La necessità di promuovere l’innovazione in ambito agricolo e nelle aree rurali è sempre più fondamentale per far fronte alle sfide socio-economiche e ambientali del futuro, e lo è in particolar modo strutturando le attività di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico con un approccio decentralizzato, e incentrato sulle necessità degli agricoltori, teso a favorire un approccio tra pari. Il 7 e 8 Giugno si è svolto a Mestre (VE) il convegno “EU CAP Network ‘On-farm demonstrations for peer-to-peer learning & innovation”, organizzato col supporto di Regione Veneto.
Gli eventi della rete EU CAP rappresentano occasioni cruciali per confrontarsi con tutti gli attori coinvolti nella valutazione dell’efficacia delle politiche agricole europee ad ampio spettro, coinvolgendo direttamente agricoltori, tecnici, formatori, ricercatori e decisori politici.
Nello specifico a Mestre si è discusso delle buone pratiche da promuovere nell’ambito dell’assistenza tecnica di qualità e dell’innovazione nelle aree rurali, presentando casi studio virtuosi sviluppati con approccio paritetico riguardanti aziende agricole provenienti da tutta l’Unione Europea.
Rete Semi Rurali ha partecipato ai momenti di coordinamento, alle discussioni, alle visite in campo, così come ai momenti di confronto tra esperti nell’ambito dei ricercatori e dei responsabili di sperimentazioni in campo, portando la sua esperienza di coprogettazione con approccio partecipativo, nelle sperimentazioni in campo, nella disseminazione di buone pratiche e nel lavoro di supporto allo sviluppo di filiere agro ecologiche.
Continuano le presentazioni del ricettario di Libereso!
Questa volta Ricette per ogni stagione approda nella regione di origine del giardiniere anarchico, la Liguria, alle Fiera del libro di Imperia.
All’incontro, sabato 31 maggio, hanno partecipato, oltre al curatore Claudio Porchia, anche i figli del botanico, Barry e Tanya Guglielmi, che hanno condiviso ricordi ed emozioni legati alla figura del padre. A seguire si è svolto lo show cooking di Claudio Di Dio, chef noto per la sua filosofia “ortocentrica”, che pone al centro del piatto fiori, erbe spontanee e ortaggi. Due le creazioni proposte dallo chef: un muffin al Nasturzio e un elegante dessert floreale, entrambi preparati utilizzando fiori freschi e disidratati dell’azienda “Metti un fiore”.
Il Living Lab RISO RESILIENTE (Riso Resiliente) promuove la transizione del sistema risicolo italiano verso un modello di coltivazione agroecologica basato sulla diversificazione. Il Living Lab riunisce gli attori del settore del riso biologico, tra cui produttori, tecnici, trasformatori e ricercatori, interessati a trovare soluzioni per la transizione agroecologica dei sistemi di produzione del riso e dell’agricoltura delle zone umide. L’obiettivo generale del Living Lab Riso Resiliente è quello di favorire le connessioni tra agricoltori e professionisti, nonché tra scienza e pratica.
Le attività del Living Lab sono concentrate nelle regioni italiane del Piemonte e della Lombardia.
Obiettivi
Promuovere la circolazione di informazioni, conoscenze e competenze nel campo della coltivazione agroecologica del riso;
Sperimentare soluzioni per la gestione delle infestanti senza l’uso di prodotti chimici
Promuovere la ricerca e la sperimentazione di varietà vegetali utili per la produzione biologica
Garantire l’integrità dei processi dal seme al piatto attraverso il coinvolgimento attivo di produttori e consumatori.
Informazioni di base
Il Living Lab “Riso Resiliente”, un progetto congiunto tra la RSR e il Biodistretto dei Riso del Piemonte, mira a trasformare la risicoltura italiana in un modello più ecologicamente sostenibile e diversificato. L’obiettivo a medio termine del progetto è quello di rendere disponibile una gamma più ampia di varietà di riso, più diversificate rispetto alle attuali opzioni commerciali, e di aiutare queste varietà ad adattarsi alle specifiche condizioni locali. Ciò comporta lo sviluppo di materiale sementiero specifico per il sito, noto come HOB (Heterogeneous Organic Material), e l’adattamento delle tecniche agricole di conseguenza.
