Corso Formazione 80 ore APAB

Corso Formazione 80 ore APAB

APAB, nell’ambito del progetto formativo SRH03 del CSR – Piano Strategico per lo Sviluppo Rurale PAC 2023–2027 della Regione Toscana, sta organizzando un percorso formativo gratuito:

“La transizione agroecologica in un contesto di adattamento ai cambiamenti climatici”,

Rivolto alle aziende agricole e ai loro dipendenti, il corso ha l’obiettivo di fornire conoscenze e strumenti pratici per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e accompagnare le imprese agricole nel processo di transizione agroecologica, rafforzandone la resilienza ambientale, economica e sociale.

Periodo e sede

Il percorso formativo inizierà a febbraio 2026 presso la sede di Rete Semi Rurali – (Piazza Brunelleschi 8, Scandicci) con una modalità mista che prevede lezioni in presenza e online.

Il calendario degli incontri potrà estendersi anche nell’arco di un anno, tenendo conto dei calendari agricoli, così da venire incontro alle esigenze organizzative e lavorative delle aziende partecipanti.

Programma

Il corso affronterà i seguenti temi:

  • Cambiamenti climatici: mitigazione, adattamento e analisi della vulnerabilità aziendale
  • Principi e pratiche dell’agroecologia e fasi della transizione
  • Tecniche di progettazione per l’agroecologia (permacultura)
  • Strumenti digitali per la diagnosi climatica e agroecologica, cartografia tematica e monitoraggio del territorio
  • Supporto alla redazione del Piano Aziendale di Adattamento ai Cambiamenti Climatici
  • Moduli tecnici su suolo, acqua, biodiversità, sostenibilità economica e aspetti sociali

    Approfondimenti su: certificazione biologica di gruppo, legislazione sementiera e materiale eterogeneo biologico, intercropping/consociazioni, agroforestry, orticoltura e gestione degli animali in azienda

Sono inoltre previste due visite didattiche presso aziende agricole modello (marzo–aprile 2026).

Struttura del corso

– 17 incontri formativi da 4 ore (totale 68 ore)

– 2 visite didattiche da 6 ore (totale 12 ore)

Durata complessiva

80 ore, organizzate in modo flessibile e compatibile con i tempi di lavoro agricolo.

Vi invitiamo a compilare il form di manifestazione di interesse al link https://forms.gle/hZ6KbQR12SQJRWtw7
In allegato trovi il PDF con tutte le info il programma del corso 

La compilazione non costituisce iscrizione definitiva, ma è fondamentale sia come manifestazione di interesse sia per strutturare le giornate del corso nel modo più utile, accessibile e coerente possibile con le esigenze reali dei partecipanti.

La vostra collaborazione ci permetterà di costruire un percorso formativo realmente efficace e vicino alle necessità delle aziende agricole.

OGM/NBT: la società civile e i produttori biologici e agroecologici bocciano il parere della Commissione UE

OGM/NBT: la società civile e i produttori biologici e agroecologici bocciano il parere della Commissione UE

Riceviamo e condividiamo il comunicato stampa

OGM: la società civile e i produttori biologici e agroecologici bocciano il parere della Commissione Ue favorevole a una diversa normativa del settore.

Roma, 05.05.2021:

Le organizzazioni dei produttori biologici, dell’agricoltura contadina e della società civile esprimono profonda preoccupazione rispetto alla posizione della Commissione europea che si è espressa a favore di una regolamentazione ad hoc per le nuove tecniche di manipolazione genetica (NGT/NBT) per sottrarle alla normativa sugli OGM in essere, aggirando così la sentenza della Corte di Giustizia europea. Dando un sostanziale via libera agli OGM di nuova generazione, la Commissione annuncia la resa di fronte alle pressioni delle industrie dell’agribusiness mettendo in discussione lo stesso principio di precauzione europeo.

