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Condividiamo l’appello giuntoci dagli amici della cada editrice Pentàgora con la quale RSR collabora dalla sua creazione. Ci scrive Massimo Angelini.
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Nell’ambito delle iniziative per l’inaugurazione della nuova sede, il 5 Aprile 2019, presso Mondeggi Bene Comune Fattoria Senza Padroni ,viene presentato in anteprima del nuovo libro di Salvatore Ceccarelli – “Ci vediamo stasera a Damasco”, edito da Pentàgora.
Tra rivoluzione verde e contadini: due vite, una sola scelta di campo (in tutti i sensi)
Nell’ambito delle iniziative per l’inaugurazione della nuova sede, Massimo Angelini presenta il suo libro Ecologia della Parola, ed. Pentàgora, alle 18 presso libreria Todo Modo, via dei Fossi 15/R, Firenze.
PENTÀGORA EDIZIONI (www.pentagora.it) e l’ASSOCIAZIONE CULTURALE PAROLE DI TERRA promuovono il Premio Nazionale di Letteratura Rurale PAROLE DI TERRA – quinta edizione, da assegnare a opere INEDITE in LINGUA ITALIANA dedicate al mondo rurale e alla cultura contadina, con due categorie di premiazione:
a. Premio Parole di Terra per la letteratura rurale per romanzi, monografie, raccolte di saggi o racconti (da 150.000 a 400.000 caratteri spazi compresi);
b. Premio Parole di Terra per racconti, memorie o saggi brevi, comunque di taglio narrativo (entro 15.000 caratteri spazi compresi).
Vasyl BARKA
Il principe giallo
Lo sterminio per fame dei contadini in Ucraina – romanzo
traduzione e cura di Alessandro Achilli
Pentàgora, Giugno 2016
pp. 311 – 14 euro
Di questa tragedia, consumata in Ucraina tra il 1932 e il 1933, in Italia si sa poco. Non è passata, non si studia a scuola. Eppure a 1300 km dall’Italia, a 700 da Auschwitz, in due anni è stato fatto morire un numero incalcolabile di contadini con le loro famiglie. Chi dice 2 milioni di persone, chi ne ha contate 8 milioni. Non si può sapere. Ma sappiamo che sono stati fatte morire di morte violenta, deportazione e, soprattutto, per fame. Nelle case tutto il cibo – tutto – veniva requisito e a quel punto non restava che attendere di spegnersi, a poco a poco, una persona dopo l’altra. E chi tratteneva anche solo un poco del proprio grano – bastavano cinque spighe! Cinque, come quelle che stringe al petto la bambina raffigurata in copertina – veniva considerato ladro della proprietà socialista e passato per le armi.