltiplicazione di materiale genetico di interesse, per lo più orzi.  Complessivamente sono state seguite decine di accessioni provenienti da collezioni internazionali (es. linee MVCUS e MVGB, popolazioni di monococco Benedettelli, incroci Boeoticum, Thinophyrum, Nigrum Abissinia, e varietà di orzo come Agello, Palmira e i miscugli Sharid e Damasco), a testimonianza dell’ampiezza del lavoro di conservazione e valorizzazione delle parentali selvatiche.

Nello stesso campo si è svolto il trial in condizioni reali del Piano Nazionale delle Sementi Biologiche, condotto insieme al CREA, che sta sperimentando nuovi protocolli di valutazione per l’iscrizione al registro varietale biologico. Le prove riguardano varietà da conservazione e nuove accessioni non ancora presenti sul mercato, valutate su parametri specifici per il biologico come vigoria, capacità di copertura del suolo e comportamento all’allettamento.

A completare il quadro delle attività di Peccioli: la notifica e il controllo dell’eterogeneità, mantenimento e creazione dei MEB (Materiali Eterogenei Biologici); le moltiplicazioni di varietà autoctone toscane in collaborazione con la BGRT (Banca del Germoplasma della Regione Toscana) — Andriolo, Autonomia A, Autonomia B, Bianco Nostrale, Gentil Bianco, Gentil Rosso e Frassineto; le parcelle dell’ottavo anno del trial di epigenetica condotto con il CREA, su Villa Glori, Vilmorin, Frassineto, Abbondanza, Leone, Bologna, Solibam Floriddia e Solibam Li Rosi; e la moltiplicazione di materiali destinati alla Casa delle Sementi.

Torrita di Siena: i ceci del progetto EVA Legumes

Presso l’Azienda Agricola Passerini, a Torrita di Siena (SI), si è tenuto il trial su varietà di cece nell’ambito del progetto europeo EVA Legumes Network. La semina, avvenuta il 24 marzo 2026, ha riguardato 60 parcelle di cece della collezione IBBR. Il progetto coordina la valutazione di sette colture leguminose (fagiolo, cece, fava, lenticchia, lupino, pisello e leguminose minori) in ambienti diversificati, incluse aziende in aree marginali, con l’obiettivo di ampliare la disponibilità di proteine vegetali per una dieta più sostenibile in Europa.

Baratti: oltre 160 parcelle di cece da collezioni internazionali

Nell’Azienda Agricola SUN, a Baratti (LI), è stata condotta la moltiplicazione di cece da due importanti collezioni internazionali: 100 parcelle della collezione ICRISAT, ripartite in 50 a semina autunnale e 50 a semina primaverile, e 68 parcelle della collezione IBBR a semina primaverile. Un’attività che amplia significativamente il patrimonio di diversità genetica disponibile per la ricerca partecipativa sul cece.

Un mosaico di ricerca condivisa

Dalla rizosfera del grano alle parentali selvatiche, dalle sementi biologiche certificate ai ceci provenienti da collezioni internazionali: i campi 2026 di Rete Semi Rurali confermano il ruolo dell’associazione come piattaforma di connessione tra ricerca scientifica, aziende agricole e conservazione della biodiversità coltivata, in un lavoro che unisce breeding partecipativo e transizione agroecologica.

In totale, tra le tre aziende agricole coinvolte quest’anno, sono state messe a terra oltre 450 parcelle sperimentali distribuite su cinque progetti di ricerca europei e nazionali (TRIBIOME, COUSIN, EVA Legumes, Piano Nazionale delle Sementi Biologiche, oltre alle attività con BGRT e CREA) — un dato che racconta la scala e la continuità del lavoro di conservazione e breeding partecipativo portato avanti da Rete Semi Rurali insieme alle aziende agricole e ai centri di ricerca.

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