Il Resilient Rice Living Lab è nato come iniziativa di alcuni risicoltori, che hanno iniziato con piccoli appezzamenti sperimentali per poi passare alla scala aziendale e infine a quella distrettuale, che coinvolge diverse aziende risicole.
Attraverso una ricerca collaborativa in azienda che ha coinvolto le parti interessate, compresi i consumatori, il Living Lab ha individuato le varietà di riso più adatte all’agricoltura biologica e biodinamica e al mercato. Sono state inoltre esplorate varie tecniche agricole relative al controllo delle infestanti e al miglioramento della fertilità in condizioni agroecologiche.
Inoltre, il progetto ha iniziato a sperimentare miscele di diverse varietà di riso e “popolazioni evolutive” (miscele di semi in evoluzione naturale) e a valutarne le prestazioni nei mulini per il riso e l’accettazione da parte dei consumatori.
Struttura di finanziamento
Le attività del Living Lab si basano su un lavoro di facilitazione volontario. Una componente del Living Lab è stata finanziata con fondi CAP collegati a gruppi operativi. Le attività di ricerca sono state integrate nei progetti Horizon e Life.
Attività
Organizzazione di attività che facilitano i collegamenti tra la ricerca e i contesti reali della produzione biologica di riso.
Diffusione delle conoscenze nei settori della diversità varietale, della gestione della qualità dell’acqua, della salute del suolo e del controllo delle infestanti nelle colture delle zone umide.
Organizzazione di giornate sul campo basate sul modello della “classe verte” per migliorare le conoscenze degli agricoltori sulle pratiche agroecologiche attraverso lo scambio tra pari.
Identificazione delle questioni critiche relative all’agroecologia e alla coltivazione biologica del riso.
Metodi, coinvolgimento delle parti interessate e strumenti
Fin dalla sua nascita, il Resilient Rice Living Lab ha adottato un approccio partecipativo basato sui principi del Living Lab. Questo approccio integra il pensiero sistemico e combina le conoscenze scientifiche con il know-how pratico. Il forte coinvolgimento delle parti interessate è considerato essenziale per l’innovazione agroecologica.
Le priorità operative sono definite in collaborazione con le principali parti interessate attraverso workshop interattivi. Vengono istituiti gruppi di lavoro temporanei per sviluppare attività su temi specifici, composti da volontari in base alle loro competenze e interessi. Gli strumenti e le metodologie (ad esempio visite sul campo, sessioni di apprendimento tra pari e tavole rotonde tecniche) sono selezionati in base agli obiettivi e al pubblico destinatario.
– agricoltori (convenzionali e biologici)
– trasformatori e piccoli mulini
– ricercatori (agronomia, ecologia e scienze sociali)
– autorità locali e regionali e istituzioni educative.
– consumatori;
– ONG (ad esempio Rete Semi Rurali);
– PMI.
Tutti gli attori della filiera sono invitati a partecipare alle attività, che si concentrano sulla sperimentazione in contesti reali (ad esempio test in azienda) e sulla co-progettazione di soluzioni. La struttura di governance è orizzontale e democratica, garantendo la parità di genere e l’inclusione dei giovani agricoltori.
Oltre ai percorsi strutturati, il Living Lab è accessibile attraverso:
– Eventi annuali (ad esempio bioblitz sul campo).
– Canali digitali (ad esempio piattaforme SeedLinked per la selezione partecipativa delle piante).
– Collaborazioni con istituti di ricerca (ad esempio pubblicazioni congiunte).
Esempi concreti:
– Concimazione verde e rotazione delle colture sviluppate in collaborazione con gli agricoltori
– Test di varietà di riso HOM (materiale eterogeneo) con trasformatori e consumatori.
– Valutazione dell’impatto sul paesaggio attraverso workshop con più parti interessate.
Questo modello garantisce la circolazione delle conoscenze, l’adattamento locale delle innovazioni e la loro scalabilità.
Risultati
Condivisione delle conoscenze e creazione di reti
LL Resilient Rice ha coinvolto piccoli mulini nella prima fase per testare la possibilità di lavorare il materiale e poi produrre e commercializzare il primo riso HOM in Europa.
LL ha anche coinvolto consumatori informati nella valutazione del prodotto cotto attraverso test panel in azienda e, oltre alla collaborazione di chef e scuole di gestione alberghiera e ristorazione.
Il risultato principale della comunità di pratica LL è l’eliminazione dei prodotti chimici per il controllo delle infestanti e della ruggine, il principale fattore limitante per la produzione di riso in agricoltura biologica. Ciò è stato ottenuto attraverso la sperimentazione e la diffusione di tecniche di semina intercalare, concimazione verde, immersione e spigatura precoce.
Facilitazione della ricerca innovativa
Sostegno allo sviluppo di progetti di ricerca facilitando i collegamenti tra gli istituti di ricerca e le parti interessate.
Opportunità di finanziamento: Ricerca di programmi di finanziamento regionali, nazionali ed europei per identificare fondi dedicati a nuovi progetti di ricerca e condivisione di queste opportunità con la rete Living Lab.
Materiale formativo: Creazione di una presentazione PowerPoint condivisa sui fondamenti scientifici dell’agroecologia per la coltivazione del riso e la gestione delle zone umide per diffondere le conoscenze.
Co-progettazione delle priorità: Organizzazione di tavole rotonde per definire congiuntamente le priorità strategiche di ricerca con il settore del riso biologico.
Il 2 Maggio 2025 si è svolta la semina del campo catalogo di 18 varietà di riso italiane ed estere presenti nella Banca delle Sementi di Rete Semi Rurali, presso l’Azienda Agricola “Una Garlanda” a Rovasenda (VC). L’attività rappresenta un’azione importante dell’attività di mantenimento e promozione dell’agro-biodiversità nel settore risicolo, così come una preziosa occasione per creare connessioni tra tecnici e appassionati del grande patrimonio della biodiversità coltivata in Italia.
Dal 25 al 27 Marzo Rete Semi Rurali è presente a Nairobi alla 2° Eastern Africa Agroecology Conference 2025, nell’ambito del ProgettoAfriFOODlinks in collaborazione con l’ong ACRA. L’evento è dedicato ai sistemi alimentari agro-ecologici dai campi alle tavole, con particolare attenzione ai quelli dell’Africa Sub-Sahariana Orientale. Si tratta di un evento di estrema rilevanza per le comunità di agricoltori, attivisti e ricercatori che si occupano di salvaguardia delle sementi e di comunità del cibo a livello nazionale e internazionale, in particolare per l’attenzione alle tematiche dell’advocacy, l’accesso ai fondi, l’adattamento delle politiche nazionali, la scalabilità delle buone pratiche, e della gestione orizzontale e inclusiva dell’agro-biodiversità.
La conferenza è stata inoltre una preziosa occasione di conoscenza e scambio di buone pratiche agro-ecologiche, condivisione di prospettive, coordinamento di attività e divulgazione di risultati positivi nell’ambito della gestione partecipativa della biodiversità e l’attività delle Casa delle Sementi Comunitarie. Rete Semi Rurali, che partecipa all’evento presentando 2 poster dedicati alle popolazioni dinamiche di riso e alle Case delle Sementi Comunitarie, conferma la sua natura pienamente “Glocale”, fortemente radicata e attiva nel suo contesto di nascita, e al contempo capace di proiettarsi in una dimensione internazionale, intessendo collaborazioni e stabilendo collaborazioni fattive con soggetti operanti nella gestione partecipativa dell’agro-biodiversità in Europa come in Africa Sub-Sahariana.