Domenica 20 settembre RSR ha organizzato due incontri di visita e valutazione partecipativa ai campi sperimentali di Miscugli Eterogenei Biologici (MEB) di Risi Medi e Lunghi A presso due storiche realtà del territorio: l’azienda “Giuseppe Goio” a Rovasenda (VC), e presso Cascina Teglio .
Le visite hanno consentito di analizzare da vicino l’applicazione, l’efficacia e l’adattabilità delle pratiche di risicoltura biologica in relazione ai MEB. I riscontri sul campo si sono rivelati decisamente positivi, dimostrando la bontà dei risultati ottenuti malgrado un’annata caratterizzata da un clima insolitamente caldo e siccitoso.
La giornata ha previsto anche importanti momenti di divulgazione dedicati alla filiera del valore del riso biologico concludendosi con due panel test volti a valutare alcune varietà di riso e le qualità organolettiche del Miscuglio di Risi Medi.
Tra il 16 e il 18 si è svolto il Kick Off Meeting del Progetto REMEDI, mirato alla valorizzazione delle esperienze di ricerca di sistemi risicoli a basso impatto ambientale in base ad un approccio transdisciplinare, in quanto frutto della partecipazione complessiva di diversi soggetti provenienti da Italia, Germania, Spagna, Turchia ed Egitto: Rete Semi Rurali, Polycolturae, ACRA, l’Università di Torino, Eurecat, Doga, Merckens, SEO Bird Life, L’università di Heliopolis e Organic Egypt.
L’evento è stata una fondamentale occasione di conoscenza, coordinamento e disseminazione delle migliori esperienze internazionali di risicoltura sostenibile in ambito mediterraneo, con particolare attenzione in riferimento alle emissione di gas climalteranti in ambito risicolo, alle sfide poste dalla salinizzazione e dalle crisi idriche.
Il ricco programma ha incluso sessioni di confronto e disseminazione dei primi risultati dei gruppi di lavoro e visite in campo nelle aziende partner. Rete Semi Rurali in collaborazione col Biodistretto del Riso Piemontese ha contribuito all’organizzazione dell’evento, tramite una visita in campo nell’ambito di una sessione dedicata alla valorizzazione delle varietà storiche e dei MEB di riso contenute nelle collezioni varietali in situ.
Promuove il rispetto, il recupero, la conservazione della BIODIVERSITA’ in generale e, in particolare, degli AGRO-ECOSISTEMI. POLYCULTURAE non ha fine di lucro ed è promossa e gestita da AGRICOLTORI che intendono tutelare l’ambiente naturale e la biodiversità, grazie al contributo fondamentale dei CITTADINI e alla collaborazione rigorosa con la COMUNITA’ SCIENTIFICA (Università ed Enti di Ricerca Nazionali e Internazionali).
Principali attività
Il cuore dell’attività risiede nell’organizzazione di studi, ricerche e azioni didattiche volti a far progredire e divulgare il sapere scientifico. Questo approccio teorico si traduce in pratica attraverso il coinvolgimento diretto delle persone in iniziative di Citizen Science, come workshop, bioblitz e piattaforme condivise dedicate alla biodiversità, pensate per trasformare i cittadini in parte attiva del monitoraggio ecologico.
La diffusione dei contenuti passa anche attraverso la promozione di convegni, seminari, mostre ed eventi culturali capaci di valorizzare le tematiche trattate e i prodotti a esse collegati. A questa dimensione divulgativa si affianca una solida componente operativa: l’ente eroga infatti servizi, consulenze e collaborazioni scientifiche, strutturando al contempo percorsi di formazione professionale, aggiornamento e perfezionamento per gli operatori del settore.
Infine, a garanzia della sostenibilità e del patrimonio agricolo, l’impegno si concretizza nell’ideazione, registrazione e gestione diretta o delegata di Marchi collettivi specificatamente orientati alla tutela dell’agro-biodiversità e degli agro-ecosistemi.
Collaborazioni
Sviluppa una fitta rete di cooperazione che mette in contatto il mondo agricolo, il settore scientifico-accademico, le istituzioni e la cittadinanza, concentrando le proprie attività principalmente nell’area del Piemonte Orientale.
Lo scorso 16 febbraio presso l’Aula B del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi (DBIOS) dell’Università di Torino (UniTo) Michele Salvan ha difeso la sua tesi di dottorato ” Biodiversity and agro-biodiversity for climatic resilience promotion in rice farming”, progetto PON-PNRR del 37° ciclo di dottorato di UniTo, e frutto della collaborazione tra Rete Semi Rurali e il DBIOS. Il lavoro è stato focalizzato sullo studio dei legami tra Agro-biodiversità e Biodiversità nel distretto risicolo a cavallo tra Piemonte e Lombardia. Il lavoro di ricerca, durato 4 anni e costituito da 3 pubblicazioni principali, ha dimostrato come biodiversità e agro-biodiversità possano convergere verso soluzioni di campo tese a rendere le risaie agro-ecosistemi veramente funzionali in quanto aree umide di sostituzione, nonché possibili fonti di biodiversità naturale e coltivata.
Il lavoro di dottorato ha dimostrato la validità di un approccio trans-disciplinare, di scala e partecipativo teso a coinvolgere soggetti territoriali diversi, dai biodistretti, gli agricoltori e tecnici locali, sino alle Banche delle Sementi Comunitarie, anche nel settore risicolo. La proficua collaborazione tra l’Università di Torino e Rete Semi Rurali proseguirà in altri progetti, tra cui il progetto PRIMA in primis, per approfondire le tematiche inerenti alla gestione agronomica e in particolare alla scelta varietale, sostenibile e attenta a mantenere le risaie agro-ecosistemi cruciali per la biodiversità.
Lo scorso 3 febbraio presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi (DBIOS) Rete Semi Rurali (RSR) ha partecipato in collaborazione con lo stesso DBIOS alla prima conferenza della serie del Piano Lauree Scientifiche (PLS). L’evento intitolato “
“Dalla pianta alla salute: nuove frontiere della nutrizione sostenibile” ha incluso 3 brevi interventi dedicati ai temi della ricerca genetica partecipativa e climaticamente resiliente, dei biostimolanti per le piante e della nutraceutica per la salute umana. RSR ha partecipato presentando le sue esperienze di selezione genetica partecipativa e valutazione, anche tramite panel test e strumenti digitali, dei Miscugli Eterogenei Biologici selezionate nell’ambito del progetto Riso Resiliente, la cui coltivazione prosegue ed è in espansione. Metodologie partecipative e di attivazione con gli studenti hanno animato gli interventi, permettendo una maggior interazione durante la conferenza, nonché un’immediata valutazione degli impatti dell’attività divulgativa.
Rete Semi Rurali conferma la sua stretta collaborazione con il mondo accademico e con il DBIOS come partner di rilievo, sia nelle attività di ricerca, sia in quelle di disseminazione, attraverso l’utilizzo di metodologie partecipative e processi di sviluppo locale improntati da un approccio orizzontale.