Ortive: la nuova direttiva europea sulle varietà da conservazione

Ortive: la nuova direttiva europea sulle varietà da conservazione

Il 26 novembre l’UE ha emanato la nuova direttiva europea (dir UE 145/2009) sulle varietà da conservazione di specie ortive che “”prevede talune deroghe per l’ammissione di ecotipi e varietà vegetali tradizionalmente coltivati in particolari località e regioni e minacciati dall’erosione genetica, nonché di varietà vegetali prive di valore intrinseco per la produzione vegetale a fini commerciali ma sviluppate per la coltivazione in condizioni particolari e per la commercializzazione di sementi di tali ecotipi e varietà”

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Varietà da conservazione, il decreto italiano!

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 254 del 31 ottobre 2009 il testo del decreto legislativo n. 149 del 29 ottobre 2009 che attua la direttiva europea 62/2008 sulle varietà da conservazione e abroga il famoso articolo “De Petris” della legge 46/2007. Resta solo il comma 6 che consente agli agricoltori custodi la commercializzazione di piccole quantità di semente da loro prodotta.

 

Scarica il testo del decreto dalla Gazzetta UfficialeScarica il testo del decreto dalla Gazzetta Ufficiale

Quali modi di produzione delle sementi contadine?

Abdoulaye SARR, presidente del Gadec (Groupe d’Action pour le Développement Communautaire (Tambacounda – Sénégal) e membro della Coalizione per la Protezione del Patrimonio Genetico Africano (COPAGEN)
ha presentato questa interessante comunicazione il 7 marzo 2009 a Djimini (Senegal) durante il Forum delle Sementi Contadine organizzato dall’associazione senegalese dei “Producteurs de Semences paysannes (ASPSP)” e dall’associazione francesce “Biodiversité Echange et Diffusion d’Expériences (BEDE)”-
AAbdoulaye Sarr descrivere la problematica e l’evoluzione e l’involuzione delle sementi in Africa e in Senegal e individua nell’attuazione dell’agricoltura biologica, e quindi nell’agroecologia, la produzione e quindi l’avvenire delle sementi contadine.

Sperimentazione di mais OGM in Italia per combattere la Piralide? A.Ve.Pro.Bi risponde: più ricerca sugli effetti delle varie operazioni agronomiche e verso la resistenza differenziale delle varietà di mais, le nostre vecchie varietà locali!

L’Associazione Veneta Produttori Biologici (A.Ve.Pro.Bi) risponde ad una lettera aperta al Ministro Zaia, riportata a pag.5 dell’Informatore Agrario n° 34 (11/19 settembre c.a.). Nella lettera Marco Aurelio Pasti, agricoltore e Presidente dell’Associazione Italiana maisicoltori, scrive al Ministro “Slegaci le mani firmando i provvedimenti sulla sperimentazione in campo e sulla coesistenza tra coltivazione ogm e non ogm” e quindi di ripensare le politiche sull’introduzione in Italia del Mais OGM resistente alla Piralide a causa dei grossi danni che questa causa sulla produzione e commercializzazione di mais in Pianura Padana.

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Usque tandem Europa?

Mercoledi 3 giugno 19.00 Tunisi
“Fino a quando i paesi del Nord ruberanno le nostre risorse genetiche?”

Con queste parole ha chiuso il suo intervento la delegata dell’Ecuador che parlava a nome del gruppo del G77, creando nella plenaria un silenzio irreale. In effetti, questa posizione ha messo moralmente in un angolo i paesi del Nord e in particolare l’Europa che finora ha cercato di rallentare la negoziazione non concedendo nulla, o molto poco, sul versante economico. Man mano che l’implementazione del Trattato diventa più concreta, i nodi lasciati aperti nel passato tornano attuali e il contrasto tra i paesi si fa sempre più evidente.

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I Diritti degli Agricoltori a Tunisi

Durante il secondo giorno dei lavori del GB3 si sono svolti due Side Events riguardanti i Farmers’ Rights e la loro applicazione.

Nel primo evento, organizzato da SEARICE (South East Asia Regional Initiatives for Community Empowerment), è stata presentata l’esperienza che si sta svolgendo nelle Filippine per favorire un’attiva partecipazione degli agricoltori nei processi decisionali che riguardano la conservazione e l’uso sostenibile delle risorse fitogenetiche. L’empowerment delle comunità e la loro partecipazione ai processi decisionali è infatti una delle misure proposte dall’Art. 9 del Trattato per favorire l’applicazione dei Farmers‘ Rights, nonchè una delle componenti essenziali del discorso sulla “giustizia ambientale” e sui diritti umani riguardo al sostentamento.

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