Tradizione e innovazione sociale

Mag 1, 2021 | Articoli

di Giandomenico Cortiana – A.Ve.Pro.Bi

Le conoscenze e le pratiche legate alla riproduzione, moltiplicazione e conservazione delle sementi rischiano di andare perdute: storia di un progetto di recupero e sperimentazione

In Veneto la sensibilità e l’impegno rivolti al recupero e allo sviluppo di filiere a sostegno della biodiversità coltivata non sono una novità: l’Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria N. Strampelli di Lonigo (VI) fino a pochi anni fa ha reso disponibili molte delle sementi conservate nella sua banca, trasferendole regolarmente agli agricoltori che le volevano moltiplicare e coltivare. Il Consorzio di Tutela del Mais Marano, l’Associazione Conservatori Mais Bianco Perla, il Consorzio di Tutela del Mais Sponcio, CRESCENT (Filiera Corta Bio dei Cereali Antichi), pionieri del biologico come Guido Fidora, costituiscono l’esempio di una realtà viva e dinamica nata e cresciuta anche grazie al supporto tecnico e ad una efficace relazione con un istituto pubblico. Altri agricoltori e altre associazioni sono riusciti a recuperare materiale nei loro territori, importantissimo è il lavoro svolto per esempio nel bellunese dall’associazione Coltivare Condividendo.

Mais popolazione Cortiana, raccolto 2020

Purtroppo accade ora che molte delle istituzioni pubbliche preposte alla conservazione e moltiplicazione delle sementi non siano più ritenute dal mondo politico strategiche, tanto da considerare inutile il loro ruolo. L’Istituto Strampelli di Lonigo rientra in questa categoria, tanto che nel giro di pochissimo tempo non concede più sementi ad alcuno e le sue attività vengono ridotte al lumicino. Molti giovani che hanno capito l’importanza delle sementi locali e della biodiversità agraria hanno sempre più difficoltà a recuperare le sementi necessarie, oltretutto le conoscenze e le pratiche legate a riproduzione, moltiplicazione e conservazione delle sementi, non essendo più state tramandate e non rientrando più nel bagaglio culturale di chi fa agricoltura, rischiano di andare perse.

Questa realtà ha costituito la base di partenza del progetto CONSEMI, che esprime un percorso che ha un forte valore di innovazione sociale oltre che tecnico. Il progetto è iniziato nel 2019 ed è stato finanziato dal PSR della Regione Veneto. La prima necessità è stata quella di costituire una Casa delle Sementi con lo scopo di recuperare il patrimonio genetico locale mantenuto in vita da agricoltori e appassionati, dagli ormai pochi istituti pubblici e da realtà come la Casa dell’Agrobiodiversità di Rete Semi Rurali a Scandicci, avviare corsi di studio e formazione e favorire lo sviluppo di nuove filiere locali dedicate alla valorizzazione anche dal punto di vista economico di questo enorme patrimonio di biodiversità coltivata.

Incontro progetto CONSEMI – ottobre 2020

La Casa delle Sementi del Veneto ha trovato sede a Isola Vicentina ed è al suo secondo anno di attività. Oltre al lavoro di recupero si è iniziato a sperimentare alcuni miscugli e popolazioni di grano tenero e di mais. La partecipazione e l’impegno di piccole e medie aziende agricole sono considerevoli ed essenziali in tutte le fasi del progetto, che inizia e prospetta i suoi orizzonti in funzione delle loro aspettative. Questo fa assumere alla Casa delle Sementi un ruolo sempre più sociale e di aggregazione attorno ad un progetto condiviso: infatti tutto il lavoro di moltiplicazione in campo è svolto in collaborazione con un gruppo di agricoltori sparsi in tutto il territorio Veneto e con l’Istituto Tecnico Agrario di Bovolino, le decisioni e le scelte vengono condivise così come i risultati.

In tutto questo processo la formazione costituisce una delle attività strategiche: si tratta di un valore che permane nel tempo e apre a sviluppi innovativi. Il progetto CONSEMI terminerà ufficialmente nel 2022: per noi i tre anni di impegno svolto nell’ambito del progetto PSR rappresentano l’inizio di un percorso che dovrà trovare nel tempo una propria sostenibilità economica.

Parcelle sperimentali progetto CONSEMI – marzo 2021

Quest’anno le nostre attenzioni sono rivolte allo studio e alla possibilità di dar vita ad una piccola ditta sementiera e al rafforzamento delle filiere, viste come strumento capace di implementare un sistema economico che dia valore alle produzioni locali come espressione della sostenibilità ecologica e della biodiversità. La rete di agricoltori e trasformatori, con i quali abbiamo già fatto incontri di dialogo e confronto (filigrane, popolazioni mais ecc..) costituisce una base di partenza per affrontare in maniera concreta il tema delle filiere, viste  come strumento capace di implementare un sistema economico che dia valore alle produzioni locali come espressione della sostenibilità ecologica e della biodiversità. Il nostro territorio vuoi per la frammentazione dovuta all’eccessivo sviluppo urbanistico che ha limitato la crescita di molte aziende agricole, ma per lo stesso motivo vuoi per la vicinanza dei canali distributivi, si presta allo sviluppo di filiere locali dove il rapporto con il consumatore può avvenire in forma diretta ed essere fidelizzato con più facilità, per questo riteniamo che il progetto dovrà essere condiviso con le reti gas e con associazioni di consumatori.

Visita campo seme mais Marano – Monte di Malo (VI) – ottobre 2020

Notiziaro 25

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