Il principe giallo, di Vasyl Barka, ed. Pentàgora

Mag 29, 2016 | Libri | 0 commenti

Vasyl BARKA

Il principe giallo

Lo sterminio per fame dei contadini in Ucraina – romanzo

traduzione e cura di Alessandro Achilli

Pentàgora, Giugno 2016

pp. 311 – 14 euro

 Di questa tragedia, consumata in Ucraina tra il 1932 e il 1933, in Italia si sa poco. Non è passata, non si studia a scuola. Eppure a 1300 km dall’Italia, a 700 da Auschwitz, in due anni è stato fatto morire un numero incalcolabile di contadini con le loro famiglie. Chi dice 2 milioni di persone, chi ne ha contate 8 milioni. Non si può sapere. Ma sappiamo che sono stati fatte morire di morte violenta, deportazione e, soprattutto, per fame. Nelle case tutto il cibo – tutto – veniva requisito e a quel punto non restava che attendere di spegnersi, a poco a poco, una persona dopo l’altra. E chi tratteneva anche solo un poco del proprio grano – bastavano cinque spighe! Cinque, come quelle che stringe al petto la bambina raffigurata in copertina – veniva considerato ladro della proprietà socialista e passato per le armi.

Vasyl BARKA

Il principe giallo

Lo sterminio per fame dei contadini in Ucraina – romanzo

traduzione e cura di Alessandro Achilli

Pentàgora, Giugno 2016

pp. 311 – 14 euro

Per richiedere IL PRINCIPE GIALLO, si può scrivere direttamente alla segreteria editoriale di PENTAGORA:

 

ordini@pentagora.it

 

(tel. 019.811800).

 

Di questa tragedia, consumata in Ucraina tra il 1932 e il 1933, in Italia si sa poco. Non è passata, non si studia a scuola. Eppure a 1300 km dall’Italia, a 700 da Auschwitz, in due anni è stato fatto morire un numero incalcolabile di contadini con le loro famiglie. Chi dice 2 milioni di persone, chi ne ha contate 8 milioni. Non si può sapere. Ma sappiamo che sono stati fatte morire di morte violenta, deportazione e, soprattutto, per fame. Nelle case tutto il cibo – tutto – veniva requisito e a quel punto non restava che attendere di spegnersi, a poco a poco, una persona dopo l’altra. E chi tratteneva anche solo un poco del proprio grano – bastavano cinque spighe! Cinque, come quelle che stringe al petto la bambina raffigurata in copertina – veniva considerato ladro della proprietà socialista e passato per le armi.

Avevo pensato di parlare dell’ HOLODOMOR (questo il nome dello sterminio – in Ucraina definito genocidio) attraverso una ricostruzione storiografica, ma i saggi sono destinati soprattutto agli studiosi; allora ho scelto la via della narrazione, perché i racconti arrivano al cuore di tutti, e l’ho fatto recuperando il romanzo duro e tagliente di uno scrittore ucraino, testimone diretto di quegli anni, per due volte candidato al Nobel per la letteratura, e qui per la prima volta restituito in italiano grazie all’accurata traduzione di Alessandro Achilli.

Un libro per conoscere e non dimenticare.

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