Il futuro delle consociazioni tra prove in campo e superamento delle barriere burocratiche con il progetto IntercropValues

Il futuro delle consociazioni tra prove in campo e superamento delle barriere burocratiche con il progetto IntercropValues

Negli scorsi giorni si è svolto l’incontro dell’Organic Advisory Network, grazie al lavoro di coordinamento di FIRAB, con visite in campo presso l’azienda agricola Passerini a Torrita di Siena e l’azienda agricola Torre colombaia a Marsciano nelle quali ci si è confrontati su temi tecnici e agronomici riguardanti le consociazioni. Nell’ambito del progetto Intercropvalues , si è svolto un workshop sul tema delle barriere burocratiche e normative riguardati le consociazioni, con strategie per facilitare gli aiuti nell’ambito dello sviluppo rurale e la tracciabilità.

per maggiori info sul progetto IntercropValues visita il sito dedicato

Agroecologia e risicoltura: a Rovasenda il confronto del Living Lab ALL FACTs

Agroecologia e risicoltura: a Rovasenda il confronto del Living Lab ALL FACTs

Lo scorso 5 marzo si è tenuto l’incontro del gruppo di lavoro sul riso del Living Lab ALL FACTs presso l’azienda “Un Garlanda” a Rovasenda (VC). Prosegue l’obiettivo di mappare e coordinare le diverse filiere agro-ecologiche presenti in Piemonte.

Nello specifico si è discusso delle misure regionali volte alla promozione dei sistemi agro-forestali in pianura, anche in contesti risicoli, prendendo spunto anche dalle buone pratiche già utilizzate da anni presso l’azienda “Una Garlanda”. Tema di approfondimento sono state anche le strategie di valorizzazione delle filiere agro-ecologiche in risicoltura, attraverso la duplice chiave di lettura del prodotto e delle possibili forme di aggregazione aziendale. Rete Semi Rurali ha partecipato in collaborazione con il Bio Distretto del Riso Piemontese e come parte del Living Lab Riso Resiliente fornendo gli elementi innovativi frutto del lungo lavoro di ricerca-azione svolto nell’ambito della risicoltura con approccio agroecologico.

Difesa Tesi di Dottorato Rete Semi Rurali – Università di Torino

Difesa Tesi di Dottorato Rete Semi Rurali – Università di Torino

Lo scorso 16 febbraio presso l’Aula B del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi (DBIOS) dell’Università di Torino (UniTo) Michele Salvan ha difeso la sua tesi di dottorato ” Biodiversity and agro-biodiversity for climatic
resilience promotion in rice farming”, progetto PON-PNRR del 37° ciclo di dottorato di UniTo, e frutto della collaborazione tra Rete Semi Rurali e il DBIOS. Il lavoro è stato focalizzato sullo studio dei legami tra Agro-biodiversità e Biodiversità nel distretto risicolo a cavallo tra Piemonte e Lombardia. Il lavoro di ricerca, durato 4 anni e costituito da 3 pubblicazioni principali, ha dimostrato come biodiversità e agro-biodiversità possano convergere verso soluzioni di campo tese a rendere le risaie agro-ecosistemi veramente funzionali in quanto aree umide di sostituzione, nonché possibili fonti di biodiversità naturale e coltivata.

Il lavoro di dottorato ha dimostrato la validità di un approccio trans-disciplinare, di scala e partecipativo teso a coinvolgere soggetti territoriali diversi, dai biodistretti, gli agricoltori e tecnici locali, sino alle Banche delle Sementi Comunitarie, anche nel settore risicolo. La proficua collaborazione tra l’Università di Torino e Rete Semi Rurali proseguirà in altri progetti, tra cui il progetto PRIMA in primis, per approfondire le tematiche inerenti alla gestione agronomica e in particolare alla scelta varietale, sostenibile e attenta a mantenere le risaie agro-ecosistemi cruciali per la biodiversità.

Partecipa al sondaggio InnOBreed–LiveSeeding sugli aspetti legali e politici della selezione biologica

Partecipa al sondaggio InnOBreed–LiveSeeding sugli aspetti legali e politici della selezione biologica

Condividiamo un sondaggio congiunto dei progetti InnOBreed e LiveSeeding, incentrato sugli aspetti legali e politici relativi alla selezione biologica dei frutti.

Il questionario mira a raccogliere le opinioni e le esperienze degli utenti sui fattori normativi che influenzano il miglioramento, la valutazione e la moltiplicazione delle piante nella produzione di frutta biologica.