Si tratta di una grave minaccia per le piccole e medie produzioni locali e, in generale, per tutto il comparto delle produzioni biologiche e di qualità che caratterizzano il Made in Italy. Facendo eco alla voce delle lobby industriali, la Commissione elenca le stesse promesse non mantenute che sono state fatte vent’anni fa per promuovere gli OGM: meno pesticidi, maggiori rese, adattamento al cambiamento climatico.

Lo studio della Commissione europea sulle nuove tecniche genomiche NGT, o anche NBT, è stato pubblicato su richiesta del Consiglio e a seguito di importanti e continue pressioni lobbistiche da parte dei grandi gruppi industriali del settore. La Commissione, noncurante dei rischi e degli allarmi lanciati dalla società civile e dalle organizzazioni contadine e degli agricoltori biologici ha rilasciato il suo nulla osta a una deregolamentazione, visto che le nuove tecniche ricadono attualmente sotto la normativa degli OGM, così come stabilito dalla Corte di Giustizia Europea nel 2018. Sottrarre i prodotti OGM ottenuti con queste tecniche alla normativa in essere significa, inoltre, rimettere in discussione una etichettatura chiara, la cui rimozione potrebbe privare i consumatori del diritto di conoscere e scegliere cosa stanno acquistando. Eppure l’Unione europea è il campione della tracciabilità, potendo attualmente etichettare molti prodotti di qualità.

Chiediamo che, di fronte a questa infausta apertura, i parlamentari europei e nazionali, i governi nazionali, regionali e locali si mobilitino immediatamente per impedire l’ingresso non dichiarato e la coltivazione di organismi geneticamente modificati in Europa. Una vera transizione ecologica si ottiene offrendo supporto all’agricoltura contadina, promuovendo l’agricoltura biologica e favorendo l’agroecologia, l’economia circolare, la filiera corta e non cedendo alle pressioni delle multinazionali e delle grandi corporazioni agricole. Proprio queste infatti otterrebbero il controllo delle filiere agroalimentari grandi profitti dalla commercializzazione di varietà geneticamente modificate continuando a imporre, di fatto, i vecchi sistemi di produzione e distribuzione che hanno condotto alla crisi ambientale attuale. Inoltre, estendere i  brevetti sulle sementi, rappresenta una grave minaccia per la sovranità alimentare delle popolazioni.

Lo studio sarà discusso dai  ministri dell’Ue al Consiglio dell’agricoltura e della pesca a maggio. La Commissione discuterà anche i suoi risultati con il Parlamento europeo e con tutte le parti interessate. Nei prossimi mesi, sarà effettuata una valutazione d’impatto, compresa una consultazione pubblica, per esplorare le opzioni politiche riguardanti la regolamentazione.

Le scriventi organizzazioni: Acu, Aiab, Altragricoltura Bio, Apab, Ari, Civiltà Contadina, Coord. Zero OGM, Crocevia, Deafal, Egalité, European Consumers, Fairwatch, Federbio, Firab, Greenpeace, Isde, Legambiente, Lipu, Navdanya, Pro Natura, Slow Food, Terra!, Unaapi, Wwf, chiedono che la Commissione rispetti  il principio di precauzione, protegga  l’ambiente dai rischi legati ai nuovi OGM e apra  un dibattito pubblico basato sui fatti e su dati scientifici indipendenti e non influenzato dagli interessi delle potenti lobby dell’agricoltura industriale  (oltre il 70% degli intervistati erano preventivamente favorevoli ai prodotti NBT). Chiediamo che il Governo italiano si opponga all’introduzione di OGM di nuova generazione salvaguardando il carattere “Libero da OGM” della sua agricoltura.

C’è ancora tempo per bloccare una deriva pilotata dai grandi interessi economici finanziari del settore, che ben poco hanno a che vedere con la sostenibilità ambientale.

*Comunicato stampa per conto di: Acu, Aiab; Altragricoltura Bio; Apab; Ari, Civiltà Contadina, Coord. Zero OGM; Crocevia; Deafal; Egalité; European Consumers; Fairwatch; Federbio; Firab; Greenpeace; Isde; Legambiente; Lipu; Navdanya; Pro Natura; Slow Food; Terra!; Unaapi; Wwf.