Il loro valore per un’agricoltura sostenibile
Christian Schöb – Universidad Rey Juan Carlos
Il pianeta Terra si trova ad affrontare una profonda crisi della biodiversità. Attualmente, infatti, perdiamo biodiversità a un ritmo senza precedenti, e questo anche a causa dell’agricoltura, un’attività al servizio della nostra società che si concentra principalmente su alcune specie vegetali, come grano, mais, riso, canna da zucchero o cotone.
Le attività agricole intensive occupano sempre più terreno e vanno a prendere il posto di ecosistemi altrimenti più diver-
sificati, contribuendo così alla perdita di biodiversità a livello globale perché soppiantano i diversi ecosistemi naturali con
monocolture e si affidano a un insieme ristretto di specie e genotipi. I nostri sistemi agricoli uniformi, monocolturali e basati su poche colture contribuiscono alla nostra incapacità di ridurre la crescente perdita di biodiversità. La società umana è generalmente inconsapevole del valore della biodiversità e quindi non è incentivata a conservarla: è improbabile che cambiamo le nostre abitudini, solo perché questo può salvare una specifica pianta o una sua proprietà per la quale, ancora, non vediamo alcun uso. Tuttavia, molte piante selvatiche, siano esse arbustive, erbacee, o alberi, sono imparentate con le nostre colture, tanto che possono dirsi “cugine” di quelle specie che la società umana coltiva e che vorremmo conservare. E molti di questi parentali selvatici delle colture (definiti in inglese Crop Wild Relatives – CWR) hanno proprietà che vorremmo trovare nelle nostre piante coltivate, proprietà che ci interessa mantenere e utilizzare. Pertanto, se riusciamo a di mostrare il valore che i parentali selvatici delle colture hanno per noi, abbiamo uno strumento prezioso per sensibilizzare l’opinione pubblica sul valore della biodiversità nella nostra società.
Il progetto COUSIN, finanziato nell’ambito del programma quadro della Commissione Europea Horizon Europe, studia e usa le CWR per sviluppare nuove colture e cultivar con proprietà migliorate e pone all’attenzione della nostra società la proposta di valorizzare la diversità delle piante selvatiche sia in un’ottica di conservazione e sia per ribadire l’importanza di questa diversità per produrre nuove varietà per un’agricoltura sostenibile e un miglioramento della salute umana. Il progetto prevede attività di identificazione e mappatura dei parentali selvatici delle colture in Europa, la loro caratterizzazione per alcune proprietà rilevanti – come la tolleranza agli stress abiotici e biotici e quelle nutrizionali o salutari – la loro conservazione in situ ed ex situ, rispettiva mente nei loro habitat naturali e nelle banche genetiche, e il loro utilizzo nella riproduzione di nuove colture e cultivar con proprietà migliorate.
COUSIN lavorerà su cinque colture: frumento, orzo, piselli, lattuga e brassicacee (includendo cavoli, broccoli, cavolfiori e colza), attraverso l’introgressione di proprietà presenti nei parentali selvatici nelle moderne cultivar, la domesticazione de-novo di nuove colture dai loro antenati selvatici o l’uso dei parentali selvatici delle colture in sé.
Uno degli impatti più importanti previsti da questo progetto, tuttavia, è quello di sensibilizzare la società sul legame diretto tra la conservazione dell’ampia diversità genetica delle piante selvatiche e la salute e il benessere dell’uomo, per garantire una produzione sostenibile di cibo ora e in futuro.