Le informazioni raccolte aiuteranno a identificare aree di miglioramento e forniranno preziose informazioni alla Commissione Europea e ai decisori politici.

Il sondaggio è disponibile in inglese, francese, tedesco e italiano

ec.europa.eu/eusurvey/runner/InnOBreed_LiveSeeding_Legal_and_policy_perception_and_recommendations

Scadenza: 20 febbraio

Se ti occupi della genetica dei frutti, sia nella conservazione, moltiplicazione o allevamento, partecipa al sondaggio e diffondilo tra i tuoi contatti:

Grazie in anticipo per il tuo contributo.

TRIBIOME: cosa ci racconta il microbioma del suolo

TRIBIOME: cosa ci racconta il microbioma del suolo

di Daniel Scicchitano – Università di Bologna

Il suolo è un ecosistema vivo, dinamico, popolato da comunità microbiche estremamente complesse che svolgono un ruolo chiave nel funzionamento degli agroecosistemi.

Il progetto europeo TRIBIOME nasce con l’obiettivo di comprendere come queste comunità microbiche, e in particolare il microbioma del suolo e della rizosfera delle piante, contribuiscano alla resilienza dei sistemi agricoli di fronte a stress ambientali come la siccità. Nel corso del progetto, sono stati analizzati suoli e rizosfere di coltivazioni di frumento in diverse aree europee, caratterizzate da condizioni pedoclimatiche differenti. Attraverso tecniche avanzate di sequenziamento del DNA batterico/fungino e approcci di modellizzazione basati su reti microbiche, è stato possibile descrivere non solo la composizione delle comunità microbiche, ma anche le relazioni funzionali tra i microrganismi che le compongono. I risultati mostrano che il microbioma del suolo non risponde alla siccità in modo casuale. Al contrario, emergono moduli microbici ricorrenti, ovvero gruppi di microrganismi che tendono a co-variare e a interagire tra loro in modo coordinato. All’interno di questi moduli sono stati identificati taxa chiave, definiti keystone, che occupano posizioni centrali nelle reti di interazione e che sembrano svolgere un ruolo importante nel mantenimento della stabilità del sistema.
In condizioni di elevata aridità, sia nei suoli sia nella rizosfera, si osserva un arricchimento ricorrente di specifici generi batterici e fungini, molti dei quali sono noti per la loro capacità di tollerare stress ambientali, modulare la disponibilità dei nutrienti o interagire positivamente con le piante. Questi microrganismi non agiscono isolatamente, ma come parte di consorzi funzionali, la cui struttura cambia nel tempo e in funzione dello stadio di sviluppo della coltura.
Un aspetto particolarmente rilevante emerso dal progetto TRIBIOME è che le interazioni tra microrganismi sono altamente specifiche e dipendenti dal contesto. Questo significa che la semplice presenza di un determinato taxon non è sufficiente a predirne la funzione: è la rete funzionale in cui esso è inserito a determinarne l’impatto sull’ecosistema suolo-pianta.

Modellizzazione delle reti microbiche (Wiggum Plot) della rizosfera di Triticum aestivum (Figura a sinistra) e Triticum durum (Figura a destra) in campioni raccolti presso l’azienda Floriddia (Toscana) nell’ambito del progetto TRIBIOME. Ogni nodo rappresenta un genere batterico (presente in almeno il 20% dei campioni) in connessione con gli altri microrganismi tramite correlazioni positive (si influenzano positivamente l’un l’altro – linee rosse) o negative (si influenzano negativamente l’un l’altro – linee blu).
Network analysis realizzata da Dr. D. Scicchitano.
TRIBIOME: microbiomi per un cibo sostenibile

TRIBIOME: microbiomi per un cibo sostenibile

di Bettina Bussi – Rete Semi Rurali

Il progetto europeo TRIBIOME (Horizon) è iniziato nel 2023 e finirà a dicembre 2026. I partner sono Università e Centri di ricerca di 6 paesi EU e del Sud Africa.

I due ambiti principali di TRIBIOME sono lo studio delle relazioni microbiche tra piante di frumento e suolo e lo sviluppo di modulatori del suolo. RSR partecipa sia alla sperimentazione che allo sviluppo di un sistema decisionale basato su una rete di agricoltori. Lo studio della microdiversità è stato condotto in diverse località rappresentative di agroecosistemi mediterranei per un totale di 11 campi sperimentali, gestiti con pratiche agricole locali e distribuiti lungo un gradiente climatico ed edafico tra nord e sud di Spagna e Italia. In ogni campo, ognuno di 3000 metri quadri, la campagna di campionamento ha riguardato le piante di frumento (spigatura, maturità, raccolta), la rizosfera e il suolo (primavera, estate, autunno). Il campionamento ha permesso di catturare le dinamiche stagionali delle comunità microbiche in base ad attività enzimatica e diversità funzionale in risposta allo sviluppo delle colture e alle condizioni climatiche. L’analisi dei dati “omics” (genomica, proteomica, metabolomica) si è focalizzata sulle relazioni tra microbiota, ambiente, persone e cibo con lo scopo di indagare il legame tra mondo microscopico e qualità degli alimenti: se il suolo è fertile e vivo anche la salute delle piante e delle persone ne guadagna (si veda l’articolo successivo). Un altro obiettivo di TRIBIOME è lo sviluppo di modulatori del suolo e biostimolanti basati su microrganismi o sostanze fitochimiche che agiscono sull’interfaccia pianta- suolo. Negli ultimi anni, il mercato globale dei biostimolanti ha registrato una rapida crescita e l’Europa è il più grande mercato con 8 milioni di ettari trattati (2016). Il nuovo regolamento EU 2019/1009 sui fertilizzanti, in vigore dal 16 luglio 2022, rappresenta una svolta normativa fondamentale per i biostimolanti vegetali microbici in Europa, introducendo una definizione armonizzata, criteri di sicurezza rigorosi e la possibilità di ottenere la marcatura CE.

Un biostimolante vegetale è un prodotto che stimola i processi di nutrizione delle piante, indipendentemente dal contenuto di nutrienti del prodotto, con l’unico scopo di migliorare una o più delle seguenti caratteristiche della pianta o della rizosfera: efficienza nell’utilizzo dei nutrienti, tolleranza allo stress abiotico, caratteristiche qualitative, disponibilità di nutrienti confinati nel suolo o nella rizosfera. I biostimolanti vegetali sono microbici (MPB) o non microbici (NMPB). I MPB possono essere costituiti da un microrganismo o da un consorzio di microrganismi, compresi microrganismi morti o con cellule vuote ed elementi residui non nocivi del mezzo in cui sono stati prodotti, che non abbiano subito alcun tipo di trattamento, esclusa l’essiccazione o la liofilizzazione.

Gli unici microrganismi consentiti con marchio CE sono: i funghi micorrizici, Azotobacter, Rhizobium e Azospirillum. Qualsiasi altra specie microbica non può essere commercializzata con il marchio CE ma solo applicando legislazioni nazionali. I NMPB sono sostanze di origine naturale che stimolano i processi fisiologici delle piante, senza fornire nutrienti, per migliorare l’efficienza nell’assorbimento dei nutrienti, la tolleranza agli stress (siccità, salinità, temperature estreme) e la qualità della produzione, agendo come promotori della crescita e della resilienza. TRIBIOME ha isolato, caratterizzato e identificato con successo 10 modulatori a base di microrganismi che presentano attività di promozione della crescita delle piante appartenenti al gruppo di rischio 1 (rischio minimo per ambiente e salute umana) e 3 modulatori a base di estratti fenolici botanici ottenuti da residui di broccoli, cipolla e foglie di canna gigante utilizzando solo acqua e condizioni di lavorazione delicate. Tramite prove di campo, in serra e in vitro, i modulatori TRIBIOME risultano regolatori positivi dello sviluppo delle piante di grano. In particolare, è stato scoperto che Solibacillus silvestris aumenta significativamente l’accumulo di biomassa in T. durum sottoposto a stress idrico. Buttiauxella agrestis, Pseudomonas antarctica e Bacillus phsychrophilus hanno dimostrato di favorire la formazione delle foglie in T. aestivum in condizioni di siccità. Inoltre, Pseudomonas antarctica e Pseudomonas cedrina hanno anche mostrato effetti positivi sulla formazione di radici secondarie in T. aestivum in condizioni di stress idrico. Sebbene nessun singolo modulatore sia stato identificato come efficace per tutti i parametri studiati, molti hanno mostrato una regolazione statisticamente significativa di specifici tratti fisiologici, giustificando la loro selezione per ulteriori indagini.