La transizione verso un sistema alimentare sostenibile non può più aspettare, e la PAC deve esserne il motore, non l’ostacolo.

1 Ottobre 2025 | Articoli, Seminare il cambiamento

Un gruppo di importanti organizzazioni ambientaliste – BirdLife Europa e Asia Centrale, l’Ufficio Europeo dell’Ambiente (EEB), Greenpeace e WWF – ha unito le forze per analizzare la proposta della Commissione europea per la futura Politica Agricola Comune (PAC), presentata a luglio 2025. La loro valutazione è chiara: la proposta attuale è gravemente carente e rischia di perpetuare un modello agricolo insostenibile, invece di guidare la necessaria transizione ecologica.

Il problema di fondo
Il settore agricolo si trova in una posizione cruciale: è sia vittima dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità, sia uno dei responsabili. L’attuale crisi geopolitica ha inoltre messo in luce la fragilità del nostro sistema alimentare. La PAC, che rappresenta una fetta enorme del bilancio UE, ha il potenziale per trasformare l’agricoltura europea in una forza positiva, a beneficio degli agricoltori, della natura e della sicurezza alimentare a lungo termine. Purtroppo, la proposta della Commissione, nonostante alcuni timidi passi avanti, non coglie questa opportunità.

Le associazioni identificano quattro grandi aree critiche

1.  Finanziamenti inefficaci per l’ambiente: La proposta non garantisce che una quota sufficiente del budget sia dedicata concretamente alla protezione del clima e della natura. Il sistema per tracciare questa spesa è definito “profondamente imperfetto” e rischia di trasformarsi in un mero esercizio di “greenwashing”. Ad esempio, considera automaticamente come “spesa per il clima” alcune misure di sostegno al reddito senza che queste abbiano reali benefici ambientali. Inoltre, scompare il monitoraggio specifico per la biodiversità.

2.  Sostegno al reddito ingiusto: Il sistema dei pagamenti diretti, basato principalmente sulla superficie coltivata, rimane largamente inalterato. Questo significa che la maggior parte dei fondi continua a fluire verso le aziende agricole più grandi e ricche (l’1% più ricco), invece di essere indirizzata verso chi ne ha realmente bisogno o pratica un’agricoltura più sostenibile. I criteri per rendere il sostegno più equo sono troppo deboli e non tengono conto delle diverse realtà agricole tra gli stati membri.

3.  Sussidi dannosi persistono: La proposta non introduce misure abbastanza forti per eliminare i sussidi che danneggiano l’ambiente. Le norme per impedire che i fondi pubblici finanzino pratiche intensive dannose (come l’allevamento intensivo o l’uso eccessivo di pesticidi) sono vaghe e lasciano troppa discrezionalità agli stati membri, rischiando una “corsa al ribasso” negli standard ambientali.

4.  Scarsa responsabilità e trasparenza: Manca un solido sistema per misurare i veri risultati della PAC. Senza indicatori chiari che misurino l’impatto concreto sulle emissioni di gas serra, sulla biodiversità o sulla riduzione dei pesticidi, è impossibile sapere se la politica sta funzionando. Anche il meccanismo per garantire che gli stati membri rispettino gli obiettivi UE è considerato troppo debole.

Per trasformare la PAC in uno strumento di vera transizione, le organizzazioni propongono una serie di cambiamenti radicali:

°   Finanziare la transizione ecologica: Destinare in modo vincolante almeno il 50% del budget della PAC ad azioni concrete per il clima e l’ambiente, con fondi dedicati per aiutare ogni azienda agricola nella transizione verso pratiche sostenibili.
°   Rendere il sostegno più equo: Eliminare gradualmente i pagamenti basati solo sulla superficie e privilegiare il sostegno alle aziende che forniscono benefici ambientali e sociali (come l’agricoltura biologica o quelle situate in aree protette).
°   Porre fine ai sussidi dannosi: Introdurre un “elenco negativo” che escluda chiaramente il finanziamento di pratiche dannose, come gli investimenti in allevamenti intensivi in gabbia o in sistemi di irrigazione in zone a scarsità idrica.
°   Garantire risultati e responsabilità: Stabilire indicatori di performance rigorosi per misurare i progressi reali (ad esempio, l’indice di abbondanza degli uccelli nei campi agricoli) e dare alla Commissione Europea il potere di bloccare i piani nazionali che non rispettano le regole.

Il messaggio è forte e chiaro: l’attuale proposta di PAC non è all’altezza delle sfide del nostro tempo. Per avere una possibilità di raggiungere gli obiettivi climatici e di biodiversità dell’UE, e per garantire un futuro prospero agli agricoltori europei, è essenziale che i legislatori modifichino profondamente il testo durante i negoziati.


Per supportare i negoziati e sviluppare la loro visione comune , questo briefing presenta i cambiamenti chiave che BirdLife Europe, EEB, Greenpeace e WWF raccomandano alle istituzioni dell’UE per migliorare il quadro giuridico proposto e fornire gli incentivi necessari al settore per effettuare una transizione significativa verso la sostenibilità e la resilienza.

Ultimi post

Send this to a friend