From Breeding for diversity to seed

From Breeding for diversity to seed

Come promuovere un ambiente favorevole per i sistemi di semina degli agricoltori?

Dal 25 al 27 novembre 2024 si è tenuto ad Harare, in Zimbabwe, il workshop “From Breeding for Diversity to Seed Regulations: How to Promote an Enabling Environment for Farmers’ Seed Systems?”, organizzato nell’ambito del progetto “Semi per il Futuro”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e realizzato dal consorzio che include COSPE Ets, Rete Semi Rurali ETS, CTDO, Terre des Hommes Italy, SAT e Women in Land Zimbabwe.
I tre giorni sono stati uno spazio e un punto di incontro per esperti, rappresentanti istituzionali e attori della società civile impegnati nel promuovere sistemi sementieri diversificati e inclusivi in Africa ed in Europa. In vista del prossimo “Body Governing” del Trattato, previsto il 24 – 29 November 2025, il workshop ha contribuito con un documento informativo che raccoglie punti di forza e debolezza nell’implementazione ad alcuni punti fondamentali del Trattato stesso nei paesi che hanno partecipato alla tre giorni.

Il 25 giugno è stato presentato il rapporto ” From breeding for diversity to seed regulations/laws‘i ” durante un webinar organizzato da SKI, CTDT, Rete Semi Rurali, Oxfam Novib e altri partner che riassume i principali risultati del workshop tenutosi ad Harare.  

Il webinar ha riunito diversi membri della “Harare Community of Practice”, lanciata informalmente durante il workshop del novembre 2024.

I membri della CoP sono stati aggiornati sul processo regionale dell’Unione Africana (UA) per lo sviluppo di una bozza di quadro politico per i sistemi di sementi gestiti dagli agricoltori (FMSS); e sui piani della CoP di presentare il lavoro congiunto sulle politiche sulle sementi in occasione dei prossimi eventi internazionali, come il Simposio sui diritti degli agricoltori che si terrà a Manila, nelle Filippine, e l’undicesima riunione dell’Organo direttivo (GB11) del Trattato sulle piante della FAO (ITPGRFA), che si terrà a Lima, in Perù, a novembre.

Il rapporto finale dell’evento CoP di Harare è stato pubblicato sul  sito web del CTDT,  ma può essere scaricato anche qui.


From Breeding for diversity to seed

“Recovering res communis from res propia: how does open source seed contribute to farmers’ seed rights and breeding for diversity?

Pubblicato l’articolo in collaborazione con G.O.S.S.I

di Raquel Ajates · Riccardo Bocci · Shalini Bhutani · Almendra Cremaschi · Jack Kloppenburg · Johannes Kotschi · Georie Pitong · Patrick Van Zwanenberg · Daniel Wanjama

Contesto:

L’attuale complesso quadro normativo in materia di governance delle sementi e l’industria delle sementi sempre più oligopolistica che lo ha sostenuto hanno creato una serie di recinti che impediscono agli agricoltori e a molti coltivatori di accedere liberamente alle sementi, condividerle e migliorarle, limitando la loro libertà di operare e cooperare. In opposizione alla conseguente perdita continua sia della diversità coltivata che dei diritti degli agricoltori sulle sementi, sono emerse iniziative sperimentali che applicano modelli open source e principi copyleft al settore delle sementi. Questo articolo presenta sei iniziative provenienti da cinque continenti diversi che applicano modelli di semi open source (OSS) in contesti culturali, politici e agronomici molto diversi: Bioleft in Argentina, Seed Savers Network in Kenya, MASIPAG nelle Filippine, OpenSourceSeeds in Germania, Open Source Seed Initiative negli Stati Uniti e Rete Semi Rurali in Italia. Analizziamo i meccanismi con cui i modelli OSS cercano di superare i vincoli legali, di conoscenza e finanziari creando spazi operativi sicuri negli attuali quadri di governance, promuovendo la diversità e ricostruendo ponti tra agricoltori e selezionatori, mentre esplorano modelli finanziari innovativi per finanziare la selezione per la diversità colturale. I risultati mostrano che l’OSS emerge come una strategia sinergica per amplificare i diritti sulle sementi attraverso tre dimensioni: in primo luogo, geograficamente, collegando gli sforzi locali e internazionali per migliorare la diversità colturale e i diritti sulle sementi. In secondo luogo, una dimensione temporale, agendo ora, nell’attuale contesto giuridico.


Wired – Articolo con la mappa delle esperienze di PPB e intervista a Salvatore Ceccarelli

WIRED – L’articolo, realizzato da Marco Boscolo e Elisabetta Tola di Formicablu, riprende la mappa dei progetti PPB pubblicata dentro a SEEDversity con un po’ più di dettagli sul PPB sull’esperienza iraniana e una intervista a Salvatore Ceccarelli.

 

Iran, le nuove sementi nascono senza multinazionali

 

Grazie agli agronomi italiani la mezzaluna fertile dove ha avuto origine l’agricoltura è diventata un laboratorio a cielo aperto per creare sementi più robuste direttamente in campo e senza ogm.

RadioTreScienza – Seed diversity, ciclo di trasmissioni a cura di Elisabetta Tola e Marco Boscolo

I semi sono la moneta alla base della sicurezza alimentare. Da diecimila anni i contadini producono, conservano, scambiano semi, sperimentano e fanno innovazione. E ancora oggi, in molte parti del mondo, preservano e custodiscono i semi antichi e le varietà locali in banche e nei campi per vincere la sfida dei cambiamenti climatici, dell’impoverimento del suolo, della necessità di produrre più cibo.

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