Agricoltura e salute, serve una strategia unica

Ago 4, 2026 | Articoli, Collaborazioni redazionali, Seminare il cambiamento

La Francia usa l’approccio One health, traducendo in pratiche la sovranità alimentare. Nel nostro Paese il concetto è prigioniero della difesa del Made in Italy.

di Riccardo Bocci Tratto da Altreconomia 294 — Luglio 2026

Anche in Francia il ministero dell’Agricoltura ha aggiunto al proprio nome la “sovranità alimentare” ma le similitudini con l’Italia si limitano a questo. Infatti a febbraio 2026 il ministero francese ha elaborato la Strategia nazionale per l’alimentazione, la nutrizione e il clima (Snanc) con la visione di legare agricoltura, alimentazione e salute secondo l’approccio One health. Passaggio non semplice e banale a livello di concertazione con le parti sociali perché ha dovuto vincere le resistenze dei sindacati agricoli. In Italia siamo lontani dall’elaborare una strategia simile: agricoltura e salute pubblica restano due ambiti ben separati.

Ma perché la Francia ha fatto questo passaggio? Di seguito alcune risposte: aumento del diabete del 160% negli ultimi venti anni; 16% della popolazione che soffre di insicurezza alimentare mentre il 17% è obesa e un terzo degli adulti in sovrappeso; 437 pozzi d’acqua potabile abbandonati negli ultimi anni per inquinamento da nitrati e pesticidi; 19 miliardi di euro di costi collaterali stimati causati dal sistema alimentare; presenza di due terzi di prodotti ultra processati negli scaffali della Grande distribuzione organizzata (Gdo); 4,3 milioni di tonnellate di spreco alimentare. L’agricoltura francese è inoltre responsabile del 58% del consumo di acqua totale del Paese e del 24% dell’impronta di carbonio.

Leggendo questi numeri presentati nell’introduzione alla Snanc sembra di essere in una guerra silenziosa e invisibile. Una guerra giocata sui nostri corpi di cui non siamo consapevoli. La politica non può più restare a guardare e lasciare la discussione sul futuro dell’agricoltura europea ai sindacati o agli addetti ai lavori. Ecco perché la Francia, dopo aver lanciato nel 2017 gli Stati generali dell’alimentazione, ha elaborato nel 2019 il Programma nazionale per l’alimentazione e la nutrizione. Inoltre in seguito alle proposte della Convenzione dei cittadini per il clima di approfondire l’integrazione della dimensione ambientale nella politica alimentare, ha previsto l’elaborazione della Snanc, coordinata da un comitato interministeriale.

Tra gli obiettivi della Snanc ci sono promuovere un’alimentazione salutare e rispettosa dell’ambiente, favorire la giustizia sociale e ridurre le disuguaglianze nell’accesso a un’alimentazione sana e sostenibile, promuovere la sovranità alimentare rafforzando l’autonomia dei sistemi alimentari e il loro ancoraggio territoriale, garantire condizioni di produzione economicamente e socialmente accettabili, stimolare le sinergie con i diversi strumenti politici relativi ai temi dell’alimentazione sostenibile, della nutrizione e del clima.

Il 58% del consumo d’acqua totale in Francia è causato dall’agricoltura

Uno degli strumenti chiave della Strategia sono i Progetti alimentari territoriali (Pat), iniziative locali concertate che, dopo aver sviluppato una diagnosi condivisa e il quadro della produzione agricola e alimentare e del fabbisogno alimentare locale, censendo gli attori coinvolti e le iniziative già presenti sul territorio, sviluppano azioni collettive in cui l’alimentazione diventa l’asse integratore e strutturante per la messa in coerenza delle politiche settoriali sul territorio.

I livelli tenuti in considerazione sono quattro: economico (strutturazione e consolidamento delle filiere territoriali, contributo all’insediamento di agricoltori); ambientale (accompagnamento della transizione ecologica, lotta contro lo spreco alimentare e diversificazione delle fonti proteiche); salute pubblica (promozione e accesso a un’alimentazione favorevole alla salute e all’attività fisica quotidiana); sociale (dall’educazione alimentare alla lotta contro la precarietà alimentare).

